Archivio di La pubblicità

Vendite sotto i 5 milioni (come nel 1939) per i quotidiani italiani

di Redazione | 24 giugno 2010 

Ifra-Italia

Nel 2009 la diffusione dei quotidiani è scesa al di sotto dei 5 milioni di copie giornaliere, cioè ai livelli del 1939, quando l’Italia era un paese prevalentemente rurale.

Il dato emerge dal “Rapporto 2010 sull’industria italiana dei quotidiani”, elaborato dall’Osservatorio Tecnico per i Quotidiani e le Agenzie di informazione “Carlo Lombardi”, che nei prossimi giorni verrà diffuso in forma completa, ma le cui linee sono state presentate in occasione della della XIII edizione di WAN-IFRA Italia, la conferenza internazionale per l’industria dell’editoria e della stampa quotidiana, organizzata da WAN-IFRA, in collaborazione con FIEG e ASIG, e dedicata alla stampa industriale e alle nuove frontiere della stampa digitale.

Gli investimenti pubblicitari sui quotidiani nel 2009 – anticipa Key4biz.it – sono diminuiti del 16%. Dal 2000 al 2009 – sottolinea il Rapporto – la stampa quotidiana ha perso il 40% del fatturato pubblicitario, mentre i ricavi complessivi, nello stesso periodo, sono scesi del 20%.

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Giornali: previsioni nere in Usa, ricavi in calo anche nel 2012

di Redazione | 16 giugno 2010 

Pricewater

La pubblicità e gli abbonamenti per i quotidiani Usa continueranno a calare anche nel 2012. Lo sostiene una nuova analisi realizzata da PricewaterhouseCoopers.

L’ analisi – spiega l’ AP – indica che i quotidiani si troveranno a dover affrontare nuove sofferenze dopo aver passato gli ultimi due anni a tagliare furiosamente i costi per cercare di tenere testa alla riduzione dei ricavi.

“Stiamo ancora continuando ad assistere alla costante migrazione di lettori verso internet”, commenta in una intervista Bob Barrette, uno dei soci di PricewaterhouseCoopers. E, anche se sui siti online dei giornali la pubblicità continua a crescere, queste inserzioni vengono pagate molto meno di quelle sulle edizioni cartacee.

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Brand e utenti: quale interazione sui social network?

di Redazione | 15 giugno 2010 

BrandI consumatori sono inclini a stabilire una relazione con i brand. È quanto emerge da alcuni studi pubblicati da eMarketer. Se si pensa che nei soli Stati Uniti il 57,5% degli utenti di Internet (127 milioni di persone) utilizzerà un social network nel corso del 2010, il bacino di utenza delle aziende si fa davvero interessante.
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(a cura di Andrea Fama)

Negli USA l’utenza dei social network ha oggi raggiunto un punto di massa critica. Secondo le stime di eMarketer, nel corso del 2010 il 57,5% degli utenti internet statunitensi (pari a 127 milioni di persone) utilizzerà un social network almeno una volta al mese. Entro il 2014 la percentuale salirà a circa due terzi.

Gli operatori di mercato hanno inseguito per anni una simile utenza, ma la questione rimane: gli utenti notano le loro manovre di avvicinamento? E gli importa qualcosa?

“Coloro che pensano che gli utenti dei social network siano troppo presi dalle attività con i propri amici online per notare l’azione dei ‘marchettari’ devono ricredersi”, sostiene Debra Aho Williamson, analista senior di eMarketer e autrice dello studio Brand Interactions on Social Networks. “”Le interazioni create dai brand sono reali, hanno un valore ed un margine di crescita”.

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Pubblicità: continua a crescere la quota dell’ online in Europa

di Redazione | 10 giugno 2010 

Iab Secondo un recente rapporto anche l’ e-advertising è stata toccata dalla crisi, ma leggermente, registrando “solo” un +4% di incremento – Nel Regno unito ha raggiunto una quota di mercato del 30%, contro il 18-19% di media dei 23 paesi europei presi in esame

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Nonostante il rallentamento generale, la quota della pubblicità online sul totale del mercato pubblicitario ha continuato a crescere in modo significativo in tutta Europa. Nel Regno Unito, internet detiene la fetta più grande e si attesta sul 30%, a seguire, i paesi Nordici (Svezia, Norvegia, Danimarca, Finlandia), con una quota tra il 20% e il 25%. Francia e Germania sono invece in linea con la media Europea del 18-19%.

Sono dati dell’ ultimo Rapporto annuale sull’ advertising online in Europa elaborato dagli dagli analisti della società di ricerca Screen Digest e diffusi da IAB Europe, associazione internazionale dedicata allo sviluppo della comunicazione pubblicitaria.

Ventitre i paesi presi in esame – spiega IAB Italia -, dai mercati più evoluti dell’Europa nord-occidentale a quelli emergenti di Sud e Est Europa, ai nuovi e per la prima volta inseriti nel rapporto 2009, Russia, Bulgaria, Svizzera e Slovacchia.

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Le PR il futuro del Giornalismo? Qualcuno dice ‘forse’

di Redazione | 4 giugno 2010 

Pubbliche-relazioniIl matrimonio fra giornalismo e pubbliche relazioni, che qualcuno auspica, riuscirebbe forse ad alleviare qualche problema economico, ma  potrebbe avere delle conseguenze tragiche straordinarie sulla correttezza e l’ autonomia del giornalismo – Un articolo dell’ Independent

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Qualcuno sta cominciando a pensare che le agenzie di pubbliche relazioni potrebbero diventare in futuro una nuova, inattesa fonte giornalistica. Un articolo sull’ Independent di ieri delinea l’ ipotesi che le grosse agenzie di PR stiano lavorando a una nuova strategia che vede grossi nomi del giornalismo strappati al loro mestiere e messi in posizioni chiave nelle agenzie di relazioni pubbliche.

L’ articolo – segnala Editorsweblog – cita in particolare l’ assunzione da parte di Edelman, una grossa azienda Usa di pubbliche relazioni, di Richard Sambrook, ex capo redattore di BBC News, nella posizione di responsabile della sezione contenuti. E sottolinea l’ arrivo di Stefan Stern al Financial Times come nuovo capo della strategia della testata.

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Informazione locale e pubblicità: la grande sfida di Yahoo ai quotidiani

di Redazione | 4 giugno 2010 

Yahoo2Alan D. Mutter, su Reflections of a Newsosaur, analizza i segnali secondo cui il grande portale sarebbe pronto a produrre dei siti web locali da riempire con contenuti originali in grado di competere con quelli dei giornali, lanciando una sfida particolare alle centinaia di editori che attualmente vendono pubblicità per il potente portale attraverso il Newspaper Consortium – L’ acquisto di Associated Content una tappa chiave delle scorrerie nell’ informazione locale che il gigante del web si appresta a lanciare

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Yahoo signals major challenge to newspapers
(di Alan D. Mutter
da Reflections of a Newsosaur)

Yahoo sembra fortemente intenzionto a produrre dei siti web locali da riempire con contenuti originali in grado di competere con i giornali, lanciando una sfida particolare alle centinaia di editori che attualmente vendono pubblicità per il potente portale.

L’ intenzione di puntare in prima persona verso il settore degli spot pubblicitari tanto apprezzati dagli editori era venuta alla luce il mese scorso, quando Yahoo aveva annunciato l’ acquisto di Associated Content per 100 milioni di dollari, dando accesso a qualcosa come 380.000 persone che aspirano a scrivere articoli, fare foto o produrre video dietro compensi che partono da un minimo di 2 dollari a prodotto.

Fonti interne al mondo di Silicon Valley sostengono che una buona parte di questi materiali verranno utilizzati per coprire l’ Informazione locale nella speranza di riuscire a raccogliere una audience sempre più ampia per le inserzioni pubblicitarie ‘premium’ che Yahoo vende attraverso il ricchissimo database che ha accumulato col passare degli anni.

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Pubblicità: dal 2005 i giornali Usa hanno perso metà dei ricavi su carta

di Redazione | 29 maggio 2010 

Pubblicità1

Nel primo trimestre di quest’ anno la pubblicità sul cartaceo è calata dell’ 11,4% (contro il 29,7% dello stesso periodo del 2009), ma il fatturato è solo di 5,2 miliardi di dollari, contro i 10,3 miliardi dello stesso periodo del 2005 – Il fatturato nell’ online è invece cresciuto del 4,9%

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Newspapers now have lost half of core sales

di Alan D. Mutter
(da Reflections of a Newsosaur)

Il declino della pubblicità sui giornali si sarà pure attutito nel primo trimestre di quest’ anno, ma il settore esce da questo periodo con meno della metà dei ricavi di base che aveva nello stesso periodo del 2005.

I ricavi pubblicitari nel settore sono calati dell’ 11,4% nei primi tre mesi del 2010, raggiungendo i 5,2 miliardi di dollari, secondo i dati appena diffusi dalla Newspaper Association of America. Ma comparando questo dato con i 10,3 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2005 si ottiene una perdita del 55,3%.

Anche se il calo delle vendite di inserzioni è risultato meno severo rispetto al 29,7% dello stesso periodo dell’ anno scorso, tuttavia si tratta del terzo peggior risultato trimestrale da segnare sul libro nero.

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Pubblicità: Usa, torna la ripresa ma non nella carta stampata

di Redazione | 28 maggio 2010 

AdvertisingGli investimenti pubblicitari negli Stati Uniti sono cresciuti del 5,1% nel primo trimestre di quest’ anno rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso, ma la crescita non ha toccato la carta stampata, che continua a mostrare prevalentemente segni di declino.

Secondo l’ analisi, realizzata per Kantar Media, il fatturato pubblicitario è cresciuto in 13 dei 19 settori editoriali analizzati, raggiungendo il tetto del 22% di incremento nel campo degli spot televisivi.

Complessivamente i ricavi del settore nel primo trimestre 2010 ammontano a 1,5 miliardi di dollari.

Nel settore della carta stampata, i ricavi dei giornali locali sono calati del 5,6% (per i giornali nazionali il dato parla di un +9,1% ma solo perché, secondo  Followthemedia, il Wall Street Journal ha messo insieme anche i dati dell’ online). Le riviste registrano ancora un declino, con la strana eccezione dei giornali della domenica in cui le inserzioni sono aumentate del 13,7%.

La pubblicità su internet è cresciuta del 5%.

Sul piano degli inserzionisti, i dati dimostrano, in particolare, una forte ripresa dell’ industria automobilistica, con la General Motors, che ha investito nel trimestre 118,2 milioni di dollari (il 28,5% in più rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso). Al secondo posto la Procter & Gamble, che ha investito 116,1 milioni di dollari(+17.7%).

Time va su Facebook e cerca di monetizzarlo

di Redazione | 22 maggio 2010 

Time

Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Tradotto in termini editoriali: se il lettore non va al giornale, è il giornale che deve andare al lettore.

E questo è quanto Time sta cercando di realizzare su Facebook in collaborazione con Alvenda, una società americana che sviluppa applicazioni di commercio elettronico.

Lo racconta l’ European Journalism Observatory, spiegando:

L’ idea consiste nel creare uno spazio editoriale direttamente all’interno di Facebook. Obiettivo è consentire la lettura dei contenuti e relativa pubblicità “onsite” senza, quindi, essere trasferiti al sito originario del prodotto editoriale e, al contempo, proporre la sottoscrizione di un abbonamento. In definitiva trovare il il modo di monetizzare la presenza su Facebook, facendo diventare quest’ultimo un possibile vettore di abbonamenti e ricavi pubblicitari.

Giornalismo partecipativo: un magazine in 48 ore, dalla progettazione alle edicole

di Redazione | 20 maggio 2010 

48HRSi chiama 48HR, come il suo ciclo di produzione, la nuova rivista di giornalismo partecipativo che sta per essere lanciata nelle edicole di San Francisco  –  24 ore per far arrivare in redazione, via online, articoli, commenti, illustrazioni, foto, e altre 24 ore per scegliere i materiali, confezionare il numero e mandarlo in stampa

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Si chiama 48H – 48 ore, come il suo ciclo di produzione – il nuovo magazine partecipativo che sta per essere lanciato nelle edicole di San Francisco (California).

La rivista è frutto di un nuovo e curioso esperimento editoriale. Il giornale verrà fatto in 48 ore, ogni volta su un tema diverso: 24 ore per far arrivare in redazione articolli, commenti, foto, ecc. E altre 24 ore per fare il lavoro di scelta dei materiali e confezionare in numero da mandare in stampa.

Il numero zero è stato dedicato al tema dell’ Hustle: un termine dai diversi campi semantici, che vanno dall’ hip hop alle riviste erotiche, dalle convulsioni delle folle alla lotta…

Dal pomeriggio del 7 maggio a quello del 9, un intero week-end, la redazione ha lavorato per trasformare 1502 contributi provenienti da ogni parte del mondo – racconta il sito del giornale – in un lavoro corale, armonizzando tutto intorno allo stesso tema: la truffa.

E così 48HR Magazine ha presentato 60 pagine “realizzate da scrittori ed artisti dei vostri giornali preferiti e da nuovi talenti che per ora non sono riusciti ancora a pubblicare, curati dai migliori redattori in circolazione”. E’ sicuro, dice la redazione, “non potremo non piacervi”.