open

Open Data – Data Journalism

22 Novembre 2011 Tag:, ,
Il giornalismo così come lo conosciamo sta attraversando una lunga, salutare fase di crisi economica, ma a tratti anche di identità. Salutare perché se da un lato comporta licenziamenti, chiusura di testate anche storiche, abbassamento della qualità del prodotto giornalistico, dall’altro ingenera (soprattutto grazie alle opportunità tecnologiche a disposizione) un naturale, conservativo istinto di evoluzione, innovazione, rivoluzione, come spesso si sente dire in occasione dell’ingresso di questo o quel social network nell’arena dell’informazione. Forse si potrebbe parlare di un mutamento genetico del giornalismo, una schizofrenia che ha prodotto un’ampia gamma di giornalismi possibili: alcuni viziosi, perché magari frutto di un gigantesco ‘copia e incolla’ globale per cui miliardi di bit schizzano avanti e indietro per il Web rimbalzando la stessa ridondante notizia; molti altri, invece, virtuosi poiché innovativi, partecipativi, iper-verticali, talvolta perfino sostenibili, e comunque sempre attaccati tanto alle calcagna dei poteri forti quanto all’orecchio del cittadino, ritrovando e ottemperando ai principi fondanti oggi un po’ bistrattati dell’indipendenza, l’obiettività e la trasparenza del giornalismo. Un’evoluzione, dunque, che riscopre ed eredita la parte migliore che il giornalismo tradizionale ha da offrire, nel tentativo di depurarsi dalle scorie accumulate in decenni di compromessi e

Open Data, crescono i portali e la sperimentazione

18 Novembre 2011 Tag:, , ,
OpenDataDall’ Epsi (European Public Sector Information) un Report sullo stato del Movimento per la ‘’liberazione’’ dei dati dopo il recente Data Camp di Varsavia – Un netto miglioramento rispetto all’ anno scorso – Il ruolo degli ‘’attivisti dei dati’’- La necessità di modelli comuni e condivisi - L' Italia ancora nettamente ai margini -------------- (a cura di Andrea Fama) A seguito dell’ Open Government Data Camp di Varsavia, David Eaves, uno dei maggiori esperti del settore, ha pubblicato un breve report sullo stato dell’ arte del movimento per gli Open Data a livello internazionale. Rispetto ad un anno fa, Eaves riscontra un netto miglioramento, traducibile nei seguenti punti: 1. Più portali di Open Data Ad oggi sono oltre 50 i portali governativi a raccogliere i dati della Pubblica Amministrazione, e in molti si stanno aggiungendo all’elenco (vedi, ad esempio, i casi italiani di Dati.gov.it e Wikitalia, lanciati quasi contestualmente a metà ottobre – ma non c’è il rischio di sovrapposizione e dispersione della forza d’urto delle iniziative?, ndr) (altro…)