Giornalismo d’ inchiesta, il futuro è nelle Fondazioni e nelle banche dati pubbliche
Quotidiani come strutture no-profit?
Di fronte alla crisi dei giornali, l’ ex condirettore del Washington Post Steve Coll ipotizza la trasformazione delle grandi testate in Fondazioni aperte alle donazioni, come avviene da tempo con le Università – ‘’Se il Washington Post ricevesse donazioni per due miliardi di dollari, sarebbe in grado di finanziare una redazione in ottima salute’’
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di Steve Coll*
(Nonprofit Newspapers, Newyorker)
Apparentemente, nel prossimo futuro vi saranno due tipologie di quotidiani no-profit: quelli che lo sono per scelta, e quelli che lo sono per forza. Da quando nel 2005 ho lasciato il Washington Post – dopo 25 anni in cui ho fatto anche parte del management – e, in particolar modo, da quando mi sono accostato al mondo del no-profit attraverso la New America Foundation e ho iniziato ad imparare gli aspetti manageriali e di raccolta fondi presso le organizzazioni no-profit, ho coltivato questa idea: il Post avrebbe potuto mantenere la vitalità necessaria a svolgere con successo il proprio ruolo di cane da guardia sul sistema costituzionale americano solo trasformandosi in un Fondazione no-profit
Parte ProPublica, giornalismo investigativo finanziato da una Fondazione
Dopo alcuni mesi di incubazione è partito negli Usa il laboratorio che farà “giornalismo investigativo di interesse pubblico” – L’ esperimento è sostenuto da una Fondazione che fa capo a Herbert e Marion Sandler, una coppia di miliardari californiani democratici che hanno messo a disposizione 30 milioni di dollari per 3 anni – Una ventina i redattori impegnati – ProPublica diventerà anche un punto di aggregazione del lavoro di altre testate – La guida Paul Steiger, che per 16 anni ha diretto il Wall Street Journal
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«Il giornalismo investigativo è a rischio perchè in molte testate viene ormai considerato un lusso». Contro questo rischio, Paul Steiger, ex direttore del Wall Street Journal per 16 anni, ha appena avviato i motori di ProPublica (vedi Lsdi, Giornalismo d’ inchiesta come servizio pubblico), un laboratorio di giornalismo investigativo sostenuto da una Fondazione che fa capo a Herbert e Marion Sandler, una coppia di miliardari californiani democratici che hanno messo a disposizione dieci milioni di dollari all’anno. Quella delle Fondazioni è una delle strade individuate in questi anni dal dibattito sul giornalismo
Giornalismo d’ inchiesta come servizio pubblico
Si avvicina il momento del lancio per Pro Publica, un sito Usa di giornalismo d’ investigazione – Lo dirigerà un ex redattore capo del Wall Street Journal e punterà soprattutto su mondo degli affari e governo – Il progetto è finanziato (10 milioni di dollari) da diverse Fondazioni – La scommessa di altre testate, come MediaPart e Rue89 in Francia, e la fragilità del modello online, ancora incerto fra gratuità e abbonamenti – Aria di transizione
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Il 2008 sarà segnato dall’ esplosione di pubblicazioni indipendenti su Internet? I progetti, per lo meno, si accavallano.
L’ ultimo in ordine di tempo – ProPublica (http://www.propublica.org/) – nasce veramente nel cuore della riflessione sul giornale del futuro e sull’ informazione online e sarà centrato sul giornalismo investigativo. ProPublica – annuncia Paul Cauchon su ledevoir.com (http://www.ledevoir.com/2008/01/28/173604.html), un giornale canadese - era stato annunciato l’ autunno scorso e dovrebbe partire ufficialmente in inverso, ma ora se ne può sapere qualcosa di più sulla base del sito internet temporaneo.
Il progetto – rileva Cauchon – non è banale. Lo dirige Paul