giornalisti

Giornalisti precari atto primo, contro la congiura del silenzio

4 ottobre 2011 Tag:,
precariUn eccellente esempio di buona informazione sul problema del precariato in campo giornalistico è stato offerto l' altra sera da Riccardo Iacona su Presa diretta (Rai3) -Due freelance di lungo corso, in particolare, hanno offerto nelle loro interviste un ideale vademecum, una sorta di ''avviso ai naviganti'',  che proponiamo in vista della manifestazione contro il precariato e per la dignità del giornalismo in programma venerdì e sabato a Firenze ---------- di Marco Renzi La precarietà nel giornalismo è uno di quegli argomenti che nessuno mai affronta, soprattutto sui mezzi di informazione, in particolare sui media mainstream. Eppure in questa nostra professione i colleghi "traballanti" sono la gran massa delle persone che "realmente" producono informazione nel Paese. L' esempio  eccellente di buona informazione sul problema fornito da Riccardo Iacona domenica sera 2 ottobre su Rai Tre a Presa Diretta, potrebbe riuscire a far emergere una volta per tutte questa realtà insabbiata. L' inchiesta, a onor del vero, aveva un respiro più ampio e indagava a 360 gradi il mondo "tipicamente nostrano" dei contratti di lavoro atipici.  E nella prima parte faceva bella mostra di sè, forse per la prima volta in un programma televisivo

Giornalisti nella ruota del criceto

13 giugno 2011 Tag:,
CricetoIl Rapporto pubblicato qualche giorno fa dalla Federal Communications Commission sullo stato dei media negli Stati Uniti utilizza il neologismo ‘’hamsterization’’ (cricetizzazione) per illustrare i nuovi meccanismi di produzione in molte redazioni dopo l’ avvento del digitale – ‘’Mentre un tempo veniva apprezzato il lavoro di approfondimento, ora gli incentivi vanno a quei lavori che possono essere fatti velocemente e producono un sobbalzo al traffico web’’ - Un articolo di Arstechnica ---------- Fra i tanti spunti che la Rete segnala in relazione al Report pubblicato qualche giorno fa dalla FCC, uno sembra particolarmente curioso, non foss’ altro che per la definizione utilizzata, quella di ‘’hamsterization’’ of American journalism. La ‘’cricetizzazione’’ del giornalismo americano fa riferimento ai nuovi meccanismi di produzione all’ interno delle redazioni nell’ epoca digitale. La buona notizia di questa convergenza online, sostiene il Rapporto – secondo Matthew Lasar, di  Arstechnica.com -, è che consente al giornalista della carta stampata di produrre versioni brevi e lunghe degli articoli, la cui versione web può essere continuamente aggiornata con lo sviluppo della videnda. Ma ‘’queste responsabilità addizionali – che impongono di imparare le nuove tecnologie che consentono di farlo – consumano tempo e

Raddoppiati in tre anni in Spagna i giornalisti disoccupati

6 ottobre 2010 Tag:, , , ,
Apm Fra il 2008 e ora il numero di giornalisti disoccupati in Spagna è più che raddoppiato, passando da 3.030 a 6.500, secondo i dati diffusi qualche giorno fa da Pedro Farias, docente all’ Università di Malaga e direttore dell’ ‘’Informe Anual de la Profesión Periodística’’, uno studio annuale sulla situazione del giornalismo pubblicati dall’ Associazione della Stampa di Madrid (APM), di cui sono stati anticipati alcuni dati (la Ricerca verrà diffusa ufficialmente a dicembre). Il numero di disoccupati, ha aggiunto Farias, dovrebbe salire a 10.000 tenendo conto del numero di giornalisti che ogni anno escono dalle facoltà di Scienze della comunicazione. La precarietà professionale e la disoccupazione sostituiscono ‘’per la prima volta’’ fra i giornalisti la preoccupazione per le ingerenze esterne nel loro lavoro, rileva la ricerca, anche se, pur avendo una percezione della loro situazione ‘’regolare o cattiva’’, i professionisti dell’ informazione continuano a spingere ‘’i loro figli a studiare giornalismo’’.

Informazione senza mediazione. Il rischio della propaganda

31 gennaio 2009 Tag:, , ,
obama.jpgLa reintermediazione della disintermediazione: così Sergio Maistrello definisce un importante problema che il mondo si trova davanti - Ora che, ad esempio, il governo Obama può parlare direttamente ai cittadini, chi svolgerà la funzione ‘’terza’’ di discernere fra informazioni e propaganda? – Il re (Beppe Grillo) è seminudo - Il ruolo del giornalista si restringe ma il suo spazio si allarga ----------

‘’Ora che un governo - come sta concretamente facendo Obama negli Stati Uniti - può parlare direttamente ai cittadini, disintermediando un rapporto che prima passava prevalentemente attraverso giornali e televisioni, chi è la figura terza e indipendente in grado di discriminare le informazioni di pubblica utilità dalla propaganda? Chi si fa garante degli interessi dei cittadini?’’

E’ in questi termini che Sergio Maistrello sintetizza, in un post molto interessante sul suo blog, il dibattito aperto da New York Times e Columbia Journalism Review e ripreso qui da noi da Giuseppe Granieri e Mario Tedeschini Lalli.

(continua...)

Perché Internet indebolisce l’ autorità della stampa

18 gennaio 2009 Tag:, , , ,
rosen.jpg Jay Rosen ci spiega in un articolo per Mediachannel l’ ambito in cui si sviluppa l’ informazione politica negli USA – La sfera del legittimo dibattito, la sfera del consenso e la sfera della devianza – E’ la politica a decidere i temi che appartengono e si spostano da una sfera all’ altra, mentre i giornalisti ne sono gli esecutori inconsapevoli – Solo la rete può minare questa univoca catalogazione dell’ informazione ----------

di Jay Rosen
(da Mediachannel)


Nell’ epoca dei mass media, la stampa è riuscita con relativa facilità a definire le sfere del legittimo dibattito poiché le persone che ricevevano le informazioni erano automaticamente connesse al Grande Media, ma non lo erano tra di loro. Oggi, però, questa autorità si sta erodendo, e cercherò di spiegare perché.

Si tratta del diagramma più utile che ho trovato per comprendere la pratica del giornalismo negli Stati Uniti, e la politica che vi si cela dietro. Ognuno può disegnarlo manualmente proprio adesso. Basta prendere un foglio di carta e disegnarvici un grande cerchio

2009 – 2010 gli anni decisivi per il futuro dei media tradizionali

7 gennaio 2009 Tag:, , , , ,

di Vittorio Pasteris

crashQuando Philip Meyer pubblicò nel 2004 il suo “the vanishing newspaper” diventato famoso soprattutto per la profezia secondo cui l’ultima copia del New York Times sarebbe stata stampata nel 2040 non aveva probabilmente previsto che nella fine del 2008 in Usa sarebbero fallite molte fra le maggiori banche e che l’economia mondiale sarebbe arrivata con un grosso fiatone a fine anno. Allo stesso modo non era conscio di quello che sarebbe successo negli ultimi mesi di quest’anno Arthur Sulzberger quando nel febbraio del 2007 dichiarò “Non so davvero se stamperemo ancora il Times tra cinque anni, e, se vuole proprio saperlo, non me ne importa nulla. Internet è un posto meraviglioso e noi lì siamo leader” Il giorno dell’ultima copia del New York Times si sta drammaticamente avvicinando ? Probabilmente sì . I segnali di un processo inarrestabile sono piuttosto chiari. Ma non è quello il problema . Il definire e spostare le date dell’ultima copia cartacea del più ascoltato giornale statunitense è un indicatore dei segni dei tempi, un indice come potrebber essere il Dow Jones per Wall Street. (continua...)

Twitter: ma c’ è da fidarsi?

14 dicembre 2008 Tag:, , , ,
twitter.jpg Riaffiora ciclicamente la polemica sull’ affidabilità degli strumenti e delle piattaforme che si sviluppano in rete – La pubblicazione di una falsa notizia relativa ai massacri terroristici di Mumbai ha messo al centro delle polemiche Twitter, la piattaforma di microblogging che ha avuto un ruolo rilevante nella 'copertura' dei sanguinosi attacchi nella città indiana ----------

Si è parlato a lungo nei giorni scorsi dell’ uso assai rilevante di Twitter (vedi Lsdi, Twitter, la consacrazione letteraria) in occasione dei sanguinosi attacchi terroristici di Mumbai*, e a vari giorni di distanza la discussione si è spostata sulla sua affidabilità. E’ un processo canonico, che si ripete ogni volta che il grande pubblico degli internauti si accorge delle potenzialità di qualche nuovo sistema di condivisione di notizie e informazioni. In questo caso al centro dell' attenzione è Twitter, ritenuta la piattaforma di microblogging “più attiva” durante i fatti della città indiana.

I dubbi sulla sua affidabilità sono stati provocati dalla pubblicazione in rete di una notizia che si è dimostrata falsa: il presunto intervento della polizia indiana con la pressante

Un parlamentare su 10 è giornalista

7 dicembre 2008 Tag:
La tabella Intanto la fiducia degli italiani nei media continua a calare, senza eccezioni per nessun media – Ma, si chiede qualche osservatore, non è che c ‘ è un rapporto diretto tra il “distacco critico” dei cittadini nei confronti dell’informazione e i troppi giornalisti in parlamento? - Nell’ attuale legislatura siedono fra Camera e Senato78 iscritti all’ ordine, secondo i dati dell’ ultimo Rapporto annuale del Censis ---------- «Nell’ultima legislatura si contano 64 deputati giornalisti (la quarta professione rappresentata alla Camera, dopo avvocati, dirigenti e imprenditori, prima dei funzionari di partito) e 28 giornalisti senatori (la sesta professione attualmente rappresentata al Senato): praticamente un giornalista ogni dieci parlamentari». E’ uno dei dati contenuti dell’ ultimo Rapporto annuale del Censis  (capitolo “Comunicazione e media”, pag. 526), presentato nei giorni scorsi a Roma (più sotto un' ampia sintesi).

Intanto, precisa il Rapporto, « la fiducia degli italiani nei media resta decisamente bassa, anche nel confronto con gli altri Paesi europei, e anzi nell’ ultima primavera si registra un ulteriore, pericoloso crollo senza eccezioni per nessun mezzo. Emerge così un distacco critico che si accompagna a

Ma che fanno 100.000 giornalisti in Italia?

4 novembre 2008 Tag:, , , ,
out-155.jpg In un articolo dal titolo “Professione e lavoro” Guido Besana, della segreteria della Fnsi, compie un’ ampia riflessione sul “giornalismo nel tempo attuale, in cui si accede alla professione, non si trova lavoro e nessuno ti insegna il mestiere” – Gli “effetti collaterali” dell’ allargamento della base e una evoluzione complessiva da cui è uscita sconfitta la qualità – Che, invece, dovrebbe essere la chiave di una ridifinizione “alta” della professione, insieme alla riconquista del controllo dei mezzi di produzione ----------

“Non abbiamo saputo vedere cosa comportasse per il mercato del lavoro a lungo andare una impostazione legittima e rispettosa dei diritti che nel tempo abbiamo adottato nel nostro agire sia sindacale che ordinistico,confortata dagli Enti di previdenza e assistenza”.

Ma “l' allargamento della base ha avuto come effetto collaterale il “todos caballeros”, la corsa alle tessere e ai contributi, l'espansione in territori di confine, la compiacenza, le clientele, il do ut des, il cammellaggio, le quote di iscrizione pagate da altri per poter votare alle consultazioni di categoria, gli interessi anche economici che si basano sul

Giornalisti del web: max uno per testata

24 ottobre 2008 Tag:
Dura la vita dei giornalisti digitali ! Una delle classiche discriminazioni fra coloro che lavorano per testate cartacee, radiofoniche o televisive e quelli che si occupano di internet riguarda l'accredito agli eventi sempre tortuoso e complesso per i giornalisti digitali. Un esempio: le policy di accredito al Salone del Gusto di Torino così recitano:
Ricordiamo che l’ufficio stampa può concedere accrediti esclusivamente ai giornalisti regolarmente iscritti all'Ordine nazionale dei giornalisti. Per ricevere il pass-stampa, valido per tutte le cinque giornate di entrambi gli eventi, è necessario presentare la tessera d’ordine, in corso di validità. Per i giornalisti non iscritti all’Ordine e/o freelance e per i fotografi è necessario presentare una lettera d’incarico da parte della testata per cui si collabora, su carta intestata e firmata in modo leggibile dal direttore o dal caporedattore. I fotografi dovranno presentare una lettera d’incarico da parte della testata per cui si collabora, su carta intestata e firmata in modo leggibile dal direttore o dal caporedattore della testata da cui hanno ricevuto l’incarico, su carta intestata e firmata in modo leggibile. (l’Ufficio Stampa può a sua discrezione stabilire se e quanti accrediti concedere per ogni testata). (continua...)