democrazia

Tornare ma dove

7 Giugno 2020 Tag:, , , , , , , ,
Messaggio ai naviganti, in questo articolo parleremo di tesi post Covid 19. Tesi illuminanti e di grande intelligenza,  sostenute in epoca non sospetta,  da un economista gesuita che si chiama Gael Giraud, in un suo articolo pubblicato su Civiltà Cattolica all'inizio di aprile. Le dietrologie, i complotti, le teorie "divergenti" che abbondano ovunque sul ruolo dei gesuiti nella storia del mondo, non fanno parte del nostro bagaglio culturale. E a scanso di equivoci depenniamo a priori qualunque dubbio sul tema,  usando, una "bustina di Minerva" -  o meglio alcuni brevi estratti da un articolo sul tema - che  Umberto Eco scrisse nella sua rubrica sull'Espresso,  qualche anno fa, era il 2008,  con chiaro intento satirico:    
Dunque i gesuiti sono sempre stati intesi a costituire un governo mondiale, controllando sia il papa che i vari monarchi europei, attraverso i famigerati Illuminati di Baviera (che i gesuiti stessi avevano creato denunciandoli poi come comunisti) hanno cercato di far cadere quei monarchi che avevano messo al bando la compagnia di Gesù, sono stati i gesuiti a far affondare il Titanic perché da quell’incidente gli è stato possibile fondare la Federal Reserve Bank attraverso la mediazione

Stati e strati dell’informazione (appunti per non dimenticare) pt.1

2 Febbraio 2020 Tag:, , , , , ,
Di seguito il resoconto per estratti - solo quelli che ci parevano particolarmente interessanti e significativi -  di tutti gli incontri degli Stati Generali dell’Informazione e dell’Editoria, voluti dal Governo giallo-verde nel 2019, convocati dall’allora sottosegretario all’informazione e all’editoria Vito Crimi, attuale reggente del Movimento 5 stelle, conclusi prematuramente, prima del loro naturale e previsto finale. Era infatti atteso un incontro risolutivo ad ottobre del 2019 al termine dei colloqui/incontri interlocutori svoltisi da marzo a luglio del 2019; tale incontro, a causa della caduta agostana del Governo, non ha mai avuto luogo. L’incontro già convocato a Torino per ottobre dello scorso anno, non si è mai tenuto, e di conseguenza questi Stati Generali non hanno raggiunto il loro scopo, non hanno trovato la loro naturale fine. Un’occasione davvero importante e utile, rischia così di andare sprecata. Un’occasione unica nel suo genere in tutta la storia dell’editoria e dell’informazione italiana, in cui per la prima volta, tutti gli attori della filiera industriale della produzione delle notizie si sono incontrati e confrontati, rischia di essere dimenticata, cancellata, di finire nell'oblio. Tutti gli spunti emersi. Tutte le istanze portate a conoscenza del mondo, non

Senza scampo

20 Ottobre 2019 Tag:, , , , , , , ,
"Il servizio pubblico, fondamentale per la democrazia,  va rafforzato e protetto sul web". Così si intitola la lettera aperta che i capi delle più potenti televisioni europee,  Rai compresa, hanno inviato,  attraverso la diffusione su alcuni quotidiani europei -  il Corriere della Sera da noi -  agli Over the Top. In realtà la lettera potrebbe non essere indirizzata in modo specifico a nessuno. Ma come recita il detto: "parla a nuora perché suocera intenda"  i destinatari non possono che essere i capi delle techno-corporation, dette anche meta-nazioni digitali.  Quindi riportando le dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, e poi citando  fatti, circostanze, e nobili intenti,  nella lettera si chiedono spazi e tutele ai "cosiddetti" padroni del web.  Dando loro per l'ennesima volta un riconoscimento eccessivo, un potere inusitato, e un'autorità del tutto fuori luogo. Nella missiva, purtroppo,  è tutto molto chiaro, scontato. Secondo la visione dei dirigenti delle maggiori reti televisive europee, internet è di fatto uno spazio chiuso, lottizzato e gestito dagli Over the Top, ed è dunque a loro che ci si deve rivolgere. Una constatazione che ci ha letteralmente fatto saltare sulla seggiola. Ma come, ci siamo detti, in

Ripensare il modello mondo

10 Dicembre 2018 Tag:, , , , , , , , ,

Ripensare la Smart City  è un manuale che chiunque sia interessato alla reale e necessaria rivoluzione culturale di cui le città, e gli agglomerati di città, hanno bisogno (penso soprattutto ai politici e agli amministratori) dovrebbe avere nel proprio programma elettorale e, se già in carica, sulla propria scrivania. Un manuale che rappresenta per noi di Lsdi un potente "spunto operativo" per l'azione in ambiti (Smart City, per l'appunto, e algoritmi) che ci stanno molto a cuore.

E’ difficile farne una sintesi perché, questo vale in particolar modo per la seconda parte (curata da Francesca Bria, Chief Technology and Digital Innovation Officer a Barcellona), esso fornisce un elenco di casi di studio: storie di Comuni e Amministrazioni che hanno avviato dei programmi sull’innovativo solco tecnologico-culturale tracciato nella prima parte, quella di competenza di  Evgenij Morozov, noto sociologo e giornalista bielorusso.

C’è un punto essenziale nel saggio introduttivo; è quello in cui Morozov va oltre la critica al neoliberismo che lo contraddistingue da sempre (con argomenti a mio avviso convincenti); un punto che conferisce al suo lavoro una marcata nota di pratica politica;  un salto di qualità, quindi,

La libertà non è un algoritmo (seconda parte)

29 Maggio 2018 Tag:, , , , , , , ,
Torniamo ad occuparci dell'ultimo libro di Michele Mezza "Algoritmi di Libertà", come previsto e anticipato. La seconda e conclusiva parte della nostra riflessione è dedicata agli ultimi tre  capitoli del libro. Si tratta di spunti  ed elaborazioni di Mezza dedicati specificamente all'analisi del ruolo degli algoritmi all'interno delle nostre vite,  e di come attraverso l'avvio di processi di conoscenza e consapevolezza potremmo - noi tutti - capire il funzionamento di tali meccanismi e comportarci di conseguenza per non essere e diventare esclusivamente succubi utilizzatori. Se permettete vorremmo anche aggiungere che in questo scenario, pericoloso e allarmante in cui - per fortuna - qualcuno prova a suggerire meccanismi per comprendere i sistemi di calcolo e di elaborazione e gestione delle informazioni, certamente  il giornalismo - quello vero - gioca, o forse giocherebbe, a nostro avviso un ruolo importante e assai raro in particolar modo  nella formazione della pubblica opinione, con tutto quello che ne concorre sul piano della gestione della democrazia.   Per dirla con il filosofo Giulio Giorello autore della prefazione al volume di Mezza:     "Oggi sappiamo pure che, onnipresenti e pervasivi, gli algoritmi non sono onnipotenti. Lo abbiamo capito grazie alla forza