Guardian

Un modello centrato su forti personalità giornalistiche alla base del nuovo progetto Omidyar-Greenwald

17 Ottobre 2013 Tag:, , , , ,
Omidyar1 Dopo Jeff Bezos, che con 250 milioni di dollari ha rilevato il Washington Post, un altro miliardario entra in campo in quella che Ryan Chittum, sulla Columbia Journalism Revue chiama la saga dei ‘’miliardari che salvano i giornali dal collasso’’. E’ Pierre Omidyar, fondatore di eBay, che ha annunciato la nascita di un progetto editoriale incentrato sui new media in collaborazione con Glenn Greenwald, il giornalista che si è occupato dello scandalo intercettazioni Usa, e si è detto pronto a investire 250 milioni dollari nella nuova impresa.   (altro…)

Il Guardian senza paywall: ma è concorrenza sleale?

16 Ottobre 2013 Tag:,
Guardian0Introdurre il paywall dovrebbe essere per il Guardian ‘’un imperativo morale”, per evitare di fare “concorrenza sleale” agli altri giornali. E’ la curiosa convinzione di David Carr e Ken Auletta, editorialisti del New York Times, che, intervenendo nel programma News Hour della Pbs, giudicano il passaggio del quotidiano londinese all’ informazione a pagamento una soluzione imprescindibile per poter continuare a fare del buon giornalismo investigativo. Secondo loro, senza le possibilità offerte dal paywall infatti, sarebbe impossibile poter documentare vicende complesse come quella del Datagate.   (altro…)

Servizi di sicurezza e sorveglianza di massa. Un perfetto epitaffio per il giornalismo ufficiale

16 Ottobre 2013 Tag:, , , , , ,
Greenwald ‘’’If the government tells me I shouldn’t publish something, who am I as a journalist to disobey?’’: ‘’Se il governo mi dice che non devo pubblicare qualcosa, chi sono io come giornalista per disobbedire?’’. E’ in questi termini paradossalmente rovesciati che ragiona un importante giornalista inglese quando spiega sull’ Independent:’If MI5 warns that this (Edward Snowden’s secrets) is not in the public interest who am I to disbilieve them?’’ (Se i servizi di sicurezza mi avvertono che quel materiale non è di pubblico interesse chi sono io per non crederci?’’). Glenn Greenwald, giornalista del Guardian e protagonista dell’ affare Snowden,    definisce sul Guardian questo comportamento ‘’Il perfetto epitaffio per il giornalismo ufficiale’’ (The perfect epitaph for establishment journalism): una pietra  tombale sul giornalismo.   (altro…)

Protezione del giornalismo e ‘’pubblico interesse’’

30 Agosto 2013 Tag:, , , , , , , , ,
Glenn Greenwald and David MirandaNon può essere il solo titolo professionale ad assicurare la protezione per l’ attività giornalistica ma il valore di ''pubblico interesse'' che le informazioni diffuse (o che si contribuisce a diffondere) racchiudono.   Nel dibattito sul tema della protezione del giornalismo – che Lsdi sta seguendo con attenzione (vedi quiquiqui) – il Guardian ospita ora un ampio commento di George Brock, ex giornalista del Times e docente di giornalismo alla City University di Londra, in cui il concetto (forse ancora troppo vago) di ‘’atto di giornalismo’’ cede il posto al parametro della rilevanza e del grado di pubblico interesse dell' informazione.   (altro…)

Lo Stato di Sorveglianza attacca il giornalismo per renderlo più difficile, più lento, meno protetto

28 Agosto 2013 Tag:, , , , , , , , ,
Gchq E’ questa la strategia che i vertici del potere statale stanno cercando di seguire. Lo Stato di Sorveglianza ha i mezzi, la volontà e l’ ampiezza per perseguire il giornalismo nello stesso modo con cui aveva perseguito il terrorismo. Solo una stampa più impegnata e coesa potrà avere la possibilità di resistere.    E’ così che Jay Rosen, sul suo  Pressthink, commenta la situazione che si è venuta a creare dopo il caso Snowden e la scoperta del Prism, partendo da un intervento (’’particolarmente importante’’) dello scrittore ed ex agente della CIA,  Barry Eisler, su quello che è accaduto alla stampa dopo le rivelazioni di Snowden nel giugno scorso.   (altro…)