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Lo smemorato di googlandia

16 Agosto 2020 Tag:, , , , , , , , , , ,
Ogni smemorato dovrebbe avere la sua Collegno, e oggi nel mondo globale dove il concetto di memoria e di ricordo, sembra essere definitivamente cambiato,  non c'è un posto migliore per coltivare e piazzare il nostro smemorato "collettivo"  o meglio, il nostro "collettivo di smemorati", di un motore di ricerca totale e totalizzante come il figlio maggiore di Brin e Page detto confidenzialmente Google. Si scherza, lo sapete, ma per introdurre l'argomento memoria dentro alle nostre odierne riflessioni di studio, il paragone con il celeberrimo caso di cronaca e mediatico degli anni '20 del '900 e il famosissimo "cercatore" di Mountain View ci è sembrato calzante. Il senso delle cose, la traccia che esse lasciano nel mondo e su di noi, il modo in cui propalare le nostre esperienze, le nostre conoscenze ai nostri figli e nipoti, dentro i tempi della rete e dei supporti digitali, è stato un argomento di cui ci siamo occupati nell'edizione numero due di digit, quella andata in scena nel 2013 e di cui abbiamo ottenuto parte della documentazione audio-video solo in queste ultime settimane. Approfittando dell'inaspettato regalo, oggi vorremmo appunto condividere con Voi i video di quel particolare

Primi sui dati

10 Agosto 2020 Tag:, , , , , ,
Ci sono cose di cui andiamo molto fieri. Quella di precorrere, spesso, i tempi, è certamente una di queste. In particolare oggi, vorremmo occuparci di dati e giornalismo dei dati. Uno di quegli argomenti, sui quali, grazie all'intuizione felice di alcuni di Noi, siamo arrivati molto in anticipo. Forse troppo. Chissà? Il merito principale di averci fatto scoprire i dati e il loro inevitabile ruolo nel giornalismo va ad Andrea Fama. Un nostro associato di "lungo corso" che in epoca non sospetta e grazie alla collaborazione del nostro gruppo di lavoro scrisse e pubblicò il primo e-book  - italiano -  sui dati e sul loro ineluttabile ruolo nella narrazione di fatti, eventi, cronache e vicende. Correva l'anno 2011, e il giovane giornalista calabrese pubblicava per Lsdi, con nostra grande gioia e orgoglio: "Open Data – Data Journalism. Trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale". Un testo fondamentale, credeteci, per comprendere cose che oggi si direbbero:  scontate ed evidenti; il condizionale è ancora d'obbligo; ma allora erano tutte da scoprire. Del resto Andrea, assieme a Pino Rea, ma soprattutto a Raffaele Fiengo, è stato il propugnatore e poi l'assertore, e

Se non la smetti ti faccio una app

21 Giugno 2020 Tag:, , , , ,
Quando è stato che siamo passati dal progettare soluzioni digitali a problemi analogici,  a realizzare inutili orpelli fintamente risolutivi in forma digitale a problemi (reali) perlopiù inesistenti?
La mancanza sempre più marcata di una cultura digitale di base, anno dopo anno, ci ha portato,  lentamente ma inesorabilmente,  ad avere sempre meno elementi utili per aiutarci a comprendere i problemi reali, fino a far scomparire dal nostro orizzonte logico gli stessi problemi.  Nel frattempo, questi problemi,  non cessano davvero di esistere,  bensì peggiorano. Ma la sempiterna mancanza di cultura digitale - sigh -  orienta il nostro agire non verso la giusta direzione; bensì alla ricerca di finte o non utili soluzioni di problemi inesistenti, inconsistenti, o peggio, opportunamente costruiti  a tavolino. Alcune strade maestre, percorsi ineludibili fino a pochi anni fa, sono letteralmente scomparse dal nostro orizzonte.
Il riuso è un concetto utile,  sparito quasi del tutto.
La conservazione,  è un altra modalità di approccio alla vita fondamentale, divenuta  oramai obsoleta.
Riparare, aggiustare, scambiare,  sono termini e prassi desuete e anche un po' risibili ai più. Mentre invece sarebbero necessarie alla nostra stessa sopravvivenza.
A tenere banco, invece,  sono questioni

Cosa c’entra il giornalismo con la vita

10 Marzo 2019 Tag:, , , , , , , , , ,
La scoperta ci lascia di ghiaccio. Ringraziamo il grande Robin Good per la segnalazione quanto mai opportuna. Sono oramai anni che parliamo - e  tutto il mondo parla - di "società degli algoritmi" e di quanto questa cosa influenzi la nostra capacità di creare una giusta immagine della realtà che ci circonda, di formarci una opinione in modo libero e non condizionato. Ebbene lo strumento, il software online, libero e condivisibile che Robin segnala sulla sua newsletter settimanale è un tantino più potente, a mio modesto parere, di una app per ordinare la cena a casa o di un programmino per modificare foto o video casalinghi. Questo programma permette a ciascuno di noi, o meglio crea per chiunque lo voglia e glielo chieda, foto e probabilmente a breve anche piccoli video, di persone che non esistono. Questa cosa turba solo me o sentite anche Voi un brividino lungo la schiena? Vi ricordate di quando facebook nelle settimane subito successive allo scandalo di Cambridge analytica ha messo mano al proprio contratto con gli utenti, cambiandolo, a nostro avviso in peggio? Ricordate, se siete nostri lettori fedeli dovreste,  che fra

5g google disobbedienza civile Uspi-Fnsi odiatori e disputatori felici codici dati giornalismo

3 Marzo 2019 Tag:, , , , , , , , , , , ,
E' dunque pronto e lo pubblicheremo tosto, proprio dentro a questo medesimo post, il programma completo e definitivo del prossimo digit, denominato #digit19 che si svolgerà il 14 e 15 marzo a Prato presso il polo universitario meglio conosciuto in città con l'acronimo PIN. In tutti questi anni di manifestazioni abbiamo cercato di scrivere una storia che fosse coerente a quello che vediamo accadere intorno a noi. E anche nel prossimo appuntamento digit vorremmo proseguire su questa strada. Ancora meglio e visto che sappiamo già che di appuntamenti con digit ce ne saranno quest'anno almeno quattro, ci piacerebbe sin d'ora tracciare un percorso compatibile e coerente non solo ai nostri appuntamenti pregressi ma già in accordo anche con quelli futuri.   Per questo siamo in grado già oggi di dire che il 5g sarà il tratto distintivo di tutti i nostri eventi dell'anno in corso, perché riteniamo che questo nuovo e potente upgrade tecnologico possa essere molto di più che solo una velocizzazione nei tempi di trasmissione dei dati. Siamo convinti che dietro alla tecnologia stavolta ci sia così fortemente presente anche l'aspetto culturale da non poter fare a meno di considerarlo