L’ accavallarsi di tesi diverse avanzate dalla pubblica accusa e la presenza di dati processuali incoerenti ha finito per sconcertare la giuria e ‘’convincere i giurati delle imperfezioni dell' indagine e dell' accusa e ha portato ad un verdetto di assoluzione’’ per insufficienza di prove – Un dramma ‘teatrale’’, in cui molti personaggi sembravano funzionali solo all’ ingarbugliamento della fabula – Il dramma richiama curiosamente l’ iter del processo per l’ assassinio del redattore del Forbes russo, Chlebnikov – Secondo Sergej Sokolov, redattore capo della Novaja Gazeta, gli inquirenti non avrebbero potuto lavorare liberamente, essendo incappati in un "gigantesca rete corrotta, che ha paura che una volta che si tira un filino, crolli l’ intero sistema. Per questo l’ istinto di autoconservazione di questa enorme macchina repressiva corrotta è tale che non consegneranno nessuno”.
(foto da Lettera 22 )
----------
di Valentina Barbieri
Insufficienza di prove. Assolti.
Con questo verdetto i giurati sigillano l’ennesimo colpo di scena del processo Politkovskaja. Chiusi in camera di consiglio per 3 ore (elemento che per il Kommersant farebbe pensare ad un accordo preventivo), i giurati si sono confrontati su 17 domande: dieci riguardavano l'



Peter Phillips, docente di Sociologia all’ Università di Sonoma, dopo aver viaggiato nell’ isola in lungo e in largo, invitato dall’ Unione dei giornalisti cubani, e aver visitato decine di redazioni, racconta in un articolo su Mediachannel che “tutti i giornalisti incontrati hanno detto di avere la completa libertà di scrivere o registrare qualsiasi storia essi vogliano” – Insomma, “un quadro distante anni luce dal sistema stalinista dei media descritto spesso dagli interessi Usa”
----------
Quale livello di libertà di stampa i giornalisti sportivi e i commentatori potranno attendersi quando andranno in Cina per le Olimpiadi 2008?
La risposta dovrebbe venire da una Conferenza internazionale che si terrà il 18 e il 19 aprile a Parigi.
In particolare una sessione sarà dedicata alla politica della Cina nei confronti dei media stranieri: vi parteciperanno Yuwen Wu, capo della sezione informazione della BBC China, Joceyln Ford, presidente del Media Freedoms Committee presso il Foreign Correspondents Club of China, e Fan Ho Tsai, presidente della Hong Kong Journalists Association.
Altre sessioni analizzeranno le questioni della libertà di stampa alle Olimpiadi, delle forme di controllo che vengono esercitate sui media cinesi, delle condizioni di lavoro in cui i giornalisti stranieri saranno costretti a operare e sui limiti della libertà di azione per i cittadini cinesi su internet.
La conferenza è organizzata da diversi gruppi e associazioni, fra cui la World Association of Newspapers, il World Press Freedom Committee, Reporters Sans Frontières, il Committee to Protect Journalists, Human Rights in China e Asia Presse.
Il programma della Conferenza può essere consultato su:
In un articolo su Zmag.org, Salim Lamrani contesta duramente le denunce di Reporters sans frontières contro il presidente venezuelano e accusa invece Rsf di ricevere donazioni provenienti dalla Cia e di non essere così imparziale
----------
"Esiste un modo relativamente semplice per verificare la sincerità delle affermazioni di Reporter sans frontières’’ sulla situazione della libertà di stampa in Venezuela. ‘’Basta dare un'occhiata alla stampa venezuelana e valutare lo spazio riservato alla critica contro Chavez e la sua politica."
E’ così che Salim Lamrani, scrittore e giornalista francese esperto di problemi dell’ America Latina, affronta la questione delle nuove accuse di Rsf al presidente venezuelano sul piano della libertà di stampa.
In un articolo pubblicato (in traduzione italiana) su Zmag.org -