Citizen journalism

Sempre più giornalisti si sentono ‘’digital first’’

14 giugno 2013 Tag:, , , , , , ,
OriellacopUn numero crescente di giornalisti nel mondo si considerano  ‘’digital first’’ e vedono i social media come una parte importante del loro lavoro.   Lo ha accertato una  Ricerca sul giornalismo digitale svolto da Oriella PR, un network internazionale che riunisce 16 agenzie di comunicazione, attraverso un sondaggio compiuto interpellando 553 giornalisti di 15 paesi.   Come segnala  Paid Content, - il 59% dei giornalisti coinvolti nello studio hanno usato twitter nel 2013, contro il 47% del 2012; - l’ uso di Twitter è molto alto nei paesi di lungua inglese, mentre solo un terzo dei giornalisti tedeschi, invece, hanno un account su Twitter.     (continua...)

Il citizen journalism crea nuovi posti di lavoro nel giornalismo professionale

2 giugno 2013 Tag:, , , , , , ,
Economist Molti temevano che i social media avrebbero potuto mettere a rischio il giornalismo professionale. E molti giornalisti ironizzavano. "Mi fiderei del citizen journalism quanto mi fiderei di una cittadino-chirurgo", scherzava ad esempio Morley Safer, un corrispondente della CBS.   Come si è visto invece – racconta l’ Economist -, fotografie, video e tweet prodotti da persone qualsiasi stanno migliorando e ampliando la copertura delle notizie.   E in più questo nuovo processo crea lavoro giornalistico, perché crescono i giornalisti che devono controllare, autenticare ed analizzare quel materiale.   (continua...)

Protezione legale per il giornalismo, non solo per i giornalisti

27 maggio 2013 Tag:, , , , , , , , , , , ,
Ap I casi dei redattori dell’ Associated Pressi  e del giornalista di Fox News James Rosen, spiati da uffici governativi Usa, hanno riproposto negli Stati Uniti l’ ipotesi  di una revisione della legge che protegge il lavoro dei giornalisti (la shield law) alla luce della pratica sempre più diffusa del citizen journalist: ormai il pubblico attivo contribuisce in modo consistente alla produzione dei media – osserva Webcartografie - , come accade durante i disastri naturali oppure negli eventi di cronaca, ad esempio mediante l’ invio di testimonianze dal campo. Ma a questo punto, quando si considera la questione della protezione legale del sistema di raccolta e diffusione delle notizie, la domanda che ci si deve porre non è chi sia la persona che compie questa attività, e quindi ‘’chi è giornalista?’’, ma piuttosto quella: ‘’questo è un atto di giornalismo?”.   Negli Stati Uniti il dibattito su questo problema è già abbastanza avanti, come dimostra un’ ampia analisi di Jeffrey P. Hermes, direttore di Digital Media law, dal titolo ‘’ Who is a Journalist? Here We Go Again…’’, di cui presentiamo qui ampi

3 maggio, una giornata da dedicare a tutti i cittadini

3 maggio 2013 Tag:, , , , , , ,
UnescoRiportiamo la nota scritta a nome di Lsdi per il sito web dell' Usigrai, il sindacato di base dei giornalisti della Rai, in occasione della ventesima Giornata internazionale della libertà di stampa.   L' Usigrai ha dedicato oogi al World Press Freedom Day una sezione del suo sito.   (continua...)

E-book: “Social Media e attivismo di base nel mondo che parla cinese”

7 dicembre 2012 Tag:, , , , , , ,
Social media e attivismo di base nel mondo che parla cinese(b. p.) - Obiettivo primario delle attività dei citizen reporter è quello di favorire al meglio la libera circolazione delle informazioni, sottolineando la centralità odierna dei social media nel contesto dell'attivismo in loco. Un'integrazione continua che rafforza e amplifica le istanze di cambiamento e di partecipazione a livello locale, e che trova concretezza nelle proteste e nelle mobilitazioni civili avvenute nell'ultimo anno in Cina, Taiwan, Macao, Malesia e Hong Kong. Questo il tema di un nuovo ebook della serie Ping the World, progetto-sito che raccoglie entità impegnate sul fronte dell'editoria sociale digitale.   (continua...)

Giornalismo imprenditoriale, rovesciare i criteri della formazione tradizionale

14 ottobre 2012 Tag:, , , , , , , , ,
In una lunga intervista a Vocer.org, di cui pubblichiamo la traduzione,  Jeff Jarvis parla del nuovo sistema mediatico e delle nuove attitudini che i giovani giornalisti devono acquisire. Partendo dal fatto che sul piano dell’ industria editoriale, oltre all’ informazione conta la relazione e la rete -  ‘’Quando io sono andato in una scuola di giornalismo mi hanno insegnato a stare lontano dagli affari. E questo ci ha rovinato. Nessuno di noi ha imparato come funziona l' industria giornalistica’’. E invece è essenziale sapere cosa c’ è sotto questa attività -  Per fare giornalismo imprenditoriale, secondo Jarvis, un grande interesse o una forte passione non bastano: ‘’avete bisogno di imparare ad ascoltare i lettori e a capire cosa vogliono’’  – ‘I nostri studenti devono essere in grado di vendere le loro idee o le loro aziende agli investitori. E' davvero difficile’’, ma si può fare: ‘’C' è  la possibilità di servire la gente e fare soldi’’ – L’ importanza del project management, cioè la creazione di un buon prototipo e la comprensione dei processi di gestione. I giornalisti sono abituati a lavorare su processi fatti per loro

La visibilità, il lavoro gratuito e il nodo dell’ equo compenso

27 settembre 2012 Tag:, , , , , , , , , , , , , , ,
Una riflessione a caldo sull’ onda delle polemiche innescate dall’ arrivo di  HuffPost Italia e dall’ appello lanciato su Lsdi da Carlo Gubitosa – Daniele Chieffi:’’ Far passare il concetto che si possa ‘contribuire’ all’informazione in maniera gratuita non fa altro che rafforzare la logica degli editori che pagano con una manciata di centesimi un articolo’’ .   La Fnsi e la cultura degli editori alla vigilia del rinnovo del contratto – L’ errore dell’ Ordine che continua ad illudere migliaia e migliaia di aspiranti giornalisti facendo credere che un tesserino da pubblicista possa essere un viatico per la professione      (continua...)

Il declino del mediattivismo, il calo del conflitto e la retorica della partecipazione

26 luglio 2012 Tag:, , , , , , ,
In un’ ampia recensione di un saggio di Dominique Cardon e Fabien Granjon (‘’Médiactivistes’’), Ulrike Lune Riboni  analizza l’ incerto destino del ‘’mediattivismo’’ nel contesto creato dall’ idea che è ormai possibile a tutti pubblicare su internet - Blogger,  whistleblower e appassionati non vengono più designati come dei ‘’mediattivisti’’ ma come dei ‘’cittadini-giornalisti’’. L’’’attivista’’ sarebbe dunque scomparso a favore del ‘’cittadino’’ – Una trasformazione semantica che non è  neutra. Essa infatti, sottolinea Riboni, comporta nello stesso tempo una legittimazione dell’ azione – il cittadino ha un diritto di parola legale – e una forte attenuazione dell’ aspetto conflittuale o contestario. Questa trasformazione è rivelatrice di una evoluzione sociale, in cui la partecipazione, pur restando critica, perde in conflittualità? Oppure di una volontà politica e mediatica di far credere che sia così?   (continua...)

L’ informazione iperlocale non può essere delocalizzata. Il caso (negativo) di Journatic

25 luglio 2012 Tag:, , , ,
Non si può fare informazione iper-locale  se uno è iper-distante. L’ informazione iperlocale si struttura e vive grazie all’ impegno di redattori che sono  presenti e  grazie alla relazione che si intesse fra redazione e community di riferimento. In un articolo su Poynter Jeff Sonderman, esperto di innovazione dei media, partendo dal caso di Journatic, illustra passo dopo passo come e perché un giornalismo iper-locale ha senso e come si deve strutturare.   (continua...)

Dig.it / il numero zero (aggiornamenti 2)

14 luglio 2012 Tag:, , , , , , , , ,
Continuiamo la pubblicazione dei materiali prodotti in occasione di Dig.it. Qui la sintesi del panel sul ‘’giornalismo sotto pressione’’, due interventi di Massimo Mantellini e una intervista fatta a Vittorio Pasteris, uno degli animatori della due giorni fiorentina.   Gli altri resoconti sono qui e qui. (continua...)