public editor

Tu chiamala, se vuoi, professione

12 Marzo 2014 Tag:, , , , , , ,
post ‘’Questo lavoro sta cominciando a somigliare a quello dei poeti: bello, nobile, persino utile, ma quasi senza mercato’’. E’ Luca Sofri che usa questo paragone in un bell’ articolo (che consigliamo vivamente), intitolato ‘’A un giovane giornalista, o come lo chiameremo’’, dedicato a certezze e incertezze della ‘’professione’’: fra virgolette perché Sofri si chiede anche se non sia ‘’anacronistico persino chiamarla ‘professione’‘’.   L’ articolo dà conto di  un pezzo sul New York Times (superconsigliato anche questo) in cui Margaret Sullivan, la public editor del giornale (il redattore incaricato di controllare la correttezza deontologica della testata nell’ interesse dei cittadini),  mette insieme una serie di osservazioni ‘’su cosa sta cambiando nel mestiere dei giornalisti e nel ruolo dei media e di tutti gli enti che fanno informazione’’.   (altro…)