Benoit Raphael

Giornali: con il digitale delle 17 a Le Soir un passo avanti verso la redazione 2.0

2 Marzo 2013 Tag:, , , , , , , ,
LeSoir Il quotidiano belga Le Soir torna alle origini con un’ edizione serale delle 17, digitale, concepita per tablet e smartphone. Niente di così originale se si pensa a Repubblica Sera, on line già da più di un anno.   Ma la nascita di questo nuovo formato ha permesso in realtà alla testata belga una riorganizzazione ben più significativa della redazione.   Per alcuni commentatori francesi, i cugini belgi potrebbero aver compiuto un passo in più verso la redazione 2.0, muovendosi decisamente verso quella che era stata definita la ''Google Newsroom'' e organizzando il processo di produzione del lavoro giornalistico sulla base del principio del “reverse publishing”. (altro…)

Mobilità, empatia, qualità, video: 4 idee forza per il 2013

7 Gennaio 2013 Tag:, , , , , , ,
 Benoit Raphael, imprenditore editoriale  e consulente nel campo dei media sociali, una delle voci più seguite  della blogosfera francese che si occupa di giornalismo e media, indica in una analisi sul suo blog le linee da tenere a mente nell' anno appena cominciato nel settore dell’ editoria E individua anche i futuri vincitori: Google (che non sta affatto morendo, dice) ; le reti sociali di nicchia (Facebook è troppo grande, troppo invadente); il mobile come telecomando degli oggetti connessi (ci sono ancora un sacco di cose da inventare); i dati; e, infine, i grandi brand, futuri creatori di contenuti (che, sostiene, non sostituiranno il giornalismo ma si imporranno alla periferia del giornalismo e in tutti quei segmenti che fanno parte del business model dei media)   (altro…)

Il “quasi quotidiano” che viene dal web

1 Novembre 2008 Tag:, , , ,
out-136.jpg Il caso del Christian Science Monitor e la strategia editoriale del “mainly web/little print” – Non più una redazione che ruota attorno al quotidiano a stampa, ma una testata web (sito, blog, newsletter, twitter per la copertura in diretta, ecc) da cui viene realizzato anche un giornale su carta - Anche se, per ora, nessuna testata riesce a superare il 13% dei ricavi dal web ---------- Non è che il Christian Science Monitor abbandoni totalmente la stampa per il web (vedi Lsdi, Un quotidiano Usa lascia la stampa per il web) , ma, piuttosto, è che esso rovescia il modello tradizionale. Non più una redazione che ruota attorno al quotidiano a stampa, ma una testata web (sito, blog, newsletter, twitter per la copertura in diretta, ecc) da cui viene fuori un giornale su carta.

Al di là del ‘rumore’ che la decisione del quotidiano di Boston ha provocato, il dato interessante è che il modello che esso ha adottato, il “mainly web/little print” – come è stato battezzato - si sta profilando come una precisa strategia editoriale.

Giornalismo partecipativo: quello reale non è perfetto, ma non si può non crederci

24 Marzo 2008 Tag:, , ,
Médiapart Un ampio dibattito, anche molto critico, in Francia dopo l’ avvio di Médiapart.fr - La partecipazione – dice ad esempio Philippe Couve – non consiste nel far fare ad altri il lavoro dei giornalisti, ma nell’ apertura e nella collaborazione attiva fra redazione e non-giornalisti - E’ per questo – aggiunge - che io preferisco il termine di co-giornalismo – I cinque punti di Benoit Raphael – I falsi miraggi della partecipazione ---------- Se in poco tempo il “citizen journalism” reale, quello realmente praticato, di Dan Gillmor con  Bayosphere* , si rivela meno scintillante di quello raccontato**, e il dubbio sulla praticabilità  e, soprattutto, sulla resa del giornalismo fatto dai e con i cittadini continua a rafforzarsi, c’ è chi, pur con qualche distinguo, continua a ritenere che, alla fin fine, non ci si può non credere.

Uno di questi è Benoit Raphael che, sul suo blog , prende spunto dal recente lancio di Mediapart.fr e spiega perché “bisogna credere ai media partecipativi”.

Precisando di non aver niente di particolare per ora da dire sul nuovo sito, Raphael invita a lasciare al nuovo venuto il tempo

Se l’ informazione diventa nomade: dopo i portali, i “cannoni” per raggiungere dovunque i lettori

9 Marzo 2008 Tag:
Il cannone Le Monde Il lettore è sempre più connesso, e l’ informazione sempre più frammentata e istantanea, fino a diventare “live”, osserva Benoit Raphael sul suo omonimo blog - Ma “è molto più complicato vendere la segmentazione all’ infinito dell’ audience” e poi “il lettore è sempre più padrone del contenuto e quindi non ha nessuna voglia di diventare passivo davanti alla pubblicità. Dunque clicca di meno” - E anche il giornalismo partecipativo, dice ancora Raphael, sarà determinato dalla capacità dei media di restare in contatto permanente con i loro lettori, un po’ come oggi fa già la radio – ----------

di Benoit Raphael,
(da benoit-raphael.blogspot.com)

Più di un anno fa eravamo già nell’ era della frammentazione dell' informazione: quella della grande potenza degli algoritmi dei motori di ricerca che avevano fatto saltare la gerarchizzazione dell’ informazione.

Con gli RSS e l’ apparizione dei tag (e quindi con la ricerca semantica), è la segmentazione dell’ informazione che ha preso la posizione: conseguenza, l’ iperpersonalizzazione e il famoso fenomeno della “long tail” (letteralmente, “coda lunga” ndr), il graal di tutti i