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I vizi capitali del giornalismo online

18 novembre 2018 Tag:, , , , , , , ,

Riceviamo e pubblichiamo con piacere uno scritto di un collega  che incarna alcune delle anime del giornalismo praticato oggi nel nostro Paese. Andrea Tortelli, autore della riflessione che vi proponiamo, è un giornalista imprenditore, termine impossibile da scrivere, pronunciare e soprattutto usare in questa nostra Italia del presente per mancanza di relativa qualificazione e soprattutto di certificazione di legittimità. Insomma, come abbiamo avuto modo di appurare noi stessi nel corso di un evento digit di qualche anno fa a Prato, non esistono le condizioni per poter essere sia giornalisti sia imprenditori in Italia. E invece proprio in  questo momento,  più di sempre lo status di giornalista imprenditore,  è diventato  una sorta di "conditio sine qua non" per poter svolgere questa professione, qui ed ora, in Italia ma anche nel resto del mondo. Forse all'estero la questione legale e giuridica non sussiste, oppure è stata in qualche modo risolta,  da noi invece "l'editore di se stesso" non può esistere.  Anche se poi, e le esperienze di decine di editori locali e iper-locali soprattutto nel comparto digitale, ma anche nella radio e televisione e probabilmente anche nella carta stampata, sono lì a dimostrare

Il giornalista imprenditore

13 novembre 2015 Tag:, , , , , ,
resize La materia è a dir poco complessa eppure così attuale e stringente da auspicare che il dibattito appena appena abbozzato nell'ultima edizione di digit a Prato il 3 ottobre durante un panel che si intitolava proprio << giornalista imprenditore: unica via eppure impossibile da percorrere >> sia solo il primo, timido, ma nitido segnale di un rinnovato interesse di tutti: istituzioni, editori, giornalisti, società civile verso il ruolo del giornalista e della professione giornalistica e dell'apertura di un vero, importante dibattito sociale per tornare a a comprendere l'importanza della stampa. La crisi in atto, soprattutto e principalmente, nel nostro Paese nel giornalismo e in particolare nella professione giornalistica ci deve indurre a rimettere in discussione tutto il sistema e a pensare al più presto a come riformulare dentro e con la << rivoluzione digitale >> in corso, gli assetti professionali e nei ruoli della stampa. Può un giornalista essere anche imprenditore? Può essere editore di se stesso? Nessuno nega la possibilità di svolgere la libera professione, esistono da sempre giornalisti free lance indipedenti, ma fare un giornale non è il frutto di un lavoro collettivo?