giornalisti

E’ morto Pino Rea

7 Luglio 2020 Tag:, , ,
È morto nella serata di lunedì 6 luglio in ospedale a Firenze dove era ricoverato, Giuseppe Rea, conosciuto come Pino fondatore e presidente onorario di LSDI - Libertà di stampa diritto all'informazione.   Pino Rea era nato il 16 maggio 1944 a Grottaglie (Taranto), ma era napoletano di origine. Laureato in filosofia ha lasciato nel 1975 l’insegnamento per dedicarsi al giornalismo. Aveva vissuto a Firenze la sua carriera giornalistica a partire dal  Nuovo poi a Repubblica, Paese Sera, il Tirreno, il Giorno, per approdare poi alla redazione fiorentina dell'Ansa dal febbraio 1982 fino al 2005. (altro…)

Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile

8 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
Joseph Pulitzer nacque in Ungheria nell'aprile del 1847. All’età di sedici anni, emigrò negli Stati Uniti: solo, senza amici, denaro, e senza sapere l'inglese. Si arruolò subito in cavalleria a New York per combattere nella guerra di secessione americana. Al termine del conflitto, Pulitzer divenne reporter del Westliche Post. In meno di dieci anni ne diventò direttore e co-proprietario.  Nel 1883 si trasferì a New York, dove comprò il New York World. Il  quotidiano tirava meno di 12.000 copie al giorno ed era sull'orlo della bancarotta. In quattro anni di duro lavoro: il "World" raggiunse una tiratura di 200.000 copie al giorno, e un posto in prima fila nella stampa americana. Purtroppo per la salute di Joseph Pulitzer furono anni disastrosi.  Dovette lasciare New York, con i nervi a pezzi, e la consapevolezza che, nel giro di pochi anni, sarebbe diventato completamente cieco. Nonostante la grande fortuna, anche economica, le sue condizioni di salute precarie lo costrinsero a ritirarsi molto presto dalla vita attiva e trascorrere lunghi anni, appartato, e assistito,  sul suo yacht, dove morì nel 1911, nella rada di Charleston nella Carolina del Sud.       Pulitzer, oltre al suo acume affaristico, è

Comunicatori pubblici o quello che sarà

1 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
E' in corso un grande progetto di riassetto del comparto della comunicazione pubblica. Una revisione di sistema che parte da fuori e si realizza dentro le Pubbliche Amministrazioni.  Un movimento trasversale in cui sono coinvolte molte categorie professionali, associazioni, sindacati, ordini, agenzie ed esperti e che viene proposto e spinto in prima battuta dagli stessi comunicatori della funzione pubblica. Qui a bottega abbiamo avuto modo di dare un'occhiata in anteprima ad un documento, forse non esaustivo, ma certamente di indirizzo, realizzato di comune accordo dai rappresentanti di tutte  le "parti in causa",  fra le quali siamo compresi anche noi giornalisti (vivaddio) sia come ordine sia come sindacato. Dopo una lettura attenta della bozza e una condivisione di tale bozza fra i nostri iscritti e alcuni "amici" di Lsdi, vorremmo mettere nero su bianco una serie di riflessioni emerse dalle nostre analisi. Il documento deve rimanere ovviamente riservato,  e quindi non potremo utilizzare in chiaro i passaggi dello scritto a cui ci ispiriamo per presentare la nostra versione dei fatti, ma confidiamo di riuscire ugualmente a farci capire. Se così non fosse, Vi invitiamo caldamente a farcelo presente, da subito e in

Giornali e nuove sfide dell’informazione (sg)

13 Ottobre 2019 Tag:, , , , , , , , ,
Con quello che  Vi accingete a leggere, mancano ancora tre "Stati generali", permettete la battuta, prima di arrivare a completare la nostra personalissima disamina di questo percorso di avvicinamento fra tutte le componenti del mondo dell'editoria e dell'informazione,  intrapreso dall'ex  Governo Giallo-Verde  e in particolare dall'ex sottosegretario all'editoria Vito Crimi,  onorevole eletto nelle fila del Movimento 5Stelle. La "palla" ora, come abbiamo già avuto modo di raccontarVi anche da queste parti è passata di mano, ed è responsabilità dell'onorevole Martella, eletto nella fila del Partito Democratico. Cominciamo dunque,  prima di "sbobinare" l'incontro di giovedì 27 giugno 2019, tenutosi presso la sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e intitolato: "Giornali e nuove sfide dell'informazione, tra presente e futuro"; dal presente e non dal passato seppure prossimo il nostro ragionamento odierno sui motivi della crisi del settore. Diamo dunque un'occhiata alle ultime dichiarazioni dell'attuale sottosegretario con delega all'editoria. In un'intervista al quotidiano La Nazione, Martella ha tracciato in sintesi le linee guida dell'intervento che il suo dipartimento sta mettendo a punto per "salvare" il settore. In sintesi ecco alcune delle dichiarazioni del sottosegretario che ci paiono significative;  non giuste o sbagliate, ma

Valorizzare la risorsa informazione oggi (sg)

29 Settembre 2019 Tag:, , , , , , , , ,
    Siamo quasi arrivati in fondo al nostro certosino lavoro di osservazione, analisi e contrappunto dedicato agli Stati generali dell'editoria intrapreso dall'oramai ex Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria Vincenzo Crimi nell'ambito della precedente legislatura. Un lavoro indubbiamente utile e che sarebbe davvero disastroso, a nostro avviso, se andasse perduto, nonostante siano ovviamente cambiati, dopo il rinnovo dell'Esecutivo, molti dei protagonisti della vicenda. Il cambio di Governo non ha azzerato la crisi devastante e  pluriennale del settore, e non ha certamente azzerato la necessita urgente e inderogabile di mettere mano al più presto ad una profonda riforma del comparto. E non utilizzare, in qualche modo, tutti gli spunti, spesso davvero unici e anche utili, che sono arrivati dagli Stati generali dell'editoria voluti dal precedente Governo, sarebbe, a nostro avviso, una imperdonabile leggerezza. Ma nel frattempo non dobbiamo nemmeno commettere l'ingenuità di trascurare quello che accade oggi, in politica e nel settore dell'editoria e dell'analisi della crisi,  dopo il cambio alla guida del Paese. Per questo abbiamo pensato fosse utile aprire questo nostro ulteriore post di analisi sull'ennesimo convegno degli Stati generali, quello dedicato al "pluralismo dei territori", come recita il titolo