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Fotogiornalismo: va online l’ archivio di Life

21 novembre 2008 Tag:, ,
out-156.jpg Il 97% della collezione, che ha scandito tutta la storia del pianeta dal 1880 a oggi, non è mai stata vista dal pubblico – Circa 10 milioni di immagini diventeranno disponibili – L’ iniziativa frutto di un accordo fra Google e TimeInc, proprietaria di Life ----------

Una delle maggiori collezioni di fotografie nel mondo, che parte dagli anni ’80 del 1800 e arriva fino ai giorni nostri, è  disponibile al pubblico online  da martedì scorso. E’ quella della rivista Life, uno dei più importanti archivi fotografici del mondo.

Si tratta di circa 10 milioni di immagini, da Marilyn Monroe e JFK a Barack Obama e Hillary Clinton, di cui quasi il 97% – spiega Ejc.net – non sono mai state viste prima.

(continua...)

Google, Microsoft e Yahoo insieme di fronte al regime cinese

1 novembre 2008 Tag:, ,
out-147.jpg I tre giganti di internet hanno aderito alla Global Network Iniziative, una rete che potrebbe dare maggiore forza rispetto a Pechino nel campo dei diritti fondamentali dei cittadini ----------

Unire le forze e redigere un protocollo comune di comportamento che, a parità di condizioni concorrenziali, permetta di muoversi con maggior disinvoltura verso Oriente, sapendo di poter anche far opposizione al regime cinese nel nome del rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.

E' l' obbiettivo di fondo della Global Network Initiative, una rete a cui hanno aderito, insieme, Microsoft, Yahoo e Google, le aziende che - come scrive Giacomo Dotta su Webnews.it - più di ogni altra si sono trovati di fronte alla scelta tra operare esclusivamente per il lucro, oppure fare i conti con i principi democratici di libertà ed opporsi per quanto possibile alle restrizioni del regime cinese. La risposta - sottolinea Dotta - sta per arrivare, appunto, sotto forma di un protocollo che pone il web statunitense in una posizione di maggior forza rispetto alle ambizioni censorie cinesi.

Giornalismo d’ inchiesta: Google, la crisi è in parte anche colpa nostra

6 agosto 2008 Tag:
out-114.jpg La scomparsa del giornalismo d’ inchiesta “è una tragedia per l’ America”, ha detto il Ceo di Mountain View Eric Schmidt, accennando anche al problema democratico che la scomparsa di questo tipo di giornalismo comporta ----------

La scomparsa del giornalismo d’ inchiesta “è una tragedia per l’ America”, secondo Eric Schmidt, il boss di Google,  che – segnala Eric Sherer su mediawatch, il blog di Afp -  ha appena evocato di nuovo  -- questa volta in termini più chiari -- il problema democratico posto dalla scomparsa di questo tipo di giornalismo.

"Sono molto inquieto”, ha detto Schmidt, spiegando in sostanza che niente fa presagire, almeno per il momento, che I media riusciranno alla fine a monetizzare adeguatamente la loro audience sul web.
(continua...)

Giornali: perché non lasciare a Google la diffusione dei contenuti e concentrarsi sul giornalismo?
Ipotesi per una nuova economia delle redazioni del futuro

29 luglio 2008 Tag:, , , ,
out-113.jpg Cedere a Google (che ne sarebbe felice…) quello in cui è già campione sull' online e concentrarsi invece su quello che i giornali sanno fare meglio, e cioè il giornalismo – I principali siti francesi che si occupano di media raccolgono e rilanciano la “provocazione” di Jeff Jarvis:“Che resterà domani ai giornalisti? L' investigazione soprattutto. Ma questa costa caro. Da qui l’ interesse a economizzare sul resto, trovando semmai anche qualche mecenate per il giornalismo d’ inchiesta” - Un elenco di quello che si dovrebbe togliere nelle redazioni e di quello su cui bisognerebbe invece investire – L’ importanza delle rubriche ----------

E se si lasciasse a Google la diffusione dei contenuti dei giornali? “Se fosse così i gruppi editoriali potrebbero concentrarsi su quello che sanno fare di più: il giornalismo”.  

E’ questo – dice Benoit Raphael in una riflessione sulla “nuova economia” delle redazioni del futuro -  il nuovo sasso nella palude lanciato da Jeff Jarvis, il noto giornalista e blogger Usa specializzato in nuovi media e direttore della cattedra di giornalismo interattivo all’ Università della Città di

Tutta la cronaca nera di una città con un solo click

1 giugno 2008 Tag:,
out-5.jpg SpotCrime, un nuovo sito web Usa, incrocia milioni di dati provenienti dai siti delle varie polizie con le mappe di Google, offrendo una visione in continuo aggiornamento del panorama dei fatti di “nera” delle 125 maggiori città americane – Incrociando i vari parametri del programma è possibile ottenere un ampio arco di dati: ad esempio quante rapine sono state compiute in una città in un determinato periodo oppure in un determinato quartiere, e così via – I dati possono essere forniti anche via mail, iPhone o FaceBook, e presto anche tramite Twitter e lettori Rss -----

I giornalisti americani che si occupano di “nera” hanno a disposizione un nuovo strumento di lavoro interattivo: un sito web – che si chiama SpotCrime.com – presenta le mappe delle principali 125 città Usa con i dati relative ai principali fatti di “nera” avvenuti negli ultimi mesi, suddivisi per tipologia e per data, e aggiornati fino a circa 3 ore prima. Un sistema reso possibile dall’ innesto dei dati reperibili nei siti delle varie polizie del paese sulle classiche mappe di Google.

La mappa che

Tv: ma anche il giornalismo partecipativo cede al mainstream

24 maggio 2008 Tag:, , , ,
out-12.jpg La grande “febbre” del giornalismo dal basso ha contagiato anche You Tube (gruppo Google), che ha appena creato Citizen News, una piattaforma per i video degli utenti, ma i criteri di filtraggio rigido che vengono utilizzati sempre più spesso finiscono per portare anche il citizen journalism verso il mainstream - Danis Charter cita in proposito anche il sito della CNN iReport, mettendo in guardia circa la “trappola” che si può nnascondere dietro al fatto che “ognuno possa fare informazione” ----------

di Andrea Fama

È un’emorragia ‘patecipativa’ inarrestabile, un virus multiforme e contagioso, la febbre gialla dell’informazione ‘dal basso’, ma non fa male. O almeno così pare, finora. Parliamo del citizen journalism, che in questi giorni si è arricchito di una nuova, luccicante vetrina che già ammicca dall’affollato portale di YouTube: si chiama Citizen News ed è la piattaforma di Mountain View dedicata al giornalismo partecipativo.

Già a febbraio la CNN aveva tentato l’ esperimento di un sito alimentato dai contenuti prodotti dai cittadini,  i-Report. E la stessa strada era stata seguita anche da Yahoo e Reuters con You Witness News

Ricerca di immagini a mezzo immagini

17 maggio 2008 Tag:,
Il logo di Pixsta Un nuovo motore di ricerca messo a punto da Pixsta e utilizzato per ora in maniera sperimentale nel campo della vendita di prodotti di abbigliamento – “Siamo già oltre Google, che usa ancora la parola scritta per cercare immagini”, sostiene il CEO dell’ azienda britannica, “e stiamo già facendo soldi” ---------- Un motore di ricerca per trovare immagini. Ci sta lavorando un’ azienda britannica, la Pixsta , che ha già realizzato un prototipo, descritto come “il più sofisticato ed accurato motore di ricerca per immagini al mondo”.

Il programma permette all’ utente di cliccare su una immagine per trovare delle immagini analoghe.

Per il momento il nuovo motore di ricerca viene utilizzato nel campo dell’ acquisto di prodotti di abbigliamento, in settori come vestiti, orologi, scarpe, gioielli: quando l’ utente seleziona una immagine nell’ ambito di una tipologia di oggetti diversi, sullo schermo - in basso a destra - compaiono le indicazioni di aziende che vendono quel tipo di prodotti. (continua...)

Google: un ruolo sempre più nevralgico per i vecchi media

14 maggio 2008 Tag:, , , , ,
Il logo di Google Secondo il Financial Times il sistema pubblicitario di Google diventerà la principale piattaforma finanziaria su cui si baseranno televisioni, giornali e gli altri media che si spostano verso internet – Mentre per Sfnblog, attraverso Google passano almeno i due terzi del traffico online che va a finire sui siti web dei giornali cartacei Usa ----------

A mano a mano che televisioni, giornali e altri media vengono digitalizzati e si spostano verso internet, il sistema pubblicitario di Google diventerà la piattaforma finanziaria su cui molte di queste iniziative economiche si baseranno. La previsione è di alcuni analisti industriali, secondo cui Google è ormai “seduta su una miniera d’ oro” e il suo procedure sembra assolutamente inarrestabile.

I want media, riporta, in particolare, un articolo del Financial Times online, dal titolo “Google trionfante…”. L’ autore, Richard Waters, cita fra l’ altro le dichiarazioni di David Yoffie, professore all’ Harvard Business School, secondo cui “il fallimento della fusione Microsoft/Yahoo  elimina la più grande minaccia a breve termine” per Google, e di Michael Cusumano,

Anche Atex (pubblicità) a favore del protocollo ACAP sulla protezione dei contenuti

26 marzo 2008 Tag:
Logo

Anche Atex, la più importante azienda mondiale di servizi per la pubblicità, la gestione dei contenuti e le applicazioni online, sosterrà l’ Automated Content Access Protocol (ACAP), il controverso protocollo di protezione dei contenuti editoriali online, al centro recentemente di una vivace polemica (poi rientrata) fra Google e gli editori.  

Secondo Roberto Antoniotti, Capo della Atex Content Management Division, “concentrandosi sulla produzione e la diffusione dei contenuti digitali, ACAP è uno strumento importante per quegli editori che vogliono avere successo con le loro piattaforme digitali, e in particolare una gestione efficace del copyright è una componente essenziale della maggior parte dei modelli economici di successo”.
 
"Atex – ha aggiunto il manager – ha deciso di sostenere la soluzione Acap e spera che ciò faciliti la sua adozione da parte degli editori, raggiungendo così uno standard universale e aperto per l’ accesso ai contenuti”.

ACAP (vedi Lsdi, Bandiera bianca di Google ), è un nuovo sistema editoriale che consente agli editori di spiegare i termini e le condizioni di utilizzo dei suoi contenuti e

Bandiera bianca di Google, che annuncia a sorpresa di accettare il protocollo degli editori

22 marzo 2008 Tag:
Google News “Solo barriere di carattere tecnologico all’ utilizzo di ACAP”, precisa l’ amministratore delegato Eric Schmidt – “Non è vero che non vogliamo consentire agli editori il pieno controllo sui loro contenuti” – La soddisfazione dell’ Associazione Mondiale dei Giornali (WAN) -----------

La World Association of Newspapers e altre associazioni di editori hanno accolto con soddisfazione una nota con cui il Ceo di Google, Eric Schmidt, si schiera a favore dell’ Automated Content Access Protocol (ACAP),  il nuovo sistema che consente agli editori un maggiore controllo sull’ utilizzo dei loro contenuti.

Dopo le violente polemiche innescate dal rifiuto di Google di adottare il protocollo Acap (vedi Lsdi, E’ scontro fra Google e gli editori sulla protezione dei contenuti), parlando con un giornalista a Sidney, Schmidt ha detto che le uniche barriere da parte di Google all’ implementazione di Acap erano di natura tecnica, negando che la sua società fosse riluttante ad applicarlo per difendere i propri interessi. “Non è affatto vero che non li vogliamo (gli editori) in grado di controllare le proprie informazioni”, ha sottolineato.

Schmidt ha aggiunto che