politica

Comunicatori pubblici o quello che sarà

1 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
E' in corso un grande progetto di riassetto del comparto della comunicazione pubblica. Una revisione di sistema che parte da fuori e si realizza dentro le Pubbliche Amministrazioni.  Un movimento trasversale in cui sono coinvolte molte categorie professionali, associazioni, sindacati, ordini, agenzie ed esperti e che viene proposto e spinto in prima battuta dagli stessi comunicatori della funzione pubblica. Qui a bottega abbiamo avuto modo di dare un'occhiata in anteprima ad un documento, forse non esaustivo, ma certamente di indirizzo, realizzato di comune accordo dai rappresentanti di tutte  le "parti in causa",  fra le quali siamo compresi anche noi giornalisti (vivaddio) sia come ordine sia come sindacato. Dopo una lettura attenta della bozza e una condivisione di tale bozza fra i nostri iscritti e alcuni "amici" di Lsdi, vorremmo mettere nero su bianco una serie di riflessioni emerse dalle nostre analisi. Il documento deve rimanere ovviamente riservato,  e quindi non potremo utilizzare in chiaro i passaggi dello scritto a cui ci ispiriamo per presentare la nostra versione dei fatti, ma confidiamo di riuscire ugualmente a farci capire. Se così non fosse, Vi invitiamo caldamente a farcelo presente, da subito e in

Stati e strati dell’informazione (appunti per non dimenticare) pt.2

9 Febbraio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Torniamo a Voi con la seconda parte del nostro personalissimo resoconto per estratti degli Stati generali dell'editoria voluti dal Governo leghista e pentastellato (che solo a parlarne pare di evocare il fantasma del pirata formaggino, ma tant'è); una serie di appuntamenti -  scherzi a parte -  davvero utili per configurare il presente e l'immediato futuro del comparto dell'informazione in Italia, ma che le vicissitudini politiche recenti, rischiano o forse, hanno già: vanificato. Per non dimenticare, come recita il nostro titolo, di quello che è emerso in questi incontri, abbiamo provato ad estrarre le dichiarazioni, i passaggi salienti degli interventi, le considerazioni più utili - a nostro avviso -  per mettere al più presto mano, ad una urgente e non rimandabile riforma dell'intero comparto. Partendo dal nostro ordine professionale, o forse meglio, dalla definizione della professione giornalistica; per poi passare alla intera filiera industriale del mondo dell'informazione. Gli spunti importanti emersi da questi incontri arrivano da tutte le parti. Non sono stati solo gli esperti  chiamati, ad aggiungere elementi utili al dibattito, ma come vedrete, tutti o quasi gli intervenuti, hanno inserito  spunti e riflessioni davvero importanti per la discussione. Apriamo dunque la

Basta la parola. I processi sociali, politici, educativi tra comunicazione e marketing

19 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , ,
    Basta la parola. Così recitava un vecchio slogan pubblicitario di successo...   Una frase/uno slogan che, in molti casi, ben fotografa e chiarisce la logica/le logiche dominanti non soltanto in politica, nel mondo del marketing e delle imprese; logiche che vengono tradotte e applicate anche nell’ecosistema dell’educazione e della formazione, negli stessi processi educativi e formativi, nella vita di tutti i giorni, con esiti assolutamente negativi e, perfino, ingannevoli non soltanto sul piano etico.   Accade così che l’attenzione esclusiva, talvolta ossessiva, per la parola/le parole (anche, ma non soltanto, inglesi) si traduca proprio nell’idea, sempre affascinante e seducente, della scorciatoia, della questione complessa che può, con pochi accorgimenti, essere resa “facile”, alla portata di ognuno, semplicemente cambiando alcune parole e/o utilizzandone altre: ancora una volta, questa visione, ormai quasi ideologica e, in ogni caso ideologizzata e assolutizzata, trova percorsi e vie di sfogo a più livelli...sempre alla ricerca delle soluzioni semplici ai problemi complessi”(cit.). Come se, in altre termini, l’utilizzo “corretto” e virtuoso (?) di parole e/o di un linguaggio e di una comunicazione “neutri/neutrali”(?), inevitabilmente sempre legati a criteri e parametri convenzionali e arbitrari, fosse, in sé e per sé, indipendentemente da altri

Uno, due, ma soprattutto ics

15 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , , , ,
In epoca oramai remota, parliamo di tre anni fa, e con intenti non  sospetti, abbiamo parlato su queste colonne di un fenomeno da noi rilevato allora, e che oggi è contiguo, a nostro avviso,  ad un fatto di cronaca "al centro" delle narrazioni dei maggiori organi di informazione. Il fatto di cronaca è la sentenza che condanna Facebook a riaprire l'account di un movimento politico chiuso d'ufficio dal social sul social, per presunte inadempienze al contratto d'uso del social medesimo da parte degli amministratori della pagina. Il tribunale civile di Roma ha emesso una sentenza a favore del ricorrente, ovvero del movimento politico suddetto, e ha obbligato il social di Menlo Park a riaprire quella specifica pagina. Il fatto di cui parlavamo sulle nostre pagine tre anni fa, si riferiva alla chiusura di un gruppo di lavoro su Facebook,  da parte dei suoi amministratori. Quindi due fatti simili nelle conseguenze,  ma molto differenti nella natura, con effetti però, ancora una volta molto simili, e su cui riflettere a lungo. Da una parte il gruppo era arrivato a "consunzione" per non meglio conosciute dinamiche interne all'apparato di gestione, dall'altra una

L’unico mercato in città

29 Novembre 2019 Tag:, , , , , , , , ,
La Cina lavora per arrivare ad essere l'unico punto di riferimento di qualunque mercato del mondo, e lo fa partendo da un mercato interno che già garantisce al Paese orientale di sopravvivere a qualunque crisi. I numeri di Tik Tok, ultimo arrivato nel mondo dei social network, parlano chiaro: 1 miliardo e 450 milioni di utenti; e ancora non lo conosce nessuno, o quasi, fuori dalla Cina. Torniamo ad occuparci di OTT e di scontro fra titani Usa-China, grazie all'eccellente dossier realizzato per China Files dal nostro collega e amico Nicola Zamperini. Abbiamo ragionato assieme a lui,  e grazie ai suoi contributi, qualche settimana fa di indagini,  concentrazioni e antitrust a carico delle maggiori OTT statunitensi da parte del Governo americano e di molteplici organi giudiziari. Oggi concludiamo l'analisi del dossier del giornalista romano,  grande esperto di mondi digitali, osservando  il tutto da Oriente,  per capire quanto "conti", negli assetti del mondo moderno, la "guerra" economico politica, più o meno manifesta, che l'amministrazione Trump ha scatenato contro la Cina. In termini di concorrenza alle OTT,  la Cina indubbiamente,  è l'unico Paese al mondo in grado di competere con le techno-corporation.