precarietà

Il sistema della precarietà

16 Giugno 2019 Tag:, , , , , , ,
Un tempo essere precari era un problema, come lo è ora, ma a differenza di quello che succede adesso, era anche una condizione temporanea, a volte si protraeva per tempi lunghi, talvolta anche molto lunghi ma conservava per sempre quell'aspetto di eccezionalità che rendeva la condizione di precarietà un periodo a termine, un modo per fare la gavetta, un sacrificio necessario per raggiungere l'agognata sicurezza. Oggi, e purtroppo da tanti anni, essere precari è diventato un sistema di vita. La precarietà non è più uno status temporaneo associato indissolubilmente alla nostra posizione lavorativa. Essere precari oggi è sinonimo di vivere. Come le recinzioni di plastica arancione che delimitano luoghi di ogni tipo, grandezza e posizione, nei centri storici e le periferie -  ma non mi stupirei di cominciare a trovarli anche in campagna -  dei nostri piccoli o grandi centri urbani. Recinzioni temporanee di sicurezza. Per delimitare un'area a rischio. In attesa che venga messa in sicurezza. Un tempo le recinzioni arancioni servivano proprio a questo, come la precarietà, per difendersi, magari un po' goffamente, da eventi anche peggiori. Adesso sono, i nastri arancioni e la precarietà, il nostro modo per

Il lavoro non è una tecnologia

31 Luglio 2018 Tag:, , , , , , , ,

Concludiamo per ora e con questo post, il lavoro intrapreso da alcune settimane dal nostro Marco Dal Pozzo sui temi del lavoro e della rivoluzione digitale. Anche questo post, come quello della scorsa settimana,   si basa sul lavoro certosino  di sbobinamento su questi temi specifici estratti da alcuni interventi di studiosi ed esperti che hanno partecipato al recente festival dell'economia di Trento. La scorsa settimana abbiamo raccontato la presentazione in 25 slide dell'economista americano Alan Krueger sugli effetti della tecnologia sul lavoro e in particolare sull'uso sempre più massiccio negli ambiti lavorativi di algoritmi e intelligenza artificiale. Oggi ci vorremmo concentrare sul percorso normativo riguardante "i nuovi / vecchi  lavori in epoca digitale" . Per affrontare questo argomento partiamo dallo sbobinamento realizzato dal nostro associato dell'intervento del professor  Valerio De Stefano al festival dell'economia di Trento che si intitolava proprio : "nuovi lavori, nuove regole?"   .  In un terzo post che sarà redatto sempre da Marco Dal Pozzo nelle prossime settimane metteremo a confronto i risultati prodotti sul pubblico del festival in sala dai due interventi degli studiosi e riportando domande e risposte emerse al termine del dibattito in

A che punto è la notte

14 Novembre 2017 Tag:, , , , , , , , , , , ,
Chiediamo anticipatamente scusa agli autori e con fare modesto, sommesso e variamente prostrato prendiamo a prestito questo capolavoro di titolo estratto da un capolavoro di romanzo; un titolo che viene usato, come si vede nell'immagine a corredo del nostro pezzo anche dagli amici e colleghi di VareseNews per realizzare un incontro in cui si discuterà forse di precarietà oltrechè di modelli di business per l'editoria nel corso della prossima edizione di GlocalNews il festival sul giornalismo iperlocale organizzato da VareseNews a Varese e che inizierà il 16 novembre prossimo. Un titolo che ci serve  per fotografare, o almeno tentare di farlo, l'attimo - tutt'altro che fuggente - che vive la nostra professione, anzi meglio, che viviamo noi tutti che nella professione suddetta siamo invischiati a vario titolo e che dalla medesima vorremmo soprattutto trarre ed elargire benefici e non ci riferiamo soltanto alle questioni economiche. (altro…)

Storia di un giovane giornalista emigrato (ma smanioso di tornare)

4 Aprile 2014 Tag:, , , ,
Canada1L’ Italia ‘’mi ha voltato le spalle senza ripensamenti, non ha fatto nulla per trattenermi, mi ha prima illuso (facendomi girare come un trottola di stage in stage mai retribuiti) e poi tradito (negandomi un contratto di lavoro dopo avermi puntualmente spremuto senza riserve), mi ha affidato al Canada - volo solo andata - senza battere ciglio. Il Paese degli aceri, invece, mi ha accolto a braccia aperte, mi ha restituito la fiducia in me stesso, mi ha fatto sentire importante e capace, mi ha fatto crescere, facendomi diventare più maturo e responsabile, oltre che un giornalista professionista, di nome e di fatto’’.     Da Frascineto (Cosenza), via Roma, a Montréal, in Québec. Da stagista senza sbocchi a caporedattore del ‘’Cittadino canadese’’. Sedotto, ma non conquistato.     (altro…)