Archivio di Media e potere

Fotogiornalismo: “7 euro a foto, boicottiamo questo concorso”

di Redazione | 13 marzo 2010 

Lambro

Fotografia&Informazione denuncia un Concorso di fotografia organizzato da Fratelli Alinari, Gruppo 24Ore  e Comune di Milano come  ‘’l’ ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese’’ e invita a boicottarlo – ‘’Inondiamo il Comune di foto sui veri problemi della città, da Via Padova al Parco Lambro, che questo concorso invece disdegna”  (nella foto, un tratto del Lambro)

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Fotografia&Informazione attacca duramente un Concorso di fotografia organizzato da Fratelli Alinari, Gruppo 24Ore  e Comune di Milano come  ‘’l’ ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese’’ e invita a boicottarlo.

Si tratta del concorso “Sogno Milano,la città attraverso la fotografia contemporanea”, partito qualche giorno fa.

Marco Capovilla, giornalista e vicepresidente di Fotografia&Informazione, svolge una amara riflessione sul sito dell’ Associazione e denuncia prima di tutto il livello offensivo dei compensi offerti ai vincitori – sette euro per una foto.

“Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20×30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto- denuncia Capovilla –  rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti : Fratelli Alinari (Gruppo 24Ore) e il Comune di Milano, oltre al service di stampa di libri digitali Blurb”.

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Giornali Usa: in 2 anni i profitti in calo 1,7 volte di più delle vendite

di Redazione | 13 marzo 2010 

Mutter

Nonostante i duri tagli alle redazioni e al flusso della produzione giornalistica degli anni scorsi, un declino dei profitti del 45,9%, secondo Alan Mutter, rappresenta non solo una grossa sfida per le aziende, ma una forte minaccia per la qualità del giornalismo che i grandi gruppi editoriali saranno in grado di produrre nel futuro – E, anche se i giornali  conservano un margine di profitto due volte maggiore di quello di Wal-Mart e tre volte più alto di quello di Ford Motor Co.,  il declino della redditività li mette in crisi rispetto alle loro performance storiche – e alle attese della comunità finanziaria a cui essi devono rispondere

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Mentre le vendite sono crollate di circa il 27,4% negli ultimi due anni, i profitti delle aziende editoriali di quotidiani negli Usa sono scesi 1,7 volte di più. Lo rileva Alan Mutter in una delle sue Reflections of Newsosaur, citando un’ analisi dei bilanci pubblicati dagli editori.

Una media del 45,9% di calo dei profitti dal 2007 – osserva Mutter – rappresenta non solo una grossa sfida per le aziende, ma una forte minaccia per la qualità del giornalismo che i grandi gruppi editoriali Usa come Gannett, McClatchy e New York Times Co. saranno in grado di produrre nel futuro.

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Mosca: gli Omon accusati di schiavismo, battaglia dei media contro la corruzione nei reparti speciali

di Redazione | 12 marzo 2010 

Omon

Il governo parla di “ campagna mediatica” contro le forze di sicurezza, accusate da una collaboratrice di un reparto speciale di utilizzare al nero gli immigrati per vari lavori di edilizia, anche nelle dacie degli alti ufficiali – Il presidente Medvedev procede a tagli di personale e licenziamenti, fra cui due viceministri – Una complessa vicenda in cui la stampa indipendente cerca di resistere

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di Valentina Barbieri

Il 18 febbraio, con una mossa a sorpresa, il presidente Dmitrij Medvedev ha firmato un decreto che prevede dei massicci tagli di personale nel Ministero degli interni: sono stati licenziati 17 funzionari, tra cui 2 viceministri. E’ questo l’avvio di una già annunciata riforma del Ministero, di cui Medvedev si ritiene personalmente responsabile.

Ma non solo con il presidente russo i rapporti si sono fatti più tesi. Anche la rivista russa The New Times sta creando parecchi grattacapi al Ministero degli Interni.

Ad inizio febbraio il New Times ha pubblicato un articolo dal titolo “Gli schiavi dell’unità OMON” (acronimo che indica le forze speciali del Ministero), in cui alcuni agenti raccontavano la corruzione nel reparto e i guadagni illegali dei propri superiori.

Il giorno successivo le forze speciali si sono rivolte in tribunale dichiarando l’ articolo lesivo dell’ onore e della dignità del corpo.

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Chi fa le notizie? Su tre solo una è donna

di Redazione | 12 marzo 2010 

Le donne hanno invece un ruolo paritario nel presentare le notizie alla TV o alla radio – Quanto alle notizie diffuse, solo il 16% hanno come soggetto la componente femminile – I risultati preliminari di “Who makes the news?”, un Rapporto del Global Media Monitoring che sarà pronto in settembre

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Le donne hanno un ruolo paritario nel presentare le notizie alla TV o alla radio, tendono invece ad avere un ruolo subalterno nella produzione delle notizie: nella TV la componente di notizie prodotte dalle donne è del 44%, nella radio del 27%, nei giornali del 35%.

Quanto agli argomenti trattati, politica, economia e cronaca nera sono i temi più appannaggio di giornalisti maschi. Su questo tipo di notizie le donne hanno un ruolo attivo in percentuali comprese tra il 30 e il 36 per cento.

Ne dà notizia un articolo di Piero Macri sull’ Osservatorio europeo di giornalismo a proposito dei risultati preliminari del rapporto pubblicato dal Global Media Monitoring Report (GMMP), Who Makes the News*.

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Trattato antipirateria: l’ Europarlamento impone trasparenza

di Redazione | 12 marzo 2010 

Acta2

Approva a grandissima maggioranza una risoluzione in cui si chiede ai negoziatori della Commissione e dei Paesi membri di rendere pubblici i contenuti del Trattato e di bloccare le trattative fino a quando non venga fatta piena chiarezza – I negoziati sono andati avanti finora nella massima segretezza – Dalle indiscrezioni trapelate, però, sembrerebbe che il trattato punterebbe a imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore: per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni compiute dai loro utenti

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La fronda degli eurodeputati si è finalmente concretizzata in un voto con cui, a stragrande maggioranza (633 contro 13), si chiede che il contenuto di ACTA – il famigerato Trattato contro la contraffazione – sia reso pubblico. Il documento approvato ieri chiede anzi che le trattative (l’ ultima tornata si è svolta in Messico qualche settimana fa; vedi Lsdi, Acta un documento segreto) vengano sospese fino a quando il contenuto di Acta non venga reso noto pubblicamente.

Secondo molti osservatori il trattato punterebbe a imporre un accordo ‘’volontario’’ fra i fornitori di accesso a internet e i titolari dei diritti per combattere in maniera extra-giudiziaria le violazioni al diritto d’ autore attraverso una risposta graduata e un filtraggio oppure la soppressione automatizzata dei contenuti. Per forzare gli operatori ad accedere a tali restrizioni, ACTA li renderebbe responsabili delle violazioni al diritto d’ autore compiuto dai loro utenti.

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Cina: più studio delle teorie marxiste dell’ informazione per diventare buoni giornalisti

di Redazione | 11 marzo 2010 

La Cina rafforzerà i requisiti necessari per diventare giornalisti lanciando un nuovo sistema di certificazione, che includerà una formazione specifica nelle teorie marxiste e comuniste dell’ informazione. Lo ha detto un rappresentante del governo cinese, Li Dongdong, direttrice dell’ Amministrazione generale per la stampa e l’ editoria, citando ‘’problemi con l’ attuale sistema di formazione’’.

La signora Li, secondo l’ Associated Press, ha spiegato al South China Morning Post che alcuni cronisti starebbero macchiando il buon nome del giornalismo cinese per mancanza di un adeguato training. L’ esponente governativa non avrebbe però fatto esempi specifici.

Il nuovo sistema di qualificazione, secondo Li, dovrebbe assicurare che tutti i giornalisti imparino le teorie socialiste e marxiste del giornalismo e dell’ etica dei media.

“I compagni che stanno per andare a lavorare sul fronte del giornalismo devono imparare le teorie del socialismo cinese e imparare l’ analisi di Marx sull’ informazione, oltre all’ etica del giornalismo e alla disciplina del Partito comunista sull’ informazione e la propaganda”

Le teorie comuniste del giornalismo – secondo l’ AP – sostengono che i media devono servire la leadership comunista e non indebolirne le iniziative.

Youcapital.it : parte la prima piattaforma italiana per il giornalismo finanziato dal basso

di Redazione | 10 marzo 2010 

YouCapital

La piattaforma di crowdfunding journalism è partita oggi con il primo progetto, presentato da Antonella Beccaria – L’ obbiettivo è analizzare “La strategia della tensione tra Belgio e Italia” – Youcapital intende consentire a giornalisti ed operatori del settore di pubblicare progetti, raccogliere adesioni e sostegno, ma soprattutto il finanziamento proveniente da donazioni ed erogazioni liberali, secondo il modello analogo già sperimentato con successo negli Stati Uniti da Spot.Us

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“La strategia della tensione tra Belgio e Italia”.  E’ il tema del progetto di inchiesta giornalistica con cui parte oggi Youcapital.it, la prima piattaforma italiana per il crowdfunding nel mondo del giornalismo e dell’ informazione.

You-capital, una struttura non- profit, è stato realizzato dall’ Associazione Culturale Pulitzer, che ha l’ obiettivo di promuovere strumenti e attività a sostegno della progettualità individuale e di gruppo, nel mondo del giornalismo, dell’ informazione e della comunicazione.

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Requiem per i fotogiornalisti in UK: addio copyright e rischi per gli scatti nei luoghi pubblici?

di Redazione | 6 marzo 2010 

Requiem

Un disegno di legge del ministro Mandelson prevede che per conservare i diritti sulle proprie immagini il fotografo debba registrarle presso una apposita Agenzia, altrimenti scatterà il cosiddetto  “orphan work”. Le immagini potranno essere rubate e usate dovunque e da chiunque, dando per scontato che il “ladro” cercherà di fare il minimo sforzo per trovare il vero autore delle foto – Intanto l’ Information Commissioner’s Office (ICO) sostiene che una fotografia scattata in luogo pubblico possa contenere dei “dati privati” e un orientamento in questo senso potrebbe stravolgere completamente il lavoro del fotogiornalista dando una carta straordinaria nelle mani di politici disonesti e pubblici ufficiali corrotti

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Monta nel Regno Unito l’ allarme dei fotogiornalisti per due diversi provvedimenti governativi che si profilano all’ orizzonte e che potrebbero radicalmente modificare il quadro della professione. In peggio naturalmente.

1 - I fotografi perderanno la protezione del copyright sul loro lavoro?

Questa allarmante e offensiva proposta – commenta Philip Dunn* sull’ Online Journalism Blog, invitando i colleghi alla mobilitazione -  diventerà legge dello Stato (in UK) se passerà il Digital Economy Bill, che attualmente è in discussione in Parlamento. La legge è sponsorizzata da un ministro non eletto, Lord Peter Mandelson, primo Segretario di Stato e responsabile per l’ innovazione e le professioni, uno dei principali esponenti del New Labour.

Ecco, spiega Dunn, come la legge colpirà il copyright:

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“IdeaTRE60″, un social media italiano

di Redazione | 6 marzo 2010 

IdeaTre60

Si chiama  ideaTRE60  ed è stato definito “il primo social media italiano’’. Creato dalla Fondazione Italiana Accenture, e presentato nei giorni scorsi a Milano, IdeaTRE60 è “dedicato allo sviluppo dell’ innovazione a favore della collettività attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate’’.

 
La nuova piattaforma – spiega BitCity  - “è il primo open network di comunicazione sociale a disposizione di singoli individui, aziende, università, fondazioni, associazioni, enti, istituzioni e qualunque altra organizzazione, pubblica o privata, che si propone di generare un flusso di idee nuove, realizzabili e dedicate al progresso comune”.

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Come misurare l’ orientamento politico dei giornali (in Usa)

di Redazione | 5 marzo 2010 

giornali

Due docenti di economia dell’ Università di Chicago hanno messo a punto un metodo  matematico-statistico per definire il taglio politico dei quotidiani individuando al loro interno la frequenza di alcune espressioni chiave utilizzate prevalentemente dai vari partiti nel dibattito pubblico – Scarsa l’ influenza degli editori, mentre sembra pesare molto l’ orientamento prevalente dei cittadini delle zone di diffusione- A una prima approssimazione, secondo i due ricercatori, i giornali Usa danno ai loro lettori quello che i lettori vogliono: perché, alla fine, l’ obbiettivo è massimizzare i profitti

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Due docenti della University of Chicago, i professori Matthew Gentzkow e Jesse Shapiro hanno messo a punto un sistema di misurazione matematica dell’ orientamento politico-ideologico dei quotidiani individuando al loro interno la frequenza di alcune espressioni chiave utilizzate prevalentemente dai vari partiti.

Lo studio – spiega James Hamilton su Econbrowser – risale al novembre scorso ed è circolato su carta fino a pochi giorni fa quando è stato pubblicato sull’ ultimo numero dell’ edizione online di ‘’Econometrica’’, una rivista della Società di Econometria dell’ università di Chicago.

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