Citizen journalism

Twitter, l’ effetto farfalla e il futuro del giornalismo

22 febbraio 2012 Tag:, , ,
Stiamo sopravvalutando l’ impatto dei social media? E’ uno dei temi emersi a Londra in un incontro sull’ impatto dei social media sull’ industria dell’ informazione di cui è stata pubblicata un’ ampia sintesi (che traduciamo) su Thenextweb – ‘’Nessuna delle tre grandi inchieste svolte in Gran Bretagna nel corso degli ultimi anni, intercettazioni telefoniche, costi dei parlamentari e Wikileaks, ha tratto origine dai social media’’, anche se le ultime due hanno avuto una rilevante componente digitale -  Mentre continua ad essere centrale il ruolo di controllo e validazione giornalistica dei flussi di informazione – Insomma, i social media modificano il modo di operare dei giornalisti, ma, almeno per ora, sono ancora solo degli attrezzi del mestiere, non necessariamente ‘’nemici’’ del giornalismo (continua...)

Perché non è il caso di mandare qualcuno a Chicago

16 febbraio 2012 Tag:, , , ,
La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. L’antico adagio descrive perfettamente la piccola storia che gira in questi giorni in alcuni circoli online nostrani, denominata “Manda Tigella a occupare Chicago!”. In breve, Claudia Vago chiede ai netizen contributi economici per pagarsi viaggio più alloggio, vitto, ecc. a Chicago per 10-20 giorni a inizio maggio. (continua...)

Open Data, grandi opportunità per il giornalismo

11 febbraio 2012 Tag:, , , ,
  Una delle esperienze italiane più importanti nell'acquisizione,  elaborazione,  controllo e successiva divulgazione dei dati è costituita da Openpolis. Una comunità di internauti nata spontaneamente in rete grazie al lavoro di alcuni esperti di informatica e alla volontà condivisa di molti cittadini con l'intento di  far applicare o aggiornare leggi già esistenti sulla divulgazione e la pubblicazione di dati.   (continua...)

Giglio, rischio di naufragio per l’ informazione professionale

16 gennaio 2012 Tag:, , ,
1)  Mentre Bbc e Cnn fanno le prime dirette, le redazioni dei media tradizionali sono ancora in letargo e qualche testata, compreso Il Tirreno – che essendo in duopolio con La Nazione nella zona dell’ Argentario e del Giglio avrebbe dovuto produrre un grande ‘’volume di fuoco’’ – si affidano nelle prime ore del naufragio alla Rete, delegando il compito informativo a Twitter. 2)      In rete viene diffuso un video semi-falso, attribuito alla concitazione e al panico fra passeggeri ed equipaggio all’ interno della ‘’Concordia’’ e relativo invece a un episodio analogo accaduto anni fa in Nuova Zelanda.   (continua...)

La web tv cresce e diventa matura, 590 testate in Italia

15 gennaio 2012 Tag:, , , ,
La web tv in Italia è cresciuta ed è diventata matura. Con 590 esperienze di televisione digitale realizzata dal basso, il settore rappresenta ormai un grosso segmento di cittadinanza attiva e in alcuni casi comincia a saper fare impresa e a realizzare profitti.   (continua...)

L’equivoco del citizen journalism e il consumo partecipativo

2 ottobre 2010 Tag:,
Cellulari Piuttosto che sottolineare la potenziale vena giornalistica di ciascuno di noi, l’attenzione andrebbe spostata sulle diverse forme di fruizione che stanno modellando variegati (e ancora poco chiari) tipi di consumo partecipativo – E si scoprirebbe, ad esempio, che la moltiplicazione di eventi notiziabili e notiziati, l’addensamento di soggetti sociali interessati a fornire una prospettiva, un frame, a ognuno di tali eventi, l’ indistinto rumore di fondo che si ingenera come probabile conseguenza, sono le caratteristiche principali del nuovo ambiente comunicativo e portano il pubblico a richiedere prese di posizioni, valutazioni, letture preferenziali.– Si chiede ad esempio ai media giornalistici di schierarsi. Una richiesta mai esplicita, perché nel giornalismo continua a prevalere il richiamo formale all’obiettività; ma intuibile nella fidelizzazione dei consumatori, che motivano la fedeltà a una testata più che con attestazioni di credibilità con una stima che potremmo definire “focalizzazione della fiducia” - Una interessante riflessione di Carlo Sorrentino (Università di Firenze) a un workshop della Società italiana di sociologia ----- Grazie alle nuove tecnologie si è diffusa la convinzione che chiunque abbia un computer e un collegamento in rete possa immettere contenuti autoprodotti in un circuito informativo globale e in

I-reporter e cyber inviati

6 aprile 2009 Tag:
Citizen JournalismIn piena sintonia con le dinamiche emerse più di una volta (e descritte sotto) al Festival di Perugia, e soprattutto al MediaCamp conclusivo, sabato scorso l'inserto D-donna de 'la Repubblica' ha pubblicato un'ampia inchiesta sulle frontiere del Citizen Journalism, in Italia e nel resto del mondo. Oltre a citare lsdi.it e illustrare una varietà di esempi operativi sul campo, Marta Maineri scrive: "...certo oggi gli utenti hanno cambiato non solo il modo di approcciare le informazioni, più rapido e meno filtrato, ma anche di partecipare alle notizie, commentandole, rilanciandole e spesso producendole direttamente. ... Convinti che nessun cronista potrà mai essere veloce quanto chi si trova sul posto e che nessun giornale potrà mai coprire il numero degli eventi che possono garantire gli utenti di Internet". Senza però mancare di sottolineare aspetti (purtroppo) tipici della situazione nostrana: "Nonostante l'intensità del dibattito, in Italia solo alcuni quotidiani e magazine sembrano sperimentare forme di collaborazione fra giornalisti professionisti e cittadini." Il trend verso varie forme di giornalismo partecipato continua comunque la sua corsa, da cui l'inevitabile conclusione: "Quale futuro per il giornalismo tradizionale? Presto per dirlo. 'Siamo davanti a una profonda trasformazione, cambieranno forme

Le redazioni come ‘aule’ aperte

1 gennaio 2009 Tag:
oakland.jpg L’ Oakland Press, un quotidiano della omonima città californiana, ha annunciato l’ apertura di un corso per citizen journalist – Le riflessioni di Jeff Jarvis ----------

Jeff Jarvis segnala con soddisfazione la decisione dell' Oakland Press, unquotidiano della omonima città californiana, di aprire un corso per citizen journalist .

In un post sul suo blog, BuzzMachine, Jarvis spiega che l’ iniziativa è stata chiamata “The Oakland Press Institute for Citizen Journalism” ed è stata realizzata nella convinzione che “ci sono molte possibilità che i lettori possano aiutarci a raccontare delle storie meglio, più velocemente e con maggiore completezza”.

(continua...)

Helium, un nuovo ‘mercato’ di contenuti online

21 dicembre 2008 Tag:
helium.jpg

L’ Eagle-Tribune, quotidiano del Massachussetts, ha stretto con Helium, un sito di citizen journalism, un accordo per rifornirsi di contenuti hyper-locali e sviluppare un dibattito politico-culturale più diretto con i propri lettori. Si tratta – spiega Editor’s weblog - del secondo giornale che prende questa iniziativa.

Il primo è stato The State Journal-Register (Illinois), che da settembre scorso sta utilizzando lo stesso sito. E si pensa che i partner di Helium siano destinati a crescere.   

Helium ospita un “mercato per i freelance” che consente agli editori di commissionare dei contenuti mirati a giornalisti freelance, oppure di scegliere ed usare i contenuti già esistenti. Cosa che consente poi al sito di pagare gli autori degli articoli utilizzati, siano giornalisti, aspiranti reporter o semplici amatori.

L' Eagle-Tribune vorrebbe formare in questo modo dei gruppi di corrispondenti e reporter di zona o di comunità, dando così “una voce maggiore ai cittadini” che vivono nel luogo di diffusione del giornale, ha spiegato Al Getler, editore del quotidiano.

L’Italia tagliata fuori dalla conversazione globale online?

2 dicembre 2008 Tag:, , ,
taj.jpg Mentre nei giorni della tragedia di Mumbai il sito inglese di Global Voices ha ricevuto circa 23.000 visitatori unici al giorno, in Italia il sito ha raggiunto a fatica i 400 visitatori quotidiani e qualche fugace link - Un appello per l' edizione italiana di GV ----------- di Bernardo Parrella

I tragici eventi di Mumbai hanno confermato l'estrema importanza del citizen journalism e della comunicazione orizzontale basata sui new media. Contesto in cui è emersa nuovamente la centralità di Global Voices Online, progetto non-profit lanciato nel 2004 presso il Berkman Center (Harvard University) che mira ad aggregare e amplificare la conversazione globale online gettando luce su luoghi e persone spesso ignorati dagli altri media.

(continua...)