informazione

Affidabilità dell’ informazione, potenzialità e insidie nell’ era del web 2.0

6 febbraio 2012 Tag:, , , , , , ,
Al giro di boa  del secondo anno  MediaACT, progetto europeo di ricerca sulla correttezza e trasparenza dell’ informazione giornalistica che coinvolge undici Università, tra cui quella di Milano.  Per fare il punto sulla ricerca, confrontarsi e discutere si sono incontrati il 27 e 28 gennaio in Svizzera, a Lugano, esperti di media ed i ricercatori dei paesi consorziati. Per LSDI qui di seguito il progetto, l’ incontro, immagini ed alcune interviste ed il resoconto sul seminario “(Social) Media Accountability in the Arab World” tenutosi a margine dell’incontro   (continua...)

Sanremo, appello a Rai per ‘’risarcimento d’ immagine’’ dopo il ‘’servizio umiliante’’ Tg1

1 febbraio 2012 Tag:, , , , , , ,

Un difensore civico dell’ informazione

28 gennaio 2012 Tag:, , , , , ,
La proposta lanciata in occasione della presentazione a Milano della Ricerca su informazione e pubblicità realizzata da Ordine e Università di Urbino - Il ‘’difensore dell’ informazione’’ potrebbe svolgere un ruolo da pm, segnalando ai futuri Consigli di disciplina casi di violazione delle norme deontologiche e commistioni fra messaggio pubblicitario e informazione (continua...)

iPad, molte applicazioni non sono ancora un granché

25 gennaio 2012 Tag:, , , , ,
Gli editori sono riusciti a convincere molti utenti che il contenuto ha un valore che bisogna pagare, ma devono assicurare che la qualità dei prodotti giustifichi la spesa – Lo segnala su AdAge.com Rebecca McPheters,CEO della McPheters&C (a cui fa capo il servizio iMonitor per analizzare e tracciare app  per tablet) in un articolo in cui fa il punto sul processo di migrazione delle edizioni online delle varie testate sui dispositivi mobili – iMonitor ha analizzato oltre 5.000 app editoriali, ma i risultati non portano buone notizie: il 30% di esse ha qualche difetto   (continua...)

ETicaNews, informazione all’ insegna dell’ etica

5 gennaio 2012 Tag:, , ,
Il progetto editoriale, lanciato in questi giorni da un gruppo di giornalisti e professionisti milanesi alla ricerca di un nuovo modello di giornalismo, è uno dei segmenti di un programma più vasto, il progetto ETica che punta a dare un contributo alla costruzione di ‘’un nuovo modello etico nella società, nel business, nella finanza’’ – Il direttore, Luca Testoni, racconta in una intervista nascita e obbiettivo dell’ iniziativa, che programmaticamente fa a meno della pubblicità e combatte tutte le derive del clientelarismo (continua...)

Il giornalismo nell’ era wiki, informazione partecipata e laboratori di senso

31 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Sviluppi e problemi dell’ informazione e della professione giornalistica analizzati anche attraverso l’ esperienza di Lsdi nella tesi con cui una studentessa croata si è  laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma e che qui pubblichiamo - ’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un 'laboratorio di senso': l’esperienza del sito LSDI’’, questo il titolo del lavoro, che qui pubblichiamo ----- Il futuro del giornalismo analizzato attraverso il lavoro di documentazione prodotto in questi anni da Lsdi. E’ la Tesi di una studentessa croata, Anita Posaric*, che nel novembre scorso si è laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma. ‘’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un “laboratorio di senso”: l’esperienza del sito LSDI’’ è il titolo della tesi, di cui è stato relatore il professor Vittorio Sammarco. Il lavoro di Anita Posaric dedica alla nostra attività un intero capitolo e si chiude con una ampia intervista a Pino Rea, coordinatore di Lsdi. L’ attezione della tesi è rivolta in particolare alla sfera del giornalismo partecipativo. L’ obbiettivo – spiega Posaric – è ‘’ripensare senso, ruolo e caratteristiche della professione, che vive

Informazione su iPad, i potenziali ricavi sembrano limitati

29 ottobre 2011 Tag:, , , , , ,
TagliaerbeI potenziali ricavi per l’ informazione su tabklet (iPad, ecc) sembrano limitati. Almeno questo è quanto emerge da una Ricerca condotta dal Pew Research Center’s Project for Excellence in Journalism in collaborazione con The Economist Group. Lo segnala il blog Tagliaerbe,  precisando che ad oggi solo il 14% degli utenti (Usa) ‘’ha pagato direttamente per accedere alle notizie e solo il 23% tramite un abbonamento abbinato ad un altro media. Solo il 21% afferma che sarebbe disposto a spendere 5 dollari al mese se questo fosse l’unico modo per accedere alle sue fonti preferite. E di coloro che utilizzano applicazioni per leggere news, l’ 83% dice che il fatto che siano gratuite o a basso costo è stato un fattore determinante quando si è trattato di decidere se procedere o meno al download’’. (continua...)

L’ esplosione dell’ informazione locale in Usa vanifica i progetti di pay wall sull’ online

1 settembre 2010 Tag:, , , , , ,
Patch Mentre i manager dei quotidiani si sono tormentati  per quasi due anni per capire se e come applicare l’ accesso a pagamento ai loro contenuti online, ora, secondo Alan Mutter (Reflexions of a Newsosaur), tutto sta ad indicare che i grandi portali, le emittenti radiotelevisive e le altre aziende di media non hanno nessuna intenzione di chiedere ai lettori di pagare per accedere ai siti locali sempre più ambiziosi che stanno costruendo ------

Local news rivals doom publisher pay walls

di Alan D. Mutter I siti di informazione locale che stanno realizzando Yahoo, AOL, Huffington Post e un numero crescente di altri protagonisti del web sono destinati a distruggere le speranze di molti editori di giornali di far pagare l’ accesso ai propri contenuti online. Mentre i manager dei quotidiani si sono tormentati  per quasi due anni per capire se e come applicare l’ accesso a pagamento, tutto sta ad indicare che i portali, le emittenti radiotelevisive locali e le altre aziende di media non hanno nessuna intenzione di chiedere a chicchessia di pagare per accedere ai siti locali sempre più ambiziosi che stanno costruendo. Con un numero sempre più ampio di rispettabili siti locali

Un ”Progetto Einaudi-Albertini” per l’ indipendenza dei media

1 marzo 2009 Tag:, ,
nixon.jpg La scuola di giornalismo di Urbino, in collaborazione con l' Università, ha promosso una serie di iniziative nella convinzione che l' indipendenza dell' informazione sia il problema centrale non solo del sistema dei media italiani ma anche della politica – Le intuzioni di Luigi Einaudi e il caso dell’ Economist - Una prima fase del progetto si svilupperà in due intense giornate di lavoro in programma il 16 e il 17 marzo prossimi ----------

L' Italia si è fermata anche perché non c' è un'opinione pubblica. La tesi è stata al centro di un dibattito vivace negli ultimi mesi e ha rilanciato un tema di fondo: l'indipendenza dei mezzi di comunicazione nel nostro Paese. Indipendenza dalla politica, indipendenza dagli interessi economici e finanziari che non siano indirizzati alla promozione dell' informazione.

Il tema ha una valenza politica di fondo, perché non c'è democrazia senza informazione indipendente. Inoltre richiama progetti e proposte che risalgono molto indietro nella storia italiana.

Due sono i nomi che possono essere presi come punti di riferimento: Luigi Albertini e Luigi Einaudi. Il primo  scambio di idee tra

Il senso del tracollo, l’ attenzione al futuro

3 febbraio 2009 Tag:, ,
Edicola '900 di Vittorio Pasteris In questi giorni le redazioni dei giornali sono percorse dallo tsunami della crisi in atto. La parola d'ordine è tagliare costi. E' l' unica opportunità possibile ? Probabilmente sì, ma tagliando e basta e su tutto si rischia di gettare l'acqua dal catino ... con il bimbo dentro. Mantenere i ricavi o addirittura accrescerli pare una mission impossible. La pubblicità come temuto dopo le festività sta scendendo in verticale: avete dato una occhiata attenta alle ultime edizioni di quotidiani, inserti o magazine? La foliazione si sta erodendo a vista d'occhio perché stampare meno pagine costa meno e perché mancano investitori pubblicitari. Per questo i giornali perdono anche un 30% delle pagine, si creano buchi, anzi voragini, alla voce ricavi pubblicitari. (continua...)