Dan Gillmor

La formazione va estesa anche ai “quasi giornalisti”

27 Aprile 2014 Tag:, ,

giornalismoSe oggi accettiamo il giornalismo in ambiti dove prima nessuno ne rilevava l' esistenza, le scuole di formazione devono impegnarsi a scoprire nicchie capaci di dar vita a nuovi programmi e attirare nuovi studenti. Partendo da questo assunto, Dan Gillmor insiste sull' importanza e sulla credibilità dei  “quasi giornalisti”: attivisti e cittadini che offrono preziosi contributi su questioni di calda attualità, come diritti civili, conflitti locali, libertà e simili.

 

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Con l’ era digitale cambia il profilo del ‘redattore civico’: un manifesto da Dan Gillmor

20 Luglio 2012 Tag:, , , , , , , ,
Con l’ evoluzione dei media e la loro caratterizzazione sempre più ‘sociale’, il ruolo di quello che il New York Times già nel 2003 aveva definito Public editor (il redattore che cura i diritti e gli interessi dei lettori, dei cittadini) sembra diventare sempre più necessaria. In un intervento sul Guardian di qualche giorno fa, Dan Gillmor - direttore del  Knight centre for digital media entrepreneurship dell' Arizona State University e  autore di Mediactive - fornisce suggerimenti utili per delineare il profilo di questa figura, che viene vista ancora troppo legata ai canoni dei media tradizionali e non a quelli dell’ era digitale. Qui sotto la traduzione dell'  articolo.   (altro…)

Africa, un giornalismo dei cittadini e per i cittadini

18 Settembre 2008 Tag:,
out-65.jpg Oltre 700 persone - giornalisti, blogger, esperti e policy maker - hanno partecipato nei giorni scorsi alla 12/a edizione di Highway Africa, la più importante conferenza dedicata addetti ai lavori del continente africano - Il tema di quest'anno era “Citizen Journalism, Journalism for Citizens” ----------

Giornalisti, blogger, ricercatori, studenti e policy-maker di oltre 40 Paesi africani (in tutto oltre 700 persone) hanno preso parte la settimana scorsa a una tre giorni di discussioni, dibattiti e formazione nel corso della dodicesima edizione della conferenza Highway Africa a Grahamstown, in Sud-Africa.

Ne dà notizia GlobalVoices Italia, spiegando che Highway Africa è la conferenza più importante dedicata a per giornalisti e addetti ai lavori del continente. Il tema di quest'anno era “Citizen Journalism, Journalism for Citizens”.

La conferenza viene organizzata dalla Scuola di Giornalismo della Rhodes University con il sostegno di Absa, Telkom, Media Development and Diversity Agency, South African Broadcasting Corporation, Dipartimento delle Comunicazioni e MTN [multinazionale di telecomunicazioni attiva in 21 Paesi di Africa e Medio

Tv: ma anche il giornalismo partecipativo cede al mainstream

24 Maggio 2008 Tag:, , , ,
out-12.jpg La grande “febbre” del giornalismo dal basso ha contagiato anche You Tube (gruppo Google), che ha appena creato Citizen News, una piattaforma per i video degli utenti, ma i criteri di filtraggio rigido che vengono utilizzati sempre più spesso finiscono per portare anche il citizen journalism verso il mainstream - Danis Charter cita in proposito anche il sito della CNN iReport, mettendo in guardia circa la “trappola” che si può nnascondere dietro al fatto che “ognuno possa fare informazione” ----------

di Andrea Fama

È un’emorragia ‘patecipativa’ inarrestabile, un virus multiforme e contagioso, la febbre gialla dell’informazione ‘dal basso’, ma non fa male. O almeno così pare, finora. Parliamo del citizen journalism, che in questi giorni si è arricchito di una nuova, luccicante vetrina che già ammicca dall’affollato portale di YouTube: si chiama Citizen News ed è la piattaforma di Mountain View dedicata al giornalismo partecipativo.

Già a febbraio la CNN aveva tentato l’ esperimento di un sito alimentato dai contenuti prodotti dai cittadini,  i-Report. E la stessa strada era stata seguita anche da Yahoo e Reuters con You Witness News

Giornalismo partecipativo: quello reale non è perfetto, ma non si può non crederci

24 Marzo 2008 Tag:, , ,
Médiapart Un ampio dibattito, anche molto critico, in Francia dopo l’ avvio di Médiapart.fr - La partecipazione – dice ad esempio Philippe Couve – non consiste nel far fare ad altri il lavoro dei giornalisti, ma nell’ apertura e nella collaborazione attiva fra redazione e non-giornalisti - E’ per questo – aggiunge - che io preferisco il termine di co-giornalismo – I cinque punti di Benoit Raphael – I falsi miraggi della partecipazione ---------- Se in poco tempo il “citizen journalism” reale, quello realmente praticato, di Dan Gillmor con  Bayosphere* , si rivela meno scintillante di quello raccontato**, e il dubbio sulla praticabilità  e, soprattutto, sulla resa del giornalismo fatto dai e con i cittadini continua a rafforzarsi, c’ è chi, pur con qualche distinguo, continua a ritenere che, alla fin fine, non ci si può non credere.

Uno di questi è Benoit Raphael che, sul suo blog , prende spunto dal recente lancio di Mediapart.fr e spiega perché “bisogna credere ai media partecipativi”.

Precisando di non aver niente di particolare per ora da dire sul nuovo sito, Raphael invita a lasciare al nuovo venuto il tempo