media

L’ economia al centro dei media Usa nel 2011

1 gennaio 2012 Tag:, , , ,
La situazione economica è stata la notizia più importante del 2011 per gli Stati Uniti e la sua copertura è cresciuta in maniera vistosa rispetto al 2010, anche perché essa ha alterato il panorama politico. Lo segnala il Rapporto annuale del Pew sullo stato dei media nel 2011. In particolare, l’ informazione economica ha occupato circa il 20% di tutto lo spazio dei periodici, media digitali, radio e televisione, con un aumento del 40% dell’ attenzione rispetto al 2010. Al secondo posto la primavera araba e la morte di Gheddafi, con il 12% dello spazio complessivo, e al terzo posto le elezioni presidenziali del 2012 e al quarto lo tsunami e il terremoto in Giappone, mentre l’ uccisione di Osama Bin Laden ha occupato il 2% della ‘’copertura’’. Lo studio è stato realizzato analizzando 46.000 notizie pubblicate dal 1° gennaio all’ 11 dicembre scorso dai vari segmenti di informazione del paese e le reti sociali, attraverso un’ analisi settimanali di alcuni blog e di Twitter. (via 233.grados.com)  

Social media e rivolte in Nord-Africa, non ci sono solo Fb e Twitter

23 dicembre 2011 Tag:, , , , , , ,
Ushahidi In una tesi di laurea uno studente padovano analizza in maniera molto approfondita il ruolo chiave che i network sociali hanno avuto nella ‘’primavera araba’’ mettendo in risalto il grosso contributo offerto anche da una terza piattaforma sociale, Ushahidi, che peraltro è nata proprio in Africa - Utilizzato soprattutto in Egitto per condividere informazioni, localizzate geograficamente su mappe, sul numero delle vittime, sugli aiuti necessari ai manifestanti e sul posizionamento dei vari checkpoint  il software creato nel 2007 da Ory Okolloh in Kenya è diventato un efficace strumento di lettura delle situazioni di crisi a livello internazionale ----- Diffusione dei contenuti sia all’ interno del paese che verso l’ esterno e coordinamento delle azioni di protesta. Il ruolo chiave dei social media, Twitter e Facebook in particolare, nelle rivolte del nord-Africa è stato costantemente sottolineato in questi mesi da tutti i media ma il lavoro che qui presentiamo (una tesi di laurea di uno studente padovano) offre un grosso contributo in più in termini di approfondimento, raccontando come concretamente i network sociali hanno svolto una funzione informativa e logistica essenziale per lo sviluppo degli avvenimenti. ’La generazione che sta cambiando il Nord

Come i social media stanno cambiando la BBC

13 settembre 2011 Tag:, , ,
BbcI social media sono un ''terremoto positivo'' per i giornalisti: lo sostiene Kevin Bakhurst,  vice capo della Redazione multimediale del più prestigioso servizio pubblico radiotelevisivo mondiale, la BBC in un suo intervento all’ International Broadcasdting Convention di Amsterdam - Fonti di notizie e coinvolgimento dei cittadini ---------- di Pino Bruno (da pinobruno.it) I social media? Un terremoto positivo per i giornalisti, sostiene il vice capo della redazione multimediale del più prestigioso servizio pubblico radiotelevisivo mondiale, la BBC. Kevin Bakhurst ne ha parlato all’ International Broadcasting Convention di Amsterdam. Dati alla mano, il giornalista britannico ha detto anche perché Twitter, Facebook, YouTube e compagnia giocano un ruolo sempre più importante nelle redazioni: • Fonti di notizie. I social media aiutano a raccogliere di più, rapidamente, e a volte meglio, le informazioni di base. E’ disponibile una più ampia gamma di voci, idee e testimoni oculari. • Coinvolgimento del pubblico. E’ più facile ascoltare e parlare con il nostro pubblico. Grazie ai social media, il pubblico si ampia e diversifica, grazie alla pluralità delle piattaforme (radio, TV, Web TV, social network) di distribuzione. (continua...)

Le donne rappresentate ‘poco e male’ nei media

2 ottobre 2010 Tag:,
Who Le donne sono ‘’rappresentate decisamente poco e male’’ sui media. Lo ha rilevato una ricerca condotta dal  Global Media Monitoring Project, secondo cui il pregiudizio antifemminile è presente anche nell’ informazione online. Lo studio, 'Who Makes the News', è il frutto di un monitoraggio di 17.795 articoli comparsi su 1.000 testate giornalistiche di 108 paesi nello stesso giorno, il 10 novembre del 2009. Il lavoro, coordinato dalla World Association for Christian Communication (e di cui nel marzo scorso vennero diffuse delle anticipazioni), ha accertato fra l’ altro un aumento della presenza femminile fra i giornalisti dal 28 al 37% negli ultimi 15 anni, ma senza nessuna variazione di rilievo negli ultimi 5 anni. La tv è la piattaforma con la maggiore presenza femminile, il 44% dei giornalisti, mentre nei giornali la percentuale è al 33%. Per quanto riguarda i contenuti, le notizie analizzate si riferivano per il 24% a protagoniste femminili, contro il 76% di maschi, con un aumento del 3% di temi femminili rispetto a 5 anni fa. Lo studio ha compiuto anche un confronto fra giornalismo tradizionale e giornalismo

Un ”Progetto Einaudi-Albertini” per l’ indipendenza dei media

1 marzo 2009 Tag:, ,
nixon.jpg La scuola di giornalismo di Urbino, in collaborazione con l' Università, ha promosso una serie di iniziative nella convinzione che l' indipendenza dell' informazione sia il problema centrale non solo del sistema dei media italiani ma anche della politica – Le intuzioni di Luigi Einaudi e il caso dell’ Economist - Una prima fase del progetto si svilupperà in due intense giornate di lavoro in programma il 16 e il 17 marzo prossimi ----------

L' Italia si è fermata anche perché non c' è un'opinione pubblica. La tesi è stata al centro di un dibattito vivace negli ultimi mesi e ha rilanciato un tema di fondo: l'indipendenza dei mezzi di comunicazione nel nostro Paese. Indipendenza dalla politica, indipendenza dagli interessi economici e finanziari che non siano indirizzati alla promozione dell' informazione.

Il tema ha una valenza politica di fondo, perché non c'è democrazia senza informazione indipendente. Inoltre richiama progetti e proposte che risalgono molto indietro nella storia italiana.

Due sono i nomi che possono essere presi come punti di riferimento: Luigi Albertini e Luigi Einaudi. Il primo  scambio di idee tra

Internet come arma di classe

25 febbraio 2009 Tag:,
internet.jpg Il web è’ uno strumento che le classi medie, in particolare, stanno imbracciando contro le elite, e contro i media dominanti, che ne sarebbero l’ espressione? – In Francia si discute su questa tesi, anche sulla base sui lavori di un noto sociologo, Louis Chauvel, che analizza la ‘’deriva’’ delle classi medie - Internet come terreno su cui si combatte una battaglia per la presa del potere attorno ad alcune funzioni di intermediazione ----------

Internet è un’ arma di classe? Un’ arma che le classi medie, in particolare, stanno imbracciando contro le elite?

Emmanuel Parody, in un lungo articolo dal titolo « Crise de la presse : moins une question de qualité des contenus que de clivages sociaux », ha aperto nei giorni scorsi un dibattito – assolutamente inedito – sul ruolo e il peso delle differenze sociali, e quindi dei conflitti sociali, in Internet, in particolare per quel che riguarda i rapporti degli internauti con i media, in generale, e i ‘’media dominanti’’ (o presunti tali) in particolare, visti come ‘’la voce delle elite’’.

Facebook e il giornalismo

27 gennaio 2009 Tag:,
lexicon.jpg In una conversazione con un blogger Usa, Raddi Zucherberg , del dipartimento Creative marketing di FB, spiega le chance che il social network può offrire ai giornalisti – Sia in termini di ricostruzione della ‘’fiducia’’, sia diventando una sorta di ‘’nastro trasportatore’’ di notizie verso i media tradizionali – Con il Lexicon, intanto, si riesce già a sapere quali sono le parole (e i temi) di cui si parla di più sul network ----------

di Rory O’ Connor
(da Roryoconnor.org/blog)

 

Ho passato buona parte dello  scorso autunno alla Harward’s Kennedy school of Governement, seguendo in particolare gli studi dello Shorestein Center . Mentre ero lì, si discutevano anche questioni relative all’ affidabilità e alla credibilità della stampa, e il problema di quale ruolo potessero giocare i social media in questo particolare settore.

Una dei più promettenti social media è, ovviamente, l’ apparentemente onnipresente Facebook. L’ amministratore delegato Mark Zucherberg, colui che creò la piattaforma quando era studente ad Harward insieme ai suoi due compagni di stanza Dustin Moskoviz e Cris Huges, non era disponibile per un colloquio. Non lo era nemmeno

Ciclismo e doping: una tesi denuncia anche l’ ipocrisia dei media

18 gennaio 2009 Tag:
Doping Nel momento in cui l’ argomento torna d’ attualità con la riapertura della ‘Operacion Puerto’, pubblichiamo la tesi di laurea “Il ciclismo e la morsa del doping – Da Coppi all’ Operaciòn Puerto, storie di scandali in un mondo malato al suo interno” con cui un giovane studente veneto si è laureato a Padova (relatore Raffaele Fiengo) in Scienze della Comunicazione ----------

''Il giornalismo ed i media in generale dovrebbero finalmente mettere da parte l’ ipocrisia e, allo stesso modo con cui raccontano ed enfatizzano le imprese e le vittorie, iniziare a mettere in luce anche le molte difficoltà e contraddizioni che caratterizzano questo sport. I nomi di coloro che sbagliano devono uscire allo scoperto e, soprattutto, devono essere allontanati dal ciclismo, altrimenti questo eroico e romantico sport rischia di collassare su sé stesso''.

Proprio nel momento in cui l’ argomento torna d’ attualità con la riapertura della ‘Operacion Puerto’ - la maxi-inchiesta su una rete internazionale di doping legata al medico Eufemiano Fuentes, che ha coinvolto molti ciclisti, come il tedesco Jan Ullrich, che ha annunciato il proprio ritiro, l'italiano Ivan

2009 – 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali

7 gennaio 2009 Tag:, , , , ,

di Vittorio Pasteris

crashQuando Philip Meyer pubblicò nel 2004 il suo “the vanishing newspaper” diventato famoso soprattutto per la profezia secondo cui l’ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2040 non aveva probabilmente previsto che nella fine del 2008 in Usa sarebbero fallite molte fra le maggiori banche e che l’economia mondiale sarebbe arrivata con un grosso fiatone a fine anno. Allo stesso modo non era conscio di quello che sarebbe successo negli ultimi mesi di quest’anno Arthur Sulzberger quando nel febbraio del 2007 dichiarò “Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader” Il giorno dell’ultima copia del New York Times si sta drammaticamente avvicinando ? Probabilmente sì . I segnali di un processo inarrestabile sono piuttosto chiari. Ma non è quello il problema . Il definire e spostare le date dell’ultima copia cartacea del più ascoltato giornale statunitense è un indicatore dei segni dei tempi, un indice come potrebber essere il Dow Jones per Wall Street. (continua...)

Morti sul lavoro: ma i media non riescono ad andare a fondo/aggiornamento

13 dicembre 2008 Tag:, ,
out-811.jpg Una tesi di laurea in Scienze della Comunicazione (“Una Repubblica fondata sul lavoro – morti, infortuni e malattie professionali in Italia e nel Veneto”) traccia una analisi del gravissimo fenomeno e delle cause per cui la questione è stata a lungo trascurata dai media – Anche quando le tragedie la riportano in prima pagina, comunque, le vicende individuali finiscono per prevalere sull’ analisi del problema, la cui reale dimensione continua a sfuggire anche agli addetti ai lavori
Aggiornamento: Pubblichiamo due parti della tesi: un' analisi dei settori più colpiti e il capitolo dedicato all' amianto
(nella foto: una maglietta con i volti delle vittime della Thyssen-Krupp)
----------

di Elisa Bonomo*

La questione delle morti sul lavoro è stata a lungo trascurata dai media. E non perché non fosse conosciuta dalle istituzioni, ma perché era scomodo parlarne per le dimensioni del problema. Basti pensare che nel 1962, in una storica edizione di “Canzonissima”, Dario Fo e Franca Rame ne volevano fare uno sketch e vennero censurati dalla RAI per 15 anni.

A distanza di