ecosistema

Giornalismo dei blog – una rilettura dal 2006

11 Agosto 2021 Tag:, , , , , ,
Per la serie anche qui cerchiamo di riposarci un pochino d'estate, ecco a Voi: tre articoli tre, ripescati dal nostro archivio e riproposti. Non si tratta solo di una doverosa sosta per  permetterci di ricaricare le pile, ma anche di tre vere chicche rispolverate dai nostri scaffali elettronici, e ancora parecchio attuali per non dire, quasi "moderne".  A partire da oggi e per le prossime settimane,  ri-pubblicheremo, dunque, tre "nostri" vecchi articoli, dedicati ad argomenti ancora molto presenti nelle cronache del quotidiano.  Iniziamo con un pezzo del 2006. Un'analisi, all'epoca d'avanguardia, su un fenomeno che aveva letteralmente invaso il mondo del giornalismo - proprio in quei momenti - e che si stava espandendo a macchia d'olio con una forza e una potenza davvero impressionante. I blog. Il fenomeno dei diari online - weblog, come erano stati definiti alla loro prima apparizione - in pochissimo tempo si era affacciato sul panorama dell'informazione mondiale,  e già quindici anni fa, come leggeremo di seguito, aveva letteralmente rivoluzionato il rapporto fra giornalismo e lettori. In particolare,  i blog d'opinione, molto potenti sul fronte della politica, arrivavano o stavano arrivando in America,  e poi nel resto del mondo, 

#digitRoma Il modello di impresa editoriale

30 Gennaio 2018 Tag:, , , , , , ,
Siamo quasi alla conclusione dell'introduzione al Modello Sociale per l'Editoria che presenteremo a Roma nella imminente edizione di digit.     Quella di far transitare il finanziamento pubblico per le mani dei Cittadini con l'artificio del microcredito di acquisto di un contenuto non è, in tema di finanziamento, l'unico aspetto sostanziale. Nell'ottica di una rivisitazione radicale dell'intero ecosistema informativo, la proposta prevede infatti di assegnare il finanziamento non soltanto sulla base della qualità dei contenuti prodotti, ma anche in dipendenza dello specifico modello dell'impresa editoriale.     L'idea è di stabilire per legge che il finanziamento sia assegnato alle Imprese che abbiano finalità sociali (il benessere della Nazione, cioè l'applicazione dell'art. 3 della Costituzione) e che, inoltre, mettano da parte la logica del profitto (pericolosa quando gli interessi dei proprietari pesano sulle scelte delle Informazioni da dare e, soprattutto, da non dare) reinvestendo il proprio surplus esclusivamente nel miglioramento del proprio servizio.     È stato Muhammad Yunus a teorizzare prima e praticare poi il modello d’Impresa con Finalità Sociali, l’unico - a detta del Premio Nobel bengalese - in grado di funzionare per risolvere i problemi sociali. Le Imprese con Finalità Sociali - dice infatti Yunus in due suoi

Le fake news non esistono

28 Novembre 2017 Tag:, , , , , , , , , ,
Chiediamo scusa anticipatamente per questa entrata a gamba tesa sul tema in oggetto ma proprio non riusciamo ad ignorare tre fatti importanti che dal tema hanno preso origine nelle ultime settimane. Sono tre iniziative politiche nate dentro ai palazzi del potere o attorno ad essi e quindi ancora più importanti perchè in grado di influenzare in modo pesante la creazione della pubblica opinione.  Il primo fatto, quello più vecchio nel tempo, ha avuto inizio direttamente in parlamento, autrice la terza carica dello Stato  nonchè presidente di quel ramo del nostro parlamento che si chiama Camera dei deputati e riguarda proprio le cosiddette fake news. (altro…)

Jarvis 3 / Il nuovo ecosistema dell’informazione e la costruzione di reti

22 Giugno 2014 Tag:, , , ,

Jarvis

Ecco il terzo dei cinque articoli di Jeff Jarvis (i primi due sono qui e qui)  che fanno parte di un ampio saggio (in uscita a ottobre) che indaga in profondità, come spiega lui stesso, su “nuovi tipi di relazione, nuove forme e nuovi modelli imprenditoriali per il giornalismo di domani”.   Al centro dell’attenzione del giornalista e studioso americano la formazione dei nuovi ecosistemi informativi, con il progressivo indebolimento dei media tradizionali e dei loro monopoli/oligopoli in mercati dominati dalla scarsità e l’arrivo sulla scena di numerosi nuovi protagonisti in uno scenario in cui domina l’abbondanza. Un sistema brulicante e disorganizzato che deve essere razionalizzato mettendo tutti gli attori  in rete per potenziare la nuova offerta di informazione giornalistica. Un processo in cui anche le vecchie testate dovrebbero essere coinvolte e ricavarne benefici per la sopravvivenza. L’esperimento del New Jersey