C' è vita dopo la carta? Ogni volta che un giornale cartaceo si spegne riaffiora questa domanda.
L' ultimo è stato La Tribune, quotidiano economico-finanziario francese, che da lunedì vive solo sull' online.
‘’Un giornale di carta che sparisce è sempre un momento tragico : la fine di un mondo, la sensazione di un’ epoca che finisce. Ma dopo la carta bisogna che il futuro ci sia: più che il canto del cigno allora può essere il volo della fenice''
(continua...)
La Tribune abbandona la stampa, ma c’ è vita dopo la carta?
C' è vita dopo la carta? Ogni volta che un giornale cartaceo si spegne riaffiora questa domanda.
L' ultimo è stato La Tribune, quotidiano economico-finanziario francese, che da lunedì vive solo sull' online.
‘’Un giornale di carta che sparisce è sempre un momento tragico : la fine di un mondo, la sensazione di un’ epoca che finisce. Ma dopo la carta bisogna che il futuro ci sia: più che il canto del cigno allora può essere il volo della fenice''
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Carta di Firenze, un accordo con gli editori su un tariffario realistico
E' l' ipotesi avanzata da Marco Renzi, professionista disoccupato e collaboratore di Lsdi, in queste riflessioni sulla due giorni fiorentina - Una giusta retribuzione è l' elemento che accomuna tutti i giornalisti esterni alle redazioni e allora un ''listino prezzi'' realistico, un tariffario attendibile redatto dopo capillare consultazione fra Ordine, Sindacato unitario, rappresentanze dei lavoratori esterni e, naturalmente, editori, potrebbe essere una strada concreta per andare avanti
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di Marco Renzi
E venne la Carta di Firenze. Presa di posizione deontologica, solenne, ufficiale, dell' Ordine dei Giornalisti.
A beneficiarne, o a farne le spese, - decidete voi - come al solito, i precari, quei giornalisti non "possessori di contratto" e per questo ampiamente sfruttati ad ogni pie' sospinto da capi, capetti, editori, e ranghi compatti delle scarsamente illuminate truppe delle istituzioni giornalistiche. E' di questo che stiamo parlando o sbaglio? Per caso l' avete letta la Carta di Firenze? Avete forse scorto nel prezioso documento elementi di concretezza per dare una svolta, una volta per tutte, allo sfruttato mondo del cosiddetto lavoro atipico nell'informazione? L'ennesimo documento di indirizzo morale non può fornire
La carta igienica 2.0? Non sarà di carta
Qualche giorno fa il blog francese ‘’Presse sans presses’’ (Stampa senza rotative), che fa capo a ‘Rue 89’, ha pubblicato un curioso apologo del blogger americano Jeff Jarvis che, analizzando l’ industria della carta igienica, dimostrava come il suo futuro sarà senza carta – Per dire all’ industria dei quotidiani: è forse tempo che i giornali dimentichino la carta e si chiedano qual è il loro vero mestiere.
Jeff Jarvis - via Presse sans presses.
Ho cominciato a riflettere su che cosa sarebbe la carta igienica 2.0 dopo aver visto una pubblicità per la carta il cui unico argomento di marketing era che essa non lasciava piccoli pezzettini cartacei sul vostro sedere. Come per i giornali, che si devono rendere conto che non producono carta ma informazione, è forse tempo che l‘ industria della carta igienica dimentichi la carta e si chieda qual è esattamente il suo mestiere.
Forse la pulizia?
I blogger diventano giornalisti della carta stampata
Il processo dal-web-alla-carta registra un nuovo esperimento: da martedì comincerà ad uscire a Chicago e San Francisco The Printed blog, un quotidiano realizzato col meglio degli articoli dei blogger locali
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Mentre i vecchi media si affannano per recuperare il ritardo con il web e cercano di capire come monetizzare sull’ online i contenuti del cartaceo, immaginando addirittura una sorta di iTunes dell’ informazione, un’ altra pubblicazione ha imboccato un approccio completamente diverso: dal web alla stampa*.
E’ The Printed Blog, una startup californiana fondata e finanziata da un ex imprenditore nel settore del software, Joshua Karp, che sta per lanciare (martedì 27 gennaio usciranno i primi numeri) un quotidiano gratuito realizzato attraverso l’ aggregazione di post dei blog della sua zona di diffusione.
“Perché nessuno ha tentato finora di raccogliere dalla rete i contenuti migliori e metterli insieme offline?’’, si chiede su blog.wired.com Karp, convinto che i giornali cartacei siano ben lontani dall’ estinzione.
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Un nuovo magazine parte dal web e arriva nelle edicole
Dopo un anno di attività online, Nonfiction (le magazine des livres et des idées), ha deciso di uscire nelle edicole ogni settimana – Segue di poco l’ esperienza di Vendredi, una rivista cartacea nata per "raccogliere il meglio del web"
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Dopo Vendredi, arriva in edicola anche un’ altra rivista che nasce dal web e si trasferisce sulla carta. E’ nonfiction.fr, un magazine dedicato ai libri e alle idee (come annuncia il suo stesso sottotitolo).
Il primo numero cartaceo è arrivato nelle edicole giovedì 27 novembre.
“Dopo un anno di vita, nel corso del quale nonfiction.fr è riuscito a mostrare la sua qualità e il suo approccio serio e originale a temi di attualità, abbiamo deciso di fare una nuova tappa con lancio di una rivista”, spiega l’ editore. “Dal virtuale verso il reale, con la carta che diventa una estensione di iknternet, un’ altro modo di far vivere e di diffondere i nostri contenuti, ma anche di arricchirli con l’ apporto di articoli non editi online”.
Un quotidiano Usa lascia la carta per il web
Dopo un secolo di vita, il Christian Science Monitor chiuderà la sua edizione a stampa quotidiana e si concentrerà unicamente su quella online, a cui affiancherà un settimanale cartaceo - L' appuntamento è per aprile 2009 - La decisione è stata presa per ridurre i costi di fronte a un progressivo calo della diffusione, passata dalle circa 223.000 copie del 1970 alle quasi 50.000 attuali, con un risparmio fra 1,5 e 2 milioni di dollari l’ anno - E' il primo quotidiano Usa a fare questa scelta
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Dopo un secolo di vita, il Christian Science Monitor chiuderà la sua edizione a stampa quotidiana e si concentrerà unicamente su quella online, a cui affiancherà un settimanale cartaceo. Lo ha annunciato martedì lo stesso quotidiano, spiegando che la decisione è stata presa per ridurre i costi di fronte a un progressivo calo della diffusione, passata dalle circa 223.000 copie del 1970 alle quasi 50.000 attuali.
Il risparmio – secondo Futureofnewspaper - si aggirerà fra l’ 1,5 e i 2 milioni di dollari l’ anno.
Il Christian Science Monitor (fondato nel1908 e vincitore di
“Vendredi”, su carta il meglio del web
“L’ audacia intellettuale, il coraggio, l’ indipendenza, hanno trovato rifugio su Internet”, ma “bisogna saper cercarli e, soprattutto, trovarli. E questo è lo scopo di questo giornale” – Un euro e mezzo il prezzo di copertina, 220.000 copie di tiratura iniziali, ma l’equilibrio sarà sulle 30-35.000 copie
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E’ al suo secondo numero Vendredi, la rivista francese su carta che raccoglie il meglio del web (Vedi Lsdi, Un settimanale su carta dedicato ai migliori articoli online).
Ha un tono aspro e graffiante, costa 1,5 euro, viene tirato per ora in 220.000 copie e dovrebbe raggiungere l’ equilibrio economico fra le 30.000 e le 35.000 copie vendute, cosa che dovrebbe avvenire entro il primo trimestre del 2009.
Il sommario di questa settimana prevede, fra l’ altro, servizi sui Bankster, sulle debolezze della “carne” di Dominique Strass-Kan e sulla politica di Sarkozy nei confronti dei media (“Il Net e il Nulla”), tratti da alcuni dei principali siti web d’ oltralpe: non solo siti giornalistici, ma anche blog naturalmente.
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Il giornale che ha abbandonato per sempre la carta
E’ The Capital Times, che non viene più stampato e si può sfogliare soltanto sul sito internet - “Sentiamo che il nostro pubblico si è rimpicciolito e che non siamo più abbastanza rilevanti”, ammette l’ editore – “Stiamo solo andando un po’ più avanti e un po’ più veloci degli altri, ma il trend generale si sta registrando ovunque”
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di Matteo Bosco Bortolaso
New York - Leggeremo i giornali soltanto online. Non esisterà più alcuna versione cartacea. A Madison, in Wisconsin, è già realtà. Il quotidiano The Capital Times, ormai da un mese, non viene più stampato. Si può sfogliare soltanto sul sito internet.
Il giornale – che pubblicava anacronisticamente nel pomeriggio – viene definito “locale” e “progressista”. Nacque novant’anni fa “in risposta al fervore gingoista della prima guerra mondiale”, opponendosi al conflitto che avrebbe insanguinato il pianeta.
La cronaca del Capital Times può essere consultata sul web, assieme ai blog e ai dispacci della Associated Press. La redazione, comunque, continuerà a preparare contenuti anche per prodotti stampati, con cadenza settimanale: lavorerà ad una raccolta di notizie e ad una guida agli