Dossier

Un genocidio via radio

20 ottobre 2011
Ruanda La tesi di una studentessa dell’ università di Padova analizza il ruolo di una emittente radiofonica nel massacro del popolo tutsi in Ruanda -  ‘’La voce dell’ odio, il genocidio in Ruanda e il ruolo dei media’’, ricostruisce in profondità la vicenda di Radio-Télévision Libre de Mille Collines, l' emittente manovrata dai circoli estremisti hutu del Paese: utilizzata inizialmente come principale mezzo per fomentare la propaganda dell' odio etnico  e poi come vero e proprio strumento per dirigere i massacri -  Fondatori, giornalisti e collaboratori più stretti sono stati accusati di genocidio e di crimini contro l' umanità dallo speciale Tribunale internazionale perché ‘’pienamente consapevoli del potere delle loro parole nei confronti della popolazione ruandese’’ ----------- Nel 1994 in Ruanda venne perpetrato un genocidio: in soli 100 giorni più di ottocentomila persone vennero sterminate. I massacri raggiunsero un ritmo così violento e sostenuto con l' aiuto di un particolare mezzo di comunicazione: la radio. Un medium capace di raggiungere istantaneamente grandi masse e che in questo caso accelerò il processo di coordinamento dello sterminio rivolgendosi direttamente al popolo ed spingendolo ad imbracciare i machete e ad uccidere. Si tratta di Radio-Télévision

I quotidiani sanno parlare tricolore, anche la Padania

2 ottobre 2011
Tricolore-titolo

La tesi di laurea di uno studente dell' Università di Padova (che Lsdi pubblica) analizza il modo con cui i giornali italiani hanno raccontato i 150 anni dell’ Unità, scoprendo che, a parte qualche ‘’insufficienza’’ (Manifesto, Dolomiten, Libero, Foglio), le altre testate hanno affrontato l’ evento con estrema serietà ed impegno - Compreso il quotidiano della Lega, che, pur avanzando dubbi sull’ importanza delle celebrazioni, ha offerto una informazione in ogni caso ‘’utile per avviare un dibattito e un confronto’’ – Una sorpresa è venuta anche dal fatto che testate ipoteticamente più ‘’nazionaliste’’, come Libero e Giornale, si sono rivelate invece  piuttosto tiepide e disattente rispetto al compleanno della Nazione, mentre Repubblica e Unità hanno garantito un’ informazione più lineare e duratura, privilegiando cultura e approfondimenti – Altre sorprese di Avvenire e Gazzetta dello Sport

------ A parte qualche ‘’insufficienza’’, le principali testate italiane hanno affrontato le celebrazioni per i 150 anni dell’ Unità d’ Italia con grande serietà ed impegno. Compresa la Padania. Con un secco rovesciamento degli schemi secondo cui testate ipoteticamente più ‘’nazionaliste’’ e di ‘’destra’’, come Giornale o Libero, avrebbero dovuto dimostrare un entusiasmo

Giornalismo digitale: la traduzione integrale di ”The story so far”

2 ottobre 2011
Cjr Pubblichiamo in un unico file Pdf  il testo integrale di ‘’Giornalismo digitale: lo stato delle cose’’, la traduzione di ‘’The Story so far’’ (la Ricerca della Columbia sul giornalismo digitale) che nelle settimane scorse avevamo pubblicato a puntate. Il lavoro di traduzione è stato curato da: Valentina Barbieri, Elena Bau, Stefania Cavalletto, Claudia Dani e Andrea Fama

Giornalismo digitale. Lo stato delle cose

Giornalismo digitale: dopo le perdite arriveranno anche i guadagni
(Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/fine)

25 settembre 2011
Giornali Si conclude con questo auspicio-convinzione ‘’The story so far’’, la Ricerca della Columbia sull’ editoria online – Gli autori elencano una serie di raccomandazioni, sulla base delle lezioni, soprattutto economiche, che 20 anni di storia del giornalismo digitale hanno fornito – Quanto al ruolo della professione giornalistica, il pubblico, secondo gli autori, continua comunque ad aver bisogno di ‘’giornalisti indipendenti e oggettivi, che scovano fatti, spiegano questioni complesse e presentano il loro lavoro in modo convincente. Crediamo anche che se i sostegni governativi e l’ intervento di soggetti filantropici possono essere d’ aiuto, fondamentalmente continua ad essere il mercato quello che deve fornire al giornalismo le basi economiche. Molte delle perdite del settore vengono dal digitale. E’ tempo di cominciare a raccogliere anche qualche guadagno’’. ----- - Le piattaforme digitali non sono spazi dove pubblicare contenuti già esistenti. - Va completamente ridefinito il rapporto tra audience e pubblicità online, che ora è spesso solo ‘’spazzatura’’ - E’ essenziale coinvolgere in maniera diversa gli inserzionisti: cosa che non significa consentire loro di imporre la linea editoriale o la priorità nelle notizie, ma capire che hanno molti altri modi per raggiungere i clienti di

Continua a calare in Usa la fiducia nei media, ma resta sempre più alta di quella nel governo o nelle corporation

25 settembre 2011
Pew1 I dati del sondaggio annuale sui rapporti fra cittadini e informazione che il Pew Research Center conduce dal 1985 – Le fonti giornalistiche locali vengano percepite come più affidabili di quelle nazionali  e  la tv (soprattutto quella via cavo) continua ad essere il principale canale di informazione  - Il 66% del campione accusa i media di scarsa accuratezza, il 77% li ritiene propensi a schierarsi e l' 80% si dice convinto che i giornali siano spesso influenzati dal potere - Ma quasi 7 su 10 persone del campione (69%) dicono di avere molta o qualche fiducia nell' informazione giornalistica locale, mentre il 59% nutre lo stesso atteggiamento nei confronti delle testate nazionali – Mentre solo poco più della metà dice di credere nelle informazioni diffuse dal governo statale (51%) e dall' amministrazione Obama (50)% - Ancora più basse le percentuali di fiducia nelle agenzie federali (44%), nelle grandi aziende (41%), nel Congresso (37%) o nei candidati che 'corrono' per qualche incarico (29%)- Cresce notevolmente intanto il ricorso a internet come principale fonte di informazione:  Il 43% contro il 24% di quattro anni fa ------ Continuano ad essere fortemente critiche le

Che cos’ è il giornalismo? E’ obsoleto, è inutile, è morto? O si sta solo evolvendo?

11 settembre 2011
GiornalismoQuattro recenti  vicende accompagnate da fiumi di inchiostro (e di bit) hanno sollevato gli interrogativi sul giornalismo che ciclicamente si ripropongono – In questo caso sono in particolare  gli ‘’atti di giornalismo’’ possibili da parte di non-giornalisti al centro della discussione, che soprattutto negli Usa ha avuto toni molto accesi – Alla fine pesano le parole sagge, come sempre, di Jeff Jarvis: ‘’ dobbiamo discutere, discutere a fondo ogni asserzione: che cosa il giornalismo è, chi lo fa, come si produce del valore aggiunto, come si costruisce e si mantiene la fiducia, quali sono i modelli economici. Sarà importante riconsiderare la parola giornalismo, visto che trasporta con sé più bagagli di un aereo di linea’’ – Il dibattito, come auspica Jarvis, è intenso e Lsdi cerca qui di indicarne alcuni dei passaggi principali ----- Quattro recenti  vicende di fortissimo impatto mediatico - Michael Arrington, fondatore di Tech Crunch, che annuncia la costituzione di un Fondo di investimento che dovrebbe sostenere le start-up, comprese alcune di quelle di cui il suo staff ha scritto e parlato; lo scandalo di Henry Blodget, grosso imprenditore finanziario, per l' uso improprio delle informazioni ottenute dalle

L’ 11 settembre in dieci anni di memorie raccolte dagli studenti di giornalismo di Padova

10 settembre 2011
11settembrePer ricordare il decimo anniversario di un giorno ‘’che ha cambiato il mondo’’ il sito del Corso di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico dell’ Università padovana, tenuto da Raffaele Fiengo, presenta 150 testimonianze raccolte in questi 10 anni dagli studenti nel corso dei laboratori annuali – Ne viene fuori una significativa memoria dell’impatto che l' avvenimento ha avuto sulle persone e sul senso comune ---------- Nell' autunno del 2001, quando le immagini vive erano ancora davanti agli occhi del mondo, gli studenti del corso di Teorie e tecniche del linguaggio giornalistico dell' Università di Padova hanno raccolto, ognuno in quaranta righe, libere testimonianze dirette sotto il titolo “Il mio 11 settembre”. Ogni forma era ammessa per l'esercitazione: l'intervista, il racconto, la prima persona. Da allora, i frequentanti di “Linguaggio giornalistico” sono stati chiamati, in ogni anno accademico, allo stesso lavoro di laboratorio. Per ricordare il decimo anniversario di ‘’un giorno che ha cambiato il mondo’’ una parte di quelle testimonianze sono state raccolte e ordinate per anno, sul sito del web del Corso, corredate da analisi e commenti. E’ il nucleo di un lavoro che un laureando dell' Università di

Giornalismo digitale: alla ricerca di nuovi lettori e nuovi soldi
(Innovazioni e paradossi di una ‘’rivoluzione’’ ancora in cerca di un modello economico/8)

7 settembre 2011
Chron L' ottavo capitolo di ''The Story so far'', la Ricerca della Columbia dedicata al giornalismo digitale, analizza gli sforzi che le aziende editoriali stanno compiendo per trovare nuovi business: dall' organizzazione di eventi alla moda dei buoni sconto, dalla vendita ad altri editori di annunci che non pubblicheranno sul proprio sito alla trasformazione in service provider per piccole imprese - Per la maggior parte di queste società il ricavo proveniente da queste nuove iniziative è modesto; non comincia neanche a sanare i dollari persi nel business tradizionale - Ma ci sono segnali incoraggianti. A patto che presuppongano la piena accettazione di internet, piuttosto che un tentativo di soggiogarlo ai vecchi modelli economici – Ci sono però anche molti grossi problemi, etici e di credibilità, di fronte, ad esempio, a scelte come i tweet o i post ‘’sponsorizzati’’ ----- Le tattiche divergono, ma la strategia è comune: l'editoria giornalistica sta sviluppando nuovi business, non limitandosi a spingere quelli vecchi. E nel fare questo sta sfidando alcune delle ortodossie e dei tabù che hanno rallentato il loro passaggio al mondo digitale. In generale i ricavi provenienti da queste nuove iniziative sono modesti; non riescono

Sovvenzioni pubbliche (inefficaci) ai vecchi media, dimenticando i nuovi

3 settembre 2011
Sovvenzioni1 Uno studio condotto da due ricercatori del Reuters Institute for the Study of Journalism della Università di Oxford, in cui si  analizzano flussi e sistemi di sovvenzioni pubbliche all’ editoria in 5 paesi europei, Finlandia, Francia, Germania, Italia, UK, e negli Stati Uniti, mostra come non emerge nessun meccanismo keynesiano che possa mettere in correlazione spesa pubblica e penetrazione dei giornali. Gli Stati Uniti spendono solo il 16% per abitante di quanto fa l’ Italia ma ha il 94% di lettori in più per 1.000 abitanti. Come per la Germania, che spende il 40% di quello che fanno gli italiani ma ha almeno tre volte i loro lettori - Praticamente si può dire che non c' è nessuna speranza di poter invertire il declino della diffusione dei giornali distribuendo sussidi e sovvenzioni - Dalla ricerca emergono anche alcune linee comuni, come l' assenza di riforme della normativa e il radicato pregiudizio a favore dei media tradizionali - I sussidi, diretti e indiretti, continuano insomma ad andare ai settori tradizionali della stampa e della radiotelevisione, mentre ‘’gli sforzi innovativi e i nuovi protagonisti del mercato basati essenzialmente sui new media ricevono poche

Giornalismo digitale: il potere dell’ aggregazione
(Innovazioni e paradossi di una rivoluzione ancora in cerca di un modello economico/6)

28 agosto 2011
HuffPost Pirateria o rispettabile nuovo modello economico? Il sesto capitolo di ''The story so far'' è dedicato all' analisi dell' aggregazione e degli aggregatori, a partire naturalmente dal più famoso e ''ricco'', l' Huffington Post, cresciuto impetuosamente e diventato, almeno per bacino di utenti, un grosso concorrente del New York Times -  L' HuffPo, racconta il Rapporto della Columbia,  ha insegnato a molte testate a ''capire il fascino dell’ aggregazione, la sua capacità di dare risalto a voci altrimenti inascoltate'', così come i suoi costi minimi, ma è stata anche al centro di critiche feroci e di accuse aperte di sfrontata pirateria – In realtà, rilevano gli autori, la maggior parte dei siti di informazione  pubblicano delle combinazioni di resoconti originali, aggregazioni e commenti o evidenziando storie già presentate in altri siti -  In ogni caso il successo può andare solo a quelle testate che svolgono questa funzione in modo ricco e intelligente potenziando i materiali, come fa l' HuffPo, un miscuglio di social media, presentazioni dinamiche, foto e grafici - Queste tecniche possono portare a risultati molto apprezzati, ma anche a forti critiche e attacchi, soprattutto da parte degli editori