Cina

Aperta la stagione di caccia (a Twitter)

21 febbraio 2012 Tag:, , ,
(a. f.) - In principio fu l’autocensura. Il  26 gennaio scorso il blog ufficiale di Twitter annunciava che la penetrazione in nuovi mercati (aggiungerei “sensibili”) imponeva una nuova policy rispettosa delle differenze culturali legate alla libertà di espressione dei Paesi in questione. Una micro-censura geolocalizzata e trasparente, se vogliamo,  in basa alla quale i contenuti ritenuti offensivi saranno oscurati solo nel Paese  “offeso”, mentre resteranno visibili in tutto il resto del mondo.   (continua...)

Una Cnn cinese contro la ‘’propaganda straniera’’

6 febbraio 2009 Tag:, ,
Renmin RibaoLa Cina vuole diffondere al mondo la sua voce in maniera diretta, senza dover dipendere più dal filtro e dalle ‘’distorsioni’’ dei canali di informazione stranieri, e sta mettendo in piedi un canale televisivo di notizie in inglese 24 ore su 24.

Per contrastare la "propaganda straniera" sul paese – che, su un territorio enorme, ha una popolazione con un quinto degli abitanti del pianeta, le più alte riserve valutarie al mondo e forze armate in veloce espansione - nascerà – spiega Alessandro Ursic su peacereporter.net -  quella che è già stata ribattezzata "la Cnn cinese", una rete che si ispirerà proprio ai tre grandi canali di news in inglese già esistenti (Cnn, Bbc World e Al Jazeera English).

(continua...)

Google, Microsoft e Yahoo insieme di fronte al regime cinese

1 novembre 2008 Tag:, ,
out-147.jpg I tre giganti di internet hanno aderito alla Global Network Iniziative, una rete che potrebbe dare maggiore forza rispetto a Pechino nel campo dei diritti fondamentali dei cittadini ----------

Unire le forze e redigere un protocollo comune di comportamento che, a parità di condizioni concorrenziali, permetta di muoversi con maggior disinvoltura verso Oriente, sapendo di poter anche far opposizione al regime cinese nel nome del rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini.

E' l' obbiettivo di fondo della Global Network Initiative, una rete a cui hanno aderito, insieme, Microsoft, Yahoo e Google, le aziende che - come scrive Giacomo Dotta su Webnews.it - più di ogni altra si sono trovati di fronte alla scelta tra operare esclusivamente per il lucro, oppure fare i conti con i principi democratici di libertà ed opporsi per quanto possibile alle restrizioni del regime cinese. La risposta - sottolinea Dotta - sta per arrivare, appunto, sotto forma di un protocollo che pone il web statunitense in una posizione di maggior forza rispetto alle ambizioni censorie cinesi.

Cina: una campagna contro il “giornalismo illegale”

22 luglio 2008 Tag:,
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Mentre le organizzazioni internazionali lanciano un appello a rafforzare l’ impegno per la libertà di espressione in Cina (vedi Lsdi, Rilanciare l’ azione per la libertà di espressione), Pechino aumenta il controllo e la censura al 'giornalismo illegale' in vista delle Olimpiadi, lanciando una campagna per "ripulire il settore delle pubblicazioni".

Lo annuncia Peacereporter spiegando che le autorità che si occupano di controllare l'editoria hanno dichiarato che "l'obiettivo è quello di creare un ambiente positivo nel campo della comunicazione durante i Giochi di Pechino".

Un caso riguarda il quotidiano Costal Time, della provincia meridionale dello Guangxi Zhuang, che ha aperto un ufficio nella provincia del Lianoning senza autorizzazione. Altri due casi riguardano dei tesserini stampa che sono stati sequestrati perché falsi, e nella stessa provincia è stata scoperta la pubblicazione e la vendita di 'giornali illegali'. Sono stati documentati altri casi di pubblicazioni pornografiche, e sono state sequestrati 46 milioni di pubblicazioni illegali tra giornali, riviste e materiale scandalistico dall'inizio dell'anno.

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