multimedialità

Podcast e oltre (segnalazioni dal mondo)

31 Ottobre 2016 Tag:, , , ,
podcast-lsdi-informazione Torniamo con le segnalazioni dal mondo, dopo digit16. Questa volta esploriamo un modo di fare informazione che sembra una semplice trasposizione della radio sul digitale ma in realtà è ben di più: il podcasting. Un mezzo fruito non solo in diretta streaming ma, e soprattutto, in occasioni che l'ascoltatore sceglie e che spesso diventano veri e propri riti del quotidiano. Una narrazione lunga, dettagliata, raccontata settimana dopo settimana, giorno dopo giorno a intervalli regolari. Il podcast può, grazie all'abilità della voce di chi parla, coinvolgere chi ascolta maggiormente rispetto ad altri mezzi. Questo tipo di fruizione delle informazioni - più spesso utilizzata per rassegne sulle ultime news su uno specifico argomento o come approfondimento e inchiesta - è scelta per tipo di argomento, per interesse. Decide l'utente quando ascoltarlo  quando metterlo in pausa e rimane a disposizione sul suo device mobile.  (altro…)

Se il low cost sbarca in redazione

22 Febbraio 2009 Tag:
telerama.jpg A RMC Sport, la News Factory di Alain Weill, in Francia, gli Operai specializzati dell’ informazione, ciascuno nel suo alveolo, lavorano a ritmi infermali e sotto-pagati per ‘’nutrire’’ le varie testate del gruppo (da 300 a 1000 dipendenti in tre anni), anche per 16 ore al giorno - Su telerama.fr un articolo di Emmanuelle Anizon analizza questa fabbrica dell’ informazione dove la multimedialità è spinta al massimo e dove si trasforma la materia prima prodotta da pochi reporter o pescata sul web in notizie e servizi sportivi per due quotidiani, La Tribune e Le 10 Sport, le radio RMC e BFM e la rete televisiva BFM TV – L’ informazione? Un prodotto come un altro, teorizza Weill (In alto, la redazione di RMC sport - Foto di Jean-Claude Coutausse per Télérama) ----------

di Emmanuelle Anizon
(telerama.fr)

In un grande salone con la moquette piena di macchie, decine di computer sistemati uno vicino agli altri, come tanti alveoli. Sugli schermi scorre la materia prima, presa da internet o da altre fonti. Etichettata, numerata, essa viene rielaborata da api laboriose, poi reimpacchettata

Convergenza fra i media, un processo difficile

30 Novembre 2008 Tag:
nordjyske.jpg Il caso di Nordjyske e uno studio sullo sviluppo dell’ approccio multimediale nelle redazioni di alcune testate in Austria, Germanie e Spagna – Oltre all’ integrazione completa, si vanno definendo altri due modelli: piattaforme separate e cross media ----------

Il 90% dei giornalisti della carta stampata possono fare tranquillamente televisione o radio. Ne è convinto Ulrik Haagerup, un esperto editoriale che in 5 anni ha trasformato Nordjyske, un quotidiano regionale del nord della Danimarca, in una azienda multimediale: sito web, televisione locale in funzione 24 ore su 24, stazione radio, ecc.

Haagerup – commenta TheMediatrend (sulla base dell’ abstract di Newsroom convergence, pubblicato sul sito di Medienhaus Wien) – è un inguaribile ottimista, ma i risultati, anche quelli economici, stanno dalla sua parte. Tra il 2002 e il 2006 il giro d’ affari del  Nordjyske è praticamente raddoppiato, passando da 54 a 100 milioni di dollari. Nel 2000 il cartaceo rappresentava il 62% del fatturato mentre nel 2007 esso era sceso al 47%.

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Ma che fanno 100.000 giornalisti in Italia?

4 Novembre 2008 Tag:, , , ,
out-155.jpg In un articolo dal titolo “Professione e lavoro” Guido Besana, della segreteria della Fnsi, compie un’ ampia riflessione sul “giornalismo nel tempo attuale, in cui si accede alla professione, non si trova lavoro e nessuno ti insegna il mestiere” – Gli “effetti collaterali” dell’ allargamento della base e una evoluzione complessiva da cui è uscita sconfitta la qualità – Che, invece, dovrebbe essere la chiave di una ridifinizione “alta” della professione, insieme alla riconquista del controllo dei mezzi di produzione ----------

“Non abbiamo saputo vedere cosa comportasse per il mercato del lavoro a lungo andare una impostazione legittima e rispettosa dei diritti che nel tempo abbiamo adottato nel nostro agire sia sindacale che ordinistico,confortata dagli Enti di previdenza e assistenza”.

Ma “l' allargamento della base ha avuto come effetto collaterale il “todos caballeros”, la corsa alle tessere e ai contributi, l'espansione in territori di confine, la compiacenza, le clientele, il do ut des, il cammellaggio, le quote di iscrizione pagate da altri per poter votare alle consultazioni di categoria, gli interessi anche economici che si basano sul