dati

Giornalismo dei dati, la storia del 2011 secondo il Guardian

31 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Il Datablog del Guardian riprende in un post molto interessante numeri, dati e infografiche che hanno scandito i momenti più rilevanti della storia del 2011 così come il blog del quotidiano li aveva riportati, dal movimento di Occupy alle tensioni nell’ eurozona, dalle sommosse in Inghilterra a Fukushima. La rassegna mostra il grosso impegno e la fantasia che il giornale dedica al mondo dei dati e alla loro visualizzazione, sottolineando come, se i Fatti sono sacri (Facts are sacred, è il sottotitolo del blog), i dati sono l’ anima dei fatti. 30 – operai colpiti dalle radiazioni a Fukushima 48% - il tasso di disoccupazione giovanile in Spagna 52% - la crescita dei tassi di interesse dei bot in Italia Ecc. L’ articolo è qui.

Giornalismo d’ inchiesta, il futuro è nelle Fondazioni e nelle banche dati pubbliche

14 ottobre 2011 Tag:, , , , , ,
DataDi fronte alla crisi dell’ editoria tradizionale e ai tagli consistenti nei budget delle redazioni,  i giornalisti americani interessati a non far morire il giornalismo investigativo stanno continuando a sperimentare nuove soluzioni – Sono a caccia di Fondazioni disposte a finanziare i loro progetti e stanno delineando un programma per cui il sostegno dell’ accesso alle informazioni pubbliche attraverso database e strumenti online è un tratto fondamentale - Non solo dei progetti lanciati in Colorado, ma di tutte le iniziative di giornalismo d’ inchiesta a livello Usa – L’ accesso alle informazioni renda le persone cittadini più attenti, produttivi e impegnati: senza di esso si crea distacco nei confronti dei processi politici e delle misure politiche -------- (a.   f.) - Di fronte alla crisi dell’ editoria tradizionale e ai tagli consistenti nei budget delle redazioni,  i giornalisti americani interessati a non far morire il giornalismo investigativo stanno continuando a sperimentare nuove soluzioni. E sono a caccia di denaro per sostenere i propri progetti. In Colorado ad esempio – raccontava qualche giorno fa Mallary Jean Tenore su Poynter.org - i giornalisti hanno affrontato la questione lanciando due