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Facebook “tana” tutti

1 maggio 2018 Tag:, , , , , , , ,
Nonostante lo scandalo Cambridge Analytica il primo trimestre dell'anno in corso porta crescita e fatturati molto positivi per Facebook. La società di Menlo Park il 26 aprile scorso ha diffuso un comunicato stampa trionfale che racconta dettagliatamente lo stato dell'arte. Nello stesso comunicato  Mark Zuckerberg dichiara lapidario: "Nonostante le sfide importanti, nel 2018 la nostra comunità e il nostro business sono partiti con un buon inizio". E' anche vero e qualche osservatore lo ha sottolineato a margine  del resoconto trimestrale di Facebook che lo scandalo, essendo scoppiato a metà marzo,  inciderà probabilmente  di più nell'andamento economico del prossimo trimestre dell'azienda americana. Registrata la reazione positiva dei mercati nonostante la batosta della non ancora chiarita "fuga di dati", quello su cui vorremmo invitarvi a riflettere sono le novità immediatamente introdotte nel contratto con i propri utenti dal colosso "sociale" della silicon valley. Novità, permetteteci, che non migliorano in alcun modo il contratto e la gestione dei "nostri" dati da parte di Facebook, anzi li peggiorano introducendo

19-21 maggio in Belgio Conferenza su Data e Investigative Journalism

28 aprile 2017 Tag:, , ,
La conferenza organizzata da Journalismfund.eu  è l'evento di networking più rilevante per i giornalisti che si interessano di dati e giornalismo investigativo in Europa.   La European Investigative Journalism & Dataharvest Conference si terrà a Mechelen, in Belgio dal 19 al 21 maggio.   Conference hashtag is #EIJC17   Ecco il programma: Qui Ecco come iscriversi: Qui   Ecco i link alle precedenti edizioni:  

WikiLeaks e la guerra della trasparenza: dal Big Data al Big Brother

3 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Wiki Mentre sempre più realtà chiedono a gran voce la “liberazione” delle informazioni del settore pubblico, la vera partita pare giocarsi intorno ai dati privati, i nostri, che vengono venduti a scopi commerciali e di ‘sicurezza’ globale ----- (a. f.) - Wikileaks torna a parlare, e lo fa da ‘spia’ che denuncia le Spie. A finire sotto la lente dell’organizzazione di Assange, infatti, è un sistema globale di intercettazioni di massa perpetrato ai nostri danni dai contractor delle intelligence occidentali, ma non solo. Scenari hollywoodiani - si legge nel post della stessa Wikileaks - che da oggi sono realtà, come rivelato dalle centinaia di documenti contenuti nel data-base reso pubblico da WL e provenienti da 160 contractor impegnati nel settore della sorveglianza di massa. La squadra assemblata da Assange e soci per questa nuova data-inchiesta è piuttosto nutrita. Oltre a Bugged Planet e la ONG Privacy International, anche sei testate giornalistiche di altrettanti Paesi, e questa volta c’è pure l’Italia (le cui due principali testate si erano rifiutate, per bocca dello stesso Assange, di partecipare al cosiddetto Cable Gate) con L’Espresso, insieme a ARD (Germania), il Bureau of Investigative Journalism (Regno

Open Data – Data Journalism

22 novembre 2011 Tag:, ,
Il giornalismo così come lo conosciamo sta attraversando una lunga, salutare fase di crisi economica, ma a tratti anche di identità. Salutare perché se da un lato comporta licenziamenti, chiusura di testate anche storiche, abbassamento della qualità del prodotto giornalistico, dall’altro ingenera (soprattutto grazie alle opportunità tecnologiche a disposizione) un naturale, conservativo istinto di evoluzione, innovazione, rivoluzione, come spesso si sente dire in occasione dell’ingresso di questo o quel social network nell’arena dell’informazione. Forse si potrebbe parlare di un mutamento genetico del giornalismo, una schizofrenia che ha prodotto un’ampia gamma di giornalismi possibili: alcuni viziosi, perché magari frutto di un gigantesco ‘copia e incolla’ globale per cui miliardi di bit schizzano avanti e indietro per il Web rimbalzando la stessa ridondante notizia; molti altri, invece, virtuosi poiché innovativi, partecipativi, iper-verticali, talvolta perfino sostenibili, e comunque sempre attaccati tanto alle calcagna dei poteri forti quanto all’orecchio del cittadino, ritrovando e ottemperando ai principi fondanti oggi un po’ bistrattati dell’indipendenza, l’obiettività e la trasparenza del giornalismo. Un’evoluzione, dunque, che riscopre ed eredita la parte migliore che il giornalismo tradizionale ha da offrire, nel tentativo di depurarsi dalle scorie accumulate in decenni di compromessi e

Open Data, crescono i portali e la sperimentazione

18 novembre 2011 Tag:, , ,
OpenDataDall’ Epsi (European Public Sector Information) un Report sullo stato del Movimento per la ‘’liberazione’’ dei dati dopo il recente Data Camp di Varsavia – Un netto miglioramento rispetto all’ anno scorso – Il ruolo degli ‘’attivisti dei dati’’- La necessità di modelli comuni e condivisi - L' Italia ancora nettamente ai margini -------------- (a cura di Andrea Fama) A seguito dell’ Open Government Data Camp di Varsavia, David Eaves, uno dei maggiori esperti del settore, ha pubblicato un breve report sullo stato dell’ arte del movimento per gli Open Data a livello internazionale. Rispetto ad un anno fa, Eaves riscontra un netto miglioramento, traducibile nei seguenti punti: 1. Più portali di Open Data Ad oggi sono oltre 50 i portali governativi a raccogliere i dati della Pubblica Amministrazione, e in molti si stanno aggiungendo all’elenco (vedi, ad esempio, i casi italiani di Dati.gov.it e Wikitalia, lanciati quasi contestualmente a metà ottobre – ma non c’è il rischio di sovrapposizione e dispersione della forza d’urto delle iniziative?, ndr) (altro…)