informazione

Il passato non è passato

5 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Ci sono questioni non rinviabili. La questione giornalistica è certamente una di queste. E non lo diciamo perché proprio qui,  sulle nostre colonne,  si discute per la maggior parte del tempo proprio di giornalisti e giornalismo. Lo diciamo per provare a rifondare del tutto,  il nostro lavoro futuro sul giornalismo,  e speriamo anche il lavoro di molti altri sul tema; in particolare il lavoro   di coloro che si occupano di libertà e diritti, in quest'epoca purtroppo buia, del nostro tempo attuale. Rifondare il lavoro giornalistico, significa molte cose. Nel nostro tempo, molte di più di quelle necessarie in epoche neanche troppo distanti dall'attuale, e che però oggi ci sembrano davvero remote. Molte delle cose necessarie per rifondare il giornalismo le discutiamo con regolarità da queste parti. Molti spunti per cambiare l'orientamento, li proviamo a diffondere da anni, attraverso i contributi qui riportati. Quest'oggi e in questo post che inaugura un nuovo anno di lavoro e di studio, vorremmo aggiungere altra linfa a queste narrazioni,  prendendo a prestito uno scritto di uno dei nostri fondatori e mentori: Raffaele Fiengo. Il grande giornalista e scrittore che ha proposto e ottenuto, assieme a Pino Rea

Uno, due, ma soprattutto ics

15 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , , , ,
In epoca oramai remota, parliamo di tre anni fa, e con intenti non  sospetti, abbiamo parlato su queste colonne di un fenomeno da noi rilevato allora, e che oggi è contiguo, a nostro avviso,  ad un fatto di cronaca "al centro" delle narrazioni dei maggiori organi di informazione. Il fatto di cronaca è la sentenza che condanna Facebook a riaprire l'account di un movimento politico chiuso d'ufficio dal social sul social, per presunte inadempienze al contratto d'uso del social medesimo da parte degli amministratori della pagina. Il tribunale civile di Roma ha emesso una sentenza a favore del ricorrente, ovvero del movimento politico suddetto, e ha obbligato il social di Menlo Park a riaprire quella specifica pagina. Il fatto di cui parlavamo sulle nostre pagine tre anni fa, si riferiva alla chiusura di un gruppo di lavoro su Facebook,  da parte dei suoi amministratori. Quindi due fatti simili nelle conseguenze,  ma molto differenti nella natura, con effetti però, ancora una volta molto simili, e su cui riflettere a lungo. Da una parte il gruppo era arrivato a "consunzione" per non meglio conosciute dinamiche interne all'apparato di gestione, dall'altra una

Le imprese editoriali nell’era di Internet (sg)

6 Ottobre 2019 Tag:, , , , , , , , ,
    Aggiungiamo un nuovo tassello al nostro lavoro di analisi sugli Stati generali dell'editoria, che si sono tenuti nei mesi scorsi a Roma per volontà dell'ex viceministro con delega all'editoria Vito Crimi per fare il punto sulla crisi del settore e mettere in grado il Governo di realizzare una serie di interventi per aiutare le aziende del comparto a far fronte alle difficoltà in corso. Il passaggio che proviamo a raccontarVi riguarda: "Le imprese editoriali nell’era di Internet: evoluzione e tenuta del sistema Introduzione".  Un passaggio, nodale, almeno nel titolo, che si è svolto il 20 giugno scorso,  presso la sala polifunzionale della Presidenza del  Consiglio dei Ministri. A dividere  il palco con l'ex sottosegretario Crimi e il capo del dipartimento per l'editoria e l'informazione Ferruccio Sepe c'erano questa volta  i relatori:  Matteo Bonelli, avvocato esperto in diritto societario, e  Ruben Razzante, professore di diritto della comunicazione per le imprese e i media e di diritto dell’informazione all'Università Cattolica di Milano.     Introduzione      
Vito Crimi: L’intervento del Pubblico è stato a mio avviso - siamo qui a discuterne - indirizzato in una direzione unilaterale: che è quella del sostegno all'editore, affinché svolga

I lavoratori poligrafici nella società dell’informazione (sg)

22 Settembre 2019 Tag:, , , , , , ,
    Quando si parla di filiera produttiva dell'informazione,  bisognerebbe affrontare, a nostro avviso,  qualunque tipo di problema, parlare e far parlare tutte le categorie, registrare, conservare e poi riutilizzare i contributi di tutti quelli che lavorano nel settore,  prima di mettere mano ad una riforma complessiva dello stesso. La crisi è davvero pesante per questo specifico settore,   e in Italia forse ancora più dura. Durante gli  Stati generali dell'editoria e dell'informazione,  le varie categorie del segmento produttivo,   sono state effettivamente sentite,  tutte. E questo è certamente un punto a favore di questa iniziativa. L'impressione nostra, è che spesso sia mancata, una regia complessiva. Nobili intenti ma ancora, forse, troppa confusione sotto al cielo. Ora poi che l'iniziativa sembra perdere di consistenza, vista la mutata situazione politica del Paese, c'è da sperare che una volta tanto, chi subentrerà faccia tesoro di tutta questa utile esperienza, invece di - come spessissimo accade - archiviarla in toto,  per proporne una propria. L'incontro che proviamo a raccontare oggi è quello dedicato ad una delle professioni maggiormente in crisi dopo la rivoluzione digitale,  quella dei poligrafici. Giovedì 13 giugno 2019,  a

Vedere il clima

28 Luglio 2019 Tag:, , , ,
Per la serie giornalismi e giornalisti, riceviamo e pubblichiamo con grande gioia, un contributo del nostro associato Sergio Ferraris su stili, temi, sviluppi professionali, narrazioni, e ricerca. Da scienziato oltreché giornalista scientifico specializzato in temi ambientali, Sergio ci porta a conoscenza di una sperimentazione in corso al New York Times che riguarda informazione e clima. In realtà più che di una sperimentazione, e Ferraris lo dice molto chiaramente, al NYT con questo eccellente modo di fare giornalismo ci fanno e ci faranno anche un sacco di soldi. E provando in tutti i modi a resistere dall'usare per l'ennesima volta una terminologia terribilmente "inutile",  (non ditelo a nessuno ma ci riferiamo a "modelli di business"), vorremmo unirci a Sergio nel sottolineare come essere passati dalle parole ai fatti -  e che fatti, Ponte Morandi compreso, (sigh e strasob, come direbbe Palazzeschi ma anche Topolino) -  abbia in breve portato nelle casse del quotidiano newyorkese:  pecunia, visibilità e premi internazionali come se piovesse. Dunque che fare? Proviamo a studiare e a fare qualcosa anche qui nel Belpaese, o continuiamo a invitare giornalisti, studiosi, ed esperti di marketing da tutto il mondo nei