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Se non la smetti ti faccio una app

21 Giugno 2020 Tag:, , , , ,
Quando è stato che siamo passati dal progettare soluzioni digitali a problemi analogici,  a realizzare inutili orpelli fintamente risolutivi in forma digitale a problemi (reali) perlopiù inesistenti?
La mancanza sempre più marcata di una cultura digitale di base, anno dopo anno, ci ha portato,  lentamente ma inesorabilmente,  ad avere sempre meno elementi utili per aiutarci a comprendere i problemi reali, fino a far scomparire dal nostro orizzonte logico gli stessi problemi.  Nel frattempo, questi problemi,  non cessano davvero di esistere,  bensì peggiorano. Ma la sempiterna mancanza di cultura digitale - sigh -  orienta il nostro agire non verso la giusta direzione; bensì alla ricerca di finte o non utili soluzioni di problemi inesistenti, inconsistenti, o peggio, opportunamente costruiti  a tavolino. Alcune strade maestre, percorsi ineludibili fino a pochi anni fa, sono letteralmente scomparse dal nostro orizzonte.
Il riuso è un concetto utile,  sparito quasi del tutto.
La conservazione,  è un altra modalità di approccio alla vita fondamentale, divenuta  oramai obsoleta.
Riparare, aggiustare, scambiare,  sono termini e prassi desuete e anche un po' risibili ai più. Mentre invece sarebbero necessarie alla nostra stessa sopravvivenza.
A tenere banco, invece,  sono questioni

Mozione presentata al 27° Congresso Nazionale Fnsi di Chianciano: Monitoraggio giornalismo digitale

30 Gennaio 2015 Tag:, , , , , , , , , , ,
Riportiamo la mozione di Assostampa presentata al Congresso.   La rivoluzione digitale del mondo del giornalismo e delle informazioni è ormai avvenuta. E' l'unico settore nel quale, anche con la crisi, le raccolte pubblicitarie sono aumentate, anche se mai hanno compensato completamente quelle della carta e della radio-tv. E' l'unico settore dove c'è una nascita di nuove testate, non la continua morte come succede su quelle cartacee, ma con un ricambio continuo e a volte frenetico. Ma questo non ha portato, complessivamente, nuovi posti di lavoro.   Il ritardo con cui in Italia è stato affrontato questo fenomeno ha colpito sia i livelli salariali che i diritti dei giornalisti che lavorano in questo settore. Come dimostrano le esperienze più avanzate in questo settore, una per tutte il Financial Times, siamo in Italia anni luce distanti dall'approccio digital first o altri tentativi di innovazione e integrazione tra media. Buona parte del 62% di precari-free lance che lavorano nel settore giornalistico in Italia sono, a volte principalmente, coinvolti nel settore online.   (altro…)