Pulitzer

Per chi studia giornalismo

13 Gennaio 2019 Tag:, , , , , , , ,
Una lunga ma anche breve storia di tweet. Una sequenza di segnalazioni che proveremo  ad approfondire un poco mettendoli uno accanto all'altro. Per onorare con un piccolo tributo uno dei nostri fondatori ma soprattutto per provare a riportare al centro la barra. Rimettere nei binari un mestiere in fortissima crisi di identità. E non per colpa della rivoluzione digitale, tanto meno a causa di internet o come vogliamo definire la rete che ci permette di collegarci in tempo reale con tutto e tutti, di interagire, di reagire, di parlare ed essere ascoltati. Chissà se quest'idea che ci è venuta potrà consolidarsi e trasformarsi in una specie di rubrica fissa? Oggi proviamo a proporvela fateci sapere se Vi piace. Raffaele Fiengo, il nostro fondatore di cui sopra, nella sua vita ha fatto il giornalista per tanti anni, lo ha fatto in molti giornali ma soprattutto al Corriere della Sera dove è stato spesso anche rappresentante degli altri giornalisti in qualità di sindacalista e componente del Cdr. Fra le molte altre sue attività Fiengo ha sempre avuto una grande passione per l'insegnamento, ha provato, in punta di piedi e con l'atteggiamento schivo e sommesso

Più premi Pulitzer a chi ha investito di più nelle redazioni

21 Aprile 2013 Tag:, , , , , , ,
Pulitzer1 Nell’ elenco delle testate premiate con il Pulitzer  ci sono alcuni vincitori multipli. Il New York Times ne ha vinti quattro e lo Star Tribune due.  Si tratta di giornali che hanno avuto molto successo nelle loro strategie digitali e che hanno cercato di conservare la forza della redazione. Su NiemanLab Ken Doctor analizza, sulla base di dati anche inediti, il rapporto fra Pulitzer, paywall e politica di investimenti nelle redazioni.   (altro…)

Anche il Pulitzer ha pregiudizi di genere: solo il 27% le giornaliste vincitrici

16 Aprile 2013 Tag:, , , , ,
giornaliste L’ elenco dei vincitori dei Pulitzer 2013 (resi noti ieri) ha confermato il radicato pregiudizio nei confronti del giornalismo al femminile che ha sempre caratterizzato il più famoso premio giornalistico del mondo. Anche quest’ anno la presenza femminile fra i riconoscimenti individuali è quanto mai rarefatta: tre donne contro 18 uomini. Se lo aspettava l’ altro giorno Paul Bedard, sul  Washingtonexaminer, quando citava uno studio del Journalism & Mass Communication Quarterly, secondo il quale ‘’essere donna è uno svantaggio non solo quando si entra in campo, ma anche quando si arriva al momento dei riconoscimenti professionali’’. (altro…)