Giovanni Spampinato

L’ ombra di Cosa Nostra dietro l’uccisione del giornalista de L’ Ora Giovanni Spampinato

14 Dicembre 2008 Tag:, ,
La copertina dell' Ora Un libro di Carlo Ruta su uno dei misteri più intricati della Sicilia – L’ uccisione di un costruttore, la morte del giornalista e, sullo sfondo, i grandi interessi legati al contrabbando negli anni ‘70 ----------

di Giovanna Corradini

Sin dal febbraio 1972, quando venne ritrovato in una lontana contrada ragusana il cadavere di un noto palazzinaro, è stata una girandola di depistaggi, di mancati adempimenti, di silenzi irriducibili. Su tale uccisione Giovanni Spampinato si trovò subito a investigare. E per tale suo impegno, nell’ottobre del medesimo anno venne ucciso. Gli esiti lungo i decenni sono stati emblematici. La morte del costruttore, rimasta insoluta sul piano giudiziario, viene evocata dalle cronache come un delitto misterioso, forse per rapina, forse per donne, forse per una controversia nel mondo dell’antiquariato. La morte del giornalista è stata raccontata nei tribunali come un delitto di provincia, compiuto dal figlio di un alto magistrato roso dal rancore.

In realtà, come viene argomentato in questo rapporto di Carlo Ruta*, i due delitti costituirono un affare complesso, che assunse un preciso rilievo nella vita

Storico condannato per un blog ritenuto “stampa clandestina”

14 Giugno 2008 Tag:, ,
Giovanni Spampinato Lo studioso siciliano Carlo Ruta è stato ritenuto colpevole del reato di stampa clandestina - Si trattava in realtà un normale sito internet di documentazione storica e sociale, Accaddeinsicilia, già oscurato d’ autorità – Ruta era stato denunciato da un magistrato ragusano al centro di durissime critiche per la gestione dell’ inchiesta sull’ uccisione del giornalista Giovanni Spampinato (nella foto) – “Un attacco frontale al mondo del web e alla democrazia nel nostro paese” ----------

Condannato da un tribunale della Repubblica lo storico Carlo Ruta per il reato di “stampa clandestina”, per aver curato il sito internet di documentazione storica e sociale “accadeinsicilia”, già oscurato d’ autorità.

La condanna ha suscitato forti reazioni e viene considerata in un documento “un fatto gravissimo, che potrà avere effetti devastanti per la libertà di espressione sul web in Italia.

La sentenza è stata emessa da Patricia Di Marco, giudice presso il tribunale di Modica, dietro denuncia presentata dal magistrato Agostino Fera, noto alle cronache per le censure di cui è stato fatto oggetto da diversi parlamentari della Repubblica, da Giuseppe Di Lello al presidente dell’Antimafia Francesco Forgione, in relazione