digitale

Se non la smetti ti faccio una app

21 Giugno 2020 Tag:, , , , ,
Quando è stato che siamo passati dal progettare soluzioni digitali a problemi analogici,  a realizzare inutili orpelli fintamente risolutivi in forma digitale a problemi (reali) perlopiù inesistenti?
La mancanza sempre più marcata di una cultura digitale di base, anno dopo anno, ci ha portato,  lentamente ma inesorabilmente,  ad avere sempre meno elementi utili per aiutarci a comprendere i problemi reali, fino a far scomparire dal nostro orizzonte logico gli stessi problemi.  Nel frattempo, questi problemi,  non cessano davvero di esistere,  bensì peggiorano. Ma la sempiterna mancanza di cultura digitale - sigh -  orienta il nostro agire non verso la giusta direzione; bensì alla ricerca di finte o non utili soluzioni di problemi inesistenti, inconsistenti, o peggio, opportunamente costruiti  a tavolino. Alcune strade maestre, percorsi ineludibili fino a pochi anni fa, sono letteralmente scomparse dal nostro orizzonte.
Il riuso è un concetto utile,  sparito quasi del tutto.
La conservazione,  è un altra modalità di approccio alla vita fondamentale, divenuta  oramai obsoleta.
Riparare, aggiustare, scambiare,  sono termini e prassi desuete e anche un po' risibili ai più. Mentre invece sarebbero necessarie alla nostra stessa sopravvivenza.
A tenere banco, invece,  sono questioni

Tornare ma dove

7 Giugno 2020 Tag:, , , , , , , ,
Messaggio ai naviganti, in questo articolo parleremo di tesi post Covid 19. Tesi illuminanti e di grande intelligenza,  sostenute in epoca non sospetta,  da un economista gesuita che si chiama Gael Giraud, in un suo articolo pubblicato su Civiltà Cattolica all'inizio di aprile. Le dietrologie, i complotti, le teorie "divergenti" che abbondano ovunque sul ruolo dei gesuiti nella storia del mondo, non fanno parte del nostro bagaglio culturale. E a scanso di equivoci depenniamo a priori qualunque dubbio sul tema,  usando, una "bustina di Minerva" -  o meglio alcuni brevi estratti da un articolo sul tema - che  Umberto Eco scrisse nella sua rubrica sull'Espresso,  qualche anno fa, era il 2008,  con chiaro intento satirico:    
Dunque i gesuiti sono sempre stati intesi a costituire un governo mondiale, controllando sia il papa che i vari monarchi europei, attraverso i famigerati Illuminati di Baviera (che i gesuiti stessi avevano creato denunciandoli poi come comunisti) hanno cercato di far cadere quei monarchi che avevano messo al bando la compagnia di Gesù, sono stati i gesuiti a far affondare il Titanic perché da quell’incidente gli è stato possibile fondare la Federal Reserve Bank attraverso la mediazione

Costruire o distruggere comunità

24 Maggio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
La nostra riflessione odierna parte dalla lettura di un articolo davvero interessante di Francesco Marino che si intitola: "Conteniamo moltitudini. Il corona virus e la distruzione del concetto di comunità".  Il giornalista, studioso di mondi digitali, ragiona sulle conseguenze dell'epidemia in termini di costruzione o distruzione del concetto di comunità e si interroga su questi temi, evocando scenari di vario tipo, alcuni dei quali estremamente suggestivi. Dal pezzo di Marino abbiamo estratto alcuni passaggi a nostro avviso particolarmente significativi chi Vi proporremo di seguito. Ovviamente Vi consigliamo,  anche e soprattutto,  la lettura integrale dell'articolo di Francesco. Noi alle sue riflessioni abbiamo provato ad aggiungere altre considerazioni forniteci da alcuni componenti della nostra community, che hanno risposto favorevolmente alla nostra richiesta di ragionare assieme sui concetti espressi da Marino nel suo pezzo. In questo caso, e differentemente da quanto facciamo di solito, proprio per non ledere l'integrità della comunità, i contributi che abbiamo raccolto e che Vi riporteremo di seguito, saranno pubblicati in forma totalmente anonima. Buona lettura e grazie dell'attenzione.     Scrive fra le altre cose Francesco Marino:    
Il Corona virus è, per la mia generazione, - di trentenni -  un evento di cesura forte,

Essere o non essere, digitali, oggi

26 Aprile 2020 Tag:, , , , , ,
C'è questa indagine molto interessante della McKingsey commentata da Vincenzo Cosenza sul suo blog che riguarda gli usi e i costumi delle persone durante la quarantena in casa,   per arginare il diffondersi dell'epidemia. L'analisi riguarda proprio le attività svolte online dagli italiani durante questo periodo di cattività. In qualche modo, e fra le altre cose, il documento rileva,  secondo noi, anche il nostro essere stati catapultati "volenti o nolenti" dentro un universo quasi esclusivamente digitale, nel quale, molti di noi, hanno dovuto - per ovvi motivi - inventarsi un lavoro, o meglio, un modo per proseguire ad essere efficienti, "agili", per dirla con i termini giusti, rispetto alla propria normale attività professionale. Gli studenti, quei nativi digitali,  erroneamente considerati esperti di questo mondo virtuale, hanno dovuto imparare - quasi tutti da zero e insieme ai propri insegnanti -  un modo "smart", di fare scuola a distanza, per non parlare di tutti gli altri mondi e modi di "fare ed essere", che abbiamo dovuto re-imparare a gestire dentro le nostre casette, e attraverso i nostri device: telefoni, tablet o computer; rigorosamente da remoto. L'essere connessi, quello che ci piaceva fare e

Il giornalismo non può attendere

5 Aprile 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Speriamo di non annoiarvi proponendoVi spesso questo giochetto di parole nel titolo dei nostri pezzi. L'idea è che se il titolo Vi suggerisce qualcosa o qualcuno, magari di noto o apprezzato o semplicemente di remoto ma simpatico, il Vostro approccio al nostro pezzo sarà più benevolo. Sciocchezze, probabilmente, chi può dirlo se non Voi direttamente. Parafrasando un paradiso a cui tutti aspiriamo ma dove non vorremmo andare tanto presto, il nostro indagato principale, il centro del nostro operato da sempre, il succo di tutte le nostre analisi da molti anni: il giornalismo; si scopre in questo momento così delicato per la storia del mondo e dell'Umanità, ancora più debole e prossimo al collasso definitivo, nonostante il rinnovato interesse di tutti, in questa stretta decisiva dell'attualità, in cui le notizie, quelle vere e dimostrabili, suffragate da fatti  e dati riscontrabili ogni oltre ragionevole dubbio, sono tornate di gran moda. Molte sono le attività, talune anche davvero bizzarre, nate a supporto del "vero giornalismo", come se esistesse, o sia mai esistito, un giornalismo falso. Pulitzer avrebbe apprezzato molto queste bislacche iniziative e forse si sarebbe schierato a favore di esse - tanto per intorbidire