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Visti e sentiti nel 2021 (prima parte)

30 Dicembre 2021 Tag:, , , , , , , , , , ,
Eccoci arrivati come ogni anno agli articoli di riepilogo di fine stagione. Una summa veloce e senza fronzoli - o forse con ? - del meglio del meglio dell'anno appena trascorso, qui, alle nostre latitudini, nel piccolo blog dedicato alla Libertà di stampa e al diritto all'informazione. Un posto davvero minuscolo dove le notizie non corrono veloci -  per parafrasare il motto di un noto network radiofonico -  e dove i fatti  provano a sovrastare le opinioni. Chiediamo anticipatamente scusa a tutti coloro che non riusciremo a citare in questi due articoli riepilogativi. E chiediamo anche venia per le immagini che utilizzeremo per commentare questi resoconti, immagini estratte a casaccio dal web e che raccontano il nostro "marchio", attraverso i marchi di altri. Uno scherzo insomma, come ci piace fare qui a bottega, ma con un fondo di serietà. Aziende, serie televisive, prodotti o "chissacosaltro", trovati alla rinfusa curiosando sul motore di ricerca supremo e assoluto, di cui non facciamo il nome per sommo pudore. Come l'immagine di apertura di questo post, tratta come si legge nella scritta sotto il marchio,  da una serie di qualche tipo, forse francese, visto che la foto

Metaversi e seconde vite

5 Novembre 2021 Tag:, , , , ,
Ci è venuta voglia, in questa epoca presente in cui le smanie per il metaverso stanno attanagliando un pò tutti - frequentiamo gente davvero poco raccomandabile, ce ne rendiamo conto  -  di provare a vedere nel nostro archivio cosa avremmo trovato digitando la parolina magica del momento: metaverso. Non avevamo dubbi sugli esiti della ricerca, quello che ci ha impressionato è la distanza abissale che abbiamo avvertito fra quelle cronache provenienti dal passato e che raccontavano il "futuro/presente" di allora,  e i resoconti del nostro quotidiano "futuro/prossimo". Il metaverso nostro precedente si chiamava "second life", l'avevano creato i programmatori dei "linden lab" -  se cercate con attenzione scoprirete che esiste anche un disco in vinile firmato linden lab - , ed era un mondo virtuale in cui riprodurre la realtà, analogico-reale, in formato digitale. Per frequentare quel mondo bisognava imparare i rudimenti dei programmi di modellazione 3D -  simil autocad, per capirsi, ma molto più facili - e costruire, letteralmente, o meglio ricostruire in formato digitale:  posti, luoghi, palazzi, città e regioni dentro internet-  Tante isole - questa "l'unità di luogo" in cui si articolava il mondo in 3d dove andava in scena

Pezzi sparsi

7 Luglio 2021 Tag:, , , , , , , ,
Quello che proveremo a fare oggi è mettere assieme alcuni sprazzi, lampi improvvisi che squarciano il buio. Intuizioni geniali. Chiavi di lettura. Segmenti che hanno un senso, almeno per noi, tratti da un romanzo - a dir la verità, il primo - di una attrice, ma anche autrice, e poi regista, e anche scrittrice, e ancora tante altre cose, famosa anzichenò, che risponde al nome di Sabina Guzzanti. Proveremo a farlo senza svelare la trama del romanzo e soprattutto i colpi di scena del medesimo. La prima prova da romanziera dell'attrice romana si intitola - come avrete già avuto modo di vedere dalla foto - "2119 la disfatta dei sapiens". E come il titolo lascia capire si tratta di un romanzo di fantascienza. Un testo ambientato in un futuro prossimo venturo che la nostra immagina da par suo, un futuro immaginato che ci restituisce un'umanità molto simile alla nostra del presente, "as if..." direbbero quelli bravi. Non proprio una distopia, ma quasi. Un futuro in cui le cose si sono evolute "come se fosse successo quello e poi questo, e poi ancora...". Ovvero rispettando e tenendo conto di tutta  una serie di passaggi

Non con l’odio né col terrore

14 Dicembre 2020 Tag:, , , , , , , , , ,
Di hate speech, trolls, odiatori seriali, haters, e commenti malevoli ci occupiamo da anni.  In epoca non sospetta abbiamo avuto il grande privilegio e la fortuna di partecipare ad una ricerca internazionale sul tema, realizzata fra gli altri dall'Università di Firenze e da Cospe onlus, proprio dedicata all'hate speech in ambito editorial/giornalistico. Il paper conclusivo dei tre anni di lavoro e di studio realizzato in sei paesi diversi,  lo trovate su cospe.org.     Era il 2016, e la ricerca aveva occupato circa tre anni della nostra attività. E già allora era molto evidente tutta una serie di temi e narrazioni, che avrebbero via via avuto sempre maggior evidenza nell'esistenza di ciascuno di noi, sino a condizionare in modo forte molti dei nostri comportamenti quotidiani. In ambito giornalistico, anche tre anni fa, erano chiare le tematiche e anche gli interventi -  almeno alcuni di essi - che dentro le redazioni avrebbero dovuto mettere a punto, per arginare il fenomeno, e produrre nei fatti quel cambiamento, quella "transizione digitale", che in ogni caso, si andava, comunque, configurando.    
  Nella nuova dimensione digitale il lavoro giornalistico non si conclude con la stampa/diffusione del pezzo; il lavoro prosegue nel seguire

Soppiantare il giornalismo professionale sul web

25 Ottobre 2020 Tag:, , , , ,
Parliamo di giornalismo e in particolare di una delle piaghe del giornalismo moderno, quelle notizie false, o meglio bufale, o meglio post verità, che da alcuni anni, sembrano aver catalizzato integralmente il dibattito dentro alla  nostra professione. Sviando ahinoi, da temi ben più importanti, quando si parla di giornalismo, l'attenzione delle persone,  e molto spesso, anche dei cosiddetti esperti. Soppiantare il giornalismo o anche "dell'indifferenza radicale".  Una sorta di locuzione, davvero bellissima, dal significato evidente -  o meglio -  speriamo che lo sia, o più probabilmente lo diventi, quando e se,  arriverete in fondo  alla lettura di questo nostro resoconto!  La geniale definizione è stata coniata da Shoshana Zuboff, nel suo ultimo libro che si intitola "il capitalismo della sorveglianza".  Un testo davvero importante, a nostro avviso, e sul quale stiamo lavorando da alcune settimane. Significativa e acuta, questa definizione, perché evoca in modo chiaro l'atteggiamento dei cosiddetti "capitalisti della sorveglianza", che per Zuboff sono in buona sostanza, le techno-corporation, o meglio: tutte le aziende che attraverso l'uso dei "nostri" dati, attinti in modo più o meno lecito, dal web e dai nostri comportamenti digitali;  non solo provano a venderci cose, beni e