Iran

Iran: come oscurare milioni di siti web

24 Novembre 2008 Tag:, , , ,
Censura Centinaia di redazioni costrette a chiudere – La televisione satellitare bandita – Un Paese e la sfacciata arte della censura – E poi una postilla provocatoria, ma non così surreale ----------

di Andrea Fama

L’Iran ha recentemente censurato oltre 5 milioni di siti Internet. L’annuncio arriva per bocca di Abdol Samad Khorramabadi, consigliere del procuratore generale iraniano, che durante un convegno sulla diffusione di Internet giustifica la decisione adducendo che “la maggior parte dei siti filtrati diffondono materiale immorale e anti-sociale".

Ma la notizia in sé, per quanto preoccupante, non può costituire uno scoop. La Repubblica Islamica, infatti, vanta una solida quanto sfacciata tradizione in tema di censura. Solo dal 2000 ad oggi le autorità iraniane hanno bandito oltre un centinaio tra giornali e riviste (l’ultima, tra le più popolari, si chiamava Shahrvand Emruz ed è stata chiusa il 6 novembre), colpevoli di diffondere ideologie riformiste o addirittura pro-democratiche.

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Iran: pena di morte anche per i “crimini” commessi su Internet

9 Luglio 2008 Tag:, , , ,
out-161.jpg Lo prevede una proposta di legge presentata da una ventina di deputati iraniani – La norma, secondo le prime indicazioni, potrebbe applicarsi in particolare ai responsabili dei blog e dei siti internet “che promuovano la corruzione, la prostituzione e l’ apostasia” ----------

Una proposta di legge presentata il 2 luglio da una ventina di deputati iraniani prevede l’ estensione della pena di morte ai “crimini” commessi su internet. Lo denuncia Reporters sans frontières, spiegando che la legge, ad esempio, potrebbe applicarsi in particolare ai responsabili dei blog e dei siti internet “che promuovano la corruzione, la prostituzione e l’ apostasia”.

“Questa iniziativa fa venire i brividi – spiega Rsf in una nota -. Gli internauti e i blogger iraniani già sono costretti ad  affrontare una politica di filtraggio molto aggressiva. L’ adozione di una tale legge, basata su nozioni mal definite e che consentirebbero ai giudici una interpretazione molto ampia, avrebbe delle conseguenze disastrose per le liberta sulla Rete. Lanciano un appello ai rappresentanti del Parlamento ad opporsi a questo progetto e a operare