Lo scatto che racconta: è intitolata così una mostra sul lavoro fotogiornalistico di Amedeo Vergani, uno dei fondatori di Lsdi, morto la notte del primo maggio 2010 nella sua casa di Merone, nel cuore della Brianza.
La mostra si apre sabato prossimo (29 ottobre) nelle sale del Palazzo Civico ‘’Zaffiro Isacco’’, a Merone, e resterà aperta fino al 6 novembre.
Sono foto di viaggio soprattutto, scatti che raccontano quello che a volte le parole non riescono a raccontare. Il grande fotogiornalismo.
(continua...)
Amedeo Vergani, lo scatto che racconta
23 ottobre 2011
Lo scatto che racconta: è intitolata così una mostra sul lavoro fotogiornalistico di Amedeo Vergani, uno dei fondatori di Lsdi, morto la notte del primo maggio 2010 nella sua casa di Merone, nel cuore della Brianza.
La mostra si apre sabato prossimo (29 ottobre) nelle sale del Palazzo Civico ‘’Zaffiro Isacco’’, a Merone, e resterà aperta fino al 6 novembre.
Sono foto di viaggio soprattutto, scatti che raccontano quello che a volte le parole non riescono a raccontare. Il grande fotogiornalismo.
(continua...)
Fotogiornalismo: il confine etico dell’ uso della camera oscura digitale
15 settembre 2011
Uk: forti pressioni della polizia anche sui media tradizionali
31 agosto 2011
Fotogiornalismo: il caso DSK, le immagini come strumenti di rappresentazione allegorica
25 agosto 2011
Fotogiornalismo: la multimedialità è una grande frontiera, ma per ora è ancora la foto che scandisce la Storia
14 aprile 2011
[caption id="attachment_7710" align="alignleft" width="300" caption="(foto di Mustafa Najafizada/Ap; da http://lens.blogs.nytimes.com)"]
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‘’La multimedialità è ricca di sviluppi e potenzialità, se accortamente usata e finanziata, ma non bisogna confondere la tv con il web: quello che con la prima funziona non è detto che sia immediatamente applicabile a questo. Basti pensare alla soglia di attenzione: un documentario di mezz'ora va bene su un canale tv, di certo non si può pensare allo stesso prodotto sul web dove, dopo i tre/quattro minuti già ci si stanca e si perde la concentrazione. Ergo, quel che va sul web va prodotto per il web (o quantomeno fortemente editato per esso)’’.
Marco Vacca, vicepresidente dell’ Associazione italiana giornalisti dell' immagine, ha affidato a Fotografia&informazione una interessante riflessione sul peso e lo ‘’spessore’’ delle immagini, attraverso un confronto fra video e fotografie. Ne riprendiamo qui alcuni passaggi chiave.
(continua...)
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‘’La multimedialità è ricca di sviluppi e potenzialità, se accortamente usata e finanziata, ma non bisogna confondere la tv con il web: quello che con la prima funziona non è detto che sia immediatamente applicabile a questo. Basti pensare alla soglia di attenzione: un documentario di mezz'ora va bene su un canale tv, di certo non si può pensare allo stesso prodotto sul web dove, dopo i tre/quattro minuti già ci si stanca e si perde la concentrazione. Ergo, quel che va sul web va prodotto per il web (o quantomeno fortemente editato per esso)’’.
Marco Vacca, vicepresidente dell’ Associazione italiana giornalisti dell' immagine, ha affidato a Fotografia&informazione una interessante riflessione sul peso e lo ‘’spessore’’ delle immagini, attraverso un confronto fra video e fotografie. Ne riprendiamo qui alcuni passaggi chiave.
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Fotogiornalismo: decolla il crowdfunding con Emphas.is
3 aprile 2011
Uno dei progetti per cui il sito aveva proposto il finanziamento, messo a punto da una nota fotografa americana, Carolyn Drake, ha raccolto in soli 23 giorni oltre 8.000 dollari( da 64 sostenitori), contro i 7.700 che erano stati chiesti – La fotogiornalista tornerà fra gli Uiguri dopo quattro anni per testimoniare le ultime fasi della storia di una popolazione che le autorità cinesi hanno deciso di cancellare a tutti i costi – Gli altri progetti
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Carolyn Drake, notissima fotografa americana, si è affidata al crowdfunding per realizzare un nuovo reportage sugli Uiguri, un'etnia turcofona di religione mussulmana che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang.
Il suo progetto, accolto e lanciato da Emphas.is, una piattaforma di finanziamento collettivo di progetti fotogiornalistici diventato operativo all’ inizio di quest’ anno, ha raccolto in soli 23 giorni oltre 8.000 dollari, con donazioni arrivate da 64 sostenitori, contro i 7.700 dollari che erano stati chiesti come base di partenza e con 18 giorni di anticipo sui tempi ipotizzati.
(continua...)
Fotogiornalismo: fede e riti in Sicilia, prima mostra postuma dedicata ad Amedeo Vergani
25 marzo 2011

A quasi un anno dalla morte Caltagirone dedica al giornalista lombardo una selezione di 40 immagini di un reportage dedicato alle feste religiose in terra siciliana
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La città di Caltagirone dedica ad Amedeo Vergani*, a poco meno di un anno dalla morte, una mostra fotografica con una selezione di 40 immagini a colori dedicate alle feste religiose in terra di Sicilia.
La mostra, allestita dalla Galleria fotografica Luigi Ghirri col patrocinio del Comune di Caltagirone, verrà inaugurata il 9 aprile e resterà aperta fino al 22 maggio, un arco di tempo in cui si concentrano gran parte delle manifestazioni religiose siciliane a cui Vergani aveva dedicato uno straordinario reportage.
Le foto selezionate fissano i momenti salienti delle rappresentazione sacre nell'Isola: panorami e colori, genti e costumi, città e paesi di una terra che nelle manifestazioni del sacro – commenta una nota degli organizzatori – ‘’recupera e tradisce un retaggio millenario di culti sincretici e fede profonda’’.
(continua...)
Con le applicazioni per smartphone si può parlare di fotogiornalismo?
22 febbraio 2011
[caption id="attachment_7304" align="alignleft" width="297" caption="La foto al centro delle polemiche "]
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E’ l’ interrogativo che ha sollevato il Los Angeles Times in relazione alle polemiche per il terzo posto al Pictures of the Years International, un prestigioso concorso di fotogiornalismo, conquistato da una foto scattata grazie all’add-ons più in voga su iTunes: Hipstamatic - C’è differenza fra il fotogiornalismo e la fotografia artistica? Quando un’immagine è stata deliberatamente modificata per ragioni estetiche e emozionali fa ancora parte dell’informazione giornalistica? - La difesa di Winter, l’autore della foto incriminata, argomenta che molte immagini protagoniste di concorsi come il POYi sono state modificate digitalmente, e si tratta di scelte estetiche che non contribuiscono alla correttezza dell’ immagine; ma sono solo modi tramite cui la scena è valorizzata esteticamente
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a cura di Claudia Dani
Il fotografo del NYT Damon Winter si è piazzato al terzo posto al prestigioso concorso Pictures of the Years International con una foto parte di A Grunt’s Life, reportage sui soldati americani in Afghanistan. La foto – racconta in un commento sul Los Angeles Times la fotogiornalista Alexandra Le Tellier - è stata oggetto di
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E’ l’ interrogativo che ha sollevato il Los Angeles Times in relazione alle polemiche per il terzo posto al Pictures of the Years International, un prestigioso concorso di fotogiornalismo, conquistato da una foto scattata grazie all’add-ons più in voga su iTunes: Hipstamatic - C’è differenza fra il fotogiornalismo e la fotografia artistica? Quando un’immagine è stata deliberatamente modificata per ragioni estetiche e emozionali fa ancora parte dell’informazione giornalistica? - La difesa di Winter, l’autore della foto incriminata, argomenta che molte immagini protagoniste di concorsi come il POYi sono state modificate digitalmente, e si tratta di scelte estetiche che non contribuiscono alla correttezza dell’ immagine; ma sono solo modi tramite cui la scena è valorizzata esteticamente
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a cura di Claudia Dani
Il fotografo del NYT Damon Winter si è piazzato al terzo posto al prestigioso concorso Pictures of the Years International con una foto parte di A Grunt’s Life, reportage sui soldati americani in Afghanistan. La foto – racconta in un commento sul Los Angeles Times la fotogiornalista Alexandra Le Tellier - è stata oggetto di
Berlusconi e il facepalm, sconfitta e vergogna
22 gennaio 2011
Un osservatore francese studioso di fotografia analizza le scelte iconografiche che stanno accompagnando, non solo in Italia, i resoconti sulla vicenda Ruby - Se Berlusconi ‘’è probabilmente incapace di provare un tale sentimento’’, questa vergogna è in qualche modo diffusa, tanto che senza forzature si potrebbe leggere queste immagini come un messaggio dei media a Berlusconi: ‘’ci vergogniamo di te’’
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Passarsi una mano sul viso in segno di sgomento e di impotenza: è quello che in gergo internettiano viene definito facepalm e che sta trionfando in questi giorni nell’ iconografia che accompagna le cronache sullo scandalo Ruby. Lo rileva Patrick Peccatte, studioso e blogger francese, animatore di un noto sito di cultura visuale – Culturevisuelle.org – avvicinandolo alla prassi del giornalismo fotografico di utilizzare delle ‘’foto insolite, incongrue, a volto poco deferenti nei confronti del soggetto rappresentato’’, diventata ‘’particolarmente visibile nel contesto politico così agitato che stiamo attraversando’’.
Ma il facepalm, in particolare, aggiunge Peccatte, è stato definito come un mème dal sito knowyourmeme, che ne ha recensito più di un centinaio di esempi. E cita il sito scherzoso facepalm.org, che ad ogni visitatore cambia l’
Fotogiornalismo: ma lo spettacolo uccide l’ informazione
4 ottobre 2010 Tag:Fotogiornalismo, giornalismo spettacolo