complessità

Buttare il bambino con l’acqua sporca

31 Maggio 2020 Tag:, , , , , , , , ,
Settimana densa, quella appena trascorsa. Densa di notizie, avvenimenti, fatti e azioni, alcune delle quali discutibili. E proprio perchè discutibili proviamo a discuterne, per non perdere traccia di questioni che potrebbero influenzare e non poco la formazione dell'opinione, quella pubblica, quella che il giornalismo dovrebbe salvaguardare in tutti i modi possibili e immaginabili. Quella cosa per cui da qualche tempo proviamo a spiegare la necessità di sostenere la "funzione giornalistica" e non il giornalismo in modo generico. Tre sono i fatti che ci hanno fatto pensare al titolo che vedete campeggiare in testa a questo pezzo. Il primo, il più importante - a nostro giudizio - è la chiusura con relativo sequestro giudiziario del Progetto Gutenberg. La notizia fa tremare i polsi e lascia senza fiato. Riassunta in estrema sintesi vede il blocco con sequestro del sito del progetto nato, come si legge su wikipedia, non per rubare o rendere lecito l'illecito, ma per fare divulgazione e conseguentemente estendere il più possibile e in ottica digitale il concetto di cultura:    
Il Progetto Gutenberg (Project Gutenberg, noto anche con l'acronimo PG) è un'iniziativa avviata dall'informatico Michael Hart nel 1971[1]

Casseforti digitali non pervenuto, meglio educare

23 Febbraio 2020 Tag:, , , , , , , ,
Prendiamo a prestito un'immagine emblematica recentemente pubblicata da un grande esperto di web e internet, Ennio Martignago, su linkedln per illustrare  il post odierno. L'infografica rappresenta in modo davvero chiaro cosa significhi al momento stare online, o meglio possedere un'identità, o forse meglio, una vita, digitale. Quello che la grafica non racconta e che nemmeno molti esperti, o presunti tali,  ci dicono, è che non è moltiplicando i cosiddetti sistemi di cybersecurity, o crittografando a destra e a manca, o provando a creare muri, barriere, casseforti online, che raggiungeremo l'agognata sicurezza. Mai e poi mai, ci sentiamo di ribadirlo con fermezza e decisione,  la sicurezza digitale dipenderà da quanto alto sarà il muro che riusciremo a costruire. Se ci è permesso dirlo, nemmeno nel mondo analogico, i muri, sebbene alti e inaccessibili, hanno mai fermato per davvero nessuno.  Eppure la sicurezza online è un problema sempre più pressante, e fior fior di esperti studiano e poi realizzano a ritmi vorticosi: software e poi spyware,  e poi aggiornamenti, e poi virus e poi antivirus,  e ancora superstrongbarriers (quest'ultima l'abbiamo inventata adesso adesso,  proprio mo') per tenere fuori i malintenzionati dalle nostre vite. Dalle

Basta la parola. I processi sociali, politici, educativi tra comunicazione e marketing

19 Gennaio 2020 Tag:, , , , , , ,
    Basta la parola. Così recitava un vecchio slogan pubblicitario di successo...   Una frase/uno slogan che, in molti casi, ben fotografa e chiarisce la logica/le logiche dominanti non soltanto in politica, nel mondo del marketing e delle imprese; logiche che vengono tradotte e applicate anche nell’ecosistema dell’educazione e della formazione, negli stessi processi educativi e formativi, nella vita di tutti i giorni, con esiti assolutamente negativi e, perfino, ingannevoli non soltanto sul piano etico.   Accade così che l’attenzione esclusiva, talvolta ossessiva, per la parola/le parole (anche, ma non soltanto, inglesi) si traduca proprio nell’idea, sempre affascinante e seducente, della scorciatoia, della questione complessa che può, con pochi accorgimenti, essere resa “facile”, alla portata di ognuno, semplicemente cambiando alcune parole e/o utilizzandone altre: ancora una volta, questa visione, ormai quasi ideologica e, in ogni caso ideologizzata e assolutizzata, trova percorsi e vie di sfogo a più livelli...sempre alla ricerca delle soluzioni semplici ai problemi complessi”(cit.). Come se, in altre termini, l’utilizzo “corretto” e virtuoso (?) di parole e/o di un linguaggio e di una comunicazione “neutri/neutrali”(?), inevitabilmente sempre legati a criteri e parametri convenzionali e arbitrari, fosse, in sé e per sé, indipendentemente da altri

Uno, due, ma soprattutto ics

15 Dicembre 2019 Tag:, , , , , , , , , ,
In epoca oramai remota, parliamo di tre anni fa, e con intenti non  sospetti, abbiamo parlato su queste colonne di un fenomeno da noi rilevato allora, e che oggi è contiguo, a nostro avviso,  ad un fatto di cronaca "al centro" delle narrazioni dei maggiori organi di informazione. Il fatto di cronaca è la sentenza che condanna Facebook a riaprire l'account di un movimento politico chiuso d'ufficio dal social sul social, per presunte inadempienze al contratto d'uso del social medesimo da parte degli amministratori della pagina. Il tribunale civile di Roma ha emesso una sentenza a favore del ricorrente, ovvero del movimento politico suddetto, e ha obbligato il social di Menlo Park a riaprire quella specifica pagina. Il fatto di cui parlavamo sulle nostre pagine tre anni fa, si riferiva alla chiusura di un gruppo di lavoro su Facebook,  da parte dei suoi amministratori. Quindi due fatti simili nelle conseguenze,  ma molto differenti nella natura, con effetti però, ancora una volta molto simili, e su cui riflettere a lungo. Da una parte il gruppo era arrivato a "consunzione" per non meglio conosciute dinamiche interne all'apparato di gestione, dall'altra una

Diversità aumentata

8 Dicembre 2019 Tag:, , , , , ,
Ebbene si lo ammettiamo, titolo e immagine di apertura possono indurre in errore. Possono far pensare ad un pezzo che racconta l'ennesima novità tecnologica, che esalta le virtù di una nuova applicazione, dell'ulteriore ritrovato per farci immergere ancora, e sempre di più, in un mondo,  reale e virtuale assieme, grazie ai dispositivi più evoluti che la rivoluzione digitale ha messo a nostra disposizione.  Ma non di questo trattasi. La diversità aumentata del titolo racconta differenze e novità che non attengono alle tecnologie bensì alla cultura. Ad una dimensione totalmente umana distante dall'approccio tecnologico e che sta dentro alla nuova complessità in cui la nostra società vive e prospera, anche se per la maggior parte del tempo "a sua e nostra insaputa". Una complessità molto ben espressa e sintetizzata da Piero Dominici, sociologo della complessità e nostro sodale, in un passo dell'introduzione al suo ultimo saggio che si intitola: "Dentro la società interconnessa" edito da Franco Angeli, e che vorremmo proporVi per iniziare la nostra narrazione:  
"...un tipo di società in cui la crescita esponenziale delle opportunità di connessione e di trasmissione delle informazioni, che costituiscono dei fattori fondamentali di sviluppo economico