Come segnala Raffaele Mastrolonardo su Visionblog, parte il primo progetto partecipativo curato da Newassignment.net: si tratta di AssignmentZero, con un'indagine a tutto campo sul cosiddetto crowdsourcing—un'inchiesta sulle possibilità che la rete offre a imprese, associazioni, gruppi di individui, di sfruttare l'intelligenza collettiva. Nel giro di due mesi l'inchiesta verrà pubblicata, e potremo vedere così i risultati di questo primo esperimento di giornalismo open source o "pro-am journalism". Utile anziché no leggere (in italiano) gli ulteriori dettagli e seguire (in english) le prime reazioni di addetti ai lavori e utenti.
Parte AssignmentZero: esperimento di giornalismo “pro-am”
16 marzo 2007
Come segnala Raffaele Mastrolonardo su Visionblog, parte il primo progetto partecipativo curato da Newassignment.net: si tratta di AssignmentZero, con un'indagine a tutto campo sul cosiddetto crowdsourcing—un'inchiesta sulle possibilità che la rete offre a imprese, associazioni, gruppi di individui, di sfruttare l'intelligenza collettiva. Nel giro di due mesi l'inchiesta verrà pubblicata, e potremo vedere così i risultati di questo primo esperimento di giornalismo open source o "pro-am journalism". Utile anziché no leggere (in italiano) gli ulteriori dettagli e seguire (in english) le prime reazioni di addetti ai lavori e utenti.
I mainstream media diventano ”giocatori di nicchia”?
15 marzo 2007
È stata appena diffuso lo State of the News Media 2007, quarta edizione del rapporto annuale sulla salute e lo stato del giornalismo statunitense curata dal Project for Excellence in Journalism di Washington DC. La ricerca, che stampata integralmente supererebbe le 700 pagine, ha indagato a fondo e in maniera specifica le aree più importanti del settore, dai quotidiani alle radio, dai network Tv a siti web e progetti di citizen media. Il tutto - spiega Bernardo Parrella sul bollettino LS-DI - con l' obiettivo di identificare i trend in atto, segnalare mancanze e problemi all'orizzonte e, più in generale, fornire un' utile risorsa a cittadini, ricercatori e giornalisti.
Il rapido mutamento dell'informazione sembra cedere il passo a una fase caratterizzata da ambizioni ridotte. Con il declino generalizzato dei media mainstream, questi hanno preso a ridefinire la penetrazione tra il pubblico e la forza di mercato. Un numero crescente di testate è alla ricerca del proprio "brand" o "franchise" intorno a cui creare audience. Diventando, in un certo senso, dei "giocatori di nicchia" e operando scelte assai più precise su quali tematiche coprire e per quale pubblico. (Segue qui).
Atlantic Monthly: rilancio online grazie alla ”crema” dei blogger
14 marzo 2007
Atlantic Monthly è una delle riviste più attente e raffinate dell'ambito informativo-letterario made in Usa. Acute analisi sull'attualità e articoli d'approfondimento che superano svariate migliaia di parole, una rarità in questi tempi di "news bites" ridotti all'osso, dentro e fuori Internet. Fondata nei circoli intellettuali di Boston 150 anni fa, ora con base nel cuore di Washington DC, fa parte dai fine anni '90 del gruppo Atlantic Media guidato da David Bradley. C'è un problema però, e corposo: con una circolazione di 400.000 copie mensili, ha il bilancio in rosso sparato. Qualche anno fa è andato sotto di ben 12 milioni di dollari, quest'anno si prevede possa risalire a meno di 5 milioni. Per fortuna che il gruppo può contare sul National Journal, mensile politico diretto al mondo di Capitol Hill con abbonamenti di 1.600 dollari l'anno. Che fare, allora? L'idea giusta passa per la blogosfera: ingaggiare 300 nuovi collaboratori in una nuova enterprise online basata sulla stessa qualità che ha caratterizzato finora il mensile. È quanto si appresta a fare Bradley dopo essersi spulciato lunghe ricerche sull'industria, aver
Francia: criminalizzati i video citizen journalist?
12 marzo 2007
Il Consiglio costituzionale francese ha dato il via libera alla norma che criminalizza la ripresa o la trasmisisone di filmati di atti di violenza, da parte di persone che non siano giornalisti professionisti. Pene massime previste per i contravventori, 5 anni di carcere e il corrispettivo di quasi 100.000 dollari di multa. La legge riguarda chi è testimone di atti di violenza (non solo quelli della polizia) e li riprende, come anche chi li ridiffonde sul web. Approvata la costituzionalità , avanza così in Parlamento la proposta di legge del Ministro degli Interni Nicolas Sarkozy, mirata a bloccare la pratica in ascesa di filmare attacchi violenti per poi condividerli con gli amici. Il problema però è che il testo ha una portata ben più ampia, fino a criminalizzare l'attività di (potenziali) citizen journalist non connessi in alcun modo con chi perpetra la violenza o loro complici. Il rischio, sottolinea un rilancio di MacWorld, è che questa ed analoghe restrizioni in discussione, possano portare "alla creazione di un sistema giudiziario parallelo per regolamentare la pubblicazione di news su Internet".
Innovazione, rischi e community nella redazione di domani
9 marzo 2007
Il Center for Citizen Media ha appena diffuso una interessante ricerca (“Frontiers of Innovation in Community Engagement�) che esamina il modo in cui le tradizionali testate d'informazione iniziano a includere il pubblico nel processo gionalistico. Coprendo la scena Usa mainstream, il rapporto parte dai trend già in atto: blog curati dallo staff, primi spazi per i commenti dei lettori, perfino qualche timido wiki (pur con una debacle del Los Angeles Times dovuta a chiara incapacità editoriale). Per analizzare poi esperimenti avviati da Reuter, New York Times, Gannett e anche entità radio-Tv, sottolineando le integrazioni riuscite e quel che invece va evitato. Per concludersi con varie dritte (nel caso qualcuno stia a sentire): esperimenti e rischi devono essere pianta stabile della redazione, massima flessibilità tecnologica, grande attenzione e fiducia nel community-building. Curato fra gli altri da Dan Gillmor con la collaborazione di Craig Newmark, il documento inglese è disponibile in formato pdf (3,2MB) sotto licenza Creative Commons.
Il mestiere, non il lavoro, di giornalista
8 marzo 2007
A margine della vicenda di Daniele Mastrogiacomo, che speriamo si risolva presto e positivamente, ecco un'importante riflessione sul "mestiere non il lavoro" del giornalista. La firma Chiara Lico, giornalista RAI, sul blog di Stampa Alternativa, da cui ne riprendiamo alcuni stralci:
«Il dubbio è che oggi il giornalismo, mestiere affascinante e faticoso sia molto affaticato: sembra che non ce la faccia più a rispondere al suo ruolo. Che stia via via disconoscendo se stesso. Troppo soggiogato alle logiche partitiche, politiche, agli interessi di parte o individuali. Non è una novità . Ormai è un'emergenza. Difficile non ammettere che parte della responsabilità di questo declino appartenga proprio ai giornalisti stessi. Triste dirlo, ma è così. Ammetterlo è fastidioso. Capire invece, da dove nasce questo appiattimento pressoché totale, può essere utile. [...]
Ma mentre prima - qualche anno fa - il prezzo da pagare per l'accesso alla professione era tanto olio di gomito e una gavetta pur giusta, adesso è anche quello di una forte ricattabilità . L'alternativa è che al posto di chi si rifiuta c’è subito pronto e disponibile un altro precario. I giovanissimi lo sanno, i capi lo sanno e lo sanno soprattutto gli
Strumenti e risorse utili per il giornalismo diffuso
5 marzo 2007
Per favorire la diffusione dei new media e del giornalismo partecipativo non c'è nulla di meglio che rilanciare le informazioni di base per l'operatività sul campo. È quello che va facendo da qualche tempo Mark Glasner, noto giornalista della rete pubblica statunitense PBS, in una serie di documenti succinti e articolati quanto basta—ovviamente in inglese. Il più recente è una mini-guida per la produzione di podcast, con un'overview sulla storia e gli elementi-base, la pianificazione e le necessità tecniche. Più un'ampia raccolta di link per ulteriori approfondimenti, dall'how-to agli articoli di taglio business. Altrettanto utili le guide precedenti, riservate a blogging, RSS feed, citizen journalism e wiki.
Troppo denaro (non Craigslist) danneggia i quotidiani
28 febbraio 2007
«Il giornalismo è stato danneggiato da un eccesso di denaro nel corso degli ultimi anni, che ha portato alla consolidazione in grandi catene editoriali gestite dai manager di corporation onde massimizzare i profitti». Questa l'opinione di Jim Buckmaster, CEO di Craigslist, il network di piccoli annunci cittadini spesso rpeso a capro espiatorio per la decimazione delle entrate dalle inserzioni delle grandi testate Usa. In un'intervista podcast per l'inglese OUT-LAW Radio, Buckmaster ha ribadito l'esagerazione e l'infondatezza di simili accuse, spiegando che «l'industria dei quotidiani è tuttora in grado di avere entrate doppie rispetto alla media del mondo industriale statunitense». Certo, l'avvento della piccola pubblicità online ha eroso gli ampi margini di guadagno a cui il cartaceo era abituato, ma il problema reale—ha insistito Buckmaster—è che i quotidiani hanno smesso di «scrivere cose importanti, tipo articoli sulla corruzione dei grandi nomi» e comunque la loro forza finanziaria non è «declinata, ma ha finito per stabilizzarsi».
Libertà per il blogger egiziano Abdel Kareem
25 febbraio 2007
Monta la mobilitazione internazionale per la libertà del blogger egiziano Abdel Kareem Nabil Suleiman—condannato a quattro anni di carcere per aver diffuso sul suo blog “offese all’Islam e incitamento all’odio�, nonché insulti al presidente Hosni Mubarak. Il quale, per inciso, tre anni fa aveva promesso l'abolizione delle condanne al carcere per "offese a mezzo stampa". Oltre alla pronta denuncia di Amnesty International e di molte fonti internazionali, è stato organizzato il sito Free Kareem per aggiornamenti e rilanci continui. Tra le altre, preoccupa la notizia secondo cui il padre di Abdel Kareem ha deciso di "disonorare" il figlio, al quale vorrebbe veder applicata la legge della Sharia: chi non si pente entro tre giorni, viene giustiziato. Intanto Reporters Without Borders fa «appello alle Nazioni Unite per rifiutare la richiesta egiziana di ospitare l'Internet Governance Forum nel 2009» e Abdel Kareem è stato nominato per il prossimo 7th Annual Index on Censorship Freedom of Expression Awards, premio che onora i paladini della libertà d'espressione nel mondo.
Utili differenze fra old & new media
19 febbraio 2007
Partendo dall'assunto per cui «il modo migliore per comprendere i new media è paragonarli con quello che c'era prima», Robert Scoble offre un elenco ragionato delle caratteristiche dei social media. Buona parte delle quali riguardano la possiblità di fare il remix dei materiali digitali, l'interazione con gli autori, l'immediatezza nel ridistribuire e linkare altre fonti. Oltre, ad esempio, la facilità assicurata e dai "new media" di aprire a tutti e gratuitamente gli archivi per vedere i post precedenti. «Provateci con un quotidiano», aggiunge Scoble. «Si, potete farlo con il San Jose Mercury News, ma pagando. E non è mai così facile come qui».