Archivio di Fotogiornalismo

Fotogiornalisti in stato di agitazione, chiesta una verifica dei rapporti di lavoro

di Redazione | 8 marzo 2010 

FotoLettera aperta a Federazione della stampa e Ordine – Decine di fotografi delle varie regioni d’Italia che si sono trovati senza lavoro o con compensi quasi nulli -  Nel settore imperversano ingaggi di ogni genere ma nessun contratto di lavoro giornalistico – Coinvolti anche i direttori dei principali quotidiani – Si protesta anche rinunciando allo scatto delle foto per distribuire volantini di denuncia

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“Una severa verifica sulla legittimità della natura dei rapporti di lavoro che legano i fotoreporter alle agenzie fotografiche e le stesse agenzie agli editori”: questa è la richiesta al centro di una lettera aperta inviata alla Federazione Nazionale della stampa (il sindacato dei giornalisti italiani) e all’ Ordine dei giornalisti da svariate decine di fotoreporter di un po’ tutta Italia.

L’ iniziativa – spiega una nota del Gruppo di specializzazione dei giornalisti dell’informazione visiva, che fa capo all’ Associazione lombarda dei giornalisti – parte da un tam tam spontaneo lanciato pochi giorni fa in internet da un gruppo di fotocronisti quasi senza lavoro e stanchi di vedere i propri compensi sempre più in discesa e ormai sottocosto.

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Requiem per i fotogiornalisti in UK: addio copyright e rischi per gli scatti nei luoghi pubblici?

di Redazione | 6 marzo 2010 

Requiem

Un disegno di legge del ministro Mandelson prevede che per conservare i diritti sulle proprie immagini il fotografo debba registrarle presso una apposita Agenzia, altrimenti scatterà il cosiddetto  “orphan work”. Le immagini potranno essere rubate e usate dovunque e da chiunque, dando per scontato che il “ladro” cercherà di fare il minimo sforzo per trovare il vero autore delle foto – Intanto l’ Information Commissioner’s Office (ICO) sostiene che una fotografia scattata in luogo pubblico possa contenere dei “dati privati” e un orientamento in questo senso potrebbe stravolgere completamente il lavoro del fotogiornalista dando una carta straordinaria nelle mani di politici disonesti e pubblici ufficiali corrotti

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Monta nel Regno Unito l’ allarme dei fotogiornalisti per due diversi provvedimenti governativi che si profilano all’ orizzonte e che potrebbero radicalmente modificare il quadro della professione. In peggio naturalmente.

1 - I fotografi perderanno la protezione del copyright sul loro lavoro?

Questa allarmante e offensiva proposta – commenta Philip Dunn* sull’ Online Journalism Blog, invitando i colleghi alla mobilitazione -  diventerà legge dello Stato (in UK) se passerà il Digital Economy Bill, che attualmente è in discussione in Parlamento. La legge è sponsorizzata da un ministro non eletto, Lord Peter Mandelson, primo Segretario di Stato e responsabile per l’ innovazione e le professioni, uno dei principali esponenti del New Labour.

Ecco, spiega Dunn, come la legge colpirà il copyright:

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Un Festival della Fotografia etica

di Redazione | 4 marzo 2010 

Etica La prima edizione si terrà a Lodi dall’ 11 al 14 marzo – L’ obbiettivo è ‘’avvicinare il pubblico a contenuti di grande rilevanza etica attraverso la fotografia, promuovendola come strumento di conoscenza e di approfondimento’’

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Il Primo Festival della Fotografia Etica si svolgerà a Lodi dall’11 al 14 marzo 2010. Si tratta di un’ iniziativa (nata dal Gruppo Fotografico Progetto Immagine) senza precedenti né in ambito nazionale né internazionale,  che si propone di avvicinare il pubblico a contenuti di grande rilevanza etica attraverso la fotografia, promuovendola come strumento di conoscenza e di approfondimento delle tematiche proposte.

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Un Appello per dire ‘’No ai foto-ricatti’’

di Redazione | 18 febbraio 2010 

‘’No ai foto-ricatti’’: è l’ appello che alcuni fotografi e studiosi della fotografia hanno lanciato in questi giorni e che è stato pubblicato da Fotografia&Informazione per avviare una vasta raccolta di firme.

Questo il testo dell’ appello, lanciato da Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Leonardo Brogioni, Giovanna Calvenzi, Marco Capovilla, Gianluigi Colin, Cesare Colombo, Roberto Koch, Roberto Mutti, Silvia Paoli, Luigi Tomassini, Roberta Valtorta.

NO AI FOTO-RICATTI: UN APPELLO

Da diversi mesi il mondo dell’ editoria e del giornalismo fotografico è al centro di notizie di cronaca relative a vicende giudiziarie, nelle quali le immagini fotografiche sono utilizzate come pretesto di inaccettabili pratiche ricattatorie.

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Fotogiornalismo: ma la colpa non è solo di Corona…

di Redazione | 15 dicembre 2009 

‘’Ed io che pensavo di aver sempre fatto un lavoro di grande contenuto culturale…’’. In un editoriale su Poterefotografico (”Tutto quello che dovreste sapere sulle agenzie fotografiche”), Pino Granata esprime per tutti l’ amarezza di tanti fotogiornalisti italiani di fronte al quadro miserando emerso dalla vicenda Corona.

‘’Gli ignari spettatori che l’altra sera hanno visto la puntata di Matrix dedicata a Fabrizio Corona – spiega Granata – si devono essere fatta l’idea che le agenzie fotografiche sono una specie di associazione a delinquere dedita a ricatti e altre piacevolezze del genere…’’ E purtroppo, ‘’visto che né Mediaset né la Rai ci daranno la possibilità di replicare, c’è da giurare che questo giudizio peserà sul nostro mondo a lungo’’.

Granata crede che il lavoro delle agenzie fotogiornalistiche sia ancora ‘’di grande contenuto culturale’’, anche se, ammette, la professione negli ultimi anni ‘’è molto decaduta e non certo per colpa di Fabrizio Corona’’….

L’ editoriale è qui.

Escrescenze urbane contro i senza fissa dimora

di Redazione | 3 dicembre 2009 

Un esempio di grande giornalismo in un reportage fotografico sulla ‘’guerra’’ a Parigi dell’ extablishment urbano contro i poveri per spingerli ad allontanarsi sempre di più ai margini delle città

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Un reportage fotografico sulla ‘’guerra’’ dell’ establishment urbano contro i senza fissa dimora è stato segnalato nei giorni scorsi da Narvic sul suo blog.

E’ un e-book ‘’impressionante’’ (cliccare sulla foto) che viene fuori dal cuore di una grande capitale, Parigi, sulla fantasia nella progettazione di barriere architettoniche che banche, commercianti, abitanti ‘’normali’’ installano, come ‘’protesi di sicurezza’’, per tenere lontani i poveri e impedire loro di sistemarsi per la notte in qualsiasi angolo della città.
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L’ immagine condivisa

di Redazione | 18 novembre 2009 

foto In un saggio sull’ ultimo numero di Etudes Photographiques, André Gunther analizza come il ribaltamento di una economia della distribuzione controllata in una autogestione dell’ abbondanza stia modificando in profondità il nostro rapporto con l’ immagine. (La foto: J. Roques (”rougerouge”), da Flickr, Creative Commons, 21 juillet 2005)

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Più ancora della loro produzione digitale, è la diffusione delle foto o dei video attraverso l’ intermediazione delle applicazioni del web 2.0 che ha modificato in profondità il nostro rapporto con l’ immagine.

André Gunthert, nel numero di novembre di Etudes Photographiques, rivista semestrale edita dalla Société française de photographie, analizza in un articolo molto interessante - L’ immagine condivisa, Come internet ha cambiato l’ economia delle immagini – questo cambiamento, ricostruendo in tre fasi (Le temps des amateurs, Le temps des buzz, Pragmatique de l’ archive) la transizione da una economia della distribuzione controllata delle immagini a una autogestione dell’ abbondanza, le due fasi che hanno scandito la storia dell’ installazione delle piattaforme visuali.
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Il fotogiornalismo un pezzo indispensabile della libertà di espressione

di Redazione | 18 novembre 2009 

Neda Prime adesioni all’ appello di Potere Fotografico – L’ on. Alfonso Gianni: ‘’Facciamolo vivere il fotogiornalismo. Non lasciamo che esso sia trascinato a dover descrivere il politico in mutande o con il gamberone in bocca. Sosteniamolo in tutti i modi. E’ un pezzo indispensabile della nostra cultura e della libertà di espressione’’

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‘’Facciamolo vivere il fotogiornalismo. Non lasciamo che esso sia trascinato a dover descrivere il politico in mutande o con il gamberone in bocca. O che, peggio ancora, sparisca del tutto, soffocato dalla televisione e dal conformismo Sosteniamolo in tutti i modi. E’ un pezzo indispensabile della nostra cultura e della libertà di espressione’’. Alfonso Gianni, deputato per varie legislature e viceministro dell’ economia nell’ ultimo governo Prodi, ha accolto l’ appello lanciato da Poterefotografico (vedi Lsdi, Il fotogiornalismo non deve morire) e ricostruisce il potere fascinatorio e di costruzione delle radici culturali di alcune immagini.

In un editoriale, Gianni parte dalla foto di Neda, l’ immagine della giovane ragazza iraniana uccisa dagli irregolari del regime di Ahmajinejad , diventata immediatamente una icona della lotta contro la violenza dei regimi, ricordando di sentirsi profondamente ‘’ in debito con la difficile arte del fotogiornalismo’’.

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”Il fotogiornalismo non deve morire”

di Redazione | 11 novembre 2009 

Su Poterefotografico un nuovo allarme sulla crisi del settore – ‘’Tutti i giornali che fino a qualche anno fa davano spazio al reportage fotografico hanno chiuso i battenti o hanno cambiato genere’’ – Un progetto per aiutare il fotogiornalismo

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‘’Se le cose continuano così sarà impossibile che nasca una nuova generazione di fotoreporter. Ma su un fatto, credo, noi tutti siamo d’accordo: il Fotogiornalismo non può e non deve morire’’.

L’ allarme è al centro di un editoriale su Poterefotografico, Let’s save Photojournalism, in cui Pino Granata affronta il problema della crisi del settore e chiede un impegno da parte di tutte le persone sensibili alla questione.

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Fotogiornalismo e deontologia:
”Non sei iscritto all’ Ordine? E chi se ne frega”

di Redazione | 20 giugno 2009 

Nelle redazioni italiane gli incarichi di lavoro nel campo delle immagini vengono assegnati senza tener minimamente conto delle norme dell’ordinamento professionale – Una riflessione di Amedeo Vergani, presidente del Gsgiv dell’ Associazione Lombarda dei giornalisti, che commenta: così ‘’diventa un dettaglio trascurabile il fatto che lettori e telespettatori hanno diritto, come ha ricordato pochi giorni fa il presidente nazionale Odg, ad un’ informazione visiva prodotta con quelle garanzie di correttezza e responsabilità che possono essere assicurate sino in fondo solo da fotogiornalisti sottoposti al rispetto della disciplina imposta loro dall’Ordine professionale’’

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di Amedeo Vergani
(presidente del Gsgiv dell’ Alg*)

   Colleghi fotoreporter, se siete iscritti all’Ordine dei giornalisti, prendete la tessera e buttatala pure alle ortiche. Risparmierete cento euro all’anno di iscrizione e la rottura di scatole delle revisioni periodiche dell’albo, avrete vita meno complicata con previdenza e fisco e in più, soprattutto, se per caso vi capiterà di sgarrare alla deontologia professionale, chi se ne frega, non avrete guai perché nessuno potrà più venire a mettere becco nel vostro operato anche nel caso delle peggiori tra le violazioni visto che non farete più parte del "popolo" sul quale l’organismo di autogoverno dei giornalisti italiani ha il potere, nell’interesse dei cittadini, di prendere provvedimenti disciplinari e , quando serve, mettere in riga con le dovute sanzioni. 

Il tutto continuando senza alcun problema a lavorare come ora  per giornali, agenzie e telegiornali perché, tanto, nelle redazioni chi cavolo si è mai sognato di fare dei distinguo tra chi è in regola con le leggi del giornalismo e chi invece produce informazione visiva libero da qualsiasi dovere imposto a chi esercita la professione di giornalista. 

  Questo, più o meno, è il messaggio che ogni giorno arriva alla categoria dalla realtà del nostro mondo del lavoro "assediato perenne" da una deregolazione così profonda e devastante che, oggi più che mai, lo ha ridotto, profilo economico in prima linea, ad una professione che in molti temono sia ormai irrimediabilmente senza futuro.
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”Non sei iscritto all’ Ordine? E chi se ne frega”"