Fotogiornalismo

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta

23 ottobre 2011
Amedeo Lo scatto che racconta: è intitolata così una mostra sul lavoro fotogiornalistico di Amedeo Vergani, uno dei fondatori di Lsdi, morto la notte del primo maggio 2010 nella sua casa di Merone, nel cuore della Brianza. La mostra si apre sabato prossimo (29 ottobre) nelle sale del Palazzo Civico ‘’Zaffiro Isacco’’, a Merone, e resterà aperta fino al 6 novembre. Sono foto di viaggio soprattutto, scatti che raccontano quello che a volte le parole non riescono a raccontare. Il grande fotogiornalismo. (continua...)

Fotogiornalismo: il confine etico dell’ uso della camera oscura digitale

15 settembre 2011
Fotogiornalismo2Un fotogiornalista danese è stato escluso da uno dei principali premi mondiali per aver esagerato nei ritocchi ai colori e al contrasto di tre scatti di un reportage su Haiti – Un fotografo  italiano, Matteo Bazzi, riprende questo episodio pe riproporre in un breve saggio il problema sull ‘’veridicità della fotografia e  la legittimità della manipolazione digitale’’, invitando ad essere vigili perché l’ utilizzo delle tecniche di manipolazione digitale ci ricorda che è facile alterare la realtà’’ e ha ‘’inevitabilmente conseguenze sul modo in cui rappresentiamo e percepiamo il mondo” ---------- I confini etici nella pratica della camera oscura digitale: un problema che ricorre ciclicamente e che è ora al centro di un breve saggio realizzato da Matteo Bazzi, giornalista professionista, fotoreporter milanese dell’ Ansa, pubblicato integralmente da Pino Bruno sul suo blog e corredato da una interessante serie di confronti fotografici. Bazzi prende spunto dall’ eclusione di un fotografo danese, Klaus Bo Christensen,  dall’ edizione 2009 del Premio nazionale “Picture of the Year”  organizzato dalla più antica associazione  di fotogiornalisti del mondo, la Presse Fotograf Forbundet. Esclusione che la giuria ha deciso ritenendo ‘’esagerati i ritocchi alle caratteristiche cromatiche e

Uk: forti pressioni della polizia anche sui media tradizionali

31 agosto 2011
Riots Dopo i social network, la polizia preme anche sulle testate giornalistiche  per ottenere il materiale raccolto durante gli scontri - Giornali ed emittenti non vogliono passare per il ‘braccio probatorio’ delle forze dell’ ordine e annunciano battaglia – La BBC in particolare ha fatto sapere che non consegnerà alcun materiale se non dietro ordine del tribunale. “Per noi si tratta di una questione di principio” ----- (a.f) - Oltre alla volontà di controllare i social network, la Metropolitan Police inglese sta premendo affinché giornali ed emittenti, inclusi Sky News e il Guardian, consegnino alle autorità tutti i video e le fotografie relative alle recenti rivolte londinesi. Lo racconta lo stesso Guardian, spiegando che ITN (che produce ITV News e Channel 4 News), il Times e anche la BBC sono tra le testate che resistono alle pressioni di Scotland Yard, volte ad ottenere il materiale che “potrebbe mostrare il perpetrarsi del crimine”. Le autorità si sono mosse sulla scorta dell’appello del Premier David Cameron ad una maggiore assunzione di  "responsibilità" da parte dei media, cui è stato

Fotogiornalismo: il caso DSK, le immagini come strumenti di rappresentazione allegorica

25 agosto 2011
DskSu Culturevisuelle un’ analisi delle foto utilizzate a commento della vicenda dell’ ex direttore del Fmi mostra come la scelta delle immagini corrisponda sempre in modo preciso – e a volte sottile – alle opzioni editoriali e alle scelte ‘narrative’ e diventi quindi uno strumento di pura illustrazione invece che di documentazione dell’ attualità- In questo caso l' AFP, che difende la tradizione del fotogiornalismo, viene sorpresa, in piena flagranza, con le dita nella marmellata dell’ illustrazione ------ Si può far dire quello che si vuole a una copertina? Secondo alcuni i tentativi di decrittaggio dei messaggi visuali sarebbero degli esercizi del tutto vani. Come tutti sanno, le fotografie non fanno che riflettere in assoluta trasparenza la visione dell’ attualità. Ma una sintesi per immagini della vicenda Strauss-Kahn a partire dal 14 maggio procura una sensazione del tutto differente (qui sopra), commenta André Gunthert su Culturevisuelle. E per quanto si ampliasse il numero delle foto non si annullerebbe l’ impressione che la scelta delle immagini corrisponda sempre in modo preciso – e a volte sottile – alle opzioni editoriali e alle scelte ‘narrative’. Quello di mostrare un

Fotogiornalismo: la multimedialità è una grande frontiera, ma per ora è ancora la foto che scandisce la Storia

14 aprile 2011
[caption id="attachment_7710" align="alignleft" width="300" caption="(foto di Mustafa Najafizada/Ap; da http://lens.blogs.nytimes.com)"](foto di Mustafa Najafizada/Ap; da http://lens.blogs.nytimes.com)[/caption] ‘’La multimedialità è ricca di sviluppi e potenzialità, se accortamente usata e finanziata, ma non bisogna confondere la tv con il web: quello che con la prima funziona non è detto che sia immediatamente applicabile a questo. Basti pensare alla soglia di attenzione:  un documentario di mezz'ora va bene su un canale tv, di certo non si può pensare allo stesso prodotto sul web dove, dopo i tre/quattro minuti già ci si stanca e si perde la concentrazione. Ergo, quel che va sul web va prodotto per il web (o quantomeno fortemente editato per esso)’’. Marco Vacca, vicepresidente dell’ Associazione italiana giornalisti dell' immagine, ha affidato a Fotografia&informazione una interessante riflessione sul peso e lo ‘’spessore’’ delle immagini, attraverso un confronto fra video e fotografie. Ne riprendiamo qui alcuni passaggi chiave. (continua...)

Fotogiornalismo: decolla il crowdfunding con Emphas.is

3 aprile 2011
CDR01147CHN Uno dei progetti per cui il sito aveva proposto il finanziamento, messo a punto da una nota fotografa americana, Carolyn Drake, ha raccolto in soli 23 giorni oltre 8.000 dollari( da 64 sostenitori), contro i 7.700 che erano stati chiesti – La fotogiornalista tornerà fra gli Uiguri dopo quattro anni per testimoniare le ultime fasi della storia di una popolazione che le autorità cinesi hanno deciso di cancellare a tutti i costi – Gli altri progetti ----- Carolyn Drake, notissima fotografa americana, si è affidata al crowdfunding per realizzare un nuovo reportage sugli Uiguri, un'etnia turcofona di religione mussulmana  che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang. Il suo progetto, accolto e lanciato da Emphas.is, una piattaforma di finanziamento collettivo di progetti fotogiornalistici diventato operativo all’ inizio di quest’ anno,  ha raccolto in soli 23 giorni oltre 8.000 dollari, con donazioni arrivate da 64 sostenitori, contro i 7.700 dollari che erano stati chiesti come base di partenza e con 18 giorni di anticipo sui tempi ipotizzati. (continua...)

Fotogiornalismo: fede e riti in Sicilia, prima mostra postuma dedicata ad Amedeo Vergani

25 marzo 2011
diavolisantocrocifisso A quasi un anno dalla morte Caltagirone dedica al giornalista lombardo una selezione di 40 immagini di un reportage dedicato alle feste religiose in terra siciliana ----- La città di Caltagirone dedica ad Amedeo Vergani*, a poco meno di un anno dalla morte, una mostra fotografica con una selezione di 40 immagini a colori dedicate alle feste religiose in terra di Sicilia. La mostra, allestita dalla Galleria fotografica Luigi Ghirri col patrocinio del Comune di Caltagirone, verrà inaugurata il 9 aprile e resterà aperta fino al 22 maggio, un arco di tempo in cui si concentrano gran parte delle manifestazioni religiose siciliane a cui Vergani aveva dedicato uno straordinario reportage. Le foto selezionate  fissano i momenti salienti delle rappresentazione  sacre nell'Isola: panorami e colori, genti e costumi, città e paesi di una terra che nelle manifestazioni del sacro – commenta una nota degli organizzatori – ‘’recupera e tradisce un retaggio millenario di culti sincretici e fede profonda’’. (continua...)

Con le applicazioni per smartphone si può parlare di fotogiornalismo?

22 febbraio 2011
[caption id="attachment_7304" align="alignleft" width="297" caption="La foto al centro delle polemiche "]La foto al centro delle polemiche [/caption] E’ l’ interrogativo che ha sollevato il Los Angeles Times in relazione alle polemiche per il terzo posto al Pictures of the Years International, un prestigioso concorso di fotogiornalismo, conquistato da una foto scattata grazie all’add-ons più in voga su iTunes: Hipstamatic - C’è differenza fra il fotogiornalismo e la fotografia artistica? Quando un’immagine è stata deliberatamente modificata per ragioni estetiche e emozionali fa ancora parte dell’informazione giornalistica? - La difesa di Winter, l’autore della foto incriminata, argomenta che molte immagini protagoniste di concorsi come il POYi sono state modificate digitalmente, e si tratta di scelte estetiche che non contribuiscono alla correttezza dell’ immagine; ma sono solo modi tramite cui la scena è valorizzata esteticamente ----- a cura di Claudia Dani Il fotografo del NYT Damon Winter si è piazzato al terzo posto al prestigioso concorso Pictures of the Years International con una foto parte di A Grunt’s Life, reportage sui soldati americani in Afghanistan. La foto – racconta in un commento sul Los Angeles Times la fotogiornalista Alexandra Le Tellier - è stata oggetto di

Berlusconi e il facepalm, sconfitta e vergogna

22 gennaio 2011
Berlusca2 Un osservatore francese studioso di fotografia analizza le scelte iconografiche che stanno accompagnando, non solo in Italia, i resoconti sulla vicenda Ruby  -  Se Berlusconi ‘’è probabilmente incapace di provare un tale sentimento’’, questa vergogna è in qualche modo diffusa, tanto che senza forzature si potrebbe leggere queste immagini come un messaggio dei media a Berlusconi: ‘’ci vergogniamo di te’’ ----- Passarsi una mano sul viso in segno di sgomento e di impotenza: è quello che in gergo internettiano viene definito facepalm e che sta trionfando in questi giorni nell’ iconografia che accompagna le cronache sullo scandalo Ruby. Lo rileva Patrick Peccatte,  studioso e blogger francese, animatore di un noto sito di cultura visuale – Culturevisuelle.org – avvicinandolo alla prassi  del giornalismo fotografico di utilizzare delle ‘’foto insolite, incongrue, a volto poco deferenti nei confronti del soggetto rappresentato’’, diventata ‘’particolarmente visibile nel contesto politico così agitato che stiamo attraversando’’. Ma il facepalm, in particolare, aggiunge Peccatte, è stato definito come un mème dal sito  knowyourmeme, che ne ha recensito più di un centinaio di esempi. E cita il sito scherzoso  facepalm.org, che  ad ogni visitatore cambia l’

Fotogiornalismo: ma lo spettacolo uccide l’ informazione

4 ottobre 2010 Tag:,
Santi Una tesi di laurea su ‘’Informazione e immagini cruente’’ affronta le questioni che ripetutamente l’ attualità ci propone di fronte a vicende di morte, crudeltà, violenza - Dove si trova il limite tra ciò che è giusto vedere e ciò che trasforma l’osceno in spettacolo? Qual è il ruolo del giornalismo per immagini? E’ possibile costruire, rispetto al partito del “vedere ad ogni costo”, una linea di equilibrio, che faccia prevalere le ragioni di coloro che, al  contrario, riconoscono le conseguenze di questo “vedere” e cercano una soluzione alternativa? - Una strada, secondo la tesi, c’ è,  ‘’Un duplice equilibrio: rispetto per chi guarda e rispetto per chi é guardato’’ ------- L’ informazione è vitale, ma la spettacolarizzazione la uccide. E’ la conclusione di una tesi di laurea sul tema del rapporto fra informazione e immagini cruente che cerca di rispondere ai complessi interrogativi che l’ attualità ci ripropone in continuazione di fronte a episodi di morte, di guerra, di violenza. Dove si trova il limite tra ciò che è giusto vedere e ciò che trasforma l’osceno in spettacolo? E come far prevalere rispetto al partito del “vedere ad ogni costo”, una linea