libertà di stampa

Politkovaskaja: l’ istinto di conservazione di una ‘’enorme macchina repressiva corrotta’’

3 marzo 2009 Tag:, ,
gabbia.jpg L’ accavallarsi di tesi diverse avanzate dalla pubblica accusa e la presenza di dati processuali incoerenti ha finito per sconcertare la giuria e ‘’convincere i giurati delle imperfezioni dell' indagine e dell' accusa e ha portato ad un verdetto di assoluzione’’ per insufficienza di prove – Un dramma ‘teatrale’’, in cui molti personaggi sembravano funzionali solo all’ ingarbugliamento della fabula – Il dramma richiama curiosamente l’ iter del processo per l’ assassinio del redattore del Forbes russo, Chlebnikov – Secondo Sergej Sokolov, redattore capo della Novaja Gazeta, gli inquirenti non avrebbero potuto lavorare liberamente, essendo incappati in un "gigantesca rete corrotta, che ha paura che una volta che si tira un filino, crolli l’ intero sistema. Per questo l’ istinto di autoconservazione di questa enorme macchina repressiva corrotta è tale che non consegneranno nessuno”. (foto da Lettera 22 ) ----------

di Valentina Barbieri

Insufficienza di prove. Assolti.

Con questo verdetto i giurati sigillano l’ennesimo colpo di scena del processo Politkovskaja. Chiusi in camera di consiglio per 3 ore (elemento che per il Kommersant farebbe pensare ad un accordo preventivo), i giurati si sono confrontati su 17 domande: dieci riguardavano l'

Quando i giornalisti scenderanno dalla ‘collina’?

1 gennaio 2009 Tag:, ,
mediapart.jpg Ambiguità e non-detto in un appello lanciato a Parigi da Reporters sans frontières e Médiapart – La libertà di stampa è solo un aspetto particolare del più ampio diritto dei cittadini alla libertà di espressione ----------

Una nuova conferma del perpetuo appuntamento mancato fra i giornalisti e i cittadini viene da un recente documento sulla libertà di stampa diffuso congiuntamente da Reporters sans frontières e Mediapart e intitolato   « L’Appel de la Colline »*. Lo pensa Narvic, riprendendo su Novovision la dura analisi critica che di quel documento ha fatto Henri Maler, ricercatore universitario e co-animatore di  Acrimed , un’ associazione indipendente di osservazione critica dei media.

In  « L’appel de la Colline » ou les brumes d’un consensus minimaliste, Maler traccia un’ analisi approfondita e corrosiva dell’ appello, ‘’mettendo in evidenza in maniera lampante le ambiguità e le cose non dette di questo testo nebbioso, redatto – spiega – strettamente dal punto di vista dei giornalisti professionali, dimenticando di difendere prima di tutto e soprattutto il diritto di essere informato dei cittadini

Olimpiadi: rilanciare l’ azione per la libertà di espressione

15 luglio 2008 Tag:, ,
out-42.jpg Appelli, petizioni, denunce: a tre settimane dall’ avvio dei Giochi, si moltiplicano a livello internazionale le iniziative di mobilitazione e di sensibilizzazione dei 30.000 giornalisti che confluiranno a Pechino ----- ----- Cento giornalisti e ciber-dissidenti in prigione, giornalisti stranieri bloccati e minacciati nonostante le ripetute promesse di Pechino di dar loro la “massima libertà” prima delle Olimpiadi – sia nel Tibet che nelle zone del Sichuan colpite dal terremoto.

Censura costante, online e altrove. Mancano tre settimane all’ apertura dei Giochi e l’ Ifex lancia un appello per accrescere la pressione per la difesa della libera espressione in Cina.

Mentre RSF (Reporters sans frontiers) insiste sul suo invito ai capi di Stato a boicottare le cerimonie di aperture – sembra che il presidente francese Nicolas Sarkozy sia ritornato sulla sua decisione e abbia rinunciato all’ impegno preso di assistere alle Olimpiadi solo se le autorità cinesi avessero avviato un vero dialogo con il Dalai Lama – e lancia un appello ai cittadini a manifestare, alla vigilia dell’ aperture dei Giochi, davanti alle ambasciate della Repubblica popolare cinese.

La tribù del vecchio giornalismo professionale deve migrare, ma il terreno su cui deve ricostruirsi è in parte già occupato

12 luglio 2008 Tag:, ,
out-17.jpg Un intervento di Jay Rosen sulla crescita del giornalismo semi-professionale e sul panico che si è impadronito di gran parte del giornalismo professionale – “Come succede a tutti coloro che sono costretti a migrare dovunque nel mondo, i membri della tribù della stampa devono decidere che cosa prendere con loro. Quando partire. Dove andare” – “Cosa sarà la vita nell’ oceano digitale resta una incognita. E il tutto sarà ancora più duro visto che il terreno sul quale la stampa dovrà ricostruirsi è già occupato da persone impegnate a costruire una sorta di civilizzazione alternativa alle informazioni e ai commenti del giornalismo professionalizzati”- E poi “nell’ attuale frattura digitale, le condizioni di esercizio del giornalismi non sono più del tutto le stesse. La comunicazione è bidirezionale, many-to-many. La condivisione orizzontale dell’ informazione è diventata importante tanto quanto il modello top-down della sua diffusione. I lettori sono diventati redattori, e le persone che un tempo si definivano ‘audience’ sono oggi dei produttori di contenuti, degli esperti che condividono le loro opinioni e dei consumatori autonomi”- “La tribù dell’ informazione pensava di poter condizionare anche il web dominandone i contenuti, ma questo la

“Cuba è a favore della libertà di stampa, basta con la guerra fredda e l’ isolamento”

30 maggio 2008 Tag:,
La radio fondata da Che Guevara Peter Phillips, docente di Sociologia all’ Università di Sonoma, dopo aver viaggiato nell’ isola in lungo e in largo, invitato dall’ Unione dei giornalisti cubani, e aver visitato decine di redazioni, racconta in un articolo su Mediachannel che “tutti i giornalisti incontrati hanno detto di avere la completa libertà di scrivere o registrare qualsiasi storia essi vogliano” – Insomma, “un quadro distante anni luce dal sistema stalinista dei media descritto spesso dagli interessi Usa” ----------

di Peter Phillips*
(“Cuba supports press freedom
da Mediachannel.org)   

In cinque giorni all’ Avana ho incontrato dozzine di giornalisti e studenti delle facoltà universitarie di Comunicazione, rappresentanti sindacali e politici. Lo scopo dichiarato della mia visita era quello di determinare lo stato della liberà di stampa nel paese e favorire una maggiore comprensione fra attivisti per la libertà di espressione negli Usa e a Cuba.

Ho visitato le due principali stazioni radio della capitale, Radio Rebelde e Radio Havana. Entrambe hanno tramite internet l’ accesso alle principali fonti globali di informazione, incluse CNN, Reuters, Associated Press e

Olimpiadi Pechino: una Conferenza internazionale a Parigi sulla situazione della libertà di espressione

15 marzo 2008 Tag:, ,
Campagna Cina Quale livello di libertà di stampa i giornalisti sportivi e i commentatori potranno attendersi quando andranno in Cina per le Olimpiadi 2008? La risposta dovrebbe venire da una Conferenza internazionale che si terrà il 18 e il 19 aprile a Parigi. In particolare una sessione sarà dedicata alla politica della Cina nei confronti dei media stranieri: vi parteciperanno Yuwen Wu, capo della sezione informazione della BBC China, Joceyln Ford, presidente del Media Freedoms Committee presso il Foreign Correspondents Club of China, e Fan Ho Tsai, presidente della Hong Kong Journalists Association. Altre sessioni analizzeranno le questioni della libertà di stampa alle Olimpiadi, delle forme di controllo che vengono esercitate sui media cinesi, delle condizioni di lavoro in cui i giornalisti stranieri saranno costretti a operare e sui limiti della libertà di azione per i cittadini cinesi su internet. La conferenza è organizzata da diversi gruppi e associazioni, fra cui la World Association of Newspapers, il World Press Freedom Committee, Reporters Sans Frontières, il Committee to Protect Journalists, Human Rights in China e Asia Presse. Il programma della Conferenza può essere consultato su: http://www.beijing2008conference.com/home.php

‘’Rsf continua ad attaccare Chavez in maniera strumentale’’

30 gennaio 2008 Tag:, ,
Robert Ménard In un articolo su Zmag.org, Salim Lamrani contesta duramente le denunce di Reporters sans frontières contro il presidente venezuelano e accusa invece Rsf di ricevere donazioni provenienti dalla Cia e di non essere così imparziale ---------- "Esiste un modo relativamente semplice per verificare la sincerità delle affermazioni di Reporter sans frontières’’ sulla situazione della libertà di stampa in Venezuela. ‘’Basta dare un'occhiata alla stampa venezuelana e valutare lo spazio riservato alla critica contro Chavez e la sua politica." E’ così che Salim Lamrani, scrittore e giornalista francese esperto di problemi dell’ America Latina, affronta la questione delle nuove accuse di Rsf al presidente venezuelano sul piano della libertà di stampa. In un articolo pubblicato (in traduzione italiana) su Zmag.org - Reporter Senza Frontiere contro Chávez; la libertà di stampa in Venezuela - , Lamrani contesta le dichiarazioni di del segretario di Rsf Robert Ménard (nella foto) secondo cui ‘’non esiste nessuna libertà di espressione in Venezuela e l'opposizione non dispone di nessun mezzo per esprimere il suo disaccordo con la politica del governo’’, analizzando i principali organi di informazione vicini all’ opposizione. Ad esempio: Il quotidiano "El Universal"stima che la riforma costituzionale che