democrazia

Reporter diffuso, la tesi di laurea – una rilettura dal 2006

25 Agosto 2021 Tag:, , , , , ,
Concludiamo l'operazione "ferie e nostalgia"  -  titolo improvvisato ed estemporaneo (sarà il caldo, pardon!) - con un articolo  proveniente dal nostro archivio ancora una volta targato 2006. Annata memorabile, verrebbe da dire, che ci porta ad un pezzo veramente utile - vedrete - e che ci farà immergere in un mondo di contenuti e spunti e riflessioni tutti ancora originali e moderni, e che soprattutto ci permetterà di fare una sorta di "pit-stop" su temi da sempre in auge su queste colonne. Temi, caldi,   e in perenne divenire.  Argomenti che  nel corso del tempo si sono trasformati, aggiornati, complicati - mai semplificati - ed evoluti, forse, ma anche no, soprattutto nel BelPaese. L'articolo del 2006 prende spunto da  una una tesi di laurea dedicata al giornalismo di quel periodo. Un giornalismo in profonda ed epocale trasformazione. Allora come oggi. In quella tesi c'erano molti, davvero moltissimi spunti, su alcuni dei quali, proveremo a tornare, magari facendoci aiutare da qualche ospite illustre, come siamo soliti fare da queste parti. Intanto buona "rilettura"  e a presto ;)      
La tesi si intitola ‘’Reporter diffuso. Come è cambiato il mondo del giornalismo negli anni delle evoluzioni tecnologiche-digitali’’

Giornalismo, dati e contagio

4 Ottobre 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Le tre T della strategia contro il contagio – tracing, testing, treatment - qui a bottega erano state evocate in epoca non sospetta con delle differenze rispetto a quelle divenute celeberrime. Per noi  le tre t raccontavano: il Tracciamento, la Temperatura e i Tamponi e quindi dalle nostre strategie mancavano le “cure”, i trattamenti, che invece  nelle tre  T “originali” erano ben presenti.  Sbagliare è utile quanto centrare il bersaglio, talvolta. E sovente, aiuta.   Passata l’estate, finito il lockdown, ripresa la scuola; noi tutti in Italia, e più di noi, fino ad oggi  almeno, nel resto d’Europa e del mondo, ci siamo ritrovati ancora alle prese con l’epidemia, e con il contagio da covid 19 in forte crescita. I numeri che arrivano da paesi molto vicini a noi come Francia e Spagna, oppure l’Inghilterra, e anche da paesi che in prima battuta sembravano quasi immuni al contagio come la Germania,  sono pesanti e ci pongono, noi come loro, ancora molto a rischio in attesa di una cura e di un vaccino. Questi dati numerici ci inducono a riflettere attentamente sui meccanismi di diffusione del virus e sulla estrema difficoltà nel contenere l’espansione del contagio senza ricorrere a

Tornare ma dove

7 Giugno 2020 Tag:, , , , , , , ,
Messaggio ai naviganti, in questo articolo parleremo di tesi post Covid 19. Tesi illuminanti e di grande intelligenza,  sostenute in epoca non sospetta,  da un economista gesuita che si chiama Gael Giraud, in un suo articolo pubblicato su Civiltà Cattolica all'inizio di aprile. Le dietrologie, i complotti, le teorie "divergenti" che abbondano ovunque sul ruolo dei gesuiti nella storia del mondo, non fanno parte del nostro bagaglio culturale. E a scanso di equivoci depenniamo a priori qualunque dubbio sul tema,  usando, una "bustina di Minerva" -  o meglio alcuni brevi estratti da un articolo sul tema - che  Umberto Eco scrisse nella sua rubrica sull'Espresso,  qualche anno fa, era il 2008,  con chiaro intento satirico:    
Dunque i gesuiti sono sempre stati intesi a costituire un governo mondiale, controllando sia il papa che i vari monarchi europei, attraverso i famigerati Illuminati di Baviera (che i gesuiti stessi avevano creato denunciandoli poi come comunisti) hanno cercato di far cadere quei monarchi che avevano messo al bando la compagnia di Gesù, sono stati i gesuiti a far affondare il Titanic perché da quell’incidente gli è stato possibile fondare la Federal Reserve Bank attraverso la mediazione

Stati e strati dell’informazione (appunti per non dimenticare) pt.1

2 Febbraio 2020 Tag:, , , , , ,
Di seguito il resoconto per estratti - solo quelli che ci parevano particolarmente interessanti e significativi -  di tutti gli incontri degli Stati Generali dell’Informazione e dell’Editoria, voluti dal Governo giallo-verde nel 2019, convocati dall’allora sottosegretario all’informazione e all’editoria Vito Crimi, attuale reggente del Movimento 5 stelle, conclusi prematuramente, prima del loro naturale e previsto finale. Era infatti atteso un incontro risolutivo ad ottobre del 2019 al termine dei colloqui/incontri interlocutori svoltisi da marzo a luglio del 2019; tale incontro, a causa della caduta agostana del Governo, non ha mai avuto luogo. L’incontro già convocato a Torino per ottobre dello scorso anno, non si è mai tenuto, e di conseguenza questi Stati Generali non hanno raggiunto il loro scopo, non hanno trovato la loro naturale fine. Un’occasione davvero importante e utile, rischia così di andare sprecata. Un’occasione unica nel suo genere in tutta la storia dell’editoria e dell’informazione italiana, in cui per la prima volta, tutti gli attori della filiera industriale della produzione delle notizie si sono incontrati e confrontati, rischia di essere dimenticata, cancellata, di finire nell'oblio. Tutti gli spunti emersi. Tutte le istanze portate a conoscenza del mondo, non

Senza scampo

20 Ottobre 2019 Tag:, , , , , , , ,
"Il servizio pubblico, fondamentale per la democrazia,  va rafforzato e protetto sul web". Così si intitola la lettera aperta che i capi delle più potenti televisioni europee,  Rai compresa, hanno inviato,  attraverso la diffusione su alcuni quotidiani europei -  il Corriere della Sera da noi -  agli Over the Top. In realtà la lettera potrebbe non essere indirizzata in modo specifico a nessuno. Ma come recita il detto: "parla a nuora perché suocera intenda"  i destinatari non possono che essere i capi delle techno-corporation, dette anche meta-nazioni digitali.  Quindi riportando le dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, e poi citando  fatti, circostanze, e nobili intenti,  nella lettera si chiedono spazi e tutele ai "cosiddetti" padroni del web.  Dando loro per l'ennesima volta un riconoscimento eccessivo, un potere inusitato, e un'autorità del tutto fuori luogo. Nella missiva, purtroppo,  è tutto molto chiaro, scontato. Secondo la visione dei dirigenti delle maggiori reti televisive europee, internet è di fatto uno spazio chiuso, lottizzato e gestito dagli Over the Top, ed è dunque a loro che ci si deve rivolgere. Una constatazione che ci ha letteralmente fatto saltare sulla seggiola. Ma come, ci siamo detti, in