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Ricette per il caos – una rilettura dal 2006

18 Agosto 2021 Tag:, , , , , , , ,
  Rieccoci a Voi con il secondo dei  tre articoli tre, ripescati dal nostro archivio e riproposti. Siamo ancora nel 2006, anno di profezie e felici intuizioni - almeno qui -  e ci troviamo a parlare di un libro. Un testo davvero molto particolare che introduce un concetto innovativo, anzi rivoluzionario, ma che da allora troveremo e ritroveremo in continuazione, non solo su questa bacheca ma ovunque nel mondo.  Essere o non essere giornalisti e/o comunicatori oggi? Dopo l'avvento di internet. Dopo la rivoluzione digitale. Dopo la transizione del mondo - più o meno rotondo -  da società dei consumi a società dell'informazione. Nel 2006 arriva questo testo che ci induce a ripensare, forse una delle prime volte, il rapporto fra informazioni/notizie/giornalismo e persone/consumatori/produttori. E ci invita a renderci "media", noi medesimi, dentro a questo nuovo ecosistema digitale in cui è stato trasformato il nostro mondo. Rileggere quell'articolo potrebbe essere utile per rimettere un minimo di ordine - si fa per dire - fra le cose che sono davvero avvenute dopo l'avvento del digitale, e farci pensare un momento, con calma, al futuro, e a come vorremmo davvero relazionarci con esso. Alla rilettura,

I media vouchers e la democrazia dell’informazione

1 Luglio 2021 Tag:, , , , , , , ,
Julia Cagé è una grande sostenitrice dell’intervento pubblico a sostegno dei media. E’ stata ospite del Festival dell’Economia di Trento, dove ha tenuto un seminario dal titolo “I media vouchers e la democrazia dell’informazione”. Il tema come forse alcuni di Voi sanno ci sta particolarmente a cuore (anche con la Q).   Il nostro Marco Dal Pozzo ci studia e ci ha studiato da epoca non sospetta. Nel 2013, al termine di un primo lungo ciclo di ricerche ha pubblicato un e-book sul tema intolato: "1 news, 2 cents la qualità costa. Un modello sociale per l'editoria".  C'è vita sul Marte, persino per il giornalismo. Si potrebbe dire. E dopo che le tesi enunciate dal nostro ricercatore, amico e sodale; sono state ampiamente respinte dal consesso ufficiale e ufficioso dei dotti medici e sapienti della categoria. Finalmente arrivano altre tesi: simili, molto vicine, per non dire uguali e in fotocopia; a quelle del nostro associato. Contenti e per nulla turbati dall'evento, vorremmo ribadire il concetto e per questo Vi proponiamo l’intero resoconto dell’incontro, con Julia Cagè al Festival dell'economia di Trento;  guidato da Alessia Rastelli, giornalista del Corriere della Sera. Per documentare meglio,

Ripensare le news: le comunità e l’educazione ai media

24 Novembre 2019 Tag:, , , , , , , , , , ,
    Oggi parliamo un pochino anche di noi, cercheremo di farlo stando attenti a non parlarci addosso, cosa sempre davvero poco elegante. Il pretesto arriva dalla partecipazione di due di noi  - Dominici e Renzi - ad un panel nell'ultima edizione di Festival Glocal, la manifestazione dedicata al giornalismo iperlocale di Varese News, gemellata con il nostro digit dalla sua nascita, e creata da Marco Giovannelli otto anni fa, qualche mese dopo la prima edizione di digit, il nostro piccolo festival sul giornalismo e la comunicazione digitale. Il tema trattato nel panel che si è svolto lo scorso 7 novembre presso la sala Campiotti della Camera di Commercio di Varese, è ben raccontato dal titolo di questo pezzo. Sul palco accanto ai nostri associati c'era Alberto Puliafito, giornalista e sperimentatore giornalistico, nonchè,  relatore ricorrente a digit,   come a Glocal. L'incontro si apre con una citazione dal lavoro,  e dalle predizioni,  di un grande giornalista americano molto attivo sul fronte dello studio e della ricerca in ambito giornalistico/digitale: Clay Shirky,  che nel 2009, dieci anni fa, diceva, fra le altre cose,  in un suo articolo:      
Journalism has always been subsidized La

Giornalismo digitale sotto la Mole

6 Agosto 2018 Tag:, , , , , , , , ,
Che tradotto significa: proseguono gli appuntamenti itineranti di digit. Dopo il successo di Roma il nostro festival arriva a Torino il prossimo 5 ottobre. La manifestazione, nata sette anni fa a Firenze, e dedicata alla comunicazione e al giornalismo digitale,  nella sua versione fuori porta approda al Toolbox di Torino, un luogo dedicato alla modernità, alle idee e al lavoro, sede fra le altre cose, di un coworking per giornalisti realizzato dall'associazione Stampa Subalpina, il sindacato dei giornalisti del Piemonte. Dalle 9 alle 19 del 5 ottobre prossimo sul palco della "keynote room" di Toolbox esperti di media, giornalismo, algoritmi,  diritto, lavoro, intelligenza artificiale:  proveranno ad aggiungere qualche tassello alle narrazioni dedicate alla  rivoluzione digitale,  al giornalismo e alla comunicazione che da sempre proviamo a raccontare nei nostri eventi. Per i giornalisti all'ascolto #digitTorino sarà come sempre anche un evento di formazione professionale provvisto di crediti. Nel caso specifico della versione torinese di digit i crediti rilasciati per l'evento ai giornalisti partecipanti saranno di tipo deontologico in tutto 12 suddivisi in:  6 al mattino e 6 al pomeriggio. Per chi, fra i giornalisti,  volesse prenotare un posto per seguire l'evento in

Racconti di guerra e di pace

11 Giugno 2018 Tag:, , , , , , ,
Se riuscissimo per  davvero a fare tesoro di quello che ci accade, chessò poniamo una guerra,  e fossimo in grado di dare un senso a espressioni retoriche come:   "la Storia è maestra di vita", forse riusciremmo tutti insieme a vivere davvero molto meglio in questo nostro piccolo/grande mondo. Perdonate il preambolo un tantino pomposo ma il fatto che vorremmo raccontarvi oggi è davvero intrigante e nasce da una ricerca internazionale cui stanno lavorando due studiosi  dell'Istituto di studi asiatici dell'Università  australiana di Melbourne e riguarda un argomento  pesante e assai controverso come la Seconda Guerra Mondiale. Lo facciamo a modo nostro, dal punto di vista dell'informazione e del giornalismo, e anche della rivoluzione digitale.  E lo facciamo provando ad illustrarVi il contenuto di questo progetto ideato da questi due professori, dell'ateneo australiano: una italiana e un giapponese,  che si occupa di studiare come il racconto "ufficiale" del dopo guerra - quello contenuto nei libri di storia per intendersi - , e le narrazioni  realizzate via via dai diversi mezzi di comunicazione,  abbiano influenzato la creazione di una memoria collettiva e promosso, a vario titolo e misura, azioni di riconciliazione dentro la società.