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Recovery Plan – Piccole lezioni dal passato

21 Aprile 2021 Tag:, , , , ,
Un piccolo saggio di fanta-cronaca-politica dal nostro associato e amico Marco Dal Pozzo, ingegnere delle telecomunicazioni nella vita reale, e grande curioso di storia e storie, di politica e del ruolo delle persone dentro la società in tutti "gli altri" momenti che gli sono concessi per studiare e informarsi. Prendendo spunto da due testi del passato, redatti da esperti di quei tempi, in cui si parla di economia, storia, politica e società; Dal Pozzo ritaglia una figurina,  artigianale ma molto rappresentativa,  del nostro Paese prima e dopo "il boom economico"  e l'arrivo del benessere e delle macchine di calcolo. Un'istantanea per riflettere su alcuni passaggi che hanno concorso in modo determinante alla ricostruzione e al rilancio dell'economia del nostro Paese grazie all'arrivo - più o meno indolore e inconsapevole - di cospicui fondi "esteri".    Dentro all'efficace ricostruzione dei fatti realizzata dallo studioso abruzzese, nostro associato, traspaiono problematiche e temi tutti molto simili, per non dire uguali, agli scenari in cui ci stiamo muovendo "or ora", nel dare corpo e poi corso e infine concretezza:  al Recovery Plan, ribattezzato alle nostre latitudini: "Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".  Milioni e milioni di euro -

Nessuno verrà a salvarci

8 Novembre 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Vi ricordate i sillogismi? Quante volte li abbiamo sentiti nominare nel corso della nostra vita scolastica, e quante volte li abbiamo usati e li usiamo dentro la nostra realtà quotidiana. Certamente in modo non cosciente e forse nemmeno troppo coerente rispetto al loro uso specifico, ma ci è certamente capitato di assistere a situazioni in cui: M è uguale a A e B è uguale a M e quindi A e B non possono essere poi tanto differenti. Si scherza si sa, ma il percorso che proveremo a fare oggi, parte proprio dal  tentativo di realizzare - sbagliando  - un sillogismo. Le parole che tenteremo di mettere assieme sono: giornalismo, tecnologia e soluzione. Parole che non formano un sillogismo, è ovvio, ma che se osservate da una particolare angolazione -  la nostra -  si incastrano benissimo una nell’altra a comporre una strategia filosofica, ma anche pratica e sostenibile, davvero utile,  a tutti. Proviamo dunque a comporre questo “sillogismo de noartri”, iniziando a definire la prima delle tre parole che lo compongono: “giornalismo”, e perdonate ancora la nostra impudenza.  
Il giornalismo non è scienza e nemmeno verità, soprattutto verità assoluta. Perdonate la provocazione e il

Tornare ma dove

7 Giugno 2020 Tag:, , , , , , , ,
Messaggio ai naviganti, in questo articolo parleremo di tesi post Covid 19. Tesi illuminanti e di grande intelligenza,  sostenute in epoca non sospetta,  da un economista gesuita che si chiama Gael Giraud, in un suo articolo pubblicato su Civiltà Cattolica all'inizio di aprile. Le dietrologie, i complotti, le teorie "divergenti" che abbondano ovunque sul ruolo dei gesuiti nella storia del mondo, non fanno parte del nostro bagaglio culturale. E a scanso di equivoci depenniamo a priori qualunque dubbio sul tema,  usando, una "bustina di Minerva" -  o meglio alcuni brevi estratti da un articolo sul tema - che  Umberto Eco scrisse nella sua rubrica sull'Espresso,  qualche anno fa, era il 2008,  con chiaro intento satirico:    
Dunque i gesuiti sono sempre stati intesi a costituire un governo mondiale, controllando sia il papa che i vari monarchi europei, attraverso i famigerati Illuminati di Baviera (che i gesuiti stessi avevano creato denunciandoli poi come comunisti) hanno cercato di far cadere quei monarchi che avevano messo al bando la compagnia di Gesù, sono stati i gesuiti a far affondare il Titanic perché da quell’incidente gli è stato possibile fondare la Federal Reserve Bank attraverso la mediazione

Fase due e giornalismo

3 Maggio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Cosa c'entra il giornalismo con la discussione principale su ogni bacheca social italica in corso in  questo momento? Sappiamo tutti, o almeno dovremmo, cosa sia la cosiddetta "fase due". Ognuno di noi, più o meno, si è espresso a piacimento sul tema, in attesa che diventi la "nostra" realtà di vita, a partire dal fatidico discorso del premier Conte in diretta televisiva qualche giorno fa. Da allora "fase due" e "giornalismo", a nostro giudizio, sono divenuti letteralmente sinonimi. Ogni particolare,  detto, e ancora da dire,  dell'emergenza "virus",  e della seconda parte della gestione amministrativo/economico/politica della medesima,  da parte del Governo del nostro Paese: starà proprio dentro la narrazione che di esso sarà fatta dagli organi di informazione. O almeno una parte di essa. Mentre l'altra, invece, la troveremo e la troviamo,  nel racconto "disintermediato" "liberamente" redatto e composto da ciascuno di noi, dentro i media sociali, le piattaforme, i siti, i blog - che secondo il disclaimer non sono testate giornalistiche - eccetera, eccetera,  e che si trovano online. Due mondi, e due facce della stessa medaglia? May be, or may be not. La medaglia è unica e la faccia è

Io, noi, tutti e gli altri ancora

29 Marzo 2020 Tag:, , , , , , , ,
L'immagine di apertura è davvero emblematica. Cianciamo, molto spesso a vanvera di come fare a completare -  o forse ad avviare -  il corretto passaggio, la cosiddetta transizione al digitale. Poi succedono cose come quella evidenziata dalla foto. E diventa tutto molto facile da comprendere. Come hanno fatto alla biblioteca pubblica di New York, "bisogna portare le cose là dove sono le persone" Se dentro al nostro esilio forzato passiamo del tempo giocando online, quale miglior posto per informare correttamente le persone, sulle misure da tenere, sui comportamenti corretti da mettere in campo per contrastare l'avanzata del virus. Passano i giorni, le settimane, i mesi. Il Paese e il mondo, lottano per contrastare l'avanzata del virus. L'emergenza continua e ci rende persone diverse. Ci fa pensare ad un oggi senza orpelli, ci fa agire in un mondo forzatamente digitale, online, immateriale. Ci fa scoprire quanto siamo indietro, quanto poco sappiamo di questi strumenti ipertecnologici di cui siamo tutti ampiamente dotati. Di quanto poco siamo in grado di usarli sfruttando appieno le loro potenzialità. Ci rendiamo improvvisamente conto che lo slogan trito e ritrito, speso continuamente, in ogni convention, in ogni