Archivio di Fotogiornalismo

Fotogiornalismo: Emphas.is, una nuova piattaforma per un legame diretto fra fotogiornalisti e appassionati

di Redazione | 31 agosto 2010 

Emphas

L’ iniziativa, che verrà lanciata all’ inizio del 2011, punta a creare un nuovo modello economico per il fotogiornalismo – La piattaforma si baserà sul sistema del crowdfunding ma innestando l’ incentivo dell’ accesso esclusivo ai visitatori che contribuiscono finanziariamente – I lavori saranno scelti da un gruppo di revisori selezionati  fra i maggiori specialisti del settore

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Emphas.is è una nuova e innovativa piattaforma per il fotogiornalismo, che verrà lanciata all’ inizio dell’ anno prossimo.

Propone un legame diretto e unico fra fotogiornalisti e pubblico e su questa base punta a creare un nuovo modello economico per il fotogiornalismo del 21° secolo.

Questo legame diretto è alla base del sistema di crowdfunding su cui dovrebbe reggersi l’ iniziativa. L’ incentivo a contribuire finanziariamente è dato dall’ accesso esclusivo ai lavori dei maggiori fotogiornalisti “accuratamente selezionati da un gruppo di revisori scelti fra i professionisti  del  settore”. E quest’ ultimo dovrebbe essere un ulteriore aspetto di novità dell’ iniziativa.

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Fotogiornalismo: Articolo quinto, chi ha in mano le foto ha vinto!

di Redazione | 8 giugno 2010 

Foto-rubate1 Un plateale caso di plagio per 13 foto del terremoto di Haiti al centro di un nuovo episodio di quella sorta di serial planetario dal titolo ‘le difficoltà del fotogiornalismo ai tempi di internet’ – Il racconto e le riflessioni (amare) di Fotografia&Informazione – Il 17 giugno udienza al tribunale di New York

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Un fotogiornalista haitiano di lunga e significativa esperienza, Daniel Morel, già corrispondente di AP, che si trova ad Haiti il 12 gennaio durante il terrificante terremoto e riesce a scattare una serie di foto e a pubblicarle su Twitter, attraverso TwitPic. Un ladro di diritti d’autore, Lisandro Suero, che si attribuisce la paternità delle fotografie e dopo avere aperto a sua volta un account su Twitter e caricato le foto rubate su TwitPic, reindirizza al proprio recapito telefonico le richieste di contatto per negoziare i diritti di riproduzione. E infine la France Press (AFP) che, senza aver ricevuto risposta dopo vari tentativi di entrare in contatto con Morel, decide comunque di inserire nei propri circuiti distributivi le tredici foto, che naturalmente fanno il giro del mondo, attribuendole ora al vero autore, ora al responsabile del plagio.

E’ l’ intreccio di una nuova, avvincente, puntata di quello che Marco Capovilla, di Fotografia&Informazione, definisce “il serial planetario ‘le difficoltà del fotogiornalismo ai tempi di internet’ ”. In “Articolo quinto”, una approfondita ricostruzione della vicenda, Capovilla racconta questo caso plateale di plagio, finito naturalmente nei tribunali, uno dei quali – quello di New York – si dovrà pronunciare il 17 giugno, tirandone varie, amare, riflessioni sulla difficoltà dei fotogiornalisti di far valere i propri diritti e sul clima da scorrerie che caratterizza il mondo dell’ immagine digitale.

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Crisi del fotogiornalismo, mobilitazione in Francia

di Redazione | 5 giugno 2010 

Fotogiornalismo-crisi

Anche in Francia si registra una forte crisi nella professione giornalistica e il settore del fotogiornalismo è quello più direttamente colpito.

Più di 3.000 posti di lavoro, secondo i sindacati dei giornalisti, sono stati soppressi nel 2009 (in pratica l’ 8% di tutta la professione) e i piani di licenziamenti continuano nel 2010 a un ritmo simile. E in questo quadro i fotoreporter – sia dipendenti che free lance – sono le prime vittime delle ristrutturazioni editoriali. Tanto che tutti i sindacati dei giornalisti e le associazioni professionali del fotogiornalismo hanno lanciato una campagna comune per la difesa del settore.

Le agenzie fotografiche Gamma e Sygma-Corbis, fra le altre, hanno portato i libri contabili in Tribunale e i piani di ristrutturazione prevedono disoccupazione e cassa integrazione per quasi tutti i loro fotografi.

Tra l’ altro – denunciano i sindacati – le direzioni di numerose testate chiedono ai loro servizi iconografici di ottenere quanto è più è possibile dei materiali visuali gratuiti e, di fatto, fanno un uso abusivo e crescente di foto “libere da diritti” o firmate “DR” (diritti riservati).

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Amedeo Vergani morto all’ improvviso

di Redazione | 2 maggio 2010 

Amedeo Amedeo Vergani, uno dei fondatori e degli animatori di Lsdi, è morto improvvisamente nella sua casa di Merone di Como. Aveva 65 anni.

Giornalista professionista, dopo essere stato cronista e redattore di quotidiani, dalla fine degli anni ’70 si era dedicato alla realizzazione di fotoreportage come inviato di riviste italiane e straniere (qui il suo sito web). Da diversi anni era  impegnato in organismi della Fnsi come rappresentante dei giornalisti dell’informazione visiva e a Milano aveva fondato il Gruppo sindacale dei giornalisti dell’ informazione visiva, che faceva capo all’ Associazione lombarda dei giornalisti e con cui aveva ingaggiato ripetute battaglie per la difesa degli interessi del giornalismo dell’ immagine e, più in generale, per difendere il valore di una qualità alta di tutto il giornalismo.

Di questo avevamo cominciato a parlare da tempo, con Amedeo Vergani,  impegnandoci – insieme ad altri colleghi – per realizzare in seno alla Fnsi un Centro di analisi e documentazione sui problemi dell’ informazione del giornalismo (come tra l’ altro previsto dallo statuto della Fnsi). 

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La Finanza contro i ‘fuorilegge’ del fotogiornalismo?

di Redazione | 11 aprile 2010 

FotoreporterLo promette Rodolfo Valentini, delegato dell’ Ordine dei giornalisti per i fotoreporter (a patto però che venga rieletto nel Consiglio nazionale) -Nel mirino “fotografi abusivi” e agenzie fotografiche che non operano come testate giornalistiche –  Un apposito “osservatorio” effettuerà i controlli-  Solo propaganda elettorale?

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di Amedeo Vergani

(dal Bollettino del Gsgiv, Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell’informazione visiva – Associazione lombarda dei giornalisti)

L’ Ordine nazionale dei giornalisti metterà in campo anche la Guardia di Finanza contro i “fotografi abusivi” e le agenzie fotografiche che non operano come testate giornalistiche.

Parola del pubblicista romano Rodolfo Valentini, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, delegato dal presidente Lorenzo Del Boca per fotogiornalismo e multimedialità, responsabile del “decalogo di autodisciplina dei fotogiornalisti” varato pochi giorni fa dall’Odg e uno dei quattro estensori del documento “salva fotogiornalisti” approvato per acclamazione nell’ultimo Consiglio nazionale dell’Ordine. Insomma, un personaggio che gode sicuramente di grande credibilità,  in materia di fotogiornalismo per certo, da parte dell’attuale vertice dell’organismo di autogoverno dei giornalisti del nostro Paese.

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Fotografare non è reato

di Redazione | 25 marzo 2010 

Fotografare

Photography is Not a Crime, un blog aperto da un fotoreporter Usa per documentare la sua vicenda giudiziaria dopo l’ arresto da parte di cinque agenti di polizia fotografati (ma in luogo pubblico) senza la loro volontà, è diventato un vasto spazio di documentazione e di dibattito sulle violazioni al Primo Emendamento ai danni dei fotografi in tutto il paese – Entro la fine dell’ anno le pagine viste dovrebbero toccare i 3 milioni – Condannato in primo grado solo per resistenza (ma senza violenza) a pubblico ufficiale, Carlos Miller,il fotogiornalista protagonista della vicenda, sta preparando il processo d’ appello e chiede contributi sia per le spese legali che per tenere in piedi e sviluppare il sito

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PINAC, cioè Photography is Not a Crime (Fotografare non è reato). E’ un blog che in 15 mesi  ha superato i 2 milioni di pagine viste e che vorrebbe doppiare i 3 milioni alla fine di quest’ anno. Non è un sito generalista, come si capisce dal nome, ma uno spazio di nicchia che sta registrando un interesse sempre più forte.

Costruito con determinazione da Carlos Miller, un fotoreporter che, dopo essere stato arrestato dalla polizia di Miami per aver fotografato alcuni agenti in servizio e  accusato da una lunga sfilza di reati, era stato assolto da tutte le imputazioni tranne che da quella di resistenza (non violenta) a pubblico ufficiale. E ora sta preparando l’ appello.

Miller, un giornalista multimediale con oltre 10 anni di attività,  ha lanciato ora una sottoscrizione per le spese legali e il suo sito è diventato ormai un ricco spazio di documentazione contro episodi di violenze e di sopraffazione da parte delle forze dell’ ordine e di denuncia dei metodi poco “coretti”  da parte della polizia, non solo nei confronti dei reporter.

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Un decalogo in arrivo per i fotogiornalisti italiani

di Redazione | 23 marzo 2010 

La prossima seduta del Consiglio nazionale dell’ Ordine sarà dedicata anche alla discussione su una bozza di manifesto deontologico specifico per i giornalisti visivi – Ma la stragrande maggioranza di chi opera nel fotogiornalismo è fuori dall’Odg e quindi non può essere sottoposta alla sua disciplina – E allora, si chiede Amedeo Vergani (di cui pubblichiamo la relazione presentata nel marzo scorso a uno speciale gruppo di lavoro sull’ argomento), che senso ha pensare di aggiungere nuovi codici o decaloghi a quanto già c’è sul fotogiornalismo, mentre si lascia che continui invece a non esserci, o quasi, la categoria alla quale applicarli?

Aggiornamento con il testo della bozza definitiva del “decalogo”

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Ci sarà  molto presto anche un decalogo per i fotogiornalisti tra le Carte e i protocolli deontologici coi quali l’Ordine nazionale dei giornalisti ha approfondito e sviluppato i principi etici basilari fissati nel 1963 dal Parlamento italiano quando varò la legge che governa la professione di giornalista.

Così almeno stando alla notizia secondo cui nei giorni scorsi è stata presentata ai consiglieri nazionali dell’Odg  la bozza di un decalogo che dovrebbe essere discussa nel corso dellla seduta con la quale, tra mercoledì e venerdì prossimi, l’ attuale  Consiglio nazionale dell’ Ordine concluderà i lavori del suo mandato triennale prima delle nuove elezioni di fine maggio.

L’ intenzione dell’attuale vertice dell’Ordine di dedicare ai fotogiornalisti uno specifico documento deontologico era stata annunciata, alla fine del 2007, in occasione dell’insediamento del Gruppo di lavoro Odg sulla “Multimedialità” quando il suo responsabile, il consigliere nazionale Rodolfo Valentini, aveva presentato il progetto di realizzare un “Codice dei diritti e dei doveri dei fotogiornalisti” che, successivamente, è poi stato concentrato in modo molto più specifico solo sulla deontologia.

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Fotogiornalismo: denunciato da anni il flagello delle agenzie

di Redazione | 19 marzo 2010 

FotogiornalismoIl problema delle fotoagenzie che vendono sotto costo sulla pelle dei fotoreporter è stato denunciato inutilmente per anni dai giornalisti dell’informazione visiva impegnati nel Sindacato – In un articolo pubblicato tredici anni fa da “Il Giornalismo”, che Lsdi ripropone, una precisa “radiografia” di quanto viene portato a galla nelle mobilitazioni di questi giorni

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(a.v.) – Dopo l’ immediata e decisa presa di posizione dei giorni scorsi dei vertici della Federazione della stampa italiana, questa volta c’è davvero da credere che la crisi totale che ha travolto il fotogiornalismo italiano venga finalmente affrontata mettendo in campo tutte le forze e le “armi” necessarie a ristabilire almeno quel minimo di regole per sottrarre allo sfruttamento selvaggio il lavoro dei circa tremila fotoreporter che,  oggi in Italia, producono l’informazione visiva che viene proposta ai lettori da giornali e periodici.

Sperando, ovviamente, che interventi e provvedimenti vengano attuati con l’urgenza necessaria ad evitare che medici, ricette e rimedi arrivino a malato ormai morto e sotterrato.

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Fotogiornalismo: “7 euro a foto, boicottiamo questo concorso”

di Redazione | 13 marzo 2010 

Lambro

Fotografia&Informazione denuncia un Concorso di fotografia organizzato da Fratelli Alinari, Gruppo 24Ore  e Comune di Milano come  ‘’l’ ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese’’ e invita a boicottarlo – ‘’Inondiamo il Comune di foto sui veri problemi della città, da Via Padova al Parco Lambro, che questo concorso invece disdegna”  (nella foto, un tratto del Lambro)

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Fotografia&Informazione attacca duramente un Concorso di fotografia organizzato da Fratelli Alinari, Gruppo 24Ore  e Comune di Milano come  ‘’l’ ennesimo segnale della tragica realtà che caratterizza la fotografia nel nostro paese’’ e invita a boicottarlo.

Si tratta del concorso “Sogno Milano,la città attraverso la fotografia contemporanea”, partito qualche giorno fa.

Marco Capovilla, giornalista e presidente di Fotografia&Informazione, svolge una amara riflessione sul sito dell’ Associazione e denuncia prima di tutto il livello offensivo dei compensi offerti ai vincitori – sette euro per una foto.

“Non stiamo parlando del listino prezzi delle stampe 20×30 di un laboratorio di stampa amatoriale on-line. Sette euro a foto- denuncia Capovilla –  rappresenta il compenso per fotografia previsto dal nuovo, grandioso concorso lanciato da tre prestigiosissimi soggetti : Fratelli Alinari (Gruppo 24Ore) e il Comune di Milano, oltre al service di stampa di libri digitali Blurb”.

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Fotogiornalisti in stato di agitazione, chiesta una verifica dei rapporti di lavoro

di Redazione | 8 marzo 2010 

FotoLettera aperta a Federazione della stampa e Ordine – Decine di fotografi delle varie regioni d’Italia che si sono trovati senza lavoro o con compensi quasi nulli -  Nel settore imperversano ingaggi di ogni genere ma nessun contratto di lavoro giornalistico – Coinvolti anche i direttori dei principali quotidiani – Si protesta anche rinunciando allo scatto delle foto per distribuire volantini di denuncia

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“Una severa verifica sulla legittimità della natura dei rapporti di lavoro che legano i fotoreporter alle agenzie fotografiche e le stesse agenzie agli editori”: questa è la richiesta al centro di una lettera aperta inviata alla Federazione Nazionale della stampa (il sindacato dei giornalisti italiani) e all’ Ordine dei giornalisti da svariate decine di fotoreporter di un po’ tutta Italia.

L’ iniziativa – spiega una nota del Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell’informazione visiva, che fa capo all’ Associazione lombarda dei giornalisti – parte da un tam tam spontaneo lanciato pochi giorni fa in internet da un gruppo di fotocronisti quasi senza lavoro e stanchi di vedere i propri compensi sempre più in discesa e ormai sottocosto.

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