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La transizione digitale (seconda parte)

4 Agosto 2021 Tag:, , , , , , ,
Seconda e conclusiva parte del nostro post dedicato all'esame dei contenuti di un panel dedicato alla "transizione digitale" e realizzato all'ultimo festival dell'economia di Trento. Ringraziando per l'ottimo lavoro di sbobinatura dei contenuti del panel  Marco Dal Pozzo, il nostro contributor, amico e ing. delle tlc grande appassionato di politica e giornalismo; affrontiamo i rimanenti temi discussi durante l'incontro dagli illustri relatori, che come forse ricorderete, erano il Ministro Vincenzo Colao, la giornalista Giovanna Pancheri e  il professore di economia della Bocconi Michele Polo.  La prima parte del post si concludeva evocando il Pnrr e i fondi dedicati alla digitalizzazione dei servizi del Paese. Argomenti molto centrati sulle attività di gestione della Pubblica Amministrazione. Ma la questione della cultura del controllo è ciò che blocca, a nostro avviso,  anche molte aziende private che non sono PA e che, per esempio, spingono i responsabili d’impresa a non cedere sugli aspetti del lavoro agile o su altri versanti. In altri termini, la questione centrale, per come la vediamo qui a bottega, continua ad essere più culturale che tecnologica. E non si potrà risolvere solo a colpi di milioni o miliardi di euro,  investendo in

Lezioni condivise

22 Novembre 2020 Tag:, , , , , , , ,
Un post auto-celebrativo non è un bel post. Un post divulgativo potrebbe essere un discreto post. Un post che parla di noi in forma di servizio, è quasi impossibile da scrivere, ma ci proviamo. Come spiega la locandina qui a fianco, proviamo a riprendere in mano il nostro ultimo digitOnTour, aggiungendo informazioni, anche persone, e anche altri temi, oltre a quelli già affrontati nell'ultimo nostro tour formativo del gennaio di quest'anno, svoltosi a Bologna, Milano e Torino. Nell'epoca del tempo sospeso causa virus pandemico, noi qui a bottega, abbiamo provato a non fermare mai le macchine,  e ad andare avanti con gli studi e le ricerche. Ora inseriamo un nuovo tassello nella narrazione e rimettiamo fuori la testa -  anche se solo da remoto -  e ci spingiamo nuovamente sul campo, in attesa di sviluppi futuri. Prendendo a pretesto una delle convenzioni che abbiamo sottoscritto nel corso dell'anno con altrettanti atenei universitari, abbiamo messo in piedi assieme al professor Piero Dominici, sociologo dell'Università di Perugia, un set di "lezioni", insieme ad alcuni "amici/sodali e colleghi" che collaborano - dentro, fuori, e intorno - a questo piccolo laboratorio di studi e ricerche che porta

Parliamo di noi e di Inpgi e di elezioni

26 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Perdonate l'ardire ma per fare la cosa giusta ci sembrava corretto ragionare assieme a Voi del primo digitOnTour della nostra storia che si è svolto  nella scorsa settimana. Tre appuntamenti in tre diverse città, uno dopo l'altro in tre giorni 20, 21 e 22 gennaio, in cui  abbiamo provato a spiegare, ai giornalisti, ma non solo, che i dati non sono documenti, che per arrivare al dato serve una serie specifica e precisa di corretti passaggi. Che imparando la corretta gestione della filiera dei dati possiamo comprendere quasi senza sforzo le logiche (tutt'altro che divine per dirla con il sommo Battiato) che regolano il nostro mondo post rivoluzione digitale. E, fatto questo,   possiamo/potremmo, giornalisti e non, trovare molteplici occasioni di lavoro (qualcuno direbbe modelli di business), dentro i dati, con i dati, attraverso l'uso corretto di tali dati, o molto più semplicemente comprendendo che i dati -  quelli veri -  non sono altro che un modo - digitalmente evoluto e corretto - di tornare a fare il nostro mestiere di giornalisti e nello stesso tempo riuscire a farci pagare, spesso anche molto bene, senza bisogno di avere un editore alle

Un altro anno di Lsdi (auguri di buon anno)

29 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , ,
Torniamo a noi e alla nostra strenna, dopo il Natale, arriva quella di capodanno. Riassumendo e riproponendo in brevi estratti il nostro lavoro dall'estate ad oggi: fra i post  del recente passato, ed eliminando la disamina - analitica e molecolare - sugli Stati generali dell'informazione,  a cui dedicheremo uno specifico post; la narrazione della seconda parte  del 2019 su queste colonne,  inizia con una novità davvero epocale per l'Italia, ma,  permetteteci la retorica, per il mondo intero. Ci riferiamo ad un progetto comune fra soggetti pubblici e privati, primo fra tutti il Comune di Milano, che prevede la creazione di "un piano regolatore dell'intelligenza artificiale e delle reti di connettività per la città di Milano". Ne abbiamo parlato proprio all'inizio di giugno, cercando di riassumere le fasi salienti di un convegno svoltosi nel capoluogo lombardo,  e in cui il sindaco di Milano Beppe Sala,  e il segretario del più grande sindacato italiano,  Maurizio Landini della Cgil, si sono confrontati sul tema: democrazia e digitale; moderati e spronati alla bisogna, da Michele Mezza, giornalista, esperto di algoritmi e grande amico di Lsdi e digit. Estraiamo da quel convegno, e dal racconto

Il sistema della precarietà

16 Giugno 2019 Tag:, , , , , , ,
Un tempo essere precari era un problema, come lo è ora, ma a differenza di quello che succede adesso, era anche una condizione temporanea, a volte si protraeva per tempi lunghi, talvolta anche molto lunghi ma conservava per sempre quell'aspetto di eccezionalità che rendeva la condizione di precarietà un periodo a termine, un modo per fare la gavetta, un sacrificio necessario per raggiungere l'agognata sicurezza. Oggi, e purtroppo da tanti anni, essere precari è diventato un sistema di vita. La precarietà non è più uno status temporaneo associato indissolubilmente alla nostra posizione lavorativa. Essere precari oggi è sinonimo di vivere. Come le recinzioni di plastica arancione che delimitano luoghi di ogni tipo, grandezza e posizione, nei centri storici e le periferie -  ma non mi stupirei di cominciare a trovarli anche in campagna -  dei nostri piccoli o grandi centri urbani. Recinzioni temporanee di sicurezza. Per delimitare un'area a rischio. In attesa che venga messa in sicurezza. Un tempo le recinzioni arancioni servivano proprio a questo, come la precarietà, per difendersi, magari un po' goffamente, da eventi anche peggiori. Adesso sono, i nastri arancioni e la precarietà, il nostro modo per