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Redazione | 16 marzo 2010
Da settembre ad ora il fondo ideato da Arianna Huffington e finanziato da diverse Fondazioni Usa ha realizzato 50 inchieste, dedicate in gran parte a questioni bancarie e alla riforma dell’ assistenza sanitaria – Polemiche e accuse
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Il Fondo per il giornalismo investigativo dell’ Huffington Post, lanciato da Ariana Huffington nel settembre scorso, ha prodotto finora 50 articoli.
Nick Penniman, il direttore esecutivo del fondo, ha calcolato che la Redazione, composta da nove persone, ha curato la pubblicazione fra i tre e i cinque servizi alla settimana. Alcuni di essi sono molto approfonditi, e hanno richiesto molte settimane di ricerche, mentre altri sono articoli più immediati e meno impegnativi.
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Redazione | 12 marzo 2010
Le donne hanno invece un ruolo paritario nel presentare le notizie alla TV o alla radio – Quanto alle notizie diffuse, solo il 16% hanno come soggetto la componente femminile – I risultati preliminari di “Who makes the news?”, un Rapporto del Global Media Monitoring che sarà pronto in settembre
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Le donne hanno un ruolo paritario nel presentare le notizie alla TV o alla radio, tendono invece ad avere un ruolo subalterno nella produzione delle notizie: nella TV la componente di notizie prodotte dalle donne è del 44%, nella radio del 27%, nei giornali del 35%.
Quanto agli argomenti trattati, politica, economia e cronaca nera sono i temi più appannaggio di giornalisti maschi. Su questo tipo di notizie le donne hanno un ruolo attivo in percentuali comprese tra il 30 e il 36 per cento.
Ne dà notizia un articolo di Piero Macri sull’ Osservatorio europeo di giornalismo a proposito dei risultati preliminari del rapporto pubblicato dal Global Media Monitoring Report (GMMP), Who Makes the News*.
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Redazione | 12 marzo 2010

Un gruppo di studenti di giornalismo alla Facoltà parigina di Scienze Politiche ha lanciato un blog che, per tre anni, dovrebbe raccogliere una serie di reportage su quello che accade a Parigi alle 2 e 27 di notte. E il blog è stato chiamato infatti 2h27.fr.
“ Nell’ ambito di un corso di multimedialità con Philippe Couve – spiegano i dieci autori del blog – abbiamo deciso di esplorare la notte parigina. Quella che si conosce poco: la metropolitana non funziona, i bar abbassano i bandoni e le strade sono deserte.
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Redazione | 11 marzo 2010

Il comportamento dei cittadini di una determinata comunità in occasione di qualche evento particolare si può illustrare anche con i grafici e in particolare, in questo caso, con una tabella relativa al consumo di acqua che ha un impatto visuale fortissimo e di estrema sintesi.
E’ quello che ha fatto Patspaper utilizzando i dati diffusi dalla EPCOR, l’ azienda di distribuzione dell’ acqua di Edmonton, in Canada.
La EPCOR ha pubblicato questo grafico sull’ andamento dei consumi il 27 febbraio, giorno normale, e il 28 febbraio, giorno in cui era in programma la finale olimpica di hockey su ghiaccio, di cui i canadesi sono superappassionati. In occasione della partita i consumi sono nettamente calati, con punte di netta ripresa durante gli intervalli della partita e un vistoso picco subito dopo la vittoria del Canada e la cerimonia di consegna della medaglia d’ oro.
A conferma che la stima di un 80% di canadesi incollati davanti alla tv a vedere la finale non era affatto azzardata.
(via ChartPorn)
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Redazione | 11 marzo 2010

La Cina rafforzerà i requisiti necessari per diventare giornalisti lanciando un nuovo sistema di certificazione, che includerà una formazione specifica nelle teorie marxiste e comuniste dell’ informazione. Lo ha detto un rappresentante del governo cinese, Li Dongdong, direttrice dell’ Amministrazione generale per la stampa e l’ editoria, citando ‘’problemi con l’ attuale sistema di formazione’’.
La signora Li, secondo l’ Associated Press, ha spiegato al South China Morning Post che alcuni cronisti starebbero macchiando il buon nome del giornalismo cinese per mancanza di un adeguato training. L’ esponente governativa non avrebbe però fatto esempi specifici.
Il nuovo sistema di qualificazione, secondo Li, dovrebbe assicurare che tutti i giornalisti imparino le teorie socialiste e marxiste del giornalismo e dell’ etica dei media.
“I compagni che stanno per andare a lavorare sul fronte del giornalismo devono imparare le teorie del socialismo cinese e imparare l’ analisi di Marx sull’ informazione, oltre all’ etica del giornalismo e alla disciplina del Partito comunista sull’ informazione e la propaganda”
Le teorie comuniste del giornalismo – secondo l’ AP – sostengono che i media devono servire la leadership comunista e non indebolirne le iniziative.
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Redazione | 10 marzo 2010

La piattaforma di crowdfunding journalism è partita oggi con il primo progetto, presentato da Antonella Beccaria – L’ obbiettivo è analizzare “La strategia della tensione tra Belgio e Italia” – Youcapital intende consentire a giornalisti ed operatori del settore di pubblicare progetti, raccogliere adesioni e sostegno, ma soprattutto il finanziamento proveniente da donazioni ed erogazioni liberali, secondo il modello analogo già sperimentato con successo negli Stati Uniti da Spot.Us
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“La strategia della tensione tra Belgio e Italia”. E’ il tema del progetto di inchiesta giornalistica con cui parte oggi Youcapital.it, la prima piattaforma italiana per il crowdfunding nel mondo del giornalismo e dell’ informazione.
You-capital, una struttura non- profit, è stato realizzato dall’ Associazione Culturale Pulitzer, che ha l’ obiettivo di promuovere strumenti e attività a sostegno della progettualità individuale e di gruppo, nel mondo del giornalismo, dell’ informazione e della comunicazione.
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Redazione | 8 marzo 2010
Lettera aperta a Federazione della stampa e Ordine – Decine di fotografi delle varie regioni d’Italia che si sono trovati senza lavoro o con compensi quasi nulli - Nel settore imperversano ingaggi di ogni genere ma nessun contratto di lavoro giornalistico – Coinvolti anche i direttori dei principali quotidiani – Si protesta anche rinunciando allo scatto delle foto per distribuire volantini di denuncia
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“Una severa verifica sulla legittimità della natura dei rapporti di lavoro che legano i fotoreporter alle agenzie fotografiche e le stesse agenzie agli editori”: questa è la richiesta al centro di una lettera aperta inviata alla Federazione Nazionale della stampa (il sindacato dei giornalisti italiani) e all’ Ordine dei giornalisti da svariate decine di fotoreporter di un po’ tutta Italia.
L’ iniziativa – spiega una nota del Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell’informazione visiva, che fa capo all’ Associazione lombarda dei giornalisti – parte da un tam tam spontaneo lanciato pochi giorni fa in internet da un gruppo di fotocronisti quasi senza lavoro e stanchi di vedere i propri compensi sempre più in discesa e ormai sottocosto.
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Redazione | 6 marzo 2010

Un disegno di legge del ministro Mandelson prevede che per conservare i diritti sulle proprie immagini il fotografo debba registrarle presso una apposita Agenzia, altrimenti scatterà il cosiddetto “orphan work”. Le immagini potranno essere rubate e usate dovunque e da chiunque, dando per scontato che il “ladro” cercherà di fare il minimo sforzo per trovare il vero autore delle foto – Intanto l’ Information Commissioner’s Office (ICO) sostiene che una fotografia scattata in luogo pubblico possa contenere dei “dati privati” e un orientamento in questo senso potrebbe stravolgere completamente il lavoro del fotogiornalista dando una carta straordinaria nelle mani di politici disonesti e pubblici ufficiali corrotti
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Monta nel Regno Unito l’ allarme dei fotogiornalisti per due diversi provvedimenti governativi che si profilano all’ orizzonte e che potrebbero radicalmente modificare il quadro della professione. In peggio naturalmente.
1 - I fotografi perderanno la protezione del copyright sul loro lavoro?
Questa allarmante e offensiva proposta – commenta Philip Dunn* sull’ Online Journalism Blog, invitando i colleghi alla mobilitazione - diventerà legge dello Stato (in UK) se passerà il Digital Economy Bill, che attualmente è in discussione in Parlamento. La legge è sponsorizzata da un ministro non eletto, Lord Peter Mandelson, primo Segretario di Stato e responsabile per l’ innovazione e le professioni, uno dei principali esponenti del New Labour.
Ecco, spiega Dunn, come la legge colpirà il copyright:
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Redazione | 6 marzo 2010
La sfida della velocità, la progressiva opacità delle fonti primarie delle notizie sulla Rete e una pratica culturale che vede l’ informazione come una risorsa duplicabile in maniera ‘’naturale’’ – La vicenda del redattore del New York Times costretto alle dimissioni per plagio – L’ organizzazione del lavoro prevedeva una produzione settimanale di almeno 7 mila parole, equivalente a circa 50 mila caratteri, e “imponeva di rispondere in tempi stretti a una storia proposta su un altro giornale concorrente”
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I ritmi infernali del lavoro giornalistico online, la sfida della velocità, la progressiva opacità delle fonti primarie delle notizie sulla Rete e una cultura che vede l’ informazione come una risorsa duplicabile in maniera ‘’naturale’’.
Si è parlato molto in questi giorni di Zachery Kouwe, il giovane giornalista economico del New York Times che è stato costretto alle dimissioni per avere utilizzato impropriamente e ripetutamente contenuti del WSJ, della Reuters e altre fonti informative senza nemmeno citarle. Ma poco si è detto sullo sfondo di quel comportamento.
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Redazione | 4 marzo 2010
Un manuale elaborato da due giornalisti e docenti Usa cerca di insegnare come applicare concretamente il Freedom of information act (FOIA), contro cui, nonostante la legge, molti cronisti e cittadini americani continuano a sbattore il muso
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Oltre ad avere il FOIA, gli americani hanno ora anche un manuale per imparare l’ arte di usarlo. Perché molto spesso, nonostante la legge, molti cittadini ci sbattono contro.
Due giornalisti e docenti universitari Usa - David Cuillier, della University of Arizona, e Charles Davis, della University of Missouri – hanno appena pubblicato, con CQPress, ‘’The Art of Access: Strategies for Acquiring Public Records’’, una guida in piena regola per imparare l’ Arte dell’ accesso.
‘’Riuscire ad ottenere i dati e gli atti che si cercano è un’ arte – spiega una nota dell’ editore -, una capacità che richiede un approccio organizzato ed una buona conoscenza del comportamento umano’’.
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