
Una Ricerca realizzata dall’ OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dal titolo “L’ evoluzione dell’ informazione e Internet” – Il paese in testa per declino della diffusione è la Danimarca, con un calo del 22%, seguita da Australia, Ungheria e Regno Unito (che si attestano sul meno 18%), mentre quello in cui la diffusione è aumentata maggiormente è l’ Irlanda (+46%; leggermente in calo nel numero delle testate), preceduta da Portogallo (+31%) e, con un +25%, Turchia (che registra un aumento del numero delle testate del 75%)
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Nonostante un aumento del numero delle testate giornalistiche quotidiane pari al 50%, negli anni fra il 2000 e il 2008 l’ Italia ha registrato un calo della diffusione dei quotidiani pari a quasi il 13%.
Un declino analogo a quello degli Stati Uniti, che ha visto però il numero delle testate decrescere, anche se solo del 5%.
Il paese in testa per declino della diffusione è la Danimarca, con un calo del 22%, seguita da Australia, Ungheria e Regno Unito (che si attestano sul meno 18%), mentre quello in cui la diffusione è aumentata maggiormente è l’ Irlanda (+46%; leggermente in calo nel numero delle testate), preceduta da Portogallo (+31%) e, con un +25%, Turchia (che registra un aumento del numero delle testate del 75%).
Sono alcuni dei dati di una ampia Ricerca realizzata dall’ OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), dal titolo “L’ evoluzione dell’ informazione e Internet” (“The evolution of news and internet”)
Un’ ampia parte della ricerca è dedicata ai problemi dell’ industria dei quotidiani e questi in sintesi gli spunti che l’ OCSE – Organizzazione internazionale di studi economici per i 31 paesi membri, paesi sviluppati aventi in comune un sistema di governo di tipo democratico ed un’economia di mercato – mette in evidenza.
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