Sulla base di una serie di nuovi elementi forniti dall’ Inpgi, Lsdi approfondisce la situazione economica e quella demografica nel campo dell’ attività giornalistica in Italia – L’ analisi delinea un ampio segmento di pubblicisti interno alla professione (o immediatamente contiguo), che ormai ha poco a che fare con il pubblicismo classico, e che è già a pieno diritto nella sfera del giornalismo professionale – Oltre 9.000 sono infatti i pubblicisti con un reddito annuo superiore ai 5.000 euro.
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Il pubblicismo professionale e la precarietà nel lavoro autonomo (un approfondimento con nuovi dati Inpgi)
Sulla base di una serie di nuovi elementi forniti dall’ Inpgi, Lsdi approfondisce la situazione economica e quella demografica nel campo dell’ attività giornalistica in Italia – L’ analisi delinea un ampio segmento di pubblicisti interno alla professione (o immediatamente contiguo), che ormai ha poco a che fare con il pubblicismo classico, e che è già a pieno diritto nella sfera del giornalismo professionale – Oltre 9.000 sono infatti i pubblicisti con un reddito annuo superiore ai 5.000 euro.
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Giornalisti: e se l’ Ordine si autosciogliesse?
Di fronte a un ‘’governo Monti partito a testa bassa contro tutte le professioni e le loro organizzazioni senza fare distinzioni tra più o meno buoni e più o meno cattivi (…) l’ Ordine potrebbe prendere in contropiede il pollice verso di palazzo Chigi’’, presentando ‘’la proposta coraggiosa di sciogliersi e di restituire gli albi alla casa madre, il sindacato, che un tempo li gestiva in proprio. Il quale oggi avrebbe maggiori chance di salvarci dal tetto che crolla, perché ha un rapporto diretto contrattuale con le controparti editoriali, perché quando scende in piazza mobilita l’opinione pubblica e le leggi liberticide tornano nei cassetti’’.
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Un difensore civico dell’ informazione
La proposta lanciata in occasione della presentazione a Milano della Ricerca su informazione e pubblicità realizzata da Ordine e Università di Urbino - Il ‘’difensore dell’ informazione’’ potrebbe svolgere un ruolo da pm, segnalando ai futuri Consigli di disciplina casi di violazione delle norme deontologiche e commistioni fra messaggio pubblicitario e informazione
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Un ‘’piano contro il precariato’’ dal Congresso Fnsi
Confermati, come previsto, Franco Siddi nell’ incarico di segretario e Roberto Natale in quello di presidente – Per la prima volta una presenza così massiccia degli editori che Siddi sollecita a stringere un patto ‘’per evitare che la crisi occupazionale si trasformi in crisi sociale’’ – Ma ‘’questi editori sono all’ altezza delle sfide’’ che il sindacato vuole lanciare? - La libertà di informazione e le riforme
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Un ‘’piano contro il precariato’’: è la principale ‘’sfida strategica’’ che Franco Siddi, appena confermato segretario della Fnsi, ha affidato al sindacato dei giornalisti italiani per il dopo-Bergamo, indicando come altri fronti essenziali la promozione di ‘’una sfida incalzante agli editori per gli investimenti nel valore dei giornalisti'' e una ‘’grande battaglia culturale’’ per la ‘’democrazia nell’ informazione’’. A cui si aggiunge l’ accettazione formale del principio della flessibilità: ''la flessibilita' non ci e' estranea, perche' e' nei contratti integrativi e in quelli nuovi, ma deve essere riconosciuta dagli editori'' ha sottolineato Siddi nella relazione.
Questo, a larghe linee, il quadro strategico emerso dal 26° congresso della Fnsi, che si è chiuso con la conferma (scontata) di Franco Siddi e Roberto Natale alla segreteria e
La dura vita del fotogiornalista, parte un Dossier
Il caso di Chiavenna - fotocamera e tessera professionale sequestrate, per "motivi di privacy", a un fotogiornalista da militari della Guardia di finanza (vedi qui) - è solo la punta dell' iceberg di una realtà diffusissima che si consuma ogni giorno in piccoli episodi di illegittimità e prevaricazione che difficilmente possono finire da soli sotto i riflettori dei vertici della categoria. Raccolti insieme in un Dossier specifico, invece, possono dare una esatta dimensione alla portata di una pesantissima realtà fatta di difficoltà, abusi, censure preventive, vessazioni, prepotenze, danni economici.
E’ per questo che Amedeo Vergani, animatore del Gsgiv (Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell' informazione visiva) dell’
Fotogiornalismo: una professione a rischio di estinzione?
Alla profondissima crisi del settore, ormai generalizzata, sta cercando di rispondere la sezione europea della Federazione internazionale dei giornalisti - Una prima verifica nei giorni scorsi a Parigi - Un documento della Fnsi
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Il fotogiornalista è davvero uno specie in estinzione? A questo interrogativo sta cercando di rispondere la sezione europea della Federazione internazione dei giornalisti attraverso un progetto articolato che ha avuto un primo momento di verifica in un seminario che si è tenuto a Parigi in una intensissima “due giorni”, dal 13 al 14 dicembre scorsi. Lo spiega una nota della Fnsi (Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani), precisando che all' incontro hanno partecipato, in rappresentanza della Fnsi, Marina Cosi, delegata alla Commissione europea sul lavoro dei giornalisti freelance, e Amedeo Vergani, esperto nello specifico settore del fotogiornalismo.
La risposta, pur non risolutiva, è che il “mestiere” di fotogiornalista sta attraversando una crisi profondissima. I campanelli d’allarme, un po’ su tutti i fronti della professione, sono tali e consolidati nel tempo da configurare prospettive, forse non da
Fotogiornalismo: da anni precarietà e deregulation affliggono la professione
Oltre a essere messa in gioco la sopravvivenza della categoria, è minacciata pericolosamente anche la stessa credibilità di vasti settori dell’ informazione visiva proposta ai lettori – Il ruolo ambiguo delle agenzie – Organizzarsi sì, ma ricordiamoci che ci sono anche la Fnsi e le strutture territoriali – Un intervento di Amedeo Vergani a proposito di un articolo di poterefotografico.com (fotografia di Sergio Dolce )----------
di Amedeo Vergani*
Fotografi, “vessati e umiliati”? La categoria dei fotogiornalisti è “in completa rotta, indifesa e spiazzata”? L’ articolo su poterefotografico.com di cui abbiamo dato notizia nei giorni scorsi (vedi Lsdi, "Fotografi vessati e umiliati"?) contiene delle sacrosante verità. Questa situazione pesantissima non è però una novità. Nel fotogiornalismo italiano le cose stanno andando così ormai dai primi anni ‘90 e all’ interno degli organismi istituzionali dei giornalisti le denunce di questa durissima realtà vanno avanti da anni e anni senza risultati concreti anche se tutti sanno benissimo che l’ attuale stato di fatto, con tutte le fragilità innescate da precarietà economica e deregolazione dei suoi “addetti”, oltre“Giornalismo online, questo sconosciuto”, il 14 ottobre incontro di lavoro in Fnsi
I primi risultati della Ricerca sul giornalismo online in Italia avviata nelle scorse settimane da Lsdi saranno al centro di un incontro di lavoro che si terrà la mattina del 14 ottobre prossimo a Roma nella sede della Federazione nazionale della stampa (Fnsi, Corso Vittorio Emanuele 349).
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L’ appuntamento mira a ricavare le prime indicazioni sullo stato del giornalismo online nel nostro paese e a fornire suggerimenti su come allargare e approfondire l’ indagine per conoscere meglio un fenomeno in espansione che però non è ancora stato studiato con la giusta attenzione nel nostro paese.
All’ incontro – in programma dalle 10 alle 13,30 – parteciperanno fra gli altri Roberto Natale e Franco Siddi, presidente e segretario generale della Fnsi, Enrico Ferri e Daniela Stigliano, della segreteria federale, Pino Rea, coordinatore di Lsdi, e diversi giornalisti delle redazioni on-line di media tradizionali e nativi digitali.
La fase iniziale dell’indagine – intitolata "Giornalismo online, questo sconosciuto" – si sta articolando attorno a due questionari*. Il primo è diretto ai responsabili
Della dignità del giornalismo digitale
di Vittorio Pasteris (lastampa.it)
Un recente scritto da Lsdi ripreso dal Barbiere della Sera, molti fatti vissuti in prima persona o letti in rete, sono segni dei tempi e richiamano a una riflessione importante su quello che in senso esteso potremmo chiamare dignità del giornalismo digitale.
Il post Il giornalismo dopo internet: un mestiere al ribasso? tratto da Ldsi (Libertà di Stampa Diritto all'informazione) e poi rilanciato dal Barbiere della Sera, presenta riflessioni a partire dal libro Le journalisme après internet , del ricercatore francese Yannick Estienne, sul futuro stesso del giornalismo ai tempi della rete o per meglio
La “Carta di Roma”, per il rispetto della dignità dei migranti
La nuova "carta" deontologica, varata il 13 giugno dall' Ordine dei giornalisti dopo l' approvazione da parte della Fnsi, sollecita i giornalisti italiani a un impegno per "una informazione accurata, responsabile e non sensazionalistica" sull' immigrazione e sui singoli migranti - Il documento prevede anche la costituzione di un Osservatorio indipendente per monitorare l' informazione sulla materia
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Una nuova "carta" deontologica entra a pieno titolo fra gli strumenti di lavoro del giornalismo italiano. Si tratta del "Protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti”, definito per brevità e chiarezza la "Carta di Roma".
Il documento è stato varato all' unanimità dal Consiglio Nazionale dell’ Ordine dei giornalisti dopo che, nell' aprile scorso, era stato approvato dal Consiglio Nazionale della Federazione della Stampa italiana (Fnsi).
La "carta" accoglie anche le preoccupazioni espresse dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e nasce come risposta degli organismi rappresentativi del giornalismo italiano all' esigenza di un’informazione accurata, responsabile, non sensazionalistica, generata da alcune recenti vicende di cronaca. (continua...)