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Rosso profondo rosso

24 aprile 2018 Tag:, , , , , , , ,
Per la prima volta nella storia l'istituto di previdenza dei giornalisti italiani chiude il  bilancio con segno negativo, consegnando ai posteri un passivo di oltre 100 milioni di euro. I motivi del debito li conosciamo bene. In una parola:  la crisi dell'editoria analogica e l'incapacità di trovare un nuovo modello industriale sostenibile nell'editoria digitale,  hanno fatto sì che il settore professionale del giornalismo stia perdendo pezzi e uomini e tanto denaro da anni,  senza speranza alcuna per il futuro.     La presidentessa dell'Inpgi Marina Macelloni in  una dichiarazione che accompagna il comunicato stampa dell'ente sul bilancio chiede a gran voce non piccoli aiuti o paliativi per l'amministrazione corrente ma una legge di sistema per l'editoria:     "Il dato chiave per analizzare questa dinamica - ha detto Macelloni - è quello dei rapporti di lavoro: -889 nel 2017. Negli ultimi cinque anni, un tempo tutto sommato limitato, la categoria ha perso quasi 3.000 lavoratori attivi che oggi quindi sono poco più di 15.000. A questo si aggiunga che nel 2017 sono stati erogati ai colleghi circa 7.000 trattamenti a titolo di ammortizzatori sociali; ciò ha comportato una spesa a titolo di indennità  di 24,2 milioni che, seppur

#digitRoma Quanto vale una notizia?

1 febbraio 2018 Tag:, , , , , , , , ,
Siamo giunti all'ultima tappa del percorso di presentazione del Modello Sociale per l'Editoria: riuscire a determinare con precisione e usando criteri di equanimità, per quanto possibile, quanto vale - realmente secondo il nostro modello - una notizia?     Questa la proposta: il valore della notizia, calcolato per i contenuti che vengono distribuiti online, dipende dal Capitale Sociale delle relazioni tra le persone che discutono intorno ad essa: maggiore è  la cura che il giornalista ha nel seguire il contenuto in tutto il suo ciclo di vita - spiegando meglio, moderando le conversazioni, producendo altri link, arricchendo magari lo scenario con nuovi argomenti- maggiore è il contributo di senso che anche i lettori riescono a dare ad essa nelle conversazioni, più alto  è il valore della notizia, intesa "tecnicamente" come contenuto.     La conversione in valuta di questo valore costituisce la somma da riconoscere alle parti in causa: all'editore/giornalista (il modello non nega che le due figure possano concidere: rispetto a questo aspetto esso è del tutto trasparente) e al lettore. Nel caso del lettore, più che di retribuzione, il Modello prevede un premio vincolato all'acquisto di altre notizie.     La questione centrale, quindi, diventa: come si può calcolare

Le fake news non esistono

28 novembre 2017 Tag:, , , , , , , , , ,
Chiediamo scusa anticipatamente per questa entrata a gamba tesa sul tema in oggetto ma proprio non riusciamo ad ignorare tre fatti importanti che dal tema hanno preso origine nelle ultime settimane. Sono tre iniziative politiche nate dentro ai palazzi del potere o attorno ad essi e quindi ancora più importanti perchè in grado di influenzare in modo pesante la creazione della pubblica opinione.  Il primo fatto, quello più vecchio nel tempo, ha avuto inizio direttamente in parlamento, autrice la terza carica dello Stato  nonchè presidente di quel ramo del nostro parlamento che si chiama Camera dei deputati e riguarda proprio le cosiddette fake news. (altro…)

Robin Good, curation e algoritmi

10 luglio 2017 Tag:, , , , , , , , ,
Prendiamo spunto da una bella e lunga intervista realizzata dal professor Gianfranco Marini, insegnante di storia e filosofia al Liceo scientifico "G. Brotzu" di Quartu Sant'Elena (Cagliari), ma soprattutto sperimentatore dal 2005  del e sul web delle tecnologie digitali per l'apprendimento; a Robin Good, nostra vecchia (si fa per dire) conoscienza, vero apripista nella sperimentazione, nella ricerca, nella divulgazione di contenuti digitali e di tecnologie e culture della rete da epoca oramai remota e certamente -  come si suole dire -  in tempi non sospetti; per parlare - o meglio -  provare a riproporre un ragionamento sulla curation. Uno dei capitoli più importanti della cultura digitale, ma soprattutto una delle modalità operative della ricerca e della sperimentazione nel mondo digitale che unisce trasversalmente  molteplici professioni 2.0 a partire dalla nostra: il giornalista. L'intervista la trovate integrale e riassunta in un eccellente pezzo di approfondimento sul tema della curation tutti realizzati dal professor Marini su Aulablog e sul  sito Next learning divisa in due puntate come da nostri link e screenshot inseriti nel nostro pezzo. Noi, come sempre proviamo a fare, cercheremo di estrarre dall'intervista alcuni passaggi che ci

Il giornalista ibrido

12 giugno 2017 Tag:, , , , , , , , , , , ,
"Giornalismo Ibrido" è il titolo del nuovo saggio del sociologo Sergio Splendore, docente di Sociologia della Comunicazione all'Università degli Studi di Milano, e grande esperto di problemi dell'informazione  in senso stretto perchè si occupa di queste tematiche con successo da anni e in senso lato perchè fa parte della redazione del prestigioso periodico  diretto da un altro illustre sociologo  Carlo Sorrentino. Splendore che è anche visiting professor della scuola di giornalismo di Grenoble compie a nostro avviso attraverso questo libro, edito da Carrocci, i celeberrimi tre passi indietro (monopoli docet) e quasi potesse -  beato lui -  usare una macchina del tempo,  rimette in discussione numerosi temi centrali del giornalismo contemporaneo tentando di portare ordine - con successo ci pare -  nella rivoluzione professionale in cui è incappato il "mestiere di informare" a seguito della potente onda di riflusso provocata dalla ben più vasta rivoluzione epocale in cui ci troviamo da circa trent'anni che è quella digitale.     "La professione giornalistica muta -  dice Splendore nell'introduzione al saggio -  a un ritmo che prima le era sconosciuto e l'identità professionale diventa più incerta. Fintanto che le forme più innovative di produzione