L’ industria giornalistica Americana è ancora dominata dal genere maschile, afferma un nuovo studio realizzato dal Women’s Media Center. Mentre il 73,5% dei laureati in Giornalismo e comunicazione di massa nel 2011 erano donne, la percentuale di donne che lavorano nei media continua a diminuire, spiega MediaBistro.
(continua...)
I media Usa sempre più maschili
21 febbraio 2012 Tag:donne, giornalismo, media, Usa
L’ industria giornalistica Americana è ancora dominata dal genere maschile, afferma un nuovo studio realizzato dal Women’s Media Center. Mentre il 73,5% dei laureati in Giornalismo e comunicazione di massa nel 2011 erano donne, la percentuale di donne che lavorano nei media continua a diminuire, spiega MediaBistro.
(continua...)
Allerta cliché, un profilo su Twitter contro i luoghi comuni
19 febbraio 2012 Tag:luoghi comuni, media, twitter
La denuncia dell’ abuso dei luoghi comuni nel linguaggio giornalistico: è un nuovo profilo su twitter creato con il tag @AllertaCliché. L’ obbiettivo è di mettere in luce la pigrizia del giornalismo italiano, che si nutre continuamente di fastidiosi luoghi comuni, spesso come scorciatoia per evitare delle analisi più approfondite o un piccolo sforzo di ricerca di termini meno usurati e vuoti.
(continua...)
In crescita nei media discriminazione e xenofobia
L’ 84% delle istruttorie contro i media svolte dall’ Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni etniche e razziali (UNAR) nel 2011 erano relative a fenomeni di xenofobia e razzismo su internet.
Nell’ ultimo triennio è infatti cresciuto esponenzialmente il numero di siti, blog e post oscurati e rimossi dalla Polizia Postale e le segnalazioni di reato all’autorità giudiziaria per incitamento all’ odio razziale da parte dell’Unar.
(continua...)
Sessanta secondi sulla Rete
Ruskoff: come restare umani nell’ era del web
14 gennaio 2012 Tag:giornalismo, internet, media
‘’Programma o sarai programmato. Dieci istruzioni per sopravvivere all'era digitale’’.
E’ il titolo - e il consiglio - di un Manuale elaborato da Douglas Rushkoff, uno dei più importanti teorici dei media, autore di una decina di libri - tra i quali "Coercion" (Marshall Mcluhan Award nel 2000 come miglior libro sui media) - che è stato appena pubblicato in Italia da Postmedia (128 pp., 10 illustrazioni), con la traduzione e un intervento di Bernardo Parrella. (continua...)
Social media in Italia, Facebook supera i 20 milioni
Facebook ha raggiunto 20.889.260 utenti, dei quali 3 milioni entrati nel 2011. Inoltre 7.5 milioni accedono da dispositivo mobile ogni mese.
I dati sono stati forniti da Vincenzo Cosenza in un Report dedicato a un anno di social media in Italia.
Nella sua analisi, Vincos segnala che il 2011, fra le altre cose, segna anche un cambiamento nella composizione demografica degli iscritti, come si vede nella tabella qui sopra: diminuisce il peso dei teenager e aumenta quello degli ultra trentaseienni.
(continua...)
L’ economia al centro dei media Usa nel 2011
La situazione economica è stata la notizia più importante del 2011 per gli Stati Uniti e la sua copertura è cresciuta in maniera vistosa rispetto al 2010, anche perché essa ha alterato il panorama politico. Lo segnala il Rapporto annuale del Pew sullo stato dei media nel 2011.
In particolare, l’ informazione economica ha occupato circa il 20% di tutto lo spazio dei periodici, media digitali, radio e televisione, con un aumento del 40% dell’ attenzione rispetto al 2010.
Al secondo posto la primavera araba e la morte di Gheddafi, con il 12% dello spazio complessivo, e al terzo posto le elezioni presidenziali del 2012 e al quarto lo tsunami e il terremoto in Giappone, mentre l’ uccisione di Osama Bin Laden ha occupato il 2% della ‘’copertura’’.
Lo studio è stato realizzato analizzando 46.000 notizie pubblicate dal 1° gennaio all’ 11 dicembre scorso dai vari segmenti di informazione del paese e le reti sociali, attraverso un’ analisi settimanali di alcuni blog e di Twitter.
(via 233.grados.com)
Social media e rivolte in Nord-Africa, non ci sono solo Fb e Twitter
In una tesi di laurea uno studente padovano analizza in maniera molto approfondita il ruolo chiave che i network sociali hanno avuto nella ‘’primavera araba’’ mettendo in risalto il grosso contributo offerto anche da una terza piattaforma sociale, Ushahidi, che peraltro è nata proprio in Africa - Utilizzato soprattutto in Egitto per condividere informazioni, localizzate geograficamente su mappe, sul numero delle vittime, sugli aiuti necessari ai manifestanti e sul posizionamento dei vari checkpoint il software creato nel 2007 da Ory Okolloh in Kenya è diventato un efficace strumento di lettura delle situazioni di crisi a livello internazionale
-----
Diffusione dei contenuti sia all’ interno del paese che verso l’ esterno e coordinamento delle azioni di protesta.
Il ruolo chiave dei social media, Twitter e Facebook in particolare, nelle rivolte del nord-Africa è stato costantemente sottolineato in questi mesi da tutti i media ma il lavoro che qui presentiamo (una tesi di laurea di uno studente padovano) offre un grosso contributo in più in termini di approfondimento, raccontando come concretamente i network sociali hanno svolto una funzione informativa e logistica essenziale per lo sviluppo degli avvenimenti.
‘’La generazione che sta cambiando il Nord
Come i social media stanno cambiando la BBC
I social media sono un ''terremoto positivo'' per i giornalisti: lo sostiene Kevin Bakhurst, vice capo della Redazione multimediale del più prestigioso servizio pubblico radiotelevisivo mondiale, la BBC in un suo intervento all’ International Broadcasdting Convention di Amsterdam - Fonti di notizie e coinvolgimento dei cittadini
----------
di Pino Bruno
(da pinobruno.it)
I social media? Un terremoto positivo per i giornalisti, sostiene il vice capo della redazione multimediale del più prestigioso servizio pubblico radiotelevisivo mondiale, la BBC. Kevin Bakhurst ne ha parlato all’ International Broadcasting Convention di Amsterdam. Dati alla mano, il giornalista britannico ha detto anche perché Twitter, Facebook, YouTube e compagnia giocano un ruolo sempre più importante nelle redazioni:
• Fonti di notizie. I social media aiutano a raccogliere di più, rapidamente, e a volte meglio, le informazioni di base. E’ disponibile una più ampia gamma di voci, idee e testimoni oculari.
• Coinvolgimento del pubblico. E’ più facile ascoltare e parlare con il nostro pubblico. Grazie ai social media, il pubblico si ampia e diversifica, grazie alla pluralità delle piattaforme (radio, TV, Web TV, social network) di distribuzione.
(continua...)
Le donne rappresentate ‘poco e male’ nei media
Le donne sono ‘’rappresentate decisamente poco e male’’ sui media. Lo ha rilevato una ricerca condotta dal Global Media Monitoring Project, secondo cui il pregiudizio antifemminile è presente anche nell’ informazione online.
Lo studio, 'Who Makes the News', è il frutto di un monitoraggio di 17.795 articoli comparsi su 1.000 testate giornalistiche di 108 paesi nello stesso giorno, il 10 novembre del 2009.
Il lavoro, coordinato dalla World Association for Christian Communication (e di cui nel marzo scorso vennero diffuse delle anticipazioni), ha accertato fra l’ altro un aumento della presenza femminile fra i giornalisti dal 28 al 37% negli ultimi 15 anni, ma senza nessuna variazione di rilievo negli ultimi 5 anni. La tv è la piattaforma con la maggiore presenza femminile, il 44% dei giornalisti, mentre nei giornali la percentuale è al 33%.
Per quanto riguarda i contenuti, le notizie analizzate si riferivano per il 24% a protagoniste femminili, contro il 76% di maschi, con un aumento del 3% di temi femminili rispetto a 5 anni fa.
Lo studio ha compiuto anche un confronto fra giornalismo tradizionale e giornalismo
