La Costa Concordia vista dal satellite subito dopo il naufragio.
E’ una delle foto pubblicate dal sito spagnolo 233grados.com in un ''intervento'' sulla impressionante resa giornalistica delle immagini scattate in alta quota in determinate circostanze.
Le foto sono diffuse da Digital Globe, un’ azienda che è diventata famosa per le immagini della Centrale nucleare di Fukushima dopo lo tsunami dell’ anno scorso.
Il ricorso alle immagini satellitari – racconta 233grados.com – è utile per visualizzare grandi avvenimenti, come il pellegrinaggio alla Mecca, l’ impatto di grandi disastri naturali (Tailandia) o ambientali come quello che si è verificato un anno fa nel Golfo del Messico.
Fotogiornalismo, i fatti visti dall’alto
La Costa Concordia vista dal satellite subito dopo il naufragio.
E’ una delle foto pubblicate dal sito spagnolo 233grados.com in un ''intervento'' sulla impressionante resa giornalistica delle immagini scattate in alta quota in determinate circostanze.
Le foto sono diffuse da Digital Globe, un’ azienda che è diventata famosa per le immagini della Centrale nucleare di Fukushima dopo lo tsunami dell’ anno scorso.
Il ricorso alle immagini satellitari – racconta 233grados.com – è utile per visualizzare grandi avvenimenti, come il pellegrinaggio alla Mecca, l’ impatto di grandi disastri naturali (Tailandia) o ambientali come quello che si è verificato un anno fa nel Golfo del Messico.
Fotogiornalismo: ma lo spettacolo uccide l’ informazione
La dura vita del fotogiornalista, parte un Dossier
Il caso di Chiavenna - fotocamera e tessera professionale sequestrate, per "motivi di privacy", a un fotogiornalista da militari della Guardia di finanza (vedi qui) - è solo la punta dell' iceberg di una realtà diffusissima che si consuma ogni giorno in piccoli episodi di illegittimità e prevaricazione che difficilmente possono finire da soli sotto i riflettori dei vertici della categoria. Raccolti insieme in un Dossier specifico, invece, possono dare una esatta dimensione alla portata di una pesantissima realtà fatta di difficoltà, abusi, censure preventive, vessazioni, prepotenze, danni economici.
E’ per questo che Amedeo Vergani, animatore del Gsgiv (Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell' informazione visiva) dell’
Come ti manipolo le foto
La foto originale e, sopra, quella pubblicata dal Giornale
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Polemiche e accuse contro il Giornale per una plateale operazione di smontaggio e montaggio di due fotografie sulla sanguinosa campagna militare israeliana nella striscia di Gaxa - L' AP: ''il contratto che i giornali firmano prevede l'immodificabilità delle immagini, a garanzia del codice etico che l'agenzia si è dato e che si impegna a rispettare". ----------
Non è stata citata la fonte, si è ignorata la didascalia originale, ma, soprattutto, si sono “arricchite” arbitrariamente le fotografie eliminando gli elementi che si riteneva “di disturbo” e aggiungendo elementi estranei alla situazione reale, facendo un’opera di fotomontaggio che attiene all’ illustrazione e non alla cronaca.
E' la denuncia fatta da ''Fotografia&Informazione'' in relazione alla manipolazione di due foto dell' AP sulla sanguinosa campagna militare israeliana nella striscia di Gaxa compiuta nei gioorni sorsi dal Giornale.
(continua...)
Fotogiornalismo: una professione a rischio di estinzione?
Alla profondissima crisi del settore, ormai generalizzata, sta cercando di rispondere la sezione europea della Federazione internazionale dei giornalisti - Una prima verifica nei giorni scorsi a Parigi - Un documento della Fnsi
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Il fotogiornalista è davvero uno specie in estinzione? A questo interrogativo sta cercando di rispondere la sezione europea della Federazione internazione dei giornalisti attraverso un progetto articolato che ha avuto un primo momento di verifica in un seminario che si è tenuto a Parigi in una intensissima “due giorni”, dal 13 al 14 dicembre scorsi. Lo spiega una nota della Fnsi (Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani), precisando che all' incontro hanno partecipato, in rappresentanza della Fnsi, Marina Cosi, delegata alla Commissione europea sul lavoro dei giornalisti freelance, e Amedeo Vergani, esperto nello specifico settore del fotogiornalismo.
La risposta, pur non risolutiva, è che il “mestiere” di fotogiornalista sta attraversando una crisi profondissima. I campanelli d’allarme, un po’ su tutti i fronti della professione, sono tali e consolidati nel tempo da configurare prospettive, forse non da
Tecnologia ed etica, un manuale per fotogiornalisti
L'agenzia fotografica Black Star ha pubblicato "Photojournalism, Technology and Ethics: What’s Right and Wrong Today?" (Fotogiornalismo, tecnologia ed etica: cosa è giusto e cosa è sbagliato?), un volume che, in 55 pagine, analizza i principi etici che un fotografo-giornalista dovrebbe rispettare.
In primis – spiega rgbphotos.com - non alterare le immagini e non ricreare o alterare una scena da fotografare.
Il manuale (in inglese) può essere scaricato gratuitamente dal blog dell'agenzia.
Questo l’ indice:
Fotogiornalismo: va online l’ archivio di Life
Il 97% della collezione, che ha scandito tutta la storia del pianeta dal 1880 a oggi, non è mai stata vista dal pubblico – Circa 10 milioni di immagini diventeranno disponibili – L’ iniziativa frutto di un accordo fra Google e TimeInc, proprietaria di Life
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Una delle maggiori collezioni di fotografie nel mondo, che parte dagli anni ’80 del 1800 e arriva fino ai giorni nostri, è disponibile al pubblico online da martedì scorso. E’ quella della rivista Life, uno dei più importanti archivi fotografici del mondo.
Si tratta di circa 10 milioni di immagini, da Marilyn Monroe e JFK a Barack Obama e Hillary Clinton, di cui quasi il 97% – spiega Ejc.net – non sono mai state viste prima.
(continua...)
Le foto dei lettori come specchietto per le allodole?
Su “Fotografia&informazione” i dubbi di due fotogiornalisti sui criteri con cui le testate online dei tre maggiori quotidiani italiani gestiscono le immagini inviate dai lettori – Qualche vantaggio economico, ma anche molti limiti: scarsa qualità, dubbi sulla correttezza e sulla credibilità, didascalie incerte o incomplete – Operazioni che possono giovare ai lettori-fotografi, ai partecipanti alle manifestazioni, ai manager dei siti…, ma che “non servono certo a raccontare meglio e più in profondità la realtà” e, soprattutto, non giovano “alla qualità del giornalismo”
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Il citizen journalism può essere una grande opportunità, ma può diventare anche soltanto uno ”specchietto per le allodole”.
Fotografia&informazione”, in un articolo di Matteo Bergamini e Chiara Ceolin - mette sotto accusa il modo con cui “l’ ultima moda, le fotogallery con le foto dei lettori”, viene gestita nelle redazioni di Repubblica.it, Corriere della Sera.it e La Stampa.it. Che, approfittando dei movimenti di protesta che hanno occupato strade e piazze d’ Italia in queste settimane,”hanno scoperto il citizen journalism, stanno facendo esperienza di social networking e si sono lanciati in operazioni
Fotogiornalismo: protesta dei sindacati UK per le schedature della polizia
Protestano i sindacati dei giornalisti inglesi per la schedatura a cui vengono sottoposti cronisti e fotoreporter da parte di funzionari di polizia.
Jeremy Dear, segretario generale del Sindacato Nazionale dei giornalisti britannici (National Union of Journalists, NUJ), ha scritto al Ministero dell' Interno britannico una lettera di protesta in cui denuncia che giornalisti e fotografi sono controllati e schedati dalla Forward Intelligence Team (FIT) della Polizia Metropolitana, e sottolinea che questo tipo di controllo equivale ad una molestia e che minaccia gravemente il diritto dei giornalisti a fare il proprio mestiere.
Ne dà notizia Megachip riportando un articolo – tradotto da Marco Capovilla e Maria Grazia D'Alesio – del British Journal
le Monde e la Repubblica, due diverse culture dell’ immagine
Su Fotografia&informazione un articolo sulla vicenda di alcune foto che sarebbero state erroneamente fatte passare per immagini delle vittime di Hiroshima – Marginalità, funzione decorativa, subalternità del lavoro fotografico: in un episodio relativo a un errore di attribuzione si delineano due diverse culture del sapere iconografico
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Marginalità, funzione decorativa, subalternità del lavoro iconografico. I vizi della cultura giornalistica italiana nei confronti del contributo che le immagini danno ai giornali – soprattutto ai quotidiani - sono venuti nuovamente a galla in un recente episodio a cui è dedicata un’ ampia analisi su Fotografia&informazione.
Si tratta delle presunte foto delle vittime di Hiroshima, pubblicate nei giorni scorsi da alcuni quotidiani europei, fra cui la Repubblica in Italia e le Monde in Francia. Fra le foto sarebbero state inserite alcune immagini di un terremoto avvenuto nei pressi di Tokyo nel 1923, e cioè 22 anni prima.
La vicenda – piuttosto intricata – è ripercorsa in un articolo da Andrea Paracchini*, a cui comunque, al di là dell’ errore,