MediaPart

Quando i giornalisti scenderanno dalla ‘collina’?

1 gennaio 2009 Tag:, ,
mediapart.jpg Ambiguità e non-detto in un appello lanciato a Parigi da Reporters sans frontières e Médiapart – La libertà di stampa è solo un aspetto particolare del più ampio diritto dei cittadini alla libertà di espressione ----------

Una nuova conferma del perpetuo appuntamento mancato fra i giornalisti e i cittadini viene da un recente documento sulla libertà di stampa diffuso congiuntamente da Reporters sans frontières e Mediapart e intitolato   « L’Appel de la Colline »*. Lo pensa Narvic, riprendendo su Novovision la dura analisi critica che di quel documento ha fatto Henri Maler, ricercatore universitario e co-animatore di  Acrimed , un’ associazione indipendente di osservazione critica dei media.

In  « L’appel de la Colline » ou les brumes d’un consensus minimaliste, Maler traccia un’ analisi approfondita e corrosiva dell’ appello, ‘’mettendo in evidenza in maniera lampante le ambiguità e le cose non dette di questo testo nebbioso, redatto – spiega – strettamente dal punto di vista dei giornalisti professionali, dimenticando di difendere prima di tutto e soprattutto il diritto di essere informato dei cittadini

Giornalismo partecipativo: tre esperienze francesi a confronto

20 aprile 2008 Tag:, , , , , , , ,
Agoravox Agoravox, Mediapart e Rue 89: tre interviste pubblicate da “Le Mensuel de l’ Université” (un magazine interuniversitario online) delineano tre modelli mediatici diversi, tre modelli economici distinti, tre filosofie originali – Tutte e tre le testate però danno grande risalto al carattere partecipativo della loro esperienza e puntano a difendere e a sviluppare il giornalismo investigativo ----------

E’ in pieno svolgimento in Francia la partita per diventare il principale punto di riferimento per l’ informazione sul web.

Qualcuno dice che se ne conoscerà il vincitore non prima di cinque anni.

Ma intanto tre siti di giornalismo partecipativo, con caratteristiche diverse l’ una dall’altra, hanno cominciato a incrociare le armi, sfidando anche i siti web dei grandi media.

Tutti e tre – Agoravox, Mediapart, Rue89 - danno grande spazio all’ aspetto collettivo dell’ attività di informazione e puntano sulla ripresa e l’ approfondimento del giornalismo investigativo.  

Obbiettivi e filosofie delle tre testate sono al centro di altrettante interviste (raccolte da "Le

Mediapart va forte, ma è davvero un modello per il web?

11 aprile 2008 Tag:,
Il logo Il sito di giornalismo partecipativo sembra andare a gonfie vele (molti abbonati in più rispetto alle previsioni), ma c’ è chi lo accusa di essere soltanto “una escrescenza del vecchio giornalismo cartaceo” e non un esperimento avanzato, come i suoi creatori ritengono, replicando polemicamente: "sul piano del giornalismo noi rivendichiamo una cultura professionale per non prendere i nostri lettori per degli imbecilli” ---------- Un modello per il web o una escrescenza del vecchio giornalismo cartaceo? Mediapart sembra andare molto bene ma qualche osservatore, nonostante il successo, è convinto che si sia fatta troppa enfasi sul progetto.

Uno di questi è  Nicolas Kayser-Bril che, su Observatoire des médias, semina molti dubbi. Ma che viene rimbeccato dagli interessati e tacciato di essere un "piccolo marchesino".

Il sito, inaugurato meno di un mese fa (vedi Lsdi ),  ha raggiunto già più di 5.400 abbonati e ne guadagna 100 ogni giorno che passa. Le previsioni quindi – 5.000 abbonamenti alla fine di marzo – sono state ampiamente rispettate.

Come mai questo successo? - si chiede Kaiser-Bril -. (continua...)

Giornalismo partecipativo: quello reale non è perfetto, ma non si può non crederci

24 marzo 2008 Tag:, , ,
Médiapart Un ampio dibattito, anche molto critico, in Francia dopo l’ avvio di Médiapart.fr - La partecipazione – dice ad esempio Philippe Couve – non consiste nel far fare ad altri il lavoro dei giornalisti, ma nell’ apertura e nella collaborazione attiva fra redazione e non-giornalisti - E’ per questo – aggiunge - che io preferisco il termine di co-giornalismo – I cinque punti di Benoit Raphael – I falsi miraggi della partecipazione ---------- Se in poco tempo il “citizen journalism” reale, quello realmente praticato, di Dan Gillmor con  Bayosphere* , si rivela meno scintillante di quello raccontato**, e il dubbio sulla praticabilità  e, soprattutto, sulla resa del giornalismo fatto dai e con i cittadini continua a rafforzarsi, c’ è chi, pur con qualche distinguo, continua a ritenere che, alla fin fine, non ci si può non credere.

Uno di questi è Benoit Raphael che, sul suo blog , prende spunto dal recente lancio di Mediapart.fr e spiega perché “bisogna credere ai media partecipativi”.

Precisando di non aver niente di particolare per ora da dire sul nuovo sito, Raphael invita a lasciare al nuovo venuto il tempo

Partito Mediapart, un giornale online “indipendente, digitale e partecipativo”

18 marzo 2008 Tag:,
mediapart Lo dirige Edwy Plenel, ex capo redattore di Le Monde, con la collaborazione di altri noti giornalisti francesi – Il principale campo d’ azione sarà “il giornalismo sul campo, l’ inchiesta” – Investimenti per 3,7 milioni di euro – Il sito sarà accessibile solo per abbonamento (9 euro mensili) e l’ obbiettivo è di raggiungere 25.000 abbonati entro il marzo 2009 ----------

Indipendente, digitale e partecipativo.

E’ con questi tre aggettivi che il direttore Edwy Plenel definisce Mediapart, il nuovo giornale che è partito domenica su internet dopo diversi mesi di gestazione (Vedi Lsdi,  http://www.lsdi.it/2008/02/06/mediapartfr-sotto-attacco-giudiziario/).   

Con Plenel, altri tre noti giornalisti, François Bonnet, Gérard Desportes e Laurent Mauduit.

Ex capo redattore di Le Monde (dove ha lavorato fra il 1980 e il 2005), 55 anni, giornalista investigativo molto noto ma spesso anche criticato, Plenel ha presentato Mediapart al Salone del Libro di Parigi, confermando la volontà di privilegiare “il giornalismo sul campo, l’ inchiesta”.
(continua...)

MediaPart: un accordo amichevole mette fine alla vertenza giudiziaria

8 febbraio 2008 Tag:,
Il logo di Mediapart

Il gruppo editoriale Média-Participations ha rinunciato all’ azione giudiziaria nei confronti di MediaPart (vedi http://www.lsdi.it/2008/02/06/mediapartfr-sotto-attacco-giudiziario/ ) con un accordo amichevole intervenuto in seguito a una iniziativa del suo presidente, Vincent Montagne.

In un comunicato comune diffuso mercoledì, le due società hanno annunciato  la fine della vertenza. E MediaPart ha confermato per il 16 marzo il lancio ufficiale del sito.

In particolare – spiega il comunicato – “MediaPart limitera l’uso del suo marchio alla sola testata online e fino al momento del suo lancio modificherà la grafica del suo logo per ridurre qualsiasi rischio di somiglianza. Questa chiarificazione permette a Média-Participations di procedere serenamente nei suyoi progetti. Nell’ interesse comune le due società si sforzeranno, nelle loro comunicazioni, di differenziare i propri marchi’’.

“Qualcuno si meraviglierà di questa rapida conclusione - commenta Edwy Plenel, il direttore di MediaPart -. Qualcun altro giudicherà eccessivo l’ allarme lanciato sul nostro sito. Per parte mia mi contento di constatare che, dopo aver ricevuto una citazione in giudizio che mi