Dossier

Il giornalismo nell’ era wiki, informazione partecipata e laboratori di senso

31 dicembre 2011 Tag:, , , ,
Sviluppi e problemi dell’ informazione e della professione giornalistica analizzati anche attraverso l’ esperienza di Lsdi nella tesi con cui una studentessa croata si è  laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma e che qui pubblichiamo - ’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un 'laboratorio di senso': l’esperienza del sito LSDI’’, questo il titolo del lavoro, che qui pubblichiamo ----- Il futuro del giornalismo analizzato attraverso il lavoro di documentazione prodotto in questi anni da Lsdi. E’ la Tesi di una studentessa croata, Anita Posaric*, che nel novembre scorso si è laureata in Scienze della Comunicazione sociale all’ Università Pontificia Salesiana di Roma. ‘’IL GIORNALISMO NELL’ ERA WIKI. Dall’informazione partecipata a un “laboratorio di senso”: l’esperienza del sito LSDI’’ è il titolo della tesi, di cui è stato relatore il professor Vittorio Sammarco. Il lavoro di Anita Posaric dedica alla nostra attività un intero capitolo e si chiude con una ampia intervista a Pino Rea, coordinatore di Lsdi. L’ attezione della tesi è rivolta in particolare alla sfera del giornalismo partecipativo. L’ obbiettivo – spiega Posaric – è ‘’ripensare senso, ruolo e caratteristiche della professione, che vive

Social media e rivolte in Nord-Africa, non ci sono solo Fb e Twitter

23 dicembre 2011 Tag:, , , , , , ,
Ushahidi In una tesi di laurea uno studente padovano analizza in maniera molto approfondita il ruolo chiave che i network sociali hanno avuto nella ‘’primavera araba’’ mettendo in risalto il grosso contributo offerto anche da una terza piattaforma sociale, Ushahidi, che peraltro è nata proprio in Africa - Utilizzato soprattutto in Egitto per condividere informazioni, localizzate geograficamente su mappe, sul numero delle vittime, sugli aiuti necessari ai manifestanti e sul posizionamento dei vari checkpoint  il software creato nel 2007 da Ory Okolloh in Kenya è diventato un efficace strumento di lettura delle situazioni di crisi a livello internazionale ----- Diffusione dei contenuti sia all’ interno del paese che verso l’ esterno e coordinamento delle azioni di protesta. Il ruolo chiave dei social media, Twitter e Facebook in particolare, nelle rivolte del nord-Africa è stato costantemente sottolineato in questi mesi da tutti i media ma il lavoro che qui presentiamo (una tesi di laurea di uno studente padovano) offre un grosso contributo in più in termini di approfondimento, raccontando come concretamente i network sociali hanno svolto una funzione informativa e logistica essenziale per lo sviluppo degli avvenimenti. ’La generazione che sta cambiando il Nord

L’ editoria per i nuovi italiani, fra testate etniche, multiculturali e business

12 dicembre 2011 Tag:, , ,
Mixa In una tesina universitaria un viaggio nel mondo dei media destinati ai cittadini immigrati nel nostro paese (4 milioni, il 7% della popolazione) - Un mondo poco conosciuto, che riserva anche delle sorprese, come i numeri di ‘’Stranieri in Italia’’ (30 testate multietniche, una radio, un programma tv e un portale internet) gruppo editoriale che fa capo ai proprietari della Western Union Italia – La storia e l’ analisi delle principali esperienze e iniziative del settore, da Metropoli a Mixa ----- Trenta testate multietniche, che vendono mensilmente 160.000 copie, una radio, un programma televisivo e l'omonimo portale internet con 290.000 visite mensili. E’ la radiografia del gruppo editoriale Stranieri in Italia, che fa capo ai proprietari della Western Union Italia e che si è conquistato un ruolo maggioritario se non addirittura di monopolio nel nostro paese nel campo dell’ editoria commerciale rivolta agli stranieri. Perché c’ è anche l' aspetto del business nel panorama delle attività di informazione per gli stranieri in Italia (ormai circa quattro milioni e mezzo di persone, il 7% dell' intera popolazione del paese), delineate da una tesina di uno studente padovano in Scienze della Comunicazione, Luca Peruzzato. ‘’Carta

La violenza sessuale e i media: quando la vittima diventa un fantasma

23 novembre 2011
Viol Il trattamento mediatico del fenomeno incide fortemente sul modo con cui esso viene percepito: confinati nelle pagine di cronaca gli episodi di violenza sessuale vengono presentati come una somma di storie individuali, come degli episodi tristi che accadono agli altri -  Così lo stupratore seriale è  largamente più presente del nonno che aggredisce i suoi nipotini. L’ eccezionale ha maggior peso - Quando una giovane donna viene violentata in un bosco mentre stava facendo del footing, tutti ne parlano. Un incesto non interessa quasi nessuno. I drammi che si consumano a bassa voce, frequenti ma poco visibili, non interessano i media. Perché quello che viene nascosto, dalla sfera familiare per esempio, è un argomento di inchiesta molto difficile. I giornalisti non hanno tempo e si precipitano su ciò che corre veloce – L’ analisi di Audrey Guiller e Nolwenn Weiler, due giornalisti francesi autori di ‘’Violenza sessuale, un crimine quasi ordinario’’, uscito un mese fa e di cui pubblichiamo la traduzione di un’ ampia parte, quella relativa ai media -----

In occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e come contributo al convegno in programma venerdì pomeriggio

Open data: i documenti sull’ ambiente sono già ‘aperti’, basta chiederli

15 novembre 2011
AlluvioneLsdi e Fnsi hanno messo a punto un modello di domanda che i giornalisti devono utilizzare per chiedere alle amministrazioni e alle aziende pubbliche copie dei documenti relativi a vicende e problemi di carattere ambientale, che devono essere consegnati per legge, senza alcuna discrezionalità - Lo prevede la Convenzione di Aahrus del 1998, a cui l' Italia ha aderito, che impone alle amministrazioni pubbliche di produrre i documenti relativi a questioni ambientali a qualsiasi cittadino che ne faccia richiesta - Un dossier in occasione della Conferenza nazionale dei Comitati di redazione ----------

Con la consulenza di un esperto di diritto pubblico, Lsdi e Fnsi hanno messo a punto un modello di domanda che i giornalisti possono utilizzare per chiedere alle amministrazioni e alle aziende pubbliche copie dei documenti relativi a vicende e problemi di carattere ambientale - per indagare, ad esempio, sulle concause dei disastri che ciclicamente si abbattono sul nostro paese. Dati che aziende ed enti pubblici sono tenuti a consegnare per legge, senza alcuna discrezionalità.

In Italia infatti opera dal 1998 la Convenzione di Aahrus, che impone alle amministrazioni pubbliche di produrre i documenti relativi a questioni

Giornalismo, una professione sempre più frammentata

3 novembre 2011 Tag:, , ,
Lsdi-professione-aggiornamento-attivi-globale Continuano ad aumentare gli iscritti all’ Ordine, cresce (ma si impoverisce ulteriormente) il lavoro autonomo, cala il lavoro subordinato e sparisce il turnover nelle redazioni mentre gli ‘’attivi’’ continuano ad invecchiare – E’ la fisionomia della professione che emerge dall’ aggiornamento, con i dati del 2010, della Ricerca sulla professione realizzata l’ anno scorso da Lsdi – L' analisi, che qui pubblichiamo, verrà presentata domani a Roma, nella sede della Fnsi, in occasione di ''Stand up for journalism'', la campagna della Federazione europea dei giornalisti  dedicata quest' anno al problema del precariato - 50.000 giornalisti non hanno alcuna posizione all’ Inpgi – Fra i 25.000 autonomi e parasubordinati la percentuale di chi denuncia redditi inferiori al 5.000 euro lordi all’ anno è cresciuta dal 55,3 al 62% -  Nel campo del lavoro subordinato i rapporti che producevano i redditi più bassi, quelli inferiori ai 30.000 euro lordi annui, sono diminuiti dal 35,4% del 2009 al 33,4% del 2010, ma i dati della Casagit sull’ ammontare del contributo medio (dai 3.118 euro del 2006 ai 2.978 euro annui del 2010) denunciano una costante diminuzione del reddito dei contrattualizzati – Se fossimo in

Giornalisti in Francia, meno numerosi, più ‘’vecchi’’ e più precari

3 novembre 2011 Tag:, , , ,
Francia-copertina Per la prima volta diminuisce in Francia il numero di giornalisti professionali, passati da 37.904 del 2009 a 37.415 – Il settore digitale conta il 2,9%, e l’ accesso alla professione (le nuove domande di Carte de presse, il documento che sancisce lo status di giornalista professionale) attraverso l’ online  è balzato dal 3,9% del 2009 al 10,5% del 2010 – Cresce l’ età media, aumenta la presenza femminile e si allarga la ‘’precarizzazione’’ (in un triennio raddoppiano i contratti a tempo determinato, mentre il numero dei ‘’pigistes’’ calano lievemente dopo essere cresciuti del 10,5% in nove anni) – Mentre sul piano del reddito i giornalisti a tempo determinato e i freelance guadagnano rispettivamente il 67,3% e il 60,4% dei colleghi a tempo indeterminato – Una ricerca dell’ Observatoire des métiers de presse ----- Per la prima volta dopo 10 anni, nel 2010 il numero di giornalisti professionali in Francia è calato mentre la professione Oltralpe conosce un invecchiamento dei propri effettivi e una crescente precarizzazione. E’ il quadro delineato da uno Studio condotto dall’ Observatoire des métiers de la presse, sulla base dei dati forniti dalla Commission de la

Raccontare storie altrimenti non raccontabili,
la grande sfida del Data journalism

23 ottobre 2011
ebook Il processo di digitalizzazione ha generato una immensa quantità di materiale da scoprire, analizzare, confrontare e processare: esso richiede nuove, complesse competenze professionali ma pone concretamente nuovi piani di interazione fra giornalismo e interessi di cittadinanza, attraverso il movimento per l’ Open Data e la trasparenza degli atti della pubblica amministrazione – L’ aspetto giornalistico e quello civico si intrecciano ripetutamente nella ricostruzione fatta da ‘’Open Data – Data Journalism: trasparenza e informazione al servizio delle società nell’era digitale’’, di Andrea Fama, il secondo volume della collana e-book di giornalismo”, curata da Lsdi insieme al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia e a Simplicissimus, che sarà presentato il 27 ottobre a Roma nella sede della Fnsi e che qui pubblichiamo – Una nuova razza di giornalisti del futuro in grado di leggere anche nei territori della Rete apparentemente irraggiungibili e di cogliere le opportunità di collaborazione con quelle realtà già esistenti in possesso dei saperi  tecnici necessari per sviluppare progetti giornalistici di ampia portata – La situazione e le opportunità in Italia – Mentre le redazioni devono attrezzarsi a questi compiti, le associazioni che si battono per la trasparenza

Un genocidio via radio

20 ottobre 2011
Ruanda La tesi di una studentessa dell’ università di Padova analizza il ruolo di una emittente radiofonica nel massacro del popolo tutsi in Ruanda -  ‘’La voce dell’ odio, il genocidio in Ruanda e il ruolo dei media’’, ricostruisce in profondità la vicenda di Radio-Télévision Libre de Mille Collines, l' emittente manovrata dai circoli estremisti hutu del Paese: utilizzata inizialmente come principale mezzo per fomentare la propaganda dell' odio etnico  e poi come vero e proprio strumento per dirigere i massacri -  Fondatori, giornalisti e collaboratori più stretti sono stati accusati di genocidio e di crimini contro l' umanità dallo speciale Tribunale internazionale perché ‘’pienamente consapevoli del potere delle loro parole nei confronti della popolazione ruandese’’ ----------- Nel 1994 in Ruanda venne perpetrato un genocidio: in soli 100 giorni più di ottocentomila persone vennero sterminate. I massacri raggiunsero un ritmo così violento e sostenuto con l' aiuto di un particolare mezzo di comunicazione: la radio. Un medium capace di raggiungere istantaneamente grandi masse e che in questo caso accelerò il processo di coordinamento dello sterminio rivolgendosi direttamente al popolo ed spingendolo ad imbracciare i machete e ad uccidere. Si tratta di Radio-Télévision

I quotidiani sanno parlare tricolore, anche la Padania

2 ottobre 2011
Tricolore-titolo

La tesi di laurea di uno studente dell' Università di Padova (che Lsdi pubblica) analizza il modo con cui i giornali italiani hanno raccontato i 150 anni dell’ Unità, scoprendo che, a parte qualche ‘’insufficienza’’ (Manifesto, Dolomiten, Libero, Foglio), le altre testate hanno affrontato l’ evento con estrema serietà ed impegno - Compreso il quotidiano della Lega, che, pur avanzando dubbi sull’ importanza delle celebrazioni, ha offerto una informazione in ogni caso ‘’utile per avviare un dibattito e un confronto’’ – Una sorpresa è venuta anche dal fatto che testate ipoteticamente più ‘’nazionaliste’’, come Libero e Giornale, si sono rivelate invece  piuttosto tiepide e disattente rispetto al compleanno della Nazione, mentre Repubblica e Unità hanno garantito un’ informazione più lineare e duratura, privilegiando cultura e approfondimenti – Altre sorprese di Avvenire e Gazzetta dello Sport

------ A parte qualche ‘’insufficienza’’, le principali testate italiane hanno affrontato le celebrazioni per i 150 anni dell’ Unità d’ Italia con grande serietà ed impegno. Compresa la Padania. Con un secco rovesciamento degli schemi secondo cui testate ipoteticamente più ‘’nazionaliste’’ e di ‘’destra’’, come Giornale o Libero, avrebbero dovuto dimostrare un entusiasmo