Mathew Ingram

Se le fonti parlano sempre di più in prima persona cresce il bisogno di giornalisti

22 Novembre 2014 Tag:, , ,
UberLe vicende che in questi giorni hanno visto come protagonisti alcuni dirigenti di Uber – il controverso servizio di trasporto privato - accusati di monitorare in maniera scorretta i comportamenti di alcuni giornalisti stanno alimentando un interessante dibattito sul ruolo dei media sociali nella ‘’copertura’’ in tempo reale della cronaca.   (altro…)

Fiducia e credibilità per il futuro del giornalismo, basta ”cultura dello scoop”

10 Maggio 2014 Tag:, , , ,

breakingnews«Arrivare primi sull' ultim'ora è la masturbazione massima per i giornalisti. Al lettore non frega nulla di chi arriva prima». Questa la perentoria battuta – ben più che una provocazione, anzi una verità consolidata soprattutto nell'era digitale – lanciata da Felix Salmon a margine del suo intervento al recente Festival del Giornalismo di Perugia.

  (altro…)

”Spiegare le news“: ci prova anche il New York Times

22 Aprile 2014 Tag:, , , , ,
UpshotÈ ambizioso l' obiettivo di The Upshot, la sezione online appena lanciata dal New York Times, in sostituzione di quanto faceva Nate Silver, ora manager di FiveThirtyEight, sul “data journalism”,  e come risposta al “giornalismo esplicativo" che sta proponendo Ezra Klein su Vox Media.   (altro…)

Giudici Usa: ‘’i blog sono importanti fonti d’informazioni e commenti, come le testate tradizionali’’

22 Aprile 2014 Tag:, , , , ,

blog-copUna corte d' appello Usa ha stabilito che ai fini delle norme sulla diffamazione i blogger sono sullo stesso piano dei giornalisti delle testate tradizionali.   Si tratta di una ulteriore decisione che – spiega Mathew Ingram su Gigaom - rafforza l' idea della necessità di dare protezione legale agli atti di giornalismo piuttosto che solo ad alcune persone definite come giornalisti professionisti.

  La sentenza è stata emessa in Florida.   (altro…)

Informazione: algoritmi, robot e la perdita dell’effetto serendipità

16 Aprile 2014 Tag:, , , ,

serendipitàSe i robot già scrivono le notizie non potrebbero fare anche lavoro di editing? Ma a quel punto, se la loro funzione è realizzare dei giornali super-targettizzati, che ne sarebbe della serendipità? Riusciamo a insegnare ai robot anche a inserire articoli importanti anche se non sexy per impedire di trovarci immersi in un massa omogenea di contenuti  – quelli che, attraverso il nostro comportamento sulla rete, abbiamo mostrato ampiamente di condividere - senza dover mai affrontare la sfida di nuove idee?

  Sono gli interrogativi al centro di una serie di riflessioni che Mathew Ingram svolge su Gigaom. (altro…)