Freedom of Information Act

Parlare di Pino

12 Luglio 2020 Tag:, , , ,
Parlare di Pino Rea, il nostro fondatore e mentore, la nostra guida da sempre, il nostro principale redattore per molti anni, la nostra prima fonte di ispirazione, è davvero molto difficile. Una impresa ardua e dolorosa perchè da qualche giorno ne dobbiamo parlare al passato, e non ne abbiamo alcuna voglia, credeteci. Lasciamo allora, come abbiamo sempre fatto qui a bottega,  e fedeli allo stile tipico proprio del nostro fondatore, quello che poneva il redattore in secondo piano, sullo sfondo, al servizio del fatto, della notizia; lasciamo siano i fatti a parlare per noi di lui e per lui. I fatti e le testimonianze del gran lavoro svolto da Pino Rea al servizio del giornalismo, al servizio della Libertà di Stampa e del Diritto all'Informazione. Lasciamo sia lui stesso a parlare. Guardate cosa scriveva, quasi dieci anni fa, in uno dei suoi rari articoli firmati, pubblicati su questo blog. A Firenze si era appena svolta una storica riunione pubblica, per parlare di giornalismo e di precariato, e per scrivere un documento denominato "Carta di Firenze" :      
Io resto scettico. Penso che le carte abbiano un forte valore simbolico più che una concreta efficacia precettiva.

E’ tempo di freedom on information act (ne sapremo approfittare?)

30 Gennaio 2017 Tag:, , , , , , , , , ,
detenuto ignotoPer chi vorrà o saprà approfittarne è giunto anche per il BelPaese il tempo di applicare il F.O.I.A. Quanti sono i ragazzi che girano per strada con un coltello tascabile? Si parla tanto di bullismo (e di cyberbullismo, in particolare), e sarebbe quindi utile conoscere quanti sono i minori che dispongono di un arma da taglio “da passeggio”; così come sarebbe utile capire se questo comportamento è oggetto di controlli da parte delle forze dell’ordine, se il fenomeno esiste, è in crescita, se è correlato con le aggressioni tra minori, e così via. A queste domande si può rispondere in vari modi: basandosi sulla “percezione” dei cittadini (e si fa un sondaggio), oppure sul sentito dire (due chiacchere con le forze dell’ordine). Ma si può anche tentare di partire dai dati della realtà, così come disponibili. È quanto ha fatto di recente il Bristol Post, che dalle informazioni emerse a seguito di una richiesta Foia ha dato il via ad una inchiesta che tocca questi argomenti (ed altri ancora). È solo uno dei molti esempi che si potrebbero portare di un giornalismo che sa giovarsi di un oculato e consapevole

FOIA, le storie più curiose raccolte da Poynter. E qualche caso italiano

24 Marzo 2015 Tag:, , , , ,

”Ma che torture…” – parte seconda

10 Dicembre 2014 Tag:, , , , , ,
waterboardingIl Senato Usa ha rilasciato un rapporto della C.I.A. relativo al ricorso alle torture durante la presidenza di George W. Bush. In attesa di conoscerne in modo più puntuale il contenuto, Lsdi ripropone i memorandum del Dipartimento della giustizia Usa sui cosiddetti metodi “duri” di interrogatorio della C.I.A., resi pubblici nel 2010 da Barack Obama grazie al suo ricorso al Freedom Of Information Act (FOIA). Dai rapporti si evince chiaramente come l’Amministrazione Bush fosse a conoscenza che tali metodi, in particolare il waterboarding, fossero assimilabili alla tortura, e avesse comunque dato l’autorizzazione a procedere.   A suo tempo Lsdi aveva tradotto integralmente i memorandum, che riproponiamo qui di seguito. (altro…)

Apriamo i cassetti: Foia.it chiede alla Presidenza del Consiglio di accedere al “dossier Cottarelli”

9 Dicembre 2014 Tag:, , ,
Tasse e tagli alla spesa sono temi cronicamente all’ordine del giorno. Il Commissario straordinario alla spending review, Carlo Cottarelli, si è dimesso ormai da mesi, non senza polemiche. E da mesi si attendono i documenti, 25 per l’esattezza, che il suo gruppo di lavoro ha elaborato durante questo controverso anno di attività. Documenti prima annunciati come salvifici, ora declassati a semplici slide - tuttavia gelosamente riposti in qualche cassetto di Palazzo Chigi. Non conoscibili. Inaccessibili.   Si tratta di un tema di interesse nazionale, ma che ci tocca individualmente tutti, quotidianamente, sotto forma dei disservizi nei quali ci imbattiamo (che un’attenta spending review contribuirebbe a ripianare), piuttosto che al momento di pagare le tasse (che diminuirebbero se non dovessero coprire gli sprechi e i disservizi di cui sopra), e via discorrendo. (altro…)