Fotogiornalismo

Prima pagina: la vittoria dell’ immagine

3 febbraio 2012 Tag:, , ,
Culture visuelle, un interessante sito di analisi del mondo dell’ immagine, riprende un inserto in cui il quotidiano francese la Tribune – che il 30 gennaio è uscito per l’ ultima volta su carta – pubblica una serie di prime pagine di edizioni uscite fra il 1987 e settembre scorso, ricostruendo simbolicamente la storia del giornale: “27 anni e 4.903 numeri’’. (continua...)

Fotogiornalismo, i fatti visti dall’alto

22 gennaio 2012 Tag:, ,
La Costa Concordia vista dal satellite subito dopo il naufragio. E’ una delle foto pubblicate dal sito spagnolo 233grados.com in un ''intervento'' sulla  impressionante resa giornalistica delle immagini scattate in alta quota in determinate circostanze. Le foto sono diffuse da  Digital Globe, un’ azienda che è diventata famosa per le immagini della Centrale nucleare di Fukushima  dopo lo tsunami dell’ anno scorso. Il ricorso alle immagini satellitari – racconta 233grados.com – è utile per  visualizzare grandi avvenimenti, come il pellegrinaggio alla Mecca,  l’ impatto di grandi disastri naturali (Tailandia)   o ambientali come quello che si è verificato un anno fa nel Golfo del Messico.

Perché l’ iPhone è un apparecchio fotografico ‘migliore’

25 dicembre 2011
FotoIl  successo dell’ iPhone, anche sul terreno del fotogiornalismo, fa digrignare i denti ai puristi, che non capiscono che cosa ci si possa trovare in uno strumento ‘’mediocre’’ e ci vedono solo l’ effetto della moda. Io, invece, quello che non capisco è come i fabbricanti di macchine fotografiche osino oggi proporre degli apparecchi che non comunicano. La foto ha cambiato era. Sarebbe ora che se ne accorgessero. E’ così che André Gunthert, sul suo Totem (un interessante blog di cultura visuale), racconta il momento in cui ha scattato la foto qui sopra, che rappresenta una banda di Maubeuge, una cittadina nel nord della Francia.

Partito per fare delle spese in città incontro una fanfara che ci dà dentro con entusiasmo. Dilemma. Ho in tasca una eccellente compact Fujifilm X10, che scatta delle immagini magnifiche. Sì, però questa vorrei condividerla con la mia compagna, che è rimasta a casa. Un piccolo orologio a cucù istantaneo mi fa pensare, ‘’io penso a te, guarda quello che anche io sto guardando’’.

E quindi abbandono il superbo apparecchio e mi avvento sull’ iPhone, che

Editare è un po’ censurare: ideologia ed emozioni dietro i processi di trattamento delle immagini

11 novembre 2011
Peccatte1Su Culture Visuelle Patrick Peccatte analizza i meccanismi di elaborazione che ha subito una foto di guerra, scoprendo che una una vera e propria operazione di ''censura'' a fini di propaganda e di ''costruzione'' scenografica somiglia fortemente al procedimento tipico del lavoro redazionale sulle immagini ---------- La foto qui sopra è stata pubblicata nel giugno 2010, in occasione del 66/o anniversario dello Sbarco in Normandia, da The Big Picture, un sito creato nel maggio del 2008 da Alan Taylor, allora redattore del The Boston Globe, e diventato rapidamente un riferimento importante per i fotoblog dei giornali. La foto raffigura una coppia in raccoglimento davanti al cadavere di un soldato americano. L’ uomo ha in mano un mazzo di fiori e si fa il segno della croce mentre la donna è dietro di lui, con le mani giunte, in una espresiìsione di grande rispetto. In un ampio articolo su Culture visuelle, Patrick Peccatte mostra il processo di elaborazione editoriale e ideologico che ha subito l' immagine, attraverso una vera e propria operazione di ''censura''  a fini di propaganda e di ''costruzione'' scenografica.

Giornalismo partecipativo: YouReporter, una redazione di 16.500 cittadini

28 ottobre 2011 Tag:
Youreporter130.000 contributi fra video e foto, 4 milioni pagine viste e un milione di utenti unici nell' ultimo mese. Questi i numeri  della piattaforma web italiana di video giornalismo partecipativo, on line dal 2008 – In una intervista a Lsdi Angelo Cimarosti, uno dei suoi fondatori, racconta l’ esperienza che ha portato YouReporter a diventare uno dei più grossi centri di giornalismo partecipativo in Europa, bacino di materiali anche per le grandi testate, come è avvenuto in occasione di avvenimenti drammatici come il terremoto in Abruzzo, la strage di Viareggio, l’  alluvione in Veneto – Una piattaforma di condivisione di materiali audio e video in cui il cittadino è realmente l’ editore di se stesso – Materiali che, osserva Cimarosti,  possono integrare, non certo sostituire il lavoro giornalistico: giornalismo "partecipativo" è la giusta definizione del servizio offerto da YouReporter, in caso contrario si tratterebbe di "giornalismo suppletivo". Non è la stessa cosa. ---------- di Marco Renzi 130.000 contributi fra video e foto, 16.500 utenti iscritti, 4 milioni pagine viste e un milione di utenti unici nell'ultimo mese. Questi i numeri di YouReporter la piattaforma web italiana di video giornalismo partecipativo on line

Amedeo Vergani, lo scatto che racconta

23 ottobre 2011
Amedeo Lo scatto che racconta: è intitolata così una mostra sul lavoro fotogiornalistico di Amedeo Vergani, uno dei fondatori di Lsdi, morto la notte del primo maggio 2010 nella sua casa di Merone, nel cuore della Brianza. La mostra si apre sabato prossimo (29 ottobre) nelle sale del Palazzo Civico ‘’Zaffiro Isacco’’, a Merone, e resterà aperta fino al 6 novembre. Sono foto di viaggio soprattutto, scatti che raccontano quello che a volte le parole non riescono a raccontare. Il grande fotogiornalismo. (continua...)

Fotogiornalismo: il confine etico dell’ uso della camera oscura digitale

15 settembre 2011
Fotogiornalismo2Un fotogiornalista danese è stato escluso da uno dei principali premi mondiali per aver esagerato nei ritocchi ai colori e al contrasto di tre scatti di un reportage su Haiti – Un fotografo  italiano, Matteo Bazzi, riprende questo episodio pe riproporre in un breve saggio il problema sull ‘’veridicità della fotografia e  la legittimità della manipolazione digitale’’, invitando ad essere vigili perché l’ utilizzo delle tecniche di manipolazione digitale ci ricorda che è facile alterare la realtà’’ e ha ‘’inevitabilmente conseguenze sul modo in cui rappresentiamo e percepiamo il mondo” ---------- I confini etici nella pratica della camera oscura digitale: un problema che ricorre ciclicamente e che è ora al centro di un breve saggio realizzato da Matteo Bazzi, giornalista professionista, fotoreporter milanese dell’ Ansa, pubblicato integralmente da Pino Bruno sul suo blog e corredato da una interessante serie di confronti fotografici. Bazzi prende spunto dall’ eclusione di un fotografo danese, Klaus Bo Christensen,  dall’ edizione 2009 del Premio nazionale “Picture of the Year”  organizzato dalla più antica associazione  di fotogiornalisti del mondo, la Presse Fotograf Forbundet. Esclusione che la giuria ha deciso ritenendo ‘’esagerati i ritocchi alle caratteristiche cromatiche e

Uk: forti pressioni della polizia anche sui media tradizionali

31 agosto 2011
Riots Dopo i social network, la polizia preme anche sulle testate giornalistiche  per ottenere il materiale raccolto durante gli scontri - Giornali ed emittenti non vogliono passare per il ‘braccio probatorio’ delle forze dell’ ordine e annunciano battaglia – La BBC in particolare ha fatto sapere che non consegnerà alcun materiale se non dietro ordine del tribunale. “Per noi si tratta di una questione di principio” ----- (a.f) - Oltre alla volontà di controllare i social network, la Metropolitan Police inglese sta premendo affinché giornali ed emittenti, inclusi Sky News e il Guardian, consegnino alle autorità tutti i video e le fotografie relative alle recenti rivolte londinesi. Lo racconta lo stesso Guardian, spiegando che ITN (che produce ITV News e Channel 4 News), il Times e anche la BBC sono tra le testate che resistono alle pressioni di Scotland Yard, volte ad ottenere il materiale che “potrebbe mostrare il perpetrarsi del crimine”. Le autorità si sono mosse sulla scorta dell’appello del Premier David Cameron ad una maggiore assunzione di  "responsibilità" da parte dei media, cui è stato

Fotogiornalismo: il caso DSK, le immagini come strumenti di rappresentazione allegorica

25 agosto 2011
DskSu Culturevisuelle un’ analisi delle foto utilizzate a commento della vicenda dell’ ex direttore del Fmi mostra come la scelta delle immagini corrisponda sempre in modo preciso – e a volte sottile – alle opzioni editoriali e alle scelte ‘narrative’ e diventi quindi uno strumento di pura illustrazione invece che di documentazione dell’ attualità- In questo caso l' AFP, che difende la tradizione del fotogiornalismo, viene sorpresa, in piena flagranza, con le dita nella marmellata dell’ illustrazione ------ Si può far dire quello che si vuole a una copertina? Secondo alcuni i tentativi di decrittaggio dei messaggi visuali sarebbero degli esercizi del tutto vani. Come tutti sanno, le fotografie non fanno che riflettere in assoluta trasparenza la visione dell’ attualità. Ma una sintesi per immagini della vicenda Strauss-Kahn a partire dal 14 maggio procura una sensazione del tutto differente (qui sopra), commenta André Gunthert su Culturevisuelle. E per quanto si ampliasse il numero delle foto non si annullerebbe l’ impressione che la scelta delle immagini corrisponda sempre in modo preciso – e a volte sottile – alle opzioni editoriali e alle scelte ‘narrative’. Quello di mostrare un

Fotogiornalismo: la multimedialità è una grande frontiera, ma per ora è ancora la foto che scandisce la Storia

14 aprile 2011
[caption id="attachment_7710" align="alignleft" width="300" caption="(foto di Mustafa Najafizada/Ap; da http://lens.blogs.nytimes.com)"](foto di Mustafa Najafizada/Ap; da http://lens.blogs.nytimes.com)[/caption] ‘’La multimedialità è ricca di sviluppi e potenzialità, se accortamente usata e finanziata, ma non bisogna confondere la tv con il web: quello che con la prima funziona non è detto che sia immediatamente applicabile a questo. Basti pensare alla soglia di attenzione:  un documentario di mezz'ora va bene su un canale tv, di certo non si può pensare allo stesso prodotto sul web dove, dopo i tre/quattro minuti già ci si stanca e si perde la concentrazione. Ergo, quel che va sul web va prodotto per il web (o quantomeno fortemente editato per esso)’’. Marco Vacca, vicepresidente dell’ Associazione italiana giornalisti dell' immagine, ha affidato a Fotografia&informazione una interessante riflessione sul peso e lo ‘’spessore’’ delle immagini, attraverso un confronto fra video e fotografie. Ne riprendiamo qui alcuni passaggi chiave. (continua...)