Le segnalazioni di Lsdi

7 settembre 2014

 
Nativi digitali si diventa
Nel suo recente libro Nativi digitali. Crescere e apprendere nel mondo dei nuovi media lo psicologo Giuseppe Riva fornisce un quadro sintetico e completo degli effetti delle nuove tecnologie sul modo di pensare, sentire e relazionarsi di coloro che le utilizzano abitualmente, con particolare attenzione ai giovani.
 

La Jihad ai tempi dei social network
I miliziani iraqueni di Isis hanno creato Dawn, un’app che genera 40mila Tweet di propaganda in un giorno
 

Così Washington Post e Financial Times indirizzano il flusso delle news per non farci annegare
In pochi anni ci siamo ritrovati a osservare da riva un fiume in piena in cui è sempre più difficile pescare quello che ci interessa, essendo il criterio principe di questo scorrere la nowness, cioè ciò che è (stato pubblicato) adesso.
 

Jovane su Rcs: a dicembre per Corriere.it arriva una forma di pagamento ‘a soglia’ dei contenuti
Rcs offre dei “contenuti che gli utenti sono disposti a pagare, soprattutto sui tablet”. Mentre per quanto riguarda il web “a dicembre pensiamo di introdurre per il Corriere quello che abbiamo già introdotto in Spagna con El Mundo” ovvero che fino ad un certo numero di articoli la lettura è gratuita dopo questa soglia si pagherà.
 
Google: editori europei chiedono a Ue ripristino equa concorrenza
Gli editori europei di quotidiani e periodici hanno chiesto alla Commissione europea di rigettare la terza proposta di Impegni presentata da Google nell’ ambito  dell’ indagine antitrust Ue attualmente in corso. Secondo gli editori, gli Impegni assunti dal motore di ricerca non porrebbero fine al trattamento preferenziale effettuato verso i propri servizi, abusando della propria posizione dominante nell’ambito della ricerca in Internet ma, al contrario, lo approverebbero formalmente.
 
Giornali morti, verticalità viva e vegeta
Se il modello editoriale e contenutistico si poggia su solide basi (basi verticali, per capirci), allora esso possa diventare più facilmente “monetizzabile” (mi sembra invece difficile il contrario, ovvero prendere un modello di “monetizzazione” e imporlo a tavolino su qualsiasi realtà editoriale)
 
La gamification è una cosa seria, anche per le news
L’ applicazione delle tecniche di gioco a contesti non ludici con esempi concreti delle possibili applicazioni in campo editoriale.
 
I giornalisti e il nelgiornalismo. Rischi, pericoli, mutazioni
Sono cambiate le guerre, ma è cambiato anche il giornalismo. La svolta che ha imposto la guerra in Libia nel 2011 – un fronte che non ha più una linea di conflitto definita, e una mutazione continua dei soggetti politico/militari che operano sul campo – è la conclusione di un processo storico che da tempo aveva smarcato le guerre dalla dimensione napoleonica e clausewitziana nella quale il nostro immaginario ancora le collocava.
 
Izagirre e Santoro, ode al giornalismo lento
Due storie di chi ha abbandonato l’idea di inseguire i tempi delle notizie in tempo reale. A favore del racconto.
 
Jill Abramson potrebbe tornare al giornalismo
A maggio fu licenziata come direttore del NY Times. Gossip la danno come collaboratrice di Vanity

 
La tua presenza su Facebook vale 7 centesimi l’ora. Benvenuti nell’epoca del mezzadro digitale
Il professor Felix Stalder ha fatto un semplice conto per farsi un’ idea di quanto valgono i dati degli utenti di Facebook partendo dal bilancio dell’azienda e dividendolo per il numero di utenti. Stefano Quintarelli lo ha ripreso e rivisitato nel blog post “quanto rendono gli utenti di Facebook” al fine di individuare quanto profitto rende un’ora di visita di un utente.
 
Giornalista secondo la legge: i paradossi dell’Ordine e della formazione obbligatoria
Di fronte all’ obbligo di “Formazione continua” nei mesi scorsi ho cercato di capire se sarebbe stato possibile che la partecipazione a ONA14 fosse riconosciuta valida a quegli effetti. Io ne dubitavo perché la logica ordinistico-amministrativa non sembrava lasciare spazi….
 
Danimarca: grande successo per “Freemarket”. Compri e paghi con pubblicità sui social
Simon Taylor, il fondatore del negozio, ha messo in pratica con il suo “Freemarket”, la filosofia del “tryvertising” (la pubblicità basata sulla prova del prodotto, ndr): in pratica i clienti entrano nel negozio, si registrano sul sito web e lasciano i propri dati personali: età, sesso e hobby. Con un canone mensile di 2,50 euro per il mantenimento del locale (le aziende versano un’altra quota per esporre i propri prodotti) possono ottenere 10 prodotti gratuitamente una volta al mese, tutti diversi tra loro. L’unica condizione è quella, dopo averli provati, di farne pubblicità sui social network, pubblicando una foto con relativa descrizione e giudizio del prodotto.
 
L’avvocato sale sull’autobus
L’avvocato può farsi pubblicità sugli autobus. È lecito, infatti, noleggiare uno spazio pubblicitario sulla superficie di un automezzo indicando il logo e i recapiti dello studio professionale. Purché l’informazione non sia equivoca o suggestiva. Lo afferma il Consiglio nazionale forense.

 
 

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