Un genocidio via radio
I quotidiani sanno parlare tricolore, anche la Padania
La tesi di laurea di uno studente dell' Università di Padova (che Lsdi pubblica) analizza il modo con cui i giornali italiani hanno raccontato i 150 anni dell’ Unità, scoprendo che, a parte qualche ‘’insufficienza’’ (Manifesto, Dolomiten, Libero, Foglio), le altre testate hanno affrontato l’ evento con estrema serietà ed impegno - Compreso il quotidiano della Lega, che, pur avanzando dubbi sull’ importanza delle celebrazioni, ha offerto una informazione in ogni caso ‘’utile per avviare un dibattito e un confronto’’ – Una sorpresa è venuta anche dal fatto che testate ipoteticamente più ‘’nazionaliste’’, come Libero e Giornale, si sono rivelate invece piuttosto tiepide e disattente rispetto al compleanno della Nazione, mentre Repubblica e Unità hanno garantito un’ informazione più lineare e duratura, privilegiando cultura e approfondimenti – Altre sorprese di Avvenire e Gazzetta dello Sport
------ A parte qualche ‘’insufficienza’’, le principali testate italiane hanno affrontato le celebrazioni per i 150 anni dell’ Unità d’ Italia con grande serietà ed impegno. Compresa la Padania. Con un secco rovesciamento degli schemi secondo cui testate ipoteticamente più ‘’nazionaliste’’ e di ‘’destra’’, come Giornale o Libero, avrebbero dovuto dimostrare un entusiasmo
Giornalismo digitale: la traduzione integrale di ”The story so far”
Giornalismo digitale. Lo stato delle cose
Giornalismo digitale: dopo le perdite arriveranno anche i guadagni
(Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/fine)
Si conclude con questo auspicio-convinzione ‘’The story so far’’, la Ricerca della Columbia sull’ editoria online – Gli autori elencano una serie di raccomandazioni, sulla base delle lezioni, soprattutto economiche, che 20 anni di storia del giornalismo digitale hanno fornito – Quanto al ruolo della professione giornalistica, il pubblico, secondo gli autori, continua comunque ad aver bisogno di ‘’giornalisti indipendenti e oggettivi, che scovano fatti, spiegano questioni complesse e presentano il loro lavoro in modo convincente. Crediamo anche che se i sostegni governativi e l’ intervento di soggetti filantropici possono essere d’ aiuto, fondamentalmente continua ad essere il mercato quello che deve fornire al giornalismo le basi economiche. Molte delle perdite del settore vengono dal digitale. E’ tempo di cominciare a raccogliere anche qualche guadagno’’.
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- Le piattaforme digitali non sono spazi dove pubblicare contenuti già esistenti.
- Va completamente ridefinito il rapporto tra audience e pubblicità online, che ora è spesso solo ‘’spazzatura’’
- E’ essenziale coinvolgere in maniera diversa gli inserzionisti: cosa che non significa consentire loro di imporre la linea editoriale o la priorità nelle notizie, ma capire che hanno molti altri modi per raggiungere i clienti di
Continua a calare in Usa la fiducia nei media, ma resta sempre più alta di quella nel governo o nelle corporation
I dati del sondaggio annuale sui rapporti fra cittadini e informazione che il Pew Research Center conduce dal 1985 – Le fonti giornalistiche locali vengano percepite come più affidabili di quelle nazionali e la tv (soprattutto quella via cavo) continua ad essere il principale canale di informazione - Il 66% del campione accusa i media di scarsa accuratezza, il 77% li ritiene propensi a schierarsi e l' 80% si dice convinto che i giornali siano spesso influenzati dal potere - Ma quasi 7 su 10 persone del campione (69%) dicono di avere molta o qualche fiducia nell' informazione giornalistica locale, mentre il 59% nutre lo stesso atteggiamento nei confronti delle testate nazionali – Mentre solo poco più della metà dice di credere nelle informazioni diffuse dal governo statale (51%) e dall' amministrazione Obama (50)% - Ancora più basse le percentuali di fiducia nelle agenzie federali (44%), nelle grandi aziende (41%), nel Congresso (37%) o nei candidati che 'corrono' per qualche incarico (29%)- Cresce notevolmente intanto il ricorso a internet come principale fonte di informazione: Il 43% contro il 24% di quattro anni fa
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Continuano ad essere fortemente critiche le
Che cos’ è il giornalismo? E’ obsoleto, è inutile, è morto? O si sta solo evolvendo?
Quattro recenti vicende accompagnate da fiumi di inchiostro (e di bit) hanno sollevato gli interrogativi sul giornalismo che ciclicamente si ripropongono – In questo caso sono in particolare gli ‘’atti di giornalismo’’ possibili da parte di non-giornalisti al centro della discussione, che soprattutto negli Usa ha avuto toni molto accesi – Alla fine pesano le parole sagge, come sempre, di Jeff Jarvis: ‘’ dobbiamo discutere, discutere a fondo ogni asserzione: che cosa il giornalismo è, chi lo fa, come si produce del valore aggiunto, come si costruisce e si mantiene la fiducia, quali sono i modelli economici. Sarà importante riconsiderare la parola giornalismo, visto che trasporta con sé più bagagli di un aereo di linea’’ – Il dibattito, come auspica Jarvis, è intenso e Lsdi cerca qui di indicarne alcuni dei passaggi principali
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Quattro recenti vicende di fortissimo impatto mediatico - Michael Arrington, fondatore di Tech Crunch, che annuncia la costituzione di un Fondo di investimento che dovrebbe sostenere le start-up, comprese alcune di quelle di cui il suo staff ha scritto e parlato; lo scandalo di Henry Blodget, grosso imprenditore finanziario, per l' uso improprio delle informazioni ottenute dalle
L’ 11 settembre in dieci anni di memorie raccolte dagli studenti di giornalismo di Padova
Giornalismo digitale: alla ricerca di nuovi lettori e nuovi soldi
(Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/8)
Sovvenzioni pubbliche (inefficaci) ai vecchi media, dimenticando i nuovi
Giornalismo digitale: il potere dell’ aggregazione
(Innovazioni e paradossi di una rivoluzione ancora in cerca di un modello economico/6)
Pirateria o rispettabile nuovo modello economico? Il sesto capitolo di ''The story so far'' è dedicato all' analisi dell' aggregazione e degli aggregatori, a partire naturalmente dal più famoso e ''ricco'', l' Huffington Post, cresciuto impetuosamente e diventato, almeno per bacino di utenti, un grosso concorrente del New York Times - L' HuffPo, racconta il Rapporto della Columbia, ha insegnato a molte testate a ''capire il fascino dell’ aggregazione, la sua capacità di dare risalto a voci altrimenti inascoltate'', così come i suoi costi minimi, ma è stata anche al centro di critiche feroci e di accuse aperte di sfrontata pirateria – In realtà, rilevano gli autori, la maggior parte dei siti di informazione pubblicano delle combinazioni di resoconti originali, aggregazioni e commenti o evidenziando storie già presentate in altri siti - In ogni caso il successo può andare solo a quelle testate che svolgono questa funzione in modo ricco e intelligente potenziando i materiali, come fa l' HuffPo, un miscuglio di social media, presentazioni dinamiche, foto e grafici - Queste tecniche possono portare a risultati molto apprezzati, ma anche a forti critiche e attacchi, soprattutto da parte degli editori