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L’archeologia fa notizia

29 Novembre 2020 Tag:, , , , , , , ,
Dopo anni,  - proprio anni -   di preparazione certosina, il "nostro" Angelo Cimarosti, è di nuovo online con un diverso e originale esperimento di giornalismo professionale e partecipato. Ne più e ne meno come nel 2008, - anno di nascita dell'altro fantastico laboratorio praticato di giornalismo: prima immaginato e poi realizzato da Cimarosti - allora -  assieme ad "alcuni altri avventurosi e coraggiosi  imprenditori dell'informazione e del video reportage"(De Nicolo e Bauccio per non fare nomi) -  ricordate YouReporter? Con alcune differenze sostanziali, rispetto al primo progetto del "nostro", ecco giungere dodici anni dopo: ArchaeoReporter. La prima differenza è che Angelo in questo suo nuovo lavoro viaggia in solitaria. La seconda è che nel lavoro di preparazione a questa nuova avventura Angelo ha inserito una laurea in archeologia, conseguita in lingua inglese presso un prestigioso campus britannico. La terza, la più importante,  è che nel frattempo Angelo  è diventato prima marito e poi padre.   Differenze di spessore e di intenti,  non indifferenti,  per chi vuol praticare questo mestiere -  che nel frattempo - è arrivato ad un giro di boa: forse l'ultimo? Certamente nel BelPaese la vicenda Inpgi - di cui in questa

Costruire o distruggere comunità

24 Maggio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
La nostra riflessione odierna parte dalla lettura di un articolo davvero interessante di Francesco Marino che si intitola: "Conteniamo moltitudini. Il corona virus e la distruzione del concetto di comunità".  Il giornalista, studioso di mondi digitali, ragiona sulle conseguenze dell'epidemia in termini di costruzione o distruzione del concetto di comunità e si interroga su questi temi, evocando scenari di vario tipo, alcuni dei quali estremamente suggestivi. Dal pezzo di Marino abbiamo estratto alcuni passaggi a nostro avviso particolarmente significativi chi Vi proporremo di seguito. Ovviamente Vi consigliamo,  anche e soprattutto,  la lettura integrale dell'articolo di Francesco. Noi alle sue riflessioni abbiamo provato ad aggiungere altre considerazioni forniteci da alcuni componenti della nostra community, che hanno risposto favorevolmente alla nostra richiesta di ragionare assieme sui concetti espressi da Marino nel suo pezzo. In questo caso, e differentemente da quanto facciamo di solito, proprio per non ledere l'integrità della comunità, i contributi che abbiamo raccolto e che Vi riporteremo di seguito, saranno pubblicati in forma totalmente anonima. Buona lettura e grazie dell'attenzione.     Scrive fra le altre cose Francesco Marino:    
Il Corona virus è, per la mia generazione, - di trentenni -  un evento di cesura forte,

Il datismo (terza e ultima parte)

6 Gennaio 2019 Tag:, , , , , , , , , , , ,
" La narrazione non è il male. E' vitale. Senza storie accettate da tutti su cose come il denaro, gli stati o le società per azioni, nessuna società umana complessa può funzionare. Non possiamo giocare a calcio a meno che ciascuno creda nelle stesse regole predefinite, e non possiamo godere dei benefici dei mercati e dei tribunali senza storie altrettanto inventate. Ma le storie sono soltanto strumenti. Non dovrebbero diventare i nostri obiettivi o i nostri parametri di riferimento. Quando dimentichiamo che si tratta solo di finzione, perdiamo il contatto con la realtà. Allora diamo inizio a guerre "per far guadagnare soldi all'azienda" o "per proteggere l'interesse nazionale". Le aziende, il denaro e le nazioni esistono soltanto nella nostra immaginazione. Le abbiamo inventate perchè ci servissero; perchè ci troviamo nella condizione di sacrificare le nostre vite al loro servizio?     Nel XXI secolo creeremo narrazioni più potenti e religioni più totalitarie che in qualsiasi epoca precedente. Con l'aiuto della biotecnologia e degli algoritmi digitali queste religioni non soltanto controlleranno la nostra esistenza minuto per minuto, ma saranno in grado di  modellare i nostri corpi, cervelli e menti, e di creare interi mondi virtuali che includono